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D Repubblica - Tutti i numeri del mondo

D Repubblica - Tutti i numeri del mondo

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I Big Data - intervista a Vincenzo Cosenza e citazione del suo libro "la società dei dati"
I Big Data - intervista a Vincenzo Cosenza e citazione del suo libro "la società dei dati"

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TUTTII NUMERII DELMONDO
TECNOLOGIA 
 Big Data è la paroldel futuro. Che vuol dire incrociare miliardi di informazioni, per decidere su ogni cosa 
di Paola Santoro
 
   F  o   t  o   d   i   G  e   t   t  y
 
B
ig Data è ovunque,ma qualcuno l’haincontrato di perso-na. Per esempio Ke-vin Johnson, im-prenditore di Atlan-ta, che un bel gior-no si è visto tagliaresenza preavviso il massimale della car-ta di credito perché il circuito, incro-ciando una serie di numeri, si era ac-corto che stava iniziando a spenderelow-cost, e aveva quindi dedotto chelui poteva essere annoverato a brevetra le persone a rischio insolvenza.Anche una quindicenne di Minneapo-lis l’ha visto da vicino, e la sua storiaha fatto il giro del mondo. Aveva com-prato un test di gravidanza nella cate-na Target e il solerte ufficio “datascientist” del supermercato, analizzan-do i suoi scontrini, le aveva subito in-viato eccezionali offerte prémaman:peccato che li abbia intercettati il suofino ad allora ignaro genitore.
Big Data è la grande sfida del 2013.
«La quantità di informazioni digitaliche generiamo ogni giorno sta assu-mendo proporzioni colossali, dal se-gnale gps dei telefonini alle strisciatedi bancomat e carte di credito ai twe-et, alle chiacchiere su Facebook: tuttogenera dati, ma è possibile scoprireregolarità nascoste in questa monta-gna di transazioni», spiega il professorCarlo Vercellis, ordinario di Data Mi-ning and Optimization alla School of Management del Politecnico di Mila-no. L’algoritmo imperversa, pervade laquotidianità, ha iniziato a trasformarsida virtuale in reale. Come dice CosimoAccoto, partner di Openknowledge,società di consulenza dedicata ai temidel social business e co-autore conAndreina Mandelli di
Social Mobile Marketing 
(Egea): «Non si “entra” piùin internet, perché ci viviamo dentro».Il passaggio è stato repentino, e ne-cessario, dicono gli esperti, per questoBig Data è stato anche un perno del-l’ultima campagna elettorale dal presi-dente Usa Obama e per questo TomKalil, vice direttore dell’Office of Scien-ce and Technology della Casa Biancaha di recente scritto sul suo blog che«sei dipartimenti e agenzie federalihanno annunciato un investimento dioltre 200 milioni di dollari in strumentie tecniche per accedere, organizzaree mettere a frutto l’enorme quantità didati digitali oggi disponibili».Fino al 2003 tutti noi che usiamo stru-menti connessi alla rete abbiamo pro-dotto byte per 5 miliardi di giga, nel2010 erano già diventati 80 miliardi,oggi quella quantità la raggiungiamo indue giorni. «All’origine si tratta di sem-plici numeri, pura matematica, poi,quando vengono accorpati, letti e in-terpretati diventano informazioni. Secontestualizzati si trasformano in co-noscenza», riprende Accoto. «La mi-surazione sta pervadendo ogni aspettodella vita, e diventerà sempre più per-vasiva. Cambierà radicalmente la no-stra realtà. In anni, se non mesi».
La chiamano innovazione.
In alcunicasi le grandi aziende questo processol’hanno già compiuto. Come scriveVincenzo Cosenza, social media stra-tegist per Blogmeter, nell’ebook
La so- cietà dei dati 
(40 k unofficial editore)«Wal-Mart, la più grande catena di su-permercati americani, incrociando lestrisciate di bancomat e carte di credi-to con la lista della spesa dei propriclienti e i commenti sui social networkaziendali ha capito, per citare un caso,come trasformare l’ultima sua creazio-ne, la patatina piccante Takis, in unsuccesso, puntando sulla forte distri-buzione in California, dove a giudicaredai social media era stata più apprez-zata.Un’altra catena di supermarket, la bri-tannica Tesco, sempre basandosi suinformazioni sui suoi clienti già imma-gazzinate nei propri data base, è riu-scita a limitare gli sprechi nella distri-buzione di alimentari freschi incro-ciando gli ordini, tra l’altro, con le pre-visioni del tempo, secondo il principio“se fa freddo venderemo meno fruttae insalata”.
Anche le banche sono in pista.
A Sin-gapore la Citigroup, grazie a un’équipedi 250 data analist solo per l’Asia, sop-pesa gli acquisti e i commenti dei cor-rentisti per offrire loro sconti in risto-ranti e shopping mall, spedendo smssui loro telefonini proprio mentre si tro-vano nei paraggi di un locale conven-zionato: se funziona, loro ne ricavanouna nuova transazione bancaria.La mole di applicazioni dell’intersezio-ne intelligente dei dati è infinita, e puòfruttare moltissimo. «Sia per le aziendesia per i cittadini: se la pubblica ammi-nistrazione impara a ottimizzare usan-do ciò che già sa dei cittadini, i servizi
 I supermercatTesco incrociano gli ordini conle previsioni meteo,riducendo gli  sprechi di frutt
16 FEBBRAIO 2013
   F  o   t  o   d   i   G  e   t   t  y

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