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Platone
Protagora
Edizione Acrobat
a cura di
Patrizio Sanasi
(patsa@tin.it
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Protagora
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PROTAGORA

PROTAGORA di Platone Traduzione di Augusta Festi VERSIONE ELETTRONICA - PER I NON VEDENTI - CURATA DA AMEDEO MARCHINI (I numeri fra parentesi si riferiscono alle note poste al termine del testo) AMICO: Da dove salti fuori, o Socrate? Ma \u00e8 chiaro, sicuramente torni dalla caccia al bell'Alcibiade!(1) L'ho visto ieri l'altro, e mi \u00e8 parso ancora un bell'uomo, e tuttavia ormai uomo, sia detto fra noi, o Socrate, che si \u00e8 gi\u00e0 quasi coperto di barba!

SOCRATE: E con questo, allora? Non sei ammiratore di Omero, il quale sosteneva che l'et\u00e0 pi\u00f9 grata \u00e8 quella di colui al quale spunta la prima barba,(2) appunto l'et\u00e0 che ha ora Alcibiade? (3) AMICO: E ora che fai? \u00e8 veramente da lui che vieni? E in che disposizione d'animo \u00e8, il giovanotto, nei tuoi riguardi?

SOCRATE: Buona, almeno mi \u00e8 sembrato; anzi, oggi in modo particolare!

Ha fatto molte affermazioni in mio favore, per aiutarmi, ed \u00e8 proprio da lui che vengo adesso. Ma voglio confidarti una cosa ben strana: bench\u00e9 egli fosse l\u00ec , io non gli prestavo attenzione, e pi\u00f9 di una volta mi dimenticai della sua presenza.

AMICO: E che potrebbe mai esser successo di tanto grave fra te e lui?
D\u00ec certo non avrai incontrato qualcun altro pi\u00f9 bello di lui, non in questa citt\u00e0, almeno!(4) SOCRATE: E molto pi\u00f9

bello, per giunta!
AMICO: Che dici? Un cittadino o uno da fuori?
SOCRATE: Uno da fuori!
AMICO: Di dove?

SOCRATE: Di Abdera.(5) AMICO: E un forestiero ti \u00e8 sembrato essere cos\u00ec bello da apparire ai tuoi occhi addirittura pi\u00f9 bello del figlio di Clinia? (6) SOCRATE: E come potrebbe, o carissimo, non apparire pi\u00f9 bello il pi\u00f9 sapiente?

AMICO: Ma allora, o Socrate, \u00e8 dall'incontro con un sapiente che sei di ritorno da noi?
SOCRATE: E col pi\u00f9 sapiente dei nostri giorni, se anche tu stimi Protagora il pi\u00f9 sapiente! (7) AMICO: Oh! Che

dici? Protagora \u00e8 in citt\u00e0?
SOCRATE: Sono ormai tre giorni che \u00e8 qui!
AMICO: Ed \u00e8 proprio dall'incontro con lui che vieni?
SOCRATE: Certo! E dopo aver detto e ascoltato molte cose.

AMICO: Perch\u00e9, allora, non ci racconti di quest'incontro, se non c'\u00e8 nulla che te lo impedisca? Siediti qui! Fa' alzare

questo schiavo!
SOCRATE: Sicuro! Anzi, vi sar\u00f2 grato se mi ascolterete.
AMICO: E noi saremo grati a te, se parlerai.
SOCRATE: La gratitudine sarebbe allora reciproca. State a sentire.

La notte scorsa, quando non era ancora l'alba, Ippocrate, figlio di Apollodoro e fratello di Fasone,(8) buss\u00f2 a gran forza, col bastone, alla mia porta; e, non appena qualcuno gli apr\u00ec , subito entr\u00f2, in gran fretta, e chiamando a gran voce: \u00abO Socrate!\u00bb, disse.

\u00abSei sveglio o dormi?\u00bb. Ed io, riconosciuta la sua voce: \u00abIppocrate\u00bb, dissi, \u00absei tu? Mi porti forse qualche novit\u00e0?\u00bb \u00abNessuna\u00bb, disse, \u00abse non buone novit\u00e0!\u00bb. \u00abFaresti bene a parlare, allora!\u00bb, dissi. \u00abChe c'\u00e8? Perch\u00e9 sei venuto a quest'ora?\u00bb \u00abProtagora \u00e8 qui!\u00bb, disse stando in piedi accanto a me. \u00abGi\u00e0 da ieri l'altro\u00bb, dissi.

\u00abE tu l'hai saputo solo ora?\u00bb \u00abPer gli d\u00e8i\u00bb, disse, \u00abl'ho saputo ieri sera!\u00bb.

E intanto, cercato a tastoni il mio letto, si sedette ai miei piedi e disse: \u00abProprio ieri sera, sul tardi, quand'ero appena rincasato da Eno\u00e8;(9) m'era scappato uno schiavo, Satiro. Stavo proprio per venire a dirti che gli avrei dato la caccia, quando qualche altra cosa me ne fece dimenticare. Quando fui rincasato, dunque, e dopo che avevamo cenato, quando stavamo ormai per andare a dormire, proprio allora mio fratello mi disse che era arrivato Protagora. Sul momento mi accinsi a venire dritto da te, poi mi parve che fosse notte troppo inoltrata.

Ma, non appena il sonno mi lasci\u00f2 libero dalla stanchezza, subito mi levai e venni qui\u00bb. Ed io, conoscendo la sua indole ardente ed impulsiva, gli dissi: \u00abE che te ne importa? Ti ha forse fatto qualche torto Protagora?\u00bb. Ed egli, scoppiando a ridere, disse: \u00abS\u00ec , per gli d\u00e8i, o Socrate! Il torto che lui \u00e8 il solo ad essere sapiente e non rende tale anche me\u00bb. \u00abMa s\u00ec , per Zeus\u00bb, dissi io, \u00abche render\u00e0 anche te sapiente, se gli darai denaro (10) e lo convincerai!\u00bb. \u00abPer Zeus e per tutti gli d\u00e8i!\u00bb, disse. \u00abMagari dipendesse da questo! Non risparmierei un soldo n\u00e9 del mio denaro n\u00e9 d\u00ec quello degli amici! Ma \u00e8 proprio per questo che ora sono venuto da te, perch\u00e9 tu interceda presso di lui in mio favore: io sono troppo giovane e per di pi\u00f9 non ho mai visto Protagora, n\u00e9 l'ho mai sentito parlare. Ero ancora un ragazzino quando venne in citt\u00e0 la prima volta.(11) Ma tutti, o Socrate, elogiano quest'uomo e dicono che sia grande intenditore di eloquenza. Perch\u00e9, dunque, non andiamo da lui, per poterlo trovare in casa? Egli alloggia, come ho sentito dire, in casa di Callia, figlio di Ipponico.(12) Su, andiamo!\u00bb. Ed io gli dissi: \u00abNon \u00e8 ancora il momento di andare, o mio caro; \u00e8 troppo presto. Alziamoci, piuttosto, e andiamo qui, in cortile: passeremo il tempo a passeggiarvi aspettando che si faccia giorno; poi andremo. Protagora, infatti, passa la maggior parte del tempo in casa. Sicch\u00e9 abbi fiducia, che, com'\u00e8 probabile. lo troveremo in casa\u00bb.

Dopodich\u00e9, alzatici, andammo a passeggiare in cortile. Ed io, per mettere alla prova la forza d'animo di Ippocrate, lo
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esaminai e gli feci queste domande: \u00abDimmi, Ippocrate\u00bb, gli chiesi: \u00abora tu ti appresti ad andare da Protagora a pagargli un compenso in denaro perch\u00e9 ti prenda sotto le sue cure; ebbene, da chi ti aspetti di andare e che cosa intendi diventare? Mettiamo, ad esempio, che tu ti fossi messo in mente di andare dal tuo omonimo Ippocrate di Cos,(13) l'Asclepiade, a dargli del denaro come compenso perch\u00e9 si prenda cura di te; ebbene, se qualcuno ti chiedesse: "Dimmi, Ippocrate, tu stai per pagare a Ippocrate un compenso; chi sei convinto che egli sia, per farlo?", tu, allora, che cosa gli risponderesti?\u00bb \u00abGli risponderei\u00bb, disse, \u00abche lo pagherei perch\u00e9 lo considero un medico\u00bb. \u00abE con l'intenzione di diventare che cosa?\u00bb \u00abDi diventare medico\u00bb, disse. \u00abE supponiamo, invece, che tu ti fossi messo in mente di andare da Policleto di Argo (14) o da Fidia di Atene,(15) a pagare loro un compenso perch\u00e9 si prendano cura di te, e che qualcuno ti chiedesse: "Tu hai in mente di pagare questa somma di denaro a Policleto e a Fidia; ebbene, chi sei convinto che essi siano, per farlo?", che cosa risponderesti?\u00bb \u00abRisponderei che lo farei perch\u00e9 li considero scultori\u00bb. \u00abE nella speranza di diventare che cosa?\u00bb \u00abSperando, ovviamente, di diventare scultore!\u00bb. \u00abE sia\u00bb, dissi. \u00abOra tu ed io, giunti da Protagora, saremo disposti a pagargli un compenso in denaro perch\u00e9 ti prenda sotto le sue cure, spendendo tutto i nostri averi, se questi basteranno a convincerlo, altrimenti, spendendo anche quelli degli amici; ebbene, se uno, vedendoci prendere la cosa tanto seriamente, ci chiedesse: "Ditemi, o Socrate e Ippocrate, chi vi aspettate che sia Protagora per pensare di spendere da lui il vostro denaro?", noi che cosa gli risponderemmo? Quale altro nome sentiamo dire riferito a Protagora?

Ad esempio, riferito a Fidia sentiamo dire "scultore", e riferito ad Omero "poeta"; ebbene, quale nome di questo tipo sentiamo dire riferito a Protagora?\u00bb \u00abSofista, o Socrate! Almeno, cos\u00ec chiamano quest'uomo\u00bb, disse. \u00abIn quanto \u00e8 sofista, allora, andiamo a spendervi i nostri denai\u00bb.

\u00abCerto!\u00bb. \u00abE se qualcuno ti facesse quest'altra domanda: "E nella speranza di diventare che cosa tu vai da Protagora?"\u00bb. Ed egli, arrossendo (c'era gi\u00e0 un po' di luce, sicch\u00e9 lo si poteva vedere), disse: \u00abSe questo caso somiglia ai casi precedenti, ovviamente sperando di diventare sofista\u00bb.

\u00abMa tu, in nome degli d\u00e8i\u00bb, dissi, \u00abnon proveresti vergogna a presentarti ai Greci in veste di sofista?\u00bb \u00abS\u00ec , per Zeus, o Socrate, se bisogna proprio ch'io dica quello che penso!\u00bb. \u00abMa forse, o Ippocrate, tu non pensi che l'istruzione che ti verr\u00e0 data da Protagora sar\u00e0 qualcosa di questo tipo, ma che sar\u00e0 piuttosto un'istruzione del tipo di quella che hai ricevuto dal maestro di grammatica, dal maestro di musica e dal maestro di ginnastica: tu imparasti ciascuna di queste discipline non in funzione dell'arte, per diventare cio\u00e8 professionista in esse, ma solo in funzione della tua educazione spirituale, come si addice al cittadino privato e libero\u00bb. \u00ab\u00e8 proprio questo\u00bb, disse, \u00abil tipo di istruzione che mi aspetto di ricevere da Protagora\u00bb.

\u00abSai, dunque, che cosa stai per fare ora, o questo ti sfugge?\u00bb, continuai.

\u00abDi che cosa stai parlando?\u00bb \u00abParlo del fatto che tu stai per affidare la tua anima alle cure di un uomo, che, come tu dici, \u00e8 un sofista. Che cosa poi sia un sofista, mi stupirei se tu lo sapessi. E se ignori questo, allora ignori pure a chi affidi la tua anima, e se questo si risolver\u00e0 in un fine buono o cattivo\u00bb.

\u00abMa io penso di saperlo\u00bb, disse. \u00abDimmi, allora: che cosa pensi che sia un sofista?\u00bb \u00abPenso\u00bb, rispose, \u00abche, come dice il nome stesso, egli sia l'esperto della sapienza\u00bb. \u00abMa questo\u00bb, dissi io, \u00ablo si pu\u00f2 dire anche dei pittori e degli architetti, vale a dire che costoro sono gli esperti della sapienza. Ma se qualcuno ci chiedesse: "Di quale tipo di sapienza sono esperti i pittori?", noi potremmo rispondergli che sono esperti di quel tipo di sapienza che mira alla realizzazione di immagini; e anche negli altri casi potremmo ripondere nello stesso modo. Se qualcuno poi ci facesse questa domanda: "Di quale tipo di sapienza \u00e8 esperto il sofista?", noi che cosa potremmo rispondergli? Di produrre che cosa \u00e8 egli esperto?\u00bb \u00abChe altro potremmo dire che egli \u00e8, o Socrate, se non esperto nel rendere abili a parlare?\u00bb \u00abForse\u00bb, dissi, \u00abla nostra definizione potrebbe anche essere vera; tuttavia non \u00e8 sufficiente. Questa risposta, infatti, chiama un'ulteriore domanda: su che cosa il sofista rende abili a parlare? Ad esempio, il maestro di cetra rende abili a parlare della stessa cosa di cui rende anche esperti, ossia dell'arte di suonare la cetra.

Non \u00e8 cos\u00ec ?\u00bb \u00abS\u00ec \u00bb. \u00abE sia. Ma il sofista, di che cosa rende abili a parlare?\u00bb \u00abNon \u00e8 evidente che egli rende abili a parlare proprio della cosa di cui rende anche esperti?\u00bb \u00ab\u00e8 naturale. Ma che cos'\u00e8, allora, ci\u00f2 di cui il sofista \u00e8 esperto e su cui rende esperto il suo discepolo?\u00bb \u00abPer Zeus!\u00bb, disse. Non so pi\u00f9 che cosa risponderti\u00bb.

Ed io, a questo punto, gli dissi: \u00abE allora? Sai in quale pericolo vai a mettere la tua anima? Se tu dovessi affidare a qualcuno il tuo corpo correndo il rischio che diventi buono o cattivo, faresti molte considerazioni sull'opportunit\u00e0 di affidarlo o no, e cercheresti consiglio dagli amici e dai parenti, riflettendovi molti giorni. Invece, quando \u00e8 in gioco ci\u00f2 che tu consideri pi\u00f9 prezioso del corpo, vale a dire l'anima, dalla quale dipende la buona o cattiva riuscita di tutte le tue azioni, a seconda che essa sia, rispettivamente, buona o cattiva, in questo caso non ti sei consigliato n\u00e9 con tuo padre, n\u00e9 con tuo fratello, n\u00e9 con alcuno dei tuoi amici sull'opportunit\u00e0 di affidare o no la tua anima a questo forestiero appena arrivato da fuori; ma, saputo del suo arrivo la sera, come tu racconti, di primo mattino sei gi\u00e0 qui, senza far parola n\u00e9 chiedere consiglio se tu debba o no affidarti a costui, e sei pronto a spendere il tuo denaro e quello degli amici, come se gi\u00e0 avessi deciso che a tutti i costi bisogna frequentare la scuola di Protagora, che del resto tu non conosci, come tu stesso riconosci, e con cui non hai mai conversato; che tu chiami sofista e hai tutta l'aria di ignorare che cosa mai sia questo sofista al quale tu stai per affidare te stesso\u00bb. Ed egli, dopo avermi ascoltato, disse: \u00abCos\u00ec pare, o Socrate, da quanto tu dici\u00bb. \u00abDunque, o Ippocrate, il sofista non \u00e8 forse una specie di mercante all'ingrosso (16) o rivenditore al minuto di quelle merci di cui l'anima si nutre? A me, almeno, pare che sia qualcosa del genere\u00bb. \u00abMa di che cosa si nutre l'anima, o Socrate?\u00bb \u00abDi conoscenze, non c'\u00e8 dubbio\u00bb, risposi io. E bisogna tenere gli occhi bene aperti, amico mio, che il sofista, lodando la sua mercanzia, non ci inganni, come fanno quelli che vendono il cibo del corpo, cio\u00e8 il mercante e il bottegaio. Costoro, infatti, delle merci che trattano, non sanno neppur essi quale sia buona e quale sia

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