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Coltivare le connessioni
Come “stare online”
Andreas Robert Formiconihttp://iamarf.wordpress.comandreas.formiconi@gmail.comFirenze, febbraio 2009
Quest'opera è stata rilasciata sotto la licenza Creative CommonsAttribuzione-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia.Per leggere una copia della licenza visita il sito webhttp://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.5/it/ o spedisci una lettera a CreativeCommons, 171 Second Street, Suite 300, San Francisco, California, 94105,USA.
 
Prologo
Questo scritto è una sorta di pamphlet che deriva da una serie di post scrittinel mio blog
1
per gli studenti. In particolare si riferisce ad una trilogia di post sultema “come stare online” che sono apparsi con i titoli “Coltivare le connessioni I,II e III”
2
.La struttura del pamphlet riproduce la sequenza, per cui il primo capitolocorrisponde al primo post e così via. Il testo è modificato in misura molto limitatacon alcune integrazioni minori oltre a qualche adattamento per dare maggioreunità allo scritto e per adattarlo alla versione stampabile.Poiché i post dai quali ho tratto questo testo hanno generato una notevolediscussione, ho aggiunto una quarta parte nella quale sono riportati gli interventipiù interessanti. Il criterio con il quale ho selezionato i dialoghi è duplice: da unlato arricchire il testo con gli spunti emersi dalla discussione e dall’altro dare unatestimonianza della vitalità delle blogoclassi.Ho riportato gli interventi nella discussione così come sono apparsi nel blog,compresa l’intestazione. Accade così che alcuni sono firmati col vero nomementre altri con un nickname perché dipende da come gli autori si sono registratinei rispettivi servizi di blogging. Ho deciso di lasciarli così perché i nickname chele persone si attribuiscono concorrono a formare la loro identità. Il mio peresempio, iamarf è composto dall’acronimo di quello che è finito per diventareuna sorta di logo,
Insegnare Apprendere Mutare
, più le iniziali del mio nome.Talvolta, il nickname rappresenta un momento di riflessione, unapprofondimento, una sensazione, uno stato d’animo, a volte giusto uno scherzo,insomma può dire qualcosa e questo non è male.Spesso per un lungo periodo conosco i miei studenti esclusivamenteattraverso la rete e quando successivamente li incontro di persona mi vienespontaneo utilizzare il nick che si sono scelti anziché il loro vero nome, che nonsi sono scelti. E devo dire che questo non dispiace loro affatto e non dispiacenemmeno a me.I dialoghi sono poi suddivisi in tre parti per mantenere i riferimenti ai postche li avevano generati.Infine una precisazione: nel gergo delle discussioni sui blog si usa spesso ilcarattere @ per rivolgersi a qualcuno che ha scritto un commento precedente. Per
1
http://iamarf.wordpress.com
2
http://iamarf.wordpress.com/category/coltivare-le-connessioni/ 
 
esempio
@pincopallino
significa che indirizziamo il testo susseguente a
 pincopallino
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