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Commento al Vangelo di :Sant’Agostino :Rivestire l’abito di nozze 
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 1,35-42.
Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando losguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l'agnello di Dio!». E i due discepoli,sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, vedendo che loseguivano, disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), doveabiti?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove abitava e quelgiorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei dueche avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello diSimon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: «Abbiamo trovatoil Messia (che significa il Cristo)» e lo condusse da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo sudi lui, disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol direPietro)».Traduzione liturgica della BibbiaCommento al Vangelo di :Sant’Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della ChiesaDiscorsi 90 ; PL 38, 559s
Rivestire l’abito di nozze
 Che cos'è l'abito di nozze di cui parla il vangelo ? Esso è senza dubbio l'abito che hannosolo i buoni, che saranno lasciati nel banchetto… È forse il battesimo? Senza ilbattesimo nessuno per verità arriva a Dio; ma non tutti quelli che hanno il battesimoarrivano a Dio… Forse è l'altare o ciò che si riceve dall'altare. Noi vediamo che moltimangiano, ma essi mangiano e bevono la propria condanna (1 Cor 11,29). Che cos'èdunque? È forse far digiuno? Fanno digiuno anche i cattivi. È forse frequentare lachiesa? Ma la frequentano anche i cattivi…Qual è dunque l'abito di nozze? « Il fine del precetto - dice l'Apostolo - è la carità chesgorga da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede sincera » (1 Tm 1,5).Questo è l'abito di nozze. Non si tratta però d'una carità qualsiasi, poiché spessosembra che si amino tra loro anche individui che hanno in comune una cattivacoscienza…, ma non hanno la carità « che sgorga da un cuore puro, da una buonacoscienza e da una fede sincera ». È siffatta carità l'abito di nozze.« Se io sapessi parlare le lingue degli uomini e degli angeli, ma non possedessi lacarità, sarei - dice l'Apostolo - come una campana che suona o un tamburo cherimbomba… Se avessi il dono della profezia e quello di svelare tutti i segreti, se avessiil dono di tutta la scienza, e avessi tanta fede da smuovere i monti, ma non avessi lacarità, non varrei nulla » (1 Cor 13, 1-2)… Se avessi tutti questi doni e non avessiCristo, « non varrei nulla »… Quanti beni non giovano a nulla se ne manca uno solo! Senon avrò la carità, anche se distribuirò elemosine ai poveri e se, per renderetestimonianza al nome di Cristo, arriverò fino al sangue (1 Cor 13,3), arriverò fino afarmi bruciare, queste azioni possono farsi anche per amore della gloria e allora sono
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