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PER UN MONDO MIGLIORE
 
Affinché Porto Alegre non segni la partenza di un viaggio nel nulla.*
 
Di Paolo Barnard
* EDIZIONE DEL DICEMBRE 2004
 
PER I LETTORI
 George W. Bush ha vinto. Questo è un fatto. Ha vinto nonostante un fuoco di sbarramento forsesenza precedenti nella storia del movimento progressista moderno, e cioè nonostante sia stato bersagliato da ogni sorta di critica, scandalo, fallimento, da proteste, film, documentari, scoopgiornalistici, nonostante milioni di attivisti nel mondo abbiano dato il meglio di sé per rendere pubblica l’iniquità delle politiche neoconservatrici. Nonostante tutto questo, e di più, egli ha vinto.Esattamente 30 anni fa, un altro presidente americano fu costretto a dimettersi per molto meno.Richard Nixon aveva tramato e mentito agli americani; G. W. Bush ha tramato, mentito, trascinato il
 
suo Paese in due guerre, causato la morte di almeno 104.000 persone, ha fallito nell’intento direndere l’America e il mondo più sicuri, è implicato in scandali domestici colossali fra Enron eHalliburton, ed è protagonista di un conflitto di interessi da far impallidire il peggior Berlusconi. Eha vinto.E mentre il Presidente americano trascina verso nuovi orizzonti di impunità l’ideologia che sta così penalizzando la collettività planetaria di uomini, donne, animali e piante, con danni forseirreparabili, altri continuano a perdere: i poveri, l’ambiente, la pace, e la stessa intelligenza umana.Continuano a perdere.Ora, se questo, e la colossale mole di altre evidenze, non ci scuote, se non è sufficiente a farci apriregli occhi e ad ammettere che stiamo perdendo, cosa altro lo farà? Stiamo perdendo, e riconoscerlonon è un atto di distruttivo pessimismo, al contrario, deve essere il primo, traumatico passo che ilMovimento deve fare per non soccombere per sempre. 
In particolare dobbiamo fermare le nostre macchine, tutte, fermare leruote, ogni nostra azione o progetto, e riflettere su quanto segue: comehanno fatto, trentacinque anni fa, un nugolo di intellettuali, economisti epolitici a progettare e poi a realizzare la più inimmaginabile sovversionedi tendenza politico-sociale della Storia moderna? Come hanno saputo insole tre decadi arrestare 250 anni di lotte dal basso e iniziare ainvertirne la rotta? Come hanno annichilito le sinistre di tutto il mondooccidentale? Come hanno potuto renderci di nuovo
plausibilel’inimmaginabile
? E cosa sono divenute oggi quelle sparute forze di 35anni fa? Come hanno lavorato? Come lavorano ogni giorno?
 
Perché non vi è dubbio che i nostri avversari noi non li conosciamo, nonabbiamo dedicato che una frazione del nostro tempo a studiarne lemosse e le forze, perdendo invece anni a inveire contro le loro ‘ombre sulmuro’, i Bush e i Berlusconi di questo mondo. Essi sono un esercito di cuinoi ignoriamo quasi tutto. E come potremo mai combatterli?Sto parlando delle destre economiche e finanziarie che in pochi anni, eseguendo poche ma semplicissime regole, rimanendo compatte,immensamente disciplinate, al lavoro 24 ore su 24 sempre, con oggi adisposizione i migliori cervelli della terra, con mezzi incalcolabilirispetto ai nostri, con al loro servizio praticamente tutta la classedirigente del mondo, tutti i media che contano, e ahimè con il consensodi milioni di persone obnubilate dalla loro
Esistenza Commerciale
,stanno portando al trionfo l’unica interpretazione dell’esistenza oggirimasta: il
Capitalismo dei Beni di Consumo
, che infatti spopolatrasversalmente fra culture, religioni, ideologie e regimi politici diversi,dall’Iran alla Cina, dall’Africa al Baltico, e che attende al varco le massederelitte dell’America Latina non appena queste avranno preso possessodi uno standard di vita decente per mezzo delle loro odierne ‘rivoluzioni’.Dobbiamo comprendere come hanno fatto a creare un consensotalmente dilagante fra i popoli da riuscire persino a demolire la certezzadel lavoro, conquistata in due secoli e mezzo di opere umane; da riuscire
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