LA TUTELA INTERNAZIONALE DEI LAVORATORI AFFETTI DA AIDS
INTRODUZIONE
Il Rapporto sullo Sviluppo Umano dell\u2019UNDP (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo),
riportava, nel 2003, l\u2019impegno prioritario contro l\u2019HIV e la Tubercolosi.
Veniva indicato nel sesto punto e parlava della necessit\u00e0 di operare per favorire quella che
rappresenta la prima minaccia allo sviluppo mondiale.
In particolare ci si rivolgeva ad aree come Botswana, Lesotho, Swaizland, Zimbawe.
Si parlava dell\u2019impatto terrificante sulle capacit\u00e0 lavorative: lo Zambia nel 2003 perse 1.300
insegnanti ovvero 1/3 del totale formato in un anno.
Seguivano tutta una serie di consigli per operare verso la inversione del fenomeno da ottenere entro
il 2015, e tra le tante voci compariva il termine \u201cpromuovere risposte multisettoriali all\u2019epidemia\u201d.
Nel 2004 le cose non sono affatto migliorate: l\u2019Aids ha ucciso oltre tre milioni di persone, 500 mila
non avevano ancora compiuto 15 anni. Fra adulti e bambini sono in quaranta milioni a vivere con il
virus dell\u2019immunodeficienza acquisita (Hiv): il 2004 ha visto quasi cinque milioni di nuove
infezioni e l'aumento delle donne contagiate, che sono quasi la met\u00e0 dei 37 milioni di adulti
infettati.
Rispetto alle donne \u00e8 necessario attuare azioni concrete per prevenire la violenza nei loro confronti
e assicurare loro l\u2019accesso ai diritti di propriet\u00e0 ed eredit\u00e0, all\u2019educazione di base e alle opportunit\u00e0
di lavoro\u201d. Di fatto, secondo il resoconto dell\u2019Unaids e dell\u2019Oms, sono ancora milioni le ragazze
che ogni giorno diventano sessualmente attive senza avere accesso ai servizi di prevenzione e,
soprattutto nell\u2019Africa del Sud, molte donne utilizzano il sesso come merce di scambio per soldi,
necessit\u00e0 di base e cos\u00ec via. Nell\u2019Africa sub sahariana i tre quarti dei sieropositivi fra i 15 e i 24 anni
sono ragazze.
Rispetto a due anni fa, il numero di persone che vivono con l\u2019Hiv \u00e8 aumentato in tutto il mondo, ma
soprattutto nelle zone dell\u2019Est e del Centro dell\u2019Asia e dell\u2019Est Europa: nell\u2019Asia orientale fra il
2002 e il 2004 \u00e8 stato registrato un aumento del 50 per cento, attribuibile soprattutto alla Cina (ma
anche ad Indonesia e Vietnam), mentre nelle altre due zone geografiche l\u2019aumento \u00e8 stato del 40 per
cento (soprattutto Ucraina e Federazione Russa). Nonostante queste impennate, il primato della
malattia rimane all\u2019Africa sub sahariana, dove vivono quasi i due terzi delle persone con il virus (i
tre quarti delle donne con Hiv di tutto il mondo).
Ad oggi, in breve la situazione \u00e8 questa, cos\u00ec come fotografata dal Rapporto congiunto UNAIDS
(Joint United Nation Programme on HIV/AIDS)\ue000 e WHO (World Health Organiation).
Le misure da prendere sono molte e in vari campi, proprio come diceva il rapporto UNDP 2003
l\u2019attivit\u00e0 deve essere multidisciplinare.
In realt\u00e0 oggi appare essersi spento l\u2019interesse nei confronti di uno degli ambiti di lotta pi\u00f9
importanti: quello sul fronte del lavoro.
Il lavoro rappresenta in ogni continente un aspetto importante della dignit\u00e0 e della vita sociale di
una persona, e l\u2019esperienza insegna che ancora oggi uno dei rpimi effetti della acquisizione del virus
\u00e8 proprio la perdita o il rischio di perdita dello status dato dal lavoro, cos\u00ec come appare evidente
anche nell\u2019ultimo rapporto UNAIDS \u2013 WHO che i soggetti pi\u00f9 colpiti sono quelli privi di
educazione, propriet\u00e0 e lavoro ovvero donne e bambini.
Questo lavoro vuole richiamare l\u2019attenzione sugli strumenti di tutela internazionale dei lavoratori
che contraggono o rischiano di contrarre tale malattia, sull\u2019insufficienza delle normative e delle
politiche nazionali che anche laddove sono presenti (come in Italia) non danno ancora sufficienti
garanzie.
Tale lavoro inoltre indica come prioritaria la necessit\u00e0 di un a \u201criemersione\u201d del tema-AIDS,
stranamente uscito dal dibattito internazionale, una riemersione che deve avvenire ad opera della
Societ\u00e0 Civile Organizzata, per fare pressioni sulle scelte politiche a ogni livello.
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