L’IMPUTABILITA’
- Giovanni Cuccato -
Secondo il dizionario l’imputabilità è: il complesso di condizioni, materiali e psichiche richieste dallalegge perché una persona possa essere assoggettata all’irrogazione della sanzione penale. Afissare una più esaustiva definizione di imputabilità è il codice penale, che, all’art. 85 afferma che:è imputabile chi ha la capacità di intendere e di volere. Queste capacità, intendere e volere, sonoindividuate delle scienze mediche e psicologiche. Si afferma che la capacità di intendere è lacapacità di un soggetto di capire il significato della realtà esterna e di comprendere, valutandone leconseguenze, le ripercussioni, positive e non, del suo operato. Per capacità di volere, si intende ilpotere di un soggetto di adattarsi in maniera soddisfacente alla situazione o alle circostanze cheegli ritiene più ragionevoli, esercitando, su se stesso, un controllo degli impulsi del comportamento.Si vede come il concetto di imputabilità sia legato all’imprescindibile presenza della capacità diintendere e della capacità di volere. Nel caso in cui anche una sola di queste facoltà non siapresente nel soggetto che ha compiuto il reato, tale soggetto dovrà essere ritenuto non imputabile.Ed è proprio in questo senso che si articola il primo comma dell’art 85 del codice penale, dicendoche nessuno può essere punito per un fatto previsto dalla legge se al momento del compimentodel fatto non era imputabile. Anche se il codice penale ne da una definizione in astratto, sul pianopratico il concetto di imputabilità risulta di difficile individuazione. Questa individuazione risultaproblematica perché l’imputabilità presenta due diversi aspetti, uno normativo, l’altro empirico. Sipuò dire che tale concetto sia come una moneta a due facce: esso è normativo perché è compitodel diritto penale stabilire i casi in cui il soggetto debba o meno essere considerato imputabile e ilconseguente trattamento più idoneo; empirico perché, per individuare le diverse situazioni nellequali un soggetto è in grado di intendere e di volere, il legislatore deve tenere conto delle posizioniscientifiche riguardanti l’argomento. Per ciò che riguarda i minori, questi sono imputabili dai 14 anniin su (è l’art. 9 del codice penale che disciplina l’imputabilità del minore). In base a quanto dettoprima un fatto non è punibile se manca l’imputabilità. Se manca l’imputabilità, manca anche lacolpevolezza: si è colpevoli non soltanto se si è agito con dolo o colpa, a queste caratteristiche neva aggiunta una terza più importante che le pregiudica entrambe: la volontà libera. Si vede cosìche un soggetto è imputabile, e quindi punibile, quando il suo agire è frutto di una volontà libera,quando tale soggetto sia interamente in grado di volere e intendere il suo comportamento e lepossibili conseguenze negative. Altra condizione per cui il soggetto può essere o menoimputabile, è la sua capacità di leggere e comprendere le norme. Se tale soggetto non è in gradodi comprendere appieno le norme e le conseguenze della sua trasgressione, egli non potrà essereimputabile. Ci sono categorie di fattori che possono annullare, diminuire o aumentare l’imputabilità,tali fattori sono le circostanze. La disciplina delle circostanze è data dal codice penale che all’art 61elenca le circostanze aggravanti e all’art 62 enumera quelle attenuanti. Agli art. 76 e 77 vengonopresentate le circostanze speciali per l’omicidio. Le circostanze non sono elementi essenziali delreato, però, nel caso in cui si riscontrino, il reato diventa circostanziato e come tale disciplinato inmaniera particolare. Normalmente quando si ha di fronte una circostanza positiva o negativa, sidiminuisce o si aumenta la pena di 1/3. altre circostanze hanno effetti speciali (si aumenta la penain misura maggiore a 1/3). Quando nel giudizio di un reato si hanno sia circostanze aggravanti checircostanze attenuanti, il giudice deve ricorrere a un bilanciamento. Per il minore da 14 a 18 anni èobbligatoria una riduzione di pena fino a 1/3. Oltre alle circostanze si hanno altre categorie di fattoriche diminuiscono o escludono l’imputabilità, queste sono: l’infermità mentale (totale o parziale),l’assunzione di sostanze stupefacenti, il sordomutismo e la minor età. Alcune di questecircostanze, come ad esempio la minor età, sono tassative, vengono, cioè, applicateobbligatoriamente. Tra queste la più controversa è l’infermità mentale, sulla quale si è aperto undibattito molto acceso. Il punto centrale per i giuristi, è il valutare quando si abbia la vera infermitàmentale. Il nostro codice penale vuole che essa si abbia per malattia, mentre in altri codici (adesempio in quelli tedesco), si parla di stato di mente. In giudizio, la categoria più utilizzata è lasemi-infermità: il giudice dopo aver affidato l’analisi del caso a più periti, segue la perizia che glisembra più corretta o bilancia le varie perizie, divenendo così il perito dei periti. Anche ilsordomutismo è considerata una “circostanza speciale”, in quanto il soggetto che ne è affetto può
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