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Ezechiele Marotta
Diario per un Armistizio
GME
 
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 Allestimento editoriale a cura di Gamma Graphic – BolognaStampato nell'aprile 2006 da Editografica – Rastignano (Bo)
© 2006 GME – Medimond s.r.l. Via Maserati 5 – 40128 Bologna
 
Diario per un ArmistizioDiario per un ArmistizioDiario per un ArmistizioDiario per un ArmistizioDiario per un Armistizio
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L’occupazione
Quel settembre del ’43 si era aperto d’improvviso a scenari sconvol-genti per il Paese e, dopo la bufera politica che aveva sovvertito le vec-chie alleanze, stava presentandone altri che vedevano dispiegate sulsuolo patrio, da un lato truppe già alleate, ora divenute forza occupan-te, e dall’altro eserciti già nemici ma ora non più ostili e assurti al ruolodi liberatori.I fatti e gli eventi che si sarebbero susseguiti, foschi e tumultuosi, spessotragici ma anche densi di nuovi aneliti, avrebbero coinvolto tutti, spe-cialmente i giovani, a vivere giorni di palpitante intensità.Quel settembre, già impresso indelebilmente nella memoria colletti- va, stava per essere consegnato alla Storia. E come dappertutto sull’in-tero territorio nazionale, anche quel paesino, posto nell’immediatoentroterra del Golfo di Napoli a ridosso della Penisola sorrentina, stavaapprestandosi, del tutto inconsapevole, a viverne le vicende.Era un paese, quello, di gente alacre affaccendata per lo più nel lavo-ro dei campi e delle masserie, tranne che per i pochi bottegai e com-mercianti di frutta e ortaggi di stagione. O per coloro che si recavano alavorare nei prestigiosi cantieri navali della vicina Castellammare di Stabia,ove venivano costruite navi commerciali e passeggeri, oltreché militari.Già dal finire del 19° secolo tale attività fu segnata dai vari di grandiunità. Le cronache dell’epoca narrano infatti della discesa in mare dellanave Savoia nel 1883, e della Umberto nel 1888. O di quelle più recentidegli incrociatori Giulio Germanico, Andrea Doria, Eugenio di Savoia,Giovanni dalle Bande Nere. Per non parlare della splendida AmerigoVespucci, nave scuola dell’Accademia navale. E di innumerevoli altre.Gente semplice, dunque, preoccupata sì per l’evolvere della situazio-ne bellica, ma soprattutto in ansia per le sorti dei suoi giovani in armisui vari fronti. Peraltro i più, non disponendo di radio, dovevano rimet-tersi alle notizie che pervenivano da quei pochissimi privilegiati che neerano in possesso, per venire poi diffuse di bocca in bocca.
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