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Stati Alterati Di Coscienza

Stati Alterati Di Coscienza

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01/11/2014

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Stati alterati di coscienza
In ogni situazione in cui i processi che costituiscono lacoscienzacome la memoria, lapercezione, l'attenzione, le emozioni, non lavorano più in modo ottimale, si entra in ciòche viene definito stato alterato dell'ordinario stato dicoscienza. Pur essendo difficileeffettuare una netta distinzione tra uno stato alterato e uno stato ordinario, quest'ultimolo si può considerare come quello stato in cui un soggetto si trova mentre svolge lenormali attività della vita quotidiana, è perfettamente consapevole delle azioni che stacompiendo e si rende conto di ciò che gli accade intorno. Lo stato alterato è quello in cuiil soggetto non è consapevole dell'ambiente circostante oppure ha un controllo parziale onullo dei suoi sensi a tal punto da percepire in modo distorto le sue sensazioni e tutto ciòche vede o gli accade.Essendo una fisiologica condizione dell'organismo ogni individuo nel corso della suavita può avere l'esperienza di uno stato alterato.Diversi sono i meccanismi in grado di indurre tale esperienza. Rimanere immobili nellastessa posizione per diverso tempo fa si che tutti i recettori del corpo si abituino e ilcervello non riceve più da essi le sensazioni tattili e di movimento, in questo modo nonsi ha più l'esattacoscienzadel corpo; questo rappresenta un esempio di stato alterato.Bombardare gli occhi con intense luci psichedeliche o impedire a tutti gli organi di sensodi ricevere ogni informazione proveniente dal mondo esterno, non dà la possibilità alcervello di elaborare precisi punti di riferimento e questo determina la perditadellacoscienzadel tempo e dello spazio: è un altro esempio di stato alterato. Un risultatosimile si ottiene agitando il corpo ininterrottamente per lungo tempo, oppuresottoponendosi a intensi stimoli sonori, ingerendo alcuni tipi di droghe, subendo traumicerebrali o provando un'emozione violenta. In definitiva si entra in uno stato alteratodellacoscienzaquando si è esposti a quei meccanismi che possono alterare il normalefunzionamento dell'attività di tutti i processi cognitivi e che determinano, quindi, unamodificazione della consapevolezza di sé e del mondo circostante.Sotto l'aspetto prettamente fisiologico la differenza degli stati dicoscienzadipende dallavelocità con la quale il cervello elabora le informazioni. Se il cervello elaboravelocemente una notevole quantità di messaggi in entrata, si determina uno stato diiperattività neurovegetativa con conseguenti sensazioni di agitazione ed esaltazioneemotiva; mentre, se le informazioni in entrata sono minime e la velocità di elaborazioneè ridotta, si otterrà uno stato di ipoattivazione neurovegetativa con sensazioni dirilassamento o di sedazione emotiva profonda. Questi stati viaggiano lungo uncontinuum e ogni soggetto può passare da uno stato all'altro in una ridottissima quantitàdi tempo.Gli stati alterati di coscienza sono chiavi di accesso per avvicinarci alla trascendenza, pertransire e passare al di là della normale realtà percepita, attraversando regni sconosciutiverso un fine sempre più lontano dalla "realtà" e dall'ordinario. Ma che cos'è "ordinario"e soprattutto, cos'è la "coscienza"?. A queste domande, l'uomo ha sempre cercato dellerisposte e nemmeno gli studiosi più accaniti hanno saputo dare una spiegazione.
 
Analizzando il problema ci accorgiamo che tutto questo ha a che fare con quello che noichiamiamo "Anima"; la parte sottile della nostra esistenza che ci assicurerà, forse,l'eterna permanenza del nostro "Io" in qualche parte degli universi possibili. Lacoscienza e l'anima stanno dentro di noi, mescolate e intrise alla nostra "fisicità",bilocate tra il mondo fisico e quello sottile, al di qua e al di là della materia, dei mondi,tra i quali è possibile stabilire un contatto. Come? Passando oltre, attraversando,calandoci dentro, il più possibile, a noi stessi, per scoprire il paradosso della vita;l'universo non è fuori di noi ma dentro, ed è calandoci dentro che passeremo fuori, al dilà di ogni cosa.Ma ancora: come?Apprendendo delle tecniche e sviluppando le normali capacità percettive.Se il corpo ci "trattiene" ancorati a questa realtà e il limite è la coscienza dobbiamosforzarci di evolvere la nostra consapevolezza per un trasferimento cosciente del nostro"Io" all'Anima. Dobbiamo indurre il corpo e la mente a uno stato "alterato" per accederea un ordine diverso di percezione.In questi momenti di coscienza dilatata, conseguenza di uno stato di ripiegamento in séstesso, l'Uomo avverte un distacco dal mondo circostante, vivendo però un sentirecosmico, dove lo spirito si inebria di energie rigenerative ed attinge in modo cosciente alsapere universale.Come afferma il Premio Nobel Manfreid Eigen, "La natura delle informazioni èimmateriale"; la realtà materiale è frutto di una "matrice" nascosta agli occhi dellaragione alla quale si manifesta in maniera grossolana e approssimata.A questo punto bisogna chiarire, però, che gli stati alterati di coscienza non sono latrascendenza: sono solo il buco della serratura da cui si può spiare le "realtà alternative".Poiché si vive per vivere e non per morire, nell'attesa si cerca di trovare, di questatrascendenza che ci attende, delle manifestazioni, delle comunicazioni mentre ancoraviviamo su questa terra.Il nostro stato di coscienza ordinario è uno strumento, un meccanismo, una struttura checi permette di muoverci nel nostro ambiente, di decodificare la realtà sociale esternanonché le esperienze ed i valori che ne sono alla base. La nostra società, e gli individuiche la compongono, sono oggi confrontati a profonde trasformazioni culturali etecnologiche tali da rimettere in discussione i fondamenti politici, religiosi, morali edemotivi che costituivano un tempo dei punti di riferimento indiscutibili. Questimutamenti rendono più fluttuanti concetti quale "normale" "patologico", "scienza" e"spiritualità" creando tutta una serie di nuovi interrogativi. Lo stato alterato di coscienzaè uno stato di coscienza "nuovo" vissuto dallo sperimentatore come un cambiamento,spesso radicale, del funzionamento abituale della coscienza. Le informazioni che dalmondo esterno vengono captate attraverso i sensi ed elaborate dal cervello (sistemanervoso centrale) in questo stato potrebbero essere elaborate in altro modo assumendonuovi significati e valori. Gli stati alterati di coscienza non sono per forza indotti o creati
 
artificialmente, fanno parte della nostra vita quotidiana ed ognuno di noi li ha giàsperimentati. Essi sono: gli stati di sogno, gli stati transitori tra sonno e veglia, gli statiipnotici. Altri possono essere le patologie psichiche, l'ebbrezza alcolica, l'estasi, la trancee la meditazione oppure gli stati derivati dall'assunzione di droghe allucinogene. Lo statoalterato di coscienza non può essere considerato come secondario alla "coscienza lucida"perché l'io cosciente decodifica gli stimoli utili alla sopravvivenza (in senso ampio) erisulta perciò mutilato e asservito alla realtà esterna.
La coscienza "alterata" non è altro che la coscienza allo stato primitivo, liberatacioè da condizionamenti sociali imposti;
 una coscienza anteriore, "originaria". Siccome questa coscienza arcaica sottostà alprincipio di realtà essa apparirà "alterata" ogni qualvolta si tenterà di riportarla insuperficie; questo anche perché non è possibile una perdita completa della realtà. Lapsichiatria classica considera gli stati alterati di coscienza come patologici, anticameradel manicomio, fughe dalla realtà soggettivamente frustrante. Non bisogna dimenticareche molti artisti, intellettuali e anche scienziati hanno usato ed usano tuttora sostanzepsicoattive e nessuno si azzarderebbe a mettere in dubbio la loro sanità mentale.Neppure la cultura "giovanile" degli anni sessanta e settanta, che faceva delle drogheleggere un esperienza centrale nella socializzazione, può essere intesa come fenomenopsichiatrico. Se ne potrebbero criticare atteggiamenti ed ideologie, ma anche riconoscereuna spinta nell'elaborazione di nuovi valori sociali e politici che non erano certoespressione di una fuga di massa autodistruttiva e psicotica. In realtà, gli stati alterati dicoscienza sono mezzi per incontrare noi stessi e gli altri a livelli percettivi che ci sonoabitualmente sconosciuti.Le esperienze mistiche sono solitamente concepite quanto coincidendo con stati alteratidi coscienza. Come risultato, una considerazione di stati mistici dovrebbe iniziare unadiscussione sulla coscienza stessa. Eppure la natura della coscienza è una delle piùfondamentali e difficili di tutte le questioni filosofiche.Le risposte a quella domanda si estendono attraverso uno spettro enorme nelle culture enei periodi. Ad un estremo, includono l'idea che la coscienza è un mero sotto-prodottodella materia; quella è la filosofia del materialismo. All'altro estremo c'è l'idea che lacoscienza è il substrato fondamentale della realtà; questa è la filosofia dell'assolutoidealismo come proposto, ad esempio dal Buddhismo Yogachara. Per Nietszche, lacoscienza era una sofferenza prodotta dalla malattia della vita, mentre per la religionevedantica dell'India, è essere e felicità.Eppure, poco importa cos'è la coscienza, il desiderio di alterarla è chiaramente comune ediffuso. Se è il caso, solleva la domanda ovvia sulla natura di uno stato "ottimale" dicoscienza.Nell'Ovest viene comunemente assunto che il nostro stato di veglia usuale è ottimale.Eppure numerose tradizioni religiose e contemplative hanno pretese sulla coscienza checorre all'incontro delle assunzioni occidentali, tra le quali:

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