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INTRODUZIONE ALLE OSSERVAZIONI – PUNTO 1
1.
Tutto l’iter amministrativo che ha accompagnato la vicenda del sito di Bustighera, èinfarcito di errori, leggerezze, forzature, Deliberazioni a carattere d’urgenza fatte perscoraggiare ricorsi, proroghe, diffide e sospensive a carico della M.S.E, una quantitàenorme di deroghe alle prescrizioni in materia edilizia e ambientale a tutti i livelli:Regionale, Provinciale, Parco Agricolo Sud Milano e Comune di Mediglia.Vale la pena di ricordare che il sito di Bustighera fu individuato sul finire degli anni ‘90come sito provvisorio di emergenza per la trito vagliatura che venne autorizzata dallaProvincia e più volte prorogata, nonchè con l’occupazione d’urgenza del suolo ad usopubblico da parte dell’Amministrazione Comunale di Mediglia.Successivamente fu autorizzata la realizzazione del capannone atto al trasbordo dei RSU.Tutto ciò fino all’incendio che ha distrutto il sito nel giugno del 2007 e alla comunicazionedirigenziale provinciale successiva (259/2007) che intimava alla MSE il ripristino del sito edell’attività, pena la decadenza dell’autorizzazione a trito vagliare.Nel frattempo la MSE aveva avanzato la proposta di trasformare e ampliare ilTritovagliatore con la costruzione di un impianto di compostaggio che otteneva primaparere favorevole al VIA Regionale, poi il benestare della Conferenza dei Servizi e infinel’Autorizzazione a Procedere della Provincia (545/2006) del Dicembre 2006 allacondizione che il cantiere fosse aperto entro un anno e i lavori completati entro tre anni,pena il suo decadimento.La decadenza delle autorizzazioni a trito vagliare e a costruire l’impianto di compostaggioè, come riconosce la stessa Delibera proposta dalla maggioranza, oggetto di obiezionisollevatesi da più parti a livello locale.Se le obiezioni sono fondate, e noi crediamo che lo siano, allora ad oggi non sarebbe invigore nessun atto amministrativo che autorizzi chicchessia ad operare qualsivoglia attivitàattinente i RSU nel sito di Bustighera e il progetto presentato da Me.S.Eco non sarebbeuna proposta di ampliamento, bensì un progetto che richiederebbe l’autorizzazione ex-novo per tutte le attività, compostaggio incluso, e che non potrebbe beneficiare di nessunprivilegio derivante dalla pre-esistenza di impianti in funzione (il Tritovagliatore è statodistrutto dall’incendio e mai ripristinato) e di presunte autorizzazioni di ampliamento(compostaggio).
Breve cronistoria del sito di Bustighera:2.
Qui ci troviamo tutti formalmente d’accordo sull’essere “contro” al progetto delgassificatore. Ma c’è modo e modo di esserlo, perché è possibile esprimere un essere“contro” di facciata e un essere “contro” di sostanza. Sono solo i contenuti con cui siargomenta la propria contrarietà e gli atti che ci si impegna a porre in essere, a svelare lapropria reale volontà, anche politica, di essere fieramente determinati a impedire larealizzazione del progetto.
Modalità di opposizione al Progetto:
La Delibera proposta dalla maggioranza esprime, unitamente a tutti i comportamentiassunti dalla maggioranza medesima in questa vicenda (mi limito a ricordare i ritardi el’incompletezza della comunicazione nei confronti della cittadinanza) esprime, dicevo, unamodalità di essere “contro” che finisce per essere solo di facciata. Per assenza di
 
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sostanza, al contrario di quanto espresso dal Movimento Civico de “La Fenice perMediglia” sia con le proprie osservazioni al progetto, sia con il proprio attivismo, sia con gliimpegni assunti nei confronti della cittadinanza.
 
a) Cominciamo dalleLa vicenda dell’incendio ha ampiamente dimostrato l’inaffidabilità della M.S.E., oggiMe.S.Eco, a operare attività di tritovagliazione, figuriamoci quali credenziali questaazienda possa esibire per operare con un gassificatore da 300 mila tonnellate all’anno.La maggioranza non ha ritenuto di esprimere rilievi né dubbi sulla affidabilità dellaMe.S.Eco nelle osservazioni indicate in Delibera.E allora facciamo l’identikit di questa azienda: la sua sede sociale è “Strada Provincialen. 39, 20060, Mediglia, Milano” ossia all’interno del capannone inagibile del tritovagliatore. Naturalmente nella sede sociale non è presente nessun rappresentante concariche significative nell’azienda.C’è di più: la Me.S.Eco è una società per azioni con un capitale versato di 120 MILAeuro che sta richiedendo l’autorizzazione a un progetto per il quale prevede uninvestimento di circa 260 MILIONI di euro con una stima di costi operativi per circa 60MILIONI di euro all’anno.La Me.S.Eco non ha presentato un piano finanziario che dimostri la disponibilità diqueste somme, e nemmeno ha illustrato credenziali su possibili sinergie finanziarie eoperative derivanti dalla sua collocazione all’interno di un qualche gruppo o holding diaziende. Ciò pone un serio problema per l’Amministrazione e per la cittadinanza: qualeè la controparte cui rivolgersi se emergono problemi o malfunzionamenti in fase dicostruzione o di gestione dell’impianto? Cosa succede se si iniziano i lavori e poi non cisono i soldi per completarli?Inoltre, la modalità di avvio della procedura di VIA, con deposito del progetto il 23dicembre, antivigilia di Natale, e con la comparsa dell’annuncio sul Corriere della Serail 30 dicembre, antivigilia di capodanno, atto che avviava formalmente l’iter proceduraledi VIA, non è certo un elemento di trasparenza e non giova alla credibilità dellaMe.S.Eco come proponente.
Credenziali della Me.S.Eco:
b) Passiamo alleCominciamo col dire che l’Amministrazione Comunale ha il potere di opporsi in mododeterminato e determinante alla realizzazione del gassificatore. Il tormentonealimentato da più di un esponente della maggioranza, già sentito fino alla noia anchedurante la precedente vicenda dell’impianto di compostaggio, che il Comune sarebbe“costretto” a fare proprie le decisioni assunte a livello superiore di Regione e Provinciaè appunto, e come minimo, un modo per fare opposizione di facciata. Ma le cose nonstanno così, per fortuna:In primo luogo, il Piano Provinciale dei rifiuti stabilisce che (pag. 337): “
la realizzazione di tali impianti è comunque consentita alle condizioni previste dalla Linee Guida precedentemente citate al punto c) Nuove attività; in particolare: l’impianto deve essere previsto nel PRGR e nel PPGR, l’impianto deve avere il consenso dell’Amministrazione locale (Accordo di programma), l’impianto deve prevedere forme di mitigazione/compensazione ambientali anche aggiuntive a quelle indicate negli studi di impatto ambientale eventualmente dovuti 
.” Nessuno di questi tre criteri è rispettato.In particolare l’Amministrazione nella Delibera non ha impegnato concretamente ilSindaco a esprimere parere negativo vincolante in sede di Conferenza dei Servizi.
 
Responsabilità degli amministratori del Comune di Mediglia:
A tal proposito non si comprende quale sia il significato della generica affermazioneriportata al punto 5. della Delibera che recita “
di dare mandato agli organi competenti 
 
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per tutti gli atti consequenziali al fine di controllare puntualmente l’iter progettuale ribadendo in tutte le sedi competenti la contrarietà dell’Amministrazione di Mediglia ecc. ecc.
)”. Questa frase, letta nella lingua italiana, afferma che l’Amministrazione siimpegna a ribadire in tutte le sedi competenti che è contraria al progetto, lasciandointendere che comunque la decisione spetterebbe appunto alle “
sedi competenti 
” e chei margini di manovra per l’Amministrazione non andrebbero oltre il “
ribadire la contrarietà 
”.Inoltre si sarebbe potuto premettere alle osservazioni proposte, una “Richiesta” allaRegione Lombardia, così come ha fatto il Movimento de “La Fenice per Mediglia”,chiedendo alla Regione di esprimersi in tempi rapidi, evitando lungaggini, e soprattuttocon un parere definitivamente negativo e non interlocutorio.Inoltre l’Amministrazione avrebbe potuto precisare nella Delibera quali azioni èdisponibile a porre in atto, oltre l’espressione di contrarietà nelle sedi competenti, perportare ottenere il risultato auspicato dalla cittadinanza, ossia la definitivacancellazione del Progetto. Azioni che, se precisate, avrebbero consentito allacittadinanza di misurare coi fatti il reale impegno dell’Amministrazione per il bloccodefinitivo del Progetto medesimo. Ad esempio, perché l’Amministrazione non haprecisato che si impegna fin d’ora a impugnare eventuali pareri favorevoli dellaRegione e/o della Provincia di fronte ai competenti organi giudicanti.In secondo luogo, in capo al Sindaco e al Segretario Comunale ricadono tutte leresponsabilità amministrative in materia di ispezione e vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia, ed è quindi inammissibile che venga deliberato il punto 6. “
di sollecitare la Provincia di Milano affinché, per i motivi di cui in premessa, risponda sull’efficacia dei suoi provvedimenti 
”. E’ infatti responsabilità del Sindaco riconoscere e interpretare lavalidità degli atti emessi a tutti i livelli che comportano doveri per l’amministrazione eassumere le giuste e conseguenti decisioni, eventualmente ascoltando il parere di unlegale. In altri termini deve essere l’Amministrazione ad assumersi la responsabilitàdegli atti inerenti l’autorizzazione all’impianto di Compostaggio.E in ogni caso, la richiesta rivolta alla Provincia con il citato punto 6., prefigura lasussistenza del dubbio, ancorché inammissibile, da parte dell’Amministrazione. Eallora non si comprende come si possa, in presenza di tale dubbio, deliberare quantoindicato al punto 2. “
fatto salvo il progetto già autorizzato con Disposizioni ecc. ecc. per i seguenti motivi ecc. ecc.
”.Delle due l’una: o c’è il dubbio e allora non si può dare per già autorizzato ilcompostaggio o non c’è il dubbio e allora non è necessario sollecitare alcunché allaProvincia. In definitiva i punti 2. e 6. della Delibera non possono coesistere perchésono incoerenti.c) Per finire è necessario porre qualche rilievo di merito alleNoi sosteniamo che le osservazioni proposte sono deboli, prive di riferimenti a vincoli dilegge o amministrativi di natura realmente cogente, non considerano i criteri escludentie/o penalizzanti indicati ad esempio dal Piano Provinciale dei Rifiuti, ignorano che ladeprecabile approvazione del progetto scatenerebbe a cascata una inammissibilevalanga di deroghe e modifiche di strumenti regolatori a livello provinciale, di parcoagricolo e comunale.
Osservazioni chel’Amministrazione intende inviare alla Regione Lombardia:
Se l’Amministrazione si fosse presa la briga, come abbiamo fatto noi, di dare unaocchiata alla Delibera con la quale la Regione Lazio ha negato il parere favorevole alVIA per l’impianto di Malagrotta, si sarebbe resa conto che le argomentazioni utili ai fini
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