terribile. Ero lì, non avevo il coraggiodi toccarla. (Poi) anche un bacio sul-la fronte le ho dato"». Quanta deli-catezza, quanta sensibilità per quel«fantoccino di gomma», ma con «unbel pigiama», che per noi era, è e saràuna persona umana.
l cervello sulla bilancia.
Il gior-no dopo, Maria Grazia Mottola del
Corriere
così descrive l’esito del-l’autopsia, in coda al suo servizio: «E-luana (...) pesava 53 chili, il corpoappariva in buone condizioni, nonaveva ferite da piaghe da decubito, lasua pelle era intatta. Solo un’ano-malia: mani e piedi incurvati versol’interno, in una postura tipica dellepersone immobilizzate». Marinella,sei stata lì tanto tempo e non ti seiaccorta di quelle mani «devastate»?Conclusione: «Calcolato anche il pe-so del cervello: sarebbe uguale a quel-lo di una persona normale». Comecome come? Ma non avevamo letto,sulla stampa laica e scevra da pre-giudizi, che dopo 17 anni di stato ve-getativo il cervello è come una noce?Ma poi, perché «sarebbe»? L’hanno«calcolato», dunque o è o non è, sen-za condizionale.
a fotografia.
Quanto scempiosu quel corpo. Perfino RobertoSaviano (
Repubblica
, 12 febbraio)si lascia andare: «Beppino per rispet-to a sua figlia ha diffuso foto di E-luana sorridente e bellissima, pro-prio per ricordarla in vita, ma pote- va mostrare il suo viso deformato –smunto? gonfio? –, le orecchie dive-nute callose e la bava che cola, uncorpo senza espressione e senza ca-pelli». Senza capelli, la professionistaMarinella non s’è accorta neanche diquesto. E le foto? Titola
Repubblica
(15 febbraio): «Volevano le foto di E-luana morente e Beppino disse: "No,è macabro"». Le voleva Oliviero To-scani che al
Corriere della sera
(15 feb-braio) spiega: «Le avrei messe sul gior-nale solo per far capire alla gente diche cosa stavamo parlando. Davantia quel letto, prima di esprimere ungiudizio, dovevamo passarci tutti.Con una foto del genere avrebbecambiato idea anche il Papa». Chia-ro? L’aspetto di una persona vale adeterminarne il valore; anzi, a deci-dere se è ancora una persona. Bene-
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l corpo di E-luana.
Men-tre le suoreMisericordi-ne tacevano,o appenasussurravano, lo-ro che conosce- vano meglio dichiunque altro E-luana per averlaaccudita per 17anni, i figuranti dell’ultima ora si af-fannavano a ciarlare. Figuranti tuttiben selezionati e schierati, perché co-sì si orienta l’opinione pubblica, conla complicità della"stampa amica". Ferruc-cio Saro, senatore friula-no di Forza Italia, con-cede le sue confidenze al
Corriere della sera
dell’11febbraio. Titolo: «Saro:faceva impressione. L’hodetto a Berlusconi». Vir-golettato: «Guardi, pre-sidente, che Eluana nonè come qualcuno la de-scrive, temo l’abbianoinformata male: 17 an-ni in un letto lasciano se-gni incancellabili». Machi è Saro? Pudicamen-te, il
Corriere
annota: «Ex craxiano, legato alle bat-taglie (divorzio e abor-to) di Loris Fortuna». U-no dell’allegra compa-gnia della buona morte,insomma. A descrivere i«segni incancellabili» viene delegata, lo stessogiorno, Marinella Chiri-co, giornalista del Tg3friulano, «invitata – spie-ga Enrico Bonerandi di
Repubblica
– dal profes-sor De Monte: "Non nepossiamo più di genteche sostiene che Eluanasorride e potrebbe anchemangiare da sola"».Mangiare da sola? E chimai l’ha detto? «"A que-sto punto passa tu, chesei una professionistadell’informazione"». Edecco la descrizione pro-fessionistica: «Marinsel-la scuote la testa: "Elua-na era come un fantoc-cino di gomma. Unadonna devastata da an-ni e anni di immobilità.Magra no. Tenuta bene,con addosso un bel pi-giama (...) ogni due o treore la giravano, per evi-tare le piaghe da decu-bito. Ma per le orecchienon si può fare niente: ouna o l’altra deve pur poggiare sul cuscino. A- veva le orecchie defor-mate, di un colore scuro,probabilmente con unapiaga dentro. All’inizioper me è stata una botta
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www.avvenireonline.it\vita
Avvenire
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Giovedì, 19 febbraio 2009
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punti fermi
tato di coscienza, statodi coma, stato vegetati- vo, stati minimi di co-scienza. Nelle ultimesettimane, a partire dalcaso Englaro, si è lettomolto su questi concetti, ma siè fatta anche molta confusione. Adesso è arri- vato il tempo di fare ordine – almeno per quelpoco, o quel tanto, che le attuali conoscenze per-mettono – su quanto si è detto e ascoltato, pro- vando a mettere alcuni punti fermi con l’aiutodel professore Paolo Maria Rossini, ordinariodi Neurologia dell’Università "Campus Bio-Me-dico" di Roma e direttore del Centro Integratodella Ricerca.a prima cosa da puntualizzare – spiegaRossini – riguarda proprio la difficoltà difare diagnosi di stato vegetativo (Vs). Èper esempio noto, da uno studio inglese, che inun centro di alta specializzazione oltre il 40% del-le diagnosi sullo stato vegetativo è risultato noncorretto». Richiamando l’attenzione sulla neces-sità di una diagnosi sempre più accurata, Rossi-ni descrive la vaghezza dei confini dello stato ve-getativo: «Come negli stati di minima coscienza(Mcs), anche nella condizione vegetativa si veri-ficano delle oscillazioni nella stessa settimana,persino nella medesima giornata, addirittura neltrascorrere di poche ore, durante le quali il pa-ziente può transitare per un po’ nello stato di mi-nima coscienza, per poi fluttuare in quello ve-getativo». E ancora: «Bisognerà capire fino a chepunto funziona il cervello in stato vegetativo –esorta Rossini – perché è scientificamente provato,da studi recenti, che quei pazienti mantengonouna certa forma di pre-coscienza».poi sbagliato pensare che tutti i pazienti instato vegetativo debbano essere alimentatiattraverso sondino, dice Rossini, ricordandoche «esiste una percentuale del 50% circa dei ca-si che conserva la deglutizione, e tra questi cir-ca la metà la mantiene efficace al punto da po-ter essere nutrito per vie naturali e per anni». In-somma, in materia di accanimento terapeutico,e di testamento biologico, discriminare in baseall’utilizzo (oppure no) del sondino non signi-ficherebbe certamente applicare un criterioscientifico. «Allo stato attuale delle conoscenzenon sappiamo se c’è un linguaggio "altro" ri-spetto al nostro, che è fatto di segni riconosci-bili», precisa Rossini, riferendosi alla semioticadelle persone che, solitamente entro 12 mesidal trauma, riescono a risvegliarsi dallo stato ve-getativo per poi transitare in una condizione diminima coscienza. Ancora un punto fermo: E-luana avrà sofferto la sete? «La rete del dolore èun circuito di centri nervosi che controlla anchela coscienza del dolore – spiega Rossini –. Se nel-le persone sane si attivano 10 centri nervosi, nel-le persone in stato vegetativo se ne attivano 6,ossia pochi meno, quindi su quali basi scienti-fiche si arriva a dire che questi pazienti non pro- vano nessun tipo di dolore?».
Luisella Giovanna Daziano
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S
detto XVI prenda nota.
o stupro.
Ma non sono loro ascrutare, manipolare, "stuprare"la povera Eluana; no, siamo noi.Marco Rovelli (
l’Unità
, 14 febbraio)riassume «il pezzo lucidissimo diGiuseppe Genna», scritto su Carmil-la e circolante su Facebook: «L’inna-turale mitosi tra potere ecclesiasticoe potere populista fa di questo Statola negazione di se stesso. Per questaultrema violenza, non liberatricebensì oscena soltanto, Eluana En-glaro è sotto multipli stupri: è sottostupro assoluto». Qui veramente distuprata ci sarebbe la lingua italiana,ma Rovelli ne è entusiasta: «Ho lettoquesto testo in classe, nell’istitutod’arte dove insegno filosofia (...). E hosentito come i ragazzi fossero pre-senti, partecipi». Non osiamo im-maginare la scena. Intanto, lo stessogiorno e sullo stesso giornale, scriveMarco, classe IV liceo: «Eluana è or-mai un vegetale: i danni alla sua cor-teccia cerebrale le impediscono disoffrire, pensare, muoversi. Il Papaafferma, in proposito: "La vita di chisoffre va difesa": ma Eluana non sof-fre, non vede, non sente da 17 lun-ghissimi anni. Che senso ha una vi-ta così?». Un testo laico, pensoso edubbioso, complimenti al prof. Pros-sima lezione: come decidere se una vita ha senso, e che cosa fare quan-do abbiamo deciso che non ne ha. Ecomplimenti al regista: Marco Bel-locchio (
Libero
, 13 febbraio) annun-cia un film su Eluana. Marinella e Sa-ro consulenti?
a crociata contro la Chiesa.
A proposito di volontà reali e pre-sunte, chissà che cosa pensereb-be Eluana, vedendo il suo corpo di- venire pretesto per il solito frasario diguerra. «L’armata del Vaticano allabattaglia dell’etica» è il titolo ro-boante di
Repubblica
(15 febbraio),con l’occhiello: «Fede e potere». Lastessa
Repubblica
prepara il campo il
LL
9 febbraio: «Prelati d’attacco e poli-tici in ginocchio». E poi la parola-fe-ticcio, potere. Titolo della
Stampa
(11febbraio, articolo di Gianni Vattimo):«Il potere che spegne la carità». An-cora la
Stampa
(Barbara Spinelli, 8febbraio): «Il potere apparente dellaChiesa». Corrado Augias (
Repubblica
,8 febbraio): «(Berlusconi) non vuo-le perdere l’appoggio della Chiesa laquale non vuole perdere un governoconcretamente amico né il suo poteredi decidere sulla vita e sulla mortedegli italiani». Nando Dalla Chiesa(
l’Unità
, 9 febbraio): «Il più paganoe immorale dei poteri si è sposatocon il Vaticano; e insieme danno l’as-salto al campo sacro delle nostre co-scienze». Bia Sarasini (
Manifesto
, 10febbraio): «È in corso una feroce par-tita di potere che si esalta della mor-te». Ed è solo "il meglio di".
luana, Welby e il Papa.
Repub-blica
fa e disfa. Giovanna Casadiointervista Emma Bonino: «Anchese imploro "voglio tornare al Padre",per dirla con il Papa, non lo posso piùfare». Orazio La Rocca intervista ilmedico del Papa. Titolo: «Il dottor Buzzonetti: è falso che Giovanni Pao-lo II chiese di non essere più curato,la sua fine fu naturale». Testuale: «IlPapa fu curato fino all’ultimo con leterapie previste, l’alimentazione e l’i-dratazione». Buzzonetti c’era, Boni-no no. Peccato che Bonino parli cin-que giorni dopo Buzzonetti, ossia sene freghi.
a cena con la stampa amica.
Non è vero che soltanto
Avvenire
ha scritto della cena offerta dal-l’avvocato Campeis nella sua villa per ringraziare i giornalisti. Ne ha scrit-to anche l’altro escluso, il
Giornale
(13 febbraio): «Che cattivo gusto, ciperdoni avvocato». Cattivo gusto? Ot-timo, a giudicare dal menù: «Orzot-to con fagioli, cjarsons (leggasi can-nelloni carnici) e lombata di cervo».Basta avere abbastanza stomaco.
LE
m a s s m e d i a
lle 20.55 dilunedì 2febbraio viene battutal’agenzia:«CasoEnglaro – titola –:chiesto permesso per portare via Eluanada clinica Lecco». Inizia così il rebusdel "protocollo", una serie didichiarazioni, interviste e comunicatiche si contraddicono in continuazione.Pochi minuti dopo, alle 21.06, un’Ansariporta la spiegazione del dottor Defanti: «Il sondino non verrà staccatoe per i primi tre giorni si continuerà anutrirla artificialmente, allo scopo dipermettere al personale di verificare lasituazione. Dopo questi tre giorni,senza staccare il sondino, verrà sospesal’alimentazione». Alle 18.56 dimercoledì 4 febbraio Defanticomunica che il protocollo prevedeche «la quantità di nutrienti vengaridotta dopo tre giorni», e che quindila progressiva riduzione potrebbepartire da «domani o venerdì»; dopopochi minuti, ancora l’agenzia Ansa:«La riduzione dei nutrienti saràdiscrezionale, ha proseguito ilneurologo, ma molto probabilmenteprevederà inizialmente una riduzionedrastica, di circa il 50%, e poi semprepiù graduale. Non sarà un processobrutale». Defanti parla di un tempocomplessivo di sopravvivenzaprobabilmente vicino a tre settimane. Alle 20.51, Adnkronos rilancia unadichiarazione della curatrice specialeFranca Alessio: «Di fronte alla totalemancanza di rispetto per il diritto ealle continue minacce e azioni didisturbo che Beppino Englaro stasubendo, credo che i medici abbianotutte le ragioni se decidono diaccelerare i tempi per la riduzione deinutrienti che tengono in vita Eluana».Poco prima della mezzanotte, ilPresidente del Consiglio dichiara che ilgoverno sta lavorando per intervenirenella vicenda di Eluana.lle 9.15 di giovedì 5 febbraio, siannuncia che lo stop allanutrizione potrebbe iniziare ingiornata. Alle 11.07 l’Ansa riferisce unadichiarazione del dottor Defanti,secondo cui dall’indomani inizierà lariduzione del 50% delle sostanzenutrienti somministrate ad Eluana. Laprocura di Udine apre un fascicolo inbase agli esposti pervenuti. In serata sidiffondono voci su un eventualesequestro cautelare della casa di riposo"La Quiete", e Defanti conferma inun’intervista radiofonica al Tg1 che «dadomattina il protocollo prevede lasospensione graduale». Venerdì 6febbraio i carabinieri acquisiscono lacartella clinica di Eluana e funzionaridella Polizia giudiziaria sono speditinel Nord Italia a raccoglieretestimonianze. Ma alle 10.20 intervienepesantemente Beniamino Deidda, ilProcuratore generale di Trieste, chesmentisce l’esistenza di indagini incorso e dichiara «La magistratura delDistretto non attuerà alcuna iniziativache possa eludere o ritardare ladoverosa attuazione di quanto dispostodalla Cassazione». Alle 14.15 si rendenoto che il Consiglio dei ministri haapprovato il decreto "salva-Eluana". Alle 16.26, altro flash d’agenzia:Napolitano non firma il decreto.a mattina di sabato 7 febbraio,l’agenzia Ansa riepiloga: «Dopo lariduzione della nutrizionecominciata ieri, per oggi ne è previstaun’altra; l’ultima è programmata per domenica; poi Eluana non sarà piu’sottoposta alla nutrizione e idratazioneartificiale». Alle 11.16 viene annunciatoche Eluana ha espettorato il sondinoper un attacco di tosse, e che questonon sarebbe il primo episodio. Dopopochi minuti, ancora Defanti: «Ilprotocollo va avanti. In questa fase nonha senso parlare di percentuali», e nondice se è iniziata o meno la sospensionetotale di alimentazione e idratazione.Ore 13.43, Adnkronos: «Non ci sonosolo 48 ore, ma un più ampio margine»prima che il processo che condurrà allamorte Eluana Englaro «possa dirsiirreversibile». A parlare è ancoraDefanti. Un’ammissione, quella delneurologo, che porta avanti le lancettedell’orologio. Ma l’agenzia si concludecon «Defanti, infine, conferma che adEluana sono stati sospesi siaalimentazione che idratazioneartificiali, ma non è iniziata lasedazione, non è ancora necessaria». Alle 14.39 si parla invece di«riposizionamento del sondino naso-gastrico». Alle 16.44, si inizia a dire cheforse la sospensione di alimentazioneed idratazione non è stata graduale, matotale fin dal primo giorno.omenica 8 febbraio alle ore 10 ildottor Defanti dichiara che «per ora le condizioni cliniche diEluana Englaro sono stabili e siprosegue con la sospensione totaledella nutrizione artificiale», e più tardiaggiunge che il ripristinodell’alimentazione sarebbe comunquepossibile senza particolari probleminell’arco dei primi giorni dallasospensione. In serata Defanti dichiarache il protocollo seguito è solo unatraccia, è discrezionale. Alle 8.37 dilunedì 9 febbraio un’agenzia confermache Eluana è stazionaria e abbastanzaidratata. Ore 9.07: «Durante la primasettimana senza alimentazione eidratazione non dovrebbe correregrossi rischi. Lo stato fisico è ottimo –dice Defanti – probabilmente Eluanasarà in grado di resistere anche più alungo della media. Anche perché è unadonna sana. Mai avuto malattie, maiavuto bisogno di un antibiotico». Alle20.24, flash di agenzia: Eluana è morta.Questa è la cronaca degli ultimi giornidi Eluana, così come ce l’hannoraccontata le agenzie giornalistiche. Èimportante spiegare che il famoso"protocollo", depositato il 2 febbraiopresso l’avvocato Campeis, prevede lostop totale di alimentazione eidratazione dopo il terzo giorno diricovero. Quindi dal 2 febbraio eranoto che non ci sarebbe stata alcunagradualità nella sospensione dialimentazione e idratazione. Eppure lenotizie divulgate erano differenti, esembravano indicare ci fosse più tempoa disposizione per salvare Eluana. IlProcuratore generale di Trieste, peraltro,è sempre stato convinto che nienteavrebbe fermato il percorso di morte.
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orse che l’uomo non ci interessa?». In questa domanda diBenedetto XVI c’è la migliore risposta alle accuse di ingerenzarivolte alla Chiesa. Così Domenico Delle Foglie, direttore delsito www.piuvoce.net, lancia nel suo editoriale dal titolo "Quandol’ingerenza non è peccato…" un dossier dedicato al diritto dellaChiesa e dei credenti a manifestare liberamente il proprio pensieroin materia di vita umana e non solo. L’interrogativo iniziale vienedeclinato su più fronti da cinque protagonisti del dibattito politico-culturale italiano: Giorgio Campanini ne analizza la ricaduta sul versante politico, Edoardo Patriarca ne osserva le implicazioni sulfronte sociale, mentre i risvolti educativi vengono evidenziati daPaola Ricci Sindoni. Infine Riccardo Prandini si occupa di pace efamiglia e Sergio Belardinelli delle frontiere della vita.Quest’ultimo, in particolare, spiega che di fronte a una società incui «tutto sembra venir ricondotto al più radicale individualismo»,è bene che «la Chiesa e i credenti alzino la voce: si tratta in ultimodi non consentire che sia il potere a stabilire in che cosa consiste il"bene" della nostra vita o a fissare i criteri della nostra "umanità"».
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a bugia più frequente, sianel web che in certi me-dia, è stata a mio parereil voler far credere, quasi co-me un alibi, che si sarebbe ri-spettata la volontà di Elua-na, quando invece tale "vo-lontà" era stata artificial-mente costruita da una sen-tenza, a dir poco bizzarra, ba-sata sui "sentito dire". Taleforzatura si è resa necessariaper confondere il dramma ele intenzioni del padre con la vita reale della figlia. Così,con questa indebita sostitu-zione di lei, che ha nascostoil carattere tutto ideologicodi una presunta "battaglia diciviltà", si è potuto far pas-sare come violenza e durez-za, ciò che invece era amoree rispetto, e come diritto esollievo, ciò che è stato so-pruso e disprezzo. Ma per-ché tutto ciò? Leggendo mes-saggi e battute su Facebook ho come avvertito il disagioe il fastidio di riconoscere la vita di Eluana, così com’era,come valore indisponibile.Con o senza la sua "volon-ta", era il richiamo del suostato, della sua debolezza,tutta dipendende dagli altri,ad essere quasi insopporta-bile. Che i giudici avesseroeffettivamente ragione sulleintenzioni di Eluana (e-spresse molti anni fa...), nonera ciò che una certa opinio-ne pubblica cercava. Piutto-sto, per costoro, i giudici "do- vevano" aver ragione, a tuttii costi, altrimenti bisognavaammettere che Eluana pote- va essere ancora una di noi,anche così com’era, il segnodella nostra inquietudine e-sistenziale, del nostro dover farci prossimi: che scandalo,la croce!...
Piergiorgio Dellagiuliaanimatore di gruppipro-Eluana su Facebook
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Il rebus del protocollo, «graduale» solo a parole
Stati vegetativi:quanta confusionesulla «diagnosi»
L’onda di bugieanche sul Web
Dall’arrivo a Udinealle dichiarazioni di medici,avvocati, procuratori: le ultime,confuse ore di Eluana nel flussodi lanci delle agenzie di stampa
Belardinelli: contro l’individualismole ragioni di chi difende l’umanità
Sui quotidiani le fantasie separate dai fatti
di
Tommaso Gomez
Paolo Rossini
Nei giorni che hanno segnato l’epilogo del «caso»di Eluana si è concentratoil massimo sforzoper piegare la realtà,confermare teroremie giustificare l’induzionedella morte di una persona gravemente disabile maviva. Tra incongruenzee rovesciamenti del vero
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