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per tutti gli atti consequenziali al fine di controllare puntualmente l’iter progettuale ribadendo in tutte le sedi competenti la contrarietà dell’Amministrazione di Mediglia ecc. ecc.
)”. Questa frase, letta nella lingua italiana, afferma che l’Amministrazione siimpegna a ribadire in tutte le sedi competenti che è contraria al progetto, lasciandointendere che comunque la decisione spetterebbe appunto alle “
sedi competenti
” e chei margini di manovra per l’Amministrazione non andrebbero oltre il “
ribadire la contrarietà
”.Inoltre si sarebbe potuto premettere alle osservazioni proposte, una “Richiesta” allaRegione Lombardia, così come ha fatto il Movimento de “La Fenice per Mediglia”,chiedendo alla Regione di esprimersi in tempi rapidi, evitando lungaggini, e soprattuttocon un parere definitivamente negativo e non interlocutorio.Inoltre l’Amministrazione avrebbe potuto precisare nella Delibera quali azioni èdisponibile a porre in atto, oltre l’espressione di contrarietà nelle sedi competenti, perportare ottenere il risultato auspicato dalla cittadinanza, ossia la definitivacancellazione del Progetto. Azioni che, se precisate, avrebbero consentito allacittadinanza di misurare coi fatti il reale impegno dell’Amministrazione per il bloccodefinitivo del Progetto medesimo. Ad esempio, perché l’Amministrazione non haprecisato che si impegna fin d’ora a impugnare eventuali pareri favorevoli dellaRegione e/o della Provincia di fronte ai competenti organi giudicanti.In secondo luogo, in capo al Sindaco e al Segretario Comunale ricadono tutte leresponsabilità amministrative in materia di ispezione e vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia, ed è quindi inammissibile che venga deliberato il punto 6. “
di sollecitare la Provincia di Milano affinché, per i motivi di cui in premessa, risponda sull’efficacia dei suoi provvedimenti
”. E’ infatti responsabilità del Sindaco riconoscere e interpretare lavalidità degli atti emessi a tutti i livelli che comportano doveri per l’amministrazione eassumere le giuste e conseguenti decisioni, eventualmente ascoltando il parere di unlegale. In altri termini deve essere l’Amministrazione ad assumersi la responsabilitàdegli atti inerenti l’autorizzazione all’impianto di Compostaggio.E in ogni caso, la richiesta rivolta alla Provincia con il citato punto 6., prefigura lasussistenza del dubbio, ancorché inammissibile, da parte dell’Amministrazione. Eallora non si comprende come si possa, in presenza di tale dubbio, deliberare quantoindicato al punto 2. “
fatto salvo il progetto già autorizzato con Disposizioni ecc. ecc. per i seguenti motivi ecc. ecc.
”.Delle due l’una: o c’è il dubbio e allora non si può dare per già autorizzato ilcompostaggio o non c’è il dubbio e allora non è necessario sollecitare alcunché allaProvincia. In definitiva i punti 2. e 6. della Delibera non possono coesistere perchésono incoerenti.c) Per finire è necessario porre qualche rilievo di merito alleNoi sosteniamo che le osservazioni proposte sono deboli, prive di riferimenti a vincoli dilegge o amministrativi di natura realmente cogente, non considerano i criteri escludentie/o penalizzanti indicati ad esempio dal Piano Provinciale dei Rifiuti, ignorano che ladeprecabile approvazione del progetto scatenerebbe a cascata una inammissibilevalanga di deroghe e modifiche di strumenti regolatori a livello provinciale, di parcoagricolo e comunale.
Osservazioni chel’Amministrazione intende inviare alla Regione Lombardia:
Se l’Amministrazione si fosse presa la briga, come abbiamo fatto noi, di dare unaocchiata alla Delibera con la quale la Regione Lazio ha negato il parere favorevole alVIA per l’impianto di Malagrotta, si sarebbe resa conto che le argomentazioni utili ai fini
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