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PERCORSO DIDATTICO SUL GALLEGGIAMENTO
Leonardo BarsantiniIl percorso vuole introdurre gli studenti alla fisica del galleggiamento e al principio diArchimede, ma vuole anche essere una applicazione di quanto appreso fino a qui sul pesospecifico e sulle forze. A tal proposito gli studenti vengono guidati a rielaborare le loroconoscenze sull’equilibrio, nel caso particolare del galleggiamento, non solo allo scopo difar sì che possano acquisirne nuove, ma anche per permettere loro di elaborare delleipotesi che non siano delle congetture campate in aria ma il frutto di una linea di pensierocoerente: ipotesi che potranno poi, in alcuni casi, essere confermate dalla esperienza.Il lavoro condotto in laboratorio è quindi un punto di riferimento importante, maquesto non deve far passare in secondo piano il ruolo delle idee degli studenti nellacostruzione del loro sapere.Dopo aver ripreso i problemi dell’equilibrio in una situazione già nota allo studente:corpo appeso a una molla, facendo anche uso di semplici rappresentazioni vettoriali, siindaga il comportamento dei corpi, sempre appesi al dinamometro, immersi in un liquidofino ad arrivare al principio di Archimede e a comprendere il fenomeno del galleggiamento.La prima parte, che introduce lo studente alle conoscenze di base, può poi esseresviluppata, con possibili approfondimenti, contestualizzando e generalizzando quantoappreso alla spiegazione di fenomeni nuovi che però possono rientrare sotto gli stessiprincipi di base.
Equilibrio1. Fornite agli studenti un oggetto e chiedete loro come è possibile determinarne ilpeso.
Gli studenti, facendo riferimento a quanto appreso nel percorso sulle forze, possono
 
 
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determinare il peso dell’oggetto per mezzo di un dinamometro.
2. Fate eseguire la misurazione e chiedete se a loro parere l’oggetto appeso allamolla (una volta smorzate le oscillazioni), si trova in equilibrio oppure no.
Il problema dell’equilibrio, seppure in casi semplici, era già stato affrontato altermine del percorso delle forze e gli studenti dovrebbero essere in grado di risponderepositivamente alla domanda posta.
3. Quali sono le forze “applicate” al corpo? Come sono dirette?
Gli studenti dovrebbero essere in grado di indicare la forza peso del corpo direttaverso il basso e la forza della molla diretta verso l’alto.
4. Fate rappresentate graficamente le forze che agiscono sul corpo per mezzo divettori.
Semplici considerazioni sulla rappresentazione vettoriale sono già state introdottenel percorso sulle forze e questa può essere una buona occasione per riutilizzarle eapprofondirle badando a come gli studenti utilizzano la rappresentazione vettorialerelativamente al punto di applicazione, alla direzione e verso e al modulo dei due vettori:non è improbabile che alcuni degli studenti disegnino i due vettori di lunghezza diversa.
5. Chiedete adesso agli studenti di spingere l’oggetto col palmo della mano, dalbasso verso l’alto, in modo che l’allungamento della molla diminuisca, ma chel’oggetto si possa pur sempre ritenere appeso.
 
 
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6. Raggiunta la nuova situazione di equilibrio, chiedete perché l’allungamento dellamolla è diminuito? E’ forse diminuito il peso del corpo?7. Quante sono le forze che agiscono sull’oggetto? Fate rappresentare, per mezzo divettori, la nuova situazione di equilibrio. (Con riferimento alla figura precedente Prappresenta il peso del corpo appeso, F la forza applicata dalla molla al corpo e F’ laforza applicata col palmo della mano al corpo).
E’ importante che i ragazzi siano aiutati a comprendere, passando anche attraversoalcune rappresentazioni approssimate, che la somma delle due forze dirette verso l’altodeve eguagliare in modulo la forza peso. Si ha qui la possibilità di introdurre, anche se inun caso semplice, la somma vettoriale.
8. Con riferimento al caso in cui la mano spinge verso l’alto, dato che il peso delcorpo rimane invariato e che la forza esercitata dalla molla sull’oggetto si puòleggere sul dinamometro, è possibile ricavare la forza con cui la mano spingel’oggetto verso l’alto?
Gli studenti devono, a questo punto, avere chiaro perché l’allungamento della molladiminuisce e come ricavare la forza con cui la mano spinge verso l’alto.La prima parte di questo percorso è stata dedicata a recuperare e approfondire leconoscenze dello studente sulle forze, la loro rappresentazione e misurazione, e
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