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Giuliano Giustarini - Amore, rinuncia e illuminazione nel buddhismo Theravada

Giuliano Giustarini - Amore, rinuncia e illuminazione nel buddhismo Theravada

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Published by Luca Sestante
Sati. Rivista dell'Associazione per la Meditazione di Consapevolezza (A.Me.Co.), Anno XII, n. 2, maggio-agosto 2003, pp. 43-54.
Sati. Rivista dell'Associazione per la Meditazione di Consapevolezza (A.Me.Co.), Anno XII, n. 2, maggio-agosto 2003, pp. 43-54.

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10/04/2013

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Questo articolo prende spunto da un libro di recentepubblicazione: Carlo Tullio-Altan,
 Le grandi religioni a con- fronto
, Milano 2002, Feltrinelli Editore. Carlo Tullio-Altan,docente di Antropologia culturale allUniversità di Trieste,compie uno studio comparato delle cosiddette religioni uni- versali (cristianesimo, islam, ebraismo, induismo, shintoi-smo, buddhismo), nel tentativo di fornire chiavi di interpre-tazione utili alla risoluzione dei conflitti religiosi. È un lavo-ro che contiene indubbiamente interessanti riflessioni, maavalla una visione del buddhismo piuttosto distorta.LAutore è cosciente delle difficoltà insite nel suo pro-getto e nella prefazione dichiara espressamente: I profiliessenziali che verranno delineati non hanno nessuna prete-sa di completezza e possono non essere immuni, da unpunto di vista strettamente filologico, da lacune e impreci-sioni. [] Ciò che mi sono riproposto è di delineare delleimmagini che permettessero di cogliere la fisionomia auten-tica delle singole religioni chiamate in causa nel processo dicomparazione senza esaurirne la ricchezza dei contenuti(p.11). Naturalmente, la necessità di sintetizzare complessisistemi di pensiero porta a semplificazioni talvolta eccessive.Tuttavia, se lo scopo dellopera è di offrire strumenti validial dialogo interreligioso, occorre esaminare con cautela que-sti strumenti.Unimportante intuizione di Tullio-Altan sta nel ricon-durre la sua ricerca a un approccio interdisciplinare, ingrado di fornire diverse soluzioni alle barriere linguistiche eculturali che il dialogo interreligioso inevitabilmente incon-
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 Amore, rinuncia e illuminazione nebuddhismo Theraváda.
 A proposito di un libro recente
GIULIANO GIUSTARINI
 
tra. Per usare una metafora ottica, lAutore si rende contoche, per osservare un panorama estremamente vasto quale èquello delle grandi religioni del mondo, occorre un obietti- vo grandangolare. Laltra faccia della medaglia, però, è che ilgrandangolo non ci avvicina abbastanza alloggetto osserva-to: anche (o forse, soprattutto) per uno studio comparato ditali dimensioni, non si può prescindere da una più o menocorretta interpretazione degli insegnamenti spirituali tra-smessi da ciascuna tradizione.Per quanto riguarda il buddhismo, infatti, non solo lin-tera analisi vacilla per le imprecisioni filologiche di cuiTullio-Altan fa ammenda, ma gli stessi intenti dellAutore vengono meno, affidati ai vecchi pregiudizi che hanno carat-terizzato i primi studi occidentali sul buddhismo. Quella cheemerge da questo studio non è certo la fisionomia autenti-ca del buddhismo, ma unimmagine stereotipata. Ci si offredunque loccasione di analizzare alcuni vecchi luoghi comu-ni e, attraverso di essi, provare a comprendere un po più afondo alcuni fattori cruciali del buddhismo.Tullio-Altan, i cui studi antropologici sono di indubbio valore, si basa su traduzioni forse non troppo accurate e suinterpretazioni affrettate, per cui non cè da stupirsi se la visione dinsieme ne risulta alterata. Alcune definizionidellAutore poggiano sulla vecchia interpretazione delbuddhismo come dottrina nichilista e pessimista: La metaultima è quindi quella delleliminazione della vita, il
nirváãa
[] semplice e vuota condizione del nulla(p.189). Oppure: il
nirváãa
, se è qualcosa ai nostriocchi, non può essere altro che lannientamento di ogniforma di vita in noi (p.190), la figura dell
 arhat 
, che hacome obiettivo il raggiungimento dellindifferenza totale(p.194). Permane il concetto che vede non soltanto ilbuddhismo, ma tutti i grandi sistemi indiani permeati dauna passiva ricerca del nulla: Il messaggio fondamentale deimistici indiani invita infatti gli uomini a sottrarsi radicalmen-te allimpegno nel reale, per sfuggire alle sue costrizioni,
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GIULIANO GIUSTARINI: A PROPOSITO DI UN LIBRO RECENTE
 
pene e dolori, che sono irrimediabili, e invita a ricercare eritrovare una risposta nel profondo di sé, una risposta checonsiste nellannientamento del mondo della realtà sulpiano simbolico e nellidentificazione di sé con tale immagi-ne, che si esprime come coscienza del nulla (p.254). Inparticolare, secondo lAutore questottica farebbe da sfondo,con lievi variazioni, tanto alle UpaniÞad quanto alTheraváda: Il buddhismo del Piccolo Veicolo, costituisceinvece lintegrale applicazione della concezione mistica delleUpaniÞad, che nega ogni valore alla realtà mondana. Pur noninteressandosi al
brahman
, anzi dichiarando esplicitamenteche era inutile pensarci sopra, sta di fatto che il Buddha for-mulò nel
nirváãa
latteggiamento pratico che vi si commisu-ra: esattamente, al nichilismo esistenziale del primo corri-sponde quello etico del secondo. Entrambi muovono da unaposizione in base alla quale sia la realtà determinata, comepure lazione, si colorano di negatività (p.191). A sostegno di queste argomentazioni, Tullio-Altan pren-de in esame il tema della rinuncia. La rinuncia monastica,cioè la scelta di coloro che lasciano la famiglia per seguire ilBuddha, è considerata da Tullio-Altan un disimpegno antite-tico allamore, che a sua volta sarebbe considerato, nelbuddhismo, un puro e sterile esercizio della mente, senzaconcrete conseguenze morali (p.194).Sono conclusioni che si prestano a facili critiche, mahanno il merito di rivelare i rischi di una lettura del buddhi-smo che potremmo definire di seconda mano: se alcunetraduzioni del canone páli e alcuni studi un po datatihanno tratto in inganno un esperto antropologo comeTullio-Altan, a maggior ragione possono confondere quantisi accostano al buddhismo senza adeguate conoscenze. È undato di fatto che ci siano numerosi malintesi diffusi intornoal buddhismo, e molti di questi malintesi derivano da unalettura poco approfondita dei testi.Possiamo osservare alcuni esempi. Tullio-Altan, per spiegare la disperata concezione della vita presente nel
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