2La densità urbana (senza pari, in Italia), la congestione demografica, l'estrema polarizzazione deiredditi, hanno via via accompagnato/provocato una progressiva scomparsa di funzioni/organizzazioni direzionali tipiche di ogni "capitale" economica, finanziaria e culturale, se nonpolitica. Il progressivo ridimensionamento delle attività industriali, non sostituite da quelle diservizio di altissima qualità, spiega il basso ritmo di crescita economica: la grande metropoli, dapotenziale centro di accumulazione di ricchezza materiale e immateriale, si è a poco a pocotrasformata nel principale problema di quel Mezzogiorno continentale che avrebbe dovuto/potutodirigere.Ricchi troppo ricchi. Troppi poveri che non hanno neanche la speranza di un riscatto e vivono nelleperiferie degradate di questa metropoli, ma anche nei centri storici e nei quartieri nati dopo laseconda guerra mondiale. Una povertà di
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usa che è altrettanto inquietante della violenza e dellacriminalità: altrettanto di
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use.Se Napoli non progetta e realizza il suo futuro come "capitale" economica e direzionale del Sud,non otterrà mai il risanamento del suo tessuto urbano: deve pensarsi come "Grande Napoli" fuoridi Napoli. E il suo Governo deve essere organizzato come Governo della grande metropoli: solo aquesta dimensione esistono spazi fisici, risorse umane, infrastrutture presenti e potenziali, ingrado di generare/attrarre un flusso di nuova ricchezza.Napoli capitale del Sud, concepito come un grande mercato di venti milioni di abitanti, cui lametropoli di quasi quattro milioni di abitanti fornisce le risorse "direzionali" indispensabili percrescere: città metropolitana "porta" di accesso al Mezzogiorno, ai Balcani e alla costa NordAfricana e all’Oriente, che concentra in sé le funzioni finanziarie, logistiche e culturali perinnervare l'intera zona di libero scambio nel Mediterraneo, cogliendo le opportunità del suoprogressivo ritorno nella dimensione del mercato globale.Il passaggio dalla presente crisi di "vocazione" della città al futuro di Capitale del Sud non siprogetta minuziosamente, pezzo per pezzo. Non si disegna a tavolino il futuro di una grandecomunità: quel futuro deve essere il risultato del libero interagire di forze economiche, sociali eculturali, dentro un contesto fornito dalla politica, cui spetta l'onere di individuare una metacondivisa, attivando processi e dando corpo ad organizzazioni capaci di favorirne ilconseguimento.Per questa ragione, il documento per la Conferenza Programmatica del PD non contiene un lungoelenco di specifiche proposte programmatiche: esse verranno dettagliatamente indicate nella fasesuccessiva, quando il PD metterà a punto il Programma per il governo dell'area metropolitana, invista delle elezioni provinciali del 6 e 7 Giugno. Il Documento contiene invece l'indicazione di seiOrganizzazioni - sei grandi attori collettivi della rinascita metropolitana della città - che debbonoessere costruite, per la riconquista e l'esercizio della funzione di capitale del Sud; e di ottopuntuali Obiettivi di cambiamento della realtà economico-sociale di Napoli, cui è legata lacredibilità dell'intero progetto. Sia nel senso che, senza conseguirli, Napoli dovrà rinfoderarequalsiasi ambizione di leadership. Sia nel senso che il PD - che presenta questo progetto alla città- sceglie di associare alla propria, rinnovata azione di governo locale obiettivi precisamente
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