La vita, lo sappiamo tutti, ebbe inizio nelle acque. E fu vita autotrofa, pacifica, a bassa di-versità. La nascita dei primi predatori fu la causa iniziale di una esplosiobe evolutiva che ciha portato ai giorni nostri. L’azione predatoria fu da stimolo ad una diversificazione degliautotrofi verso nuove nicchie ecologiche, nuovi modi di vivere negli oceani e di sfuggire aduna minaccia nuova. Questa diversificazione, accompagnata da una diversificazione para-gonabile nei predatori, portò in tempi geologicamente brevi alla saturazione delle nicchieoceaniche, e quindi al “tentativo” di conquistare un habitat fino ad allora vergine, le terreemerse. Ma questa conquista richiedeva modificazioni qualitativamente molto diverse ri-spetto a quelle precedenti: bisognava in qualche modo rendersi autonomi dall’acqua, e l’e-voluzione successiva è tutta percorsa da questo tema, l’interiorizzazione dell’oceano. Maperchè questa storia potesse avere inizio erano necessarie certe condizioni di partenza,senza le quali la vita come la conosciamo non sarebbe stata in grado di conquistare i nuo-vi territori: esse erano la presenza di stabili ambienti costieri, una formazione di suolo e losviluppo di condizioni climatiche ed atmosferiche adatte.C
OLONIZZAZIONE
Le condizioni per la colonizzazione delle terre emerse da parte delle piante si presentaro-no nel tardo Ordoviciano, circa 458-443 milioni di anni fa. Ma le prime evidenze fossili chele piante acquatiche avessero effettivamente sviluppato delle caratteristiche compatibilicon un ambiente non acquoso si situano nel primo Siluriano (ca. 470-430 milioni di annifa). In questo fossili si riscontrano misure per la protezione dal disseccamento, le primecellule specializzate per il trasporto di acqua e nutrienti, le prime strutture di supporto mec-canico e delle modalità riproduttive che non dipendono principalmente da acqua esterna.Le inferenze da dati scarsi sono sempre rischiose, ma sembra possibile dire che nel tardoSiluriano - primo Devonianio (ca. 430-400 Ma) dalle alghe verdi emersero le prime pianteterrestri, che comprendevano piante non-vascolari (le Briofite), piante vascolari (Tracheofi-te) e piante con caratteristiche miste. Probabilmente le primissime piante terrestri a com-parire furono quelle non vascolari, in particolare le Epatiche, seguite dai muschi, forse i piùvicini, evolutivamente. alle piante vascolari.1Ma torniamo alla nostra storia di colonizzazione. Intorno al primo Devoniano (ca. 408 mi-lioni di anni fa) avviene il primo passaggio evolutivo rivoluzionario: compaiono le primepiante vascolari, ed intorno ai 400 milioni di anni fa compaiono le Eutracheofite, il gruppotassonomico che comprende quasi il 99% delle piante moderne. Quindi possiamo dire chemolte delle caratteristiche della nostra flora si stabilirono 400 milioni di anni fa.Queste prime piante terrestri erano felci, licopodi e code cavalline, piccole erbacce alte almassimo un metro, che nel giro di circa 100 milioni di anni avrebbero formato completiecosistemi forestali con alberi alti fino a 35 metri e simili alle nostre foreste attuali anchese, a vederle, queste foreste primordiali ci apparirebbero forse aliene. Questa profonda erapida trasformazione non fu dovuta soltanto a modificazioni adattive delle piante rispon-denti a fattori biotici, ma anche a grandissimi cambiamenti climatici e tettonici, che com-presero lo spostamenti del polo Sud, tre glaciazioni e una forte riduzione dell’anidride car-bonica dell’atmosfera.
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