• Embed Doc
  • Readcast
  • Collections
  • CommentGo Back
Download
 
 LE SOLUZIONI
1.
 
CHE COSA EMERGE DALLE RICERCHE SULLE CONCEZIONIDEGLI STUDENTI ?2.
 
QUALE SCHEMA MENTALE HA L’ALUNNO PER COMPREN-DERE I CONCETTI SCIENTIFICI PROPRI DELLE VARIE DI-SCIPLINE OGGETTO DI INSEGNAMENTO ?3.
 
PERCORSO DIDATTICO SULLE SOLUZIONI4.
 
ATTIVITÀ FENOMENOLOGICO-OPERATIVA
-
 
 Primo livello
 
-
 
Secondo livello
 
-
 
 Approfondimenti
 
 A cura di: Antonio Testoni (e-mail: ajteston@tin.it)
 
 1
CHE COSA EMERGE DALLE RICERCHE SULLE CONCEZIONIDEGLI STUDENTI ?
L’educazione delle scienze mira a sviluppare nei soggetti che apprendonomodelli interpretativi della realtà più efficaci di quelli che vengono costruitinell’ambito del sapere comune. Ogni soggetto che apprende dispone, prima diessere sottoposto all’insegnamento, di schemi mentali in base ai quali strutturai propri ragionamenti, prende decisioni, avanza previsioni e decodifica le in-formazioni che gli vengono fornite. Ci sembra fondamentale dunque, che
l’educazione alle scienze abbia come obiettivo primario quello di incidere suquesti schemi concettuali di senso comune
, aiutando gli allievi ad avvicinarsia quelli di tipo scientifico.Le ricerche effettuate nel corso degli ultimi decenni, sia da psicologi cheda esperti di didattica delle scienze sulle concezioni di tipo scientifico deglistudenti, sono quindi un punto di riferimento necessario per chiunque si occupadi insegnamento delle discipline scientifiche. Queste ricerche - condotte a livel-lo internazionale - hanno evidenziato che i risultati raggiunti nell’educazionedelle scienze sono ben lungi dall’essere soddisfacenti. Di grande rilevanza,proprio in riferimento alla situazione dell’insegnamento scientifico in Italia,sono i risultati delle indagini presentate nel testo
“Conoscenze scientifiche: le rappresentazioni mentali degli studenti” 
a cura di N.Grimellini Tomasini eG.Segrè. Tali risultati mettono in evidenza che, alla fine della scuola seconda-ria,
la maggior parte degli studenti fanno ancora ricorso a concezioni, ossia a modi di ragionare, basate sul senso comune
: l’educazione alle scienze non èdunque riuscita, nella maggior parte dei soggetti a scalfire gli schemi concet-tuali del sapere quotidiano e non ha prodotto strumenti scientificamente ade-guati alla lettura del reale.
 
 2
Le spiegazioni che generalmente vengono fornite dei risultati di queste ri-cerche sono le seguenti:
quando le conoscenze formali sono presentate in modo prematuro, come ge- neralmente avviene, esse non sono in grado di interagire con le conoscenze spontanee degli studenti e non sono quindi capaci di modificarle né di con- tribuire all’evoluzione delle strutture cognitive. Conoscenze scientifiche e conoscenze spontanee si strutturano in due mondi totalmente separati: le prime finiscono così per essere necessarie soltanto durante le ore di scienze per andare bene a scuola, le seconde continuano invece ad essere gli unici strumenti utilizzati per interpretare la realtà.
“Perché gli studenti non sanno padroneggiare ciò che hanno studiato?
 
 I modi propri della conoscenza scientifica contrastano spesso con quellidell’esperienza comune. Il fallimento della scuola sul piano cognitivo è legatoin gran parte al fatto che essa si limita a fornire una patina superficiale di co-noscenze, senza intervenire a rimettere in discussione i modi profondi dellamente infantile.
Una vera educazione al comprendere può attuarsi solo se glieducatori diventano capaci di far affiorare i modi ingenui, sottostanti, met- terli criticamente a confronto con i modi scientificamente evoluti
: occorre i-dentificare consapevolmente i “passaggi cruciali” tra le preconoscenze (infan-tili) ed i modi propri del pensiero scientifico.”
(A.Calvani,
Elementi di didattica
, Carrocci Editore, 2001, pag.75)
of 00

Leave a Comment

You must be to leave a comment.
Submit
Characters: ...
You must be to leave a comment.
Submit
Characters: ...