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Ancora sorprese epubblicità negativaderivanti dal viaggiopromozional-turisticoemangereccio fattodai nostri ammini-stratori & company interra d’America.Si sono fatti ricono-scere. Non per le pro-mozioni Gattopardiane, bensì “
 pernon aver saldato quanto pattuito
”,facendosi bacchettare dal Consolegenerale d’Italia a New York,Francesco Maria Talò, che ha cono-sciuto l’allegra comitiva margherite-se il 2 giugno 2008 nel corso delladella Festa nazio-nale celebratapresso uno deimigliori locali diNew York, ilCipriani WallStreet.
Una festa della Repubblica diver- sa dal solito, la prima patrocinata dal console gene-rale d’Italia a New York, Francesco Maria Talò
èquanto ha scrittoSilvana Mangione dalla redazione diNew York di Gente d’Italia, quotidia-no degli italiani d’America.
TRIBUTIEONERICONCESSORI
L’OPINIONE
Il Comune di Santa Margherita, nelleultime settimane, ha notificato ai cit-tadini delle richieste di pagamentodi tributi per il trasferimento in pro-prietà delle aree assegnate ai privatiper la ricostruzione degli immobilidiruti dal terremoto, nonché delleingiunzioni di pagamento per onericoncessori.Ho avuto modo di interessarmi dientrambe le questioni; l’una, riguar-dante i tributi richiesti per la regi-strazione e la trascrizione dell’ordi-nanza sindacale di trasferimentodella proprietà dei lotti, per merointeresse scientifico; l’altra, riguar-dante gli oneri concessori, per finiprofessionali, avendo la società pro-fessionale della quale faccio partepatrocinato ricorso innanzi al TAR.Pertanto, mi pare opportuno dare uncontributo tecnico rassegnando lamia opinione in ordine ad entrambele problematiche.Con sufficiente serenità mi sento disostenere che nulla è dovuto dai cit-tadini per il trasferimento dei lotti inproprietà.Il D.L. 27 febbraio 1968, n. 79, con-vertito con modificazioni in legge 18marzo 1968, n. 241, all’art. 4,espressamente prevede che, nel-l’ipotesi in cui gli immobili distruttidal terremoto siano ricostruiti “sualtra area ritenuta tecnicamente ido-nea”, “ai proprietari dei fabbricatida ricostruire viene assegnata gratui-tamente in proprietà l’area necessa-ria”.Inoltre, l’art. 55 del medesimo testolegislativo dispone un’esenzionedalle imposte di bollo, di registro edipotecarie, dalle tasse di concessio-ne governativa, dai diritti catastali,ecc… per tutti gli atti, le domande, iprovvedimenti, i contratti “comun-que” relativi alla ricostruzione deicomuni della Sicilia colpiti dal terre-moto del 1968.In ultimo, l’art. 43 della legge 1 ago-sto 2002, n. 166 prevede che il tra-sferimento in proprietà delle areeassegnate ai privati è disposto, dopol’ultimazione dei lavori, con ordinan-za del sindaco.
 
C’è posto per te:
Gli idonei al concorso del Centro Ricerca di Biotecnologie
 
ILFRONTEDELNO: Sedute consiliari in contemporanea venerdì 20 febbraio
Acqua: la parola ai cittadini
Anno 0 numero 2 - Febbraio 2009
(segue a pag. 2)(segue a pag. 3)(Servizio a pag. 4)
 
In tutte le città in cui il servizio idri-co è stato privatizzato il prezzo del-l’acqua è schizzato alle stelle: è undato di fatto.Basterebbe questa sempliceconstatazione per difenderela natura pubblica del servi-zio idrico, potenziandonesemmai l’efficienza. Risorsenaturali, petrolio, gas, fannola ricchezza dei territori. Ilnostro è ricco di risorse idri-che e non si comprende per-ché, anziché farne tesoro per la nostra economia, dovremmo ceder-le ad un privato con tutte le incognitedel caso. Privatizzare le reti è unerrore strategico imperdonabile cheequivale a rinunciare ad un pezzodella nostra sovranità, tanto più inuno scenario caratterizzato da graviincertezze circa la disponibilità futu-ra di acqua. Opporsi alla privatizza-zione dell’acqua significa anche, inmolti casi, opporsi agli interessi ille-citi ed al cancro delle clientele. Sottoquesto profilo la nascita degli A.T.O.è stata una iattura: i debiti dellesocietà che gestiscono i rifiuti, appe-santiti dal gravame del car-rozzone clientelare, vengonospalmati sulla fiscalità pub-blica, cioè pagati dai contri-buenti siciliani. Non ci vole-va molto per prevedere l’esi-to finanziario disastrosodegli ato in Sicilia. Eppure iregisti dell’operazione hannoaffondato il coltello nelburro. Si indignava a turnochi restava fuori dalla torta, salvo zit-tirsi nel momento in cui poteva anchelui lucrarci qualcosa. Pochi, pochis-
ALL’INTERNO:
Acqua. No alla privatizzazioneAl B.E.S. c’è posto per te!Alla ricerca delle “chiavi”Messina - S. Margherita solo andata
La Specula 
osservaUn bando per 15 giorniOrgoglio o vergogna?Trummunati
I DEBITI DELLACULTURASANTORIANA
ILCONSOLE D’ITALIAANEWYORK
RECLAMASOLDI DALSINDACO DI S. MARGHERITA
(segue a pag. 2)
 
simi, i parlamentari, i sindaci ed iconsiglieri vigili, lungimiranti e coe-renti; pochi e quasi sempre senzapotere di incidere granché. Dopo irifiuti, l’acqua. E’ un film di secondavisione, ma su una materia ancor piùdelicata. La gran parte dell’opinionepubblica ignara dei retroscena.Ignara degli abusi e delle illegittimi-tà, delle furbizie e delle prepotenzeche hanno costellato a profusionel’iter di affidamento delle reti idrichead un unico gestore privato: a confer-ma dell’avida determinazione deicomitati d’affari a mettere mano aigiacimenti finanziari del POR 20002006, dacché se non ci fosseroquei quattrini, a nessuno verrebbe inmente di privatizzare le reti. Anchein questo caso poteri forti che affon-danoil coltello dei lorointeressi nel burrodella politicaregionale e pro-vinciale, lontanaanni luce dallacapacità digovernare que-sti processi.D’altra parte,quando l’esito di una vicenda cosìimportante rimane appesa alle sen-tenze di tribunali e consigli di giusti-zia amministrativi, la politica è giàsconfitta.E noi ? Da quasi un decennio trasfe-riamo risorse del nostro bilancio alcosiddetto ato idrico, in cambio delnulla: una sorta di pizzo legalizzato.E se il Comune tarda il pagamentoviene sommerso da diffide e messe inmora. Nessun Sindaco, nessun fun-zionario è stato mai in possesso diatti inerenti l’attività dell’ato: paga ebasta. Gestione misteriosa, tetragonaed impermeabile ad ogni richiesta ditrasparenza. Il Presidente Fontana,(riconfermato e votato alla grande daimargheritesi), è giunto perfino asostenere che consiglieri e cittadininon sono legittimati a richiederedocumentazione inerente l’attivitàdell’ato. Siamo sempre andati arimorchio, più per inerzia che per convinzione, dei Comuni capofila inquesta vicenda, Palma e Bivona sututti : un colpo al cerchio ed uno allabotte, non si sa mai. Poi il colpo digrazia: il Sindaco Santoro, ummaumma, si fa nominare membro delConsiglio di Amministrazionedell’Ato idrico, cioè da sindaco con-testatore diventa di fatto amministra-tore del processo di privatizzazione:nessuna concertazione, nessuna con-divisione con i Sindaci dell’Unionedei Comuni, inutile perfino a coordi-nare una politica univoca su questamateria. Decenni di lotte contadineper l’acqua approdano oggi a questabeffa. Lo spieghi ai contadini memo-ri di quelle lotte il Sindaco postcomunista Santoro; lo spieghi, se gliriesce, dallo scranno di consiglieredi amministrazione dell’ato idrico,nella cui veste ha già sottoscritto ilprogramma della consegna delle reticomunali alla Girgenti Acque. Difronte a tutto questo dobbiamo apriregli occhi e recuperare il gusto di lot-tare in prima persona per difenderela nostra libertà, il nostro futuro.Che gli amministratori subordininoqualsiasi altra decisione in materiaad una consultazione referendariaseria. Che la parola passi ai cittadi-ni, perché l’accesso all’acqua è dirit-to alla vita. Altrimenti darannoall’acqua una brutta forma.
Gaspare Viola
 
Segnatamente, poi, il comma 3 ditale articolo espressamente disponeche: “Gli atti, contratti, documenti eformalità occorrenti per la ricostru-zione o la riparazione degli immobilidistrutti o danneggiati nei comunidella valle del Belice, colpiti daglieventi sismici del gennaio 1968,sono esenti dalle imposte di bollo,registro, ipotecarie e catastali non-ché dalle tasse di concessione gover-nativa”. Tali esenzioni sono state pro-rogate fino al 31 dicembre 2009 dal-l’art. 2, comma 9, della legge 22dicembre 2008, n. 203.Alla luce dei citati riferimenti nor-mativi pare indubbio che il procedi-mento disegnato dalle norme siadestinato a sfociare nel trasferimentoa titolo gratuito della proprietà del-l’area, come peraltro ritenuto anchedalla giurisprudenza della Corte diCassazione. Dunque, nessunasomma a nessun titolo può essererichiesta ai cittadini dal Comune.In ogni caso, nessun tributo è dovutoper la registrazione e trascrizionedell’ordinanza di trasferimento dellaproprietà delle aree assegnate. Ciòper espressa previsione normativa diesenzione, applicabile anche agli attidi trasferimento, in quanto gli stessisono preordinati a concludere il pro-cedimento di ricostruzione degliimmobili diruti dal terremoto.Peraltro una simile lettura trova con-forto nell’interpretazione dell’art. 43,comma 3, L. n. 166/2002 fornitadalla stessa Amministrazione finan-ziaria con apposita circolare, cui, per inciso, gli Uffici periferici sono tenu-ti ad uniformarsi in virtù del vincolodi subordinazione gerarchica che lilega all’Amministrazione centrale.Parimenti, a mio avviso può sostener-si che i cittadini non debbano pagaregli oneri concessori. Sul punto mipermetto solo qualche cenno, consi-derato che sono ad oggi pendenti giu-dizi dinanzi al TAR e che, pertanto, èopportuno aspettare la pronuncia deigiudici.Tuttavia, non può sottacersi che ilLegislatore ha espressamente previ-sto che il contributo per oneri con-cessori non sia dovuto “per le opereda realizzare in attuazione di norme odi provvedimenti emanati a seguitodi pubbliche calamità”. E pare paci-fico che la fattispecie in esame rien-tri pienamente nella previsione nor-mativa. A ciò aggiungasi che ladetermina dirigenziale di ingiunzio-ne di pagamento adottata dalComune risente di vizi intrinseci ido-nei a determinarne l’illegittimità per violazione delle norme disciplinanti iprocedimenti amministrativi.
Francesca Valenti
 
L’Associazione
 Noi per Santa Margherita
, manife-sta la propria preoccupa-zione per la presenza delSindaco nel C.D.A.dell’ATOidrico. Si fa pro-motrice affinchè vengaindetto un referendum per far scegliere alla popolazio-ne se vuole manterere ilservizio idrico privato o tor-nare alla gestione pubblica.
Un forte no alla privatizzazione dell’acqua.
Acqua: la parola sia data ai cittadini
 
TRIBUTIEDONERICONCESSORI:L’opinione
 
 Per la prima volta l’innoamericano non è stato cantato,ma suonato. Per la prima volta, nel giorno della propria festa nazionale, la Repubblicaitaliana ha deciso di presenta-re l’inno dell’Unione europea. Per la prima volta l’inno di Mameli, ha trovato morbidarisonanza nel sommesso coro spontaneo di accompagna-mento da parte degli interve-nuti. Per la prima volta
silegge ancora nell’articolo diMangione -
il console generale si è rivolto agli invitati soltan- to in italiano. Per la prima volta, si sono festeggiate altreimportanti ricorrenze, apparte-nenti, queste, alla nostra cul- tura”.
Tante prime volte per ilConsole insediatosi qualchemese prima.E i nostri amministratori?Anche loro hanno stabilito,con quel viaggio, un primato,tanto da far titolare il quoti-diano LA SICILIA, di domeni-ca 15 febbraio “A SBAFO ANEW YORK. E ORA SIPAGA...” conquistando sia laprima pagina nazionale cheuna interna.Eclatante finire in primapagina , accanto alla cro-naca del vertice del G7dove i grandi discutonodella fame nel mondo edelle ristrettezze econo-miche internazionali, per apprendere che c’è chi“ha mangiato a sbafo”.Si rimane esterrefatti.Contavamo di finire inprima pagina magari per-ché si fossero trovati ifinanziamenti per com-pletare la ricostruzione,oppure quelli necessariper sollevare le acque delLago Arancio.Niente di tutto questo.Siamo agli onori dellacronaca per le sommepretese dal Consolenecessari “
a coprire icosti sostenuti per gli invi- tati aggiuntivi del comu-ne di Santa Margherita di Belice indicati dal Sindaco”.
I DEBITI DELLACULTURASANTORIANA
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