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Roberto Saviano - Gomorra
Roberto Saviano - Gomorra......................................................................................................................1Prefazione..............................................................................................................................................2Prima parte............................................................................................................................................3Il porto...............................................................................................................................................3Angelina Jolie.................................................................................................................................10Il Sistema.........................................................................................................................................21La guerra di Secondigliano.............................................................................................................32Donne..............................................................................................................................................73Seconda parte......................................................................................................................................84Kalashnikov....................................................................................................................................84Cemento armato..............................................................................................................................99Don Peppino Diana.......................................................................................................................115Casal di Principe (CE)...................................................................................................................126Hollywood.....................................................................................................................................128Aberdeen, Mondragone.................................................................................................................136Terra dei fuochi.............................................................................................................................149
 
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Prefazione
Questo incredibile, sconvolgente viaggio nel mondo affaristico e criminale della camorra si apre e sichiude nel segno delle merci, del loro ciclo di vita. Le merci "fresche", appena nate, che sotto le forme più svariate - pezzi di plastica, abiti griffati, videogiochi, orologi - arrivano al porto di Napoli e, per essere stoccate e occultate, si riversano fuori dai giganteschi container per invadere palazziappositamente svuotati di tutto, come creature sventrate, private delle viscere. E le merci ormai morteche, da tutta Italia e da mezza Europa, sotto forma di scorie chimiche, morchie tossiche, fanghi,addirittura scheletri umani, vengono abusivamente "sversate" nelle campagne campane, doveavvelenano, tra gli altri, gli stessi boss che su quei terreni edificano le loro dimore fastose e assurde -dacie russe, ville hollywoodiane, cattedrali di cemento e marmi preziosi - che non servono soltanto acertificare un raggiunto potere ma testimoniano utopie farneticanti, pulsioni messianiche, millenarismioscuri.Questa è oggi la camorra, anzi, il "Sistema", visto che la parola "camorra" nessuno la usa più: da unlato un'organizzazione affaristica con ramificazioni impressionanti su tutto il pianeta e una zona grigiasempre più estesa in cui diventa arduo distinguere quanta ricchezza è prodotta direttamente dal sanguee quanta da semplici operazioni finanziarie. Dall'altro lato un fenomeno criminale profondamenteinfluenzato dalla spettacolarizzazione mediatica, per cui i boss si ispirano negli abiti e nelle movenze adivi del cinema e a creature dell'immaginario, dai gangster di Tarantino alle sinistre apparizioni de
 Il corvo
con Brandon Lee. Figure come Gennarino McKay, Sandokan Schiavone, Cicciotto diMezzanotte, Ciruzzo 'o Milionario, se non avessero provocato decine di morti ammazzati potrebberosembrare in tutto e per tutto personaggi inventati da uno sceneggiatore con troppa fantasia. In questolibro avvincente e scrupolosamente documentato Roberto Saviano ha ricostruito sia le spericolatelogiche economico-finanziarie ed espansionistiche dei clan del napoletano e del casertano, daSecondigliano a Casal di Principe, sia le fantasie infiammate che alle logiche imprenditoriali coniuganoil fatalismo mortuario dei samurai del medioevo giapponese. Ne viene fuori un libro anomalo e potente, appassionato e brutale, al tempo stesso oggettivo evisionario, di indagine e di letteratura, pieno di orrori come di fascino inquietante, un libro il cuigiovanissimo autore, nato e cresciuto nelle terre della più efferata camorra, è sempre coinvolto in prima persona. Sono pagine che afferrano il lettore alla gola e lo trascinano in un abisso dove davveronessuna immaginazione è in grado di arrivare.Roberto Saviano è nato nel 1979 a Napoli, dove vive e lavora. Fa parte del gruppo di ricercatoridell'Osservatorio sulla camorra e l'illegalità e collabora con "Il Manifesto" e "Il Corriere delMezzogiorno". Suoi racconti e reportage sono apparsi su "Nuovi Argomenti", "Lo Straniero" e Nazionelndiana.com e si trovano inclusi in diverse antologie fra cui Best Off. Il meglio delle rivisteletterarie italiane (Minimum fax 2005) e Napoli comincia a Scampia (L'Ancora del Mediterraneo2005). Gomorra è il suo primo libro.
“Comprendere cosa significa l'atroce, non negarne l'esistenza, affrontare spregiudicatamente larealtà.”
HANNAH ARENDT
“Coloro che vincono, in qualunque modo vincano, mai non ne riportano vergogna.”
 
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NICCOLÒ MACCHIAVELLI
“La gente sono vermi e devono rimanere vermi.”
da un'intercettazione telefonica
“Il mondo è tuo.”
Scarface (1983)
Prima parte
Il porto
Il container dondolava mentre la gru lo spostava sulla nave. Come se stesse galleggiando nell'aria, losprider, il meccanismo che aggancia il container alla gru, non riusciva a domare il movimento. I portelloni mal chiusi si aprirono di scatto e iniziarono a piovere decine di corpi. Sembravanomanichini. Ma a terra le teste si spaccavano come fossero crani veri. Ed erano crani. Uscivano dalcontainer uomini e donne. Anche qualche ragazzo. Morti. Congelati, tutti raccolti, l'uno sull'altro. Infila, stipati come aringhe in scatola. Erano i cinesi che non muoiono mai. Gli eterni che si passano idocumenti l'uno con l'altro. Ecco dove erano finiti. I corpi che le fantasie più spinte immaginavanocucinati nei ristoranti, sotterrati negli orti d'intorno alle fabbriche, gettati nella bocca del Vesuvio.Erano lì. Ne cadevano a decine dal container, con il nome appuntato su un cartellino annodato a unlaccetto intorno al collo. Avevano tutti messo da parte i soldi per farsi seppellire nelle loro città in Cina.Si facevano trattenere una percentuale dal salario, in cambio avevano garantito un viaggio di ritorno,una volta morti. Uno spazio in un container e un buco in qualche pezzo di terra cinese. Quando ilgruista del porto mi raccontò la cosa, si mise le mani in faccia e continuava a guardarmi attraverso lospazio tra le dita. Come se quella maschera di mani gli concedesse più coraggio per raccontare. Avevavisto cadere corpi e non aveva avuto bisogno neanche di lanciare l'allarme, di avvertire qualcuno.Aveva soltanto fatto toccare terra al container, e decine di persone comparse dal nulla avevano rimessodentro tutti e con una pompa ripulito i resti. Era così che andavano le cose. Non riusciva ancora acrederci, sperava fosse un'allucinazione dovuta agli eccessivi straordinari. Chiuse le dita coprendosicompletamente il volto e continuò a parlare piagnucolando, ma non riuscivo più a capirlo.Tutto quello che esiste passa di qui. Qui dal porto di Napoli. Non v'è manufatto, stoffa, pezzo di plastica, giocattolo, martello, scarpa, cacciavite, bullone, videogioco, giacca, pantalone, trapano,orologio che non passi per il porto. Il porto di Napoli è una ferita. Larga. Punto finale dei viaggiinterminabili delle merci. Le navi arrivano, si immettono nel golfo avvicinandosi alla darsena comecuccioli a mammelle, solo che loro non devono succhiare, ma al contrario essere munte. Il porto di Napoli è il buco nel mappamondo da dove esce quello che si produce in Cina, Estremo Oriente comeancora i cronisti si divertono a definirlo. Estremo. Lontanissimo. Quasi inimmaginabile. Chiudendo gliocchi appaiono kimono, la barba di Marco Polo e un calcio a mezz'aria di Bruce Lee. In realtàquest'Oriente è allacciato al porto di Napoli come nessun altro luogo. Qui l'Oriente non ha nulla diestremo. Il vicinissimo Oriente, il minimo Oriente dovrebbe esser definito. Tutto quello che si producein Cina viene sversato qui. Come un secchiello pieno d'acqua girato in una buca di sabbia che con il
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Mi piacerebbe avere il libro di Roberto Saviano Gomorra

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