Un percorso partecipativo per un progetto qualitativo.
 
Lesperienza in atto nella Provincia di Ascoli Pice
e eravamo certi, ma fa sempre un certoeffetto veder confermare nei fatti, perl’ennesima volta, ciò che da anni si vateorizzando. Quando si aumenta il livello didemocrazia e si allarga la base partecipativaalle scelte di governo, quando si spezzanotradizionali modalità di relazioni politiche edamministrative gerarchiche, paternalistiche oispirate al modello fornitore/cliente, nonpossono che delinearsi idee e percorsi disviluppo condivisi, diversi se non assolutamentealternativi al modellodominante.Attraverso scelte condivise sicompone via via un progettodi relazioni sociali,economiche ed ambientaliove non può che crescerel’assunzione diresponsabilità, di ognuno e ditutti, rispetto all’ineludibilenecessità di assicurare la piùequa fruizione possibile delle risorsedisponibili, sia per l’attualità che per il futuro.I progetti di economia solidale, svilupposostenibile, sistemi culturali diffusi e creativi,mobilità alternativa, cooperazioneinternazionale, produzioni energetiche diffuseda fonti rinnovabili,… che stanno partendo ogià diffondendosi nel Piceno non sono il fruttodell’intervento ideologico calato dall’alto da un“potere illuminato”, ma il risultato di unpercorso di confronto, conflitto, condivisione,coprogettazione fortemente voluto e costruitonel lavoro quotidiano fuori e dentro il“palazzo”.Un percorso che innovando il ruolo e lafunzione di un ente di governo di area vastaquale la Provincia determina e struttura luoghi,strumenti, processi di pianificazione e diprogrammazione, sempre e comunque basatisul confronto e sulla più ampia partecipazionepossibile alle scelte.Una modalità di governo territoriale che,partendo dal riconoscimento del ruolo centraledei municipi, organizza la progettazionecomune con un lavoro di coordinamento edun’azione basata sul principio dellasussidiarietà verticale. Ciò consente dicostruire reti e sistemi locali in grado diprefigurare un vero e proprio modello disviluppo alternativo.Una campagna annuale diascolto itinerante di tuttigli amministratori locali,un tavolo allargato epermanente dicoordinamento dellaprogrammazioneeconomica, tanti consigliaperti, forum tematici,conferenze delleautonomie ed assembleelocali… Sono questi, per il momento, glistrumenti e le forme della partecipazionemesse in atto in modo sistematico estrutturato. Ma è tuttora inquieta la ricerca disempre nuove, specifiche e più capillari formedi coinvolgimento nelle scelte di governolocale.L’ufficio partecipazione dell’ente, incardinatoalla sua direzione generale, ha il compito digestire, facilitare e monitorare i meccanismidella partecipazione, elaborarne le risultanze,facilitarne l’implementazione nellaprogrammazione finanziaria, nellapianificazione territoriale e di settore erenderle pubbliche attraverso varie forme dicomunicazione tra le quali la pubblicazione sulsito internet della Provincia. Questo metodo,già rodato nel 2004 e nel 2005, è statofondamentale per individuare problemi e
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criticità del territorio ma anche
 
risorse eprogettualità su cui intervenire al fine disostenere una ripresa economica su basi nuove,responsabili e durature della realtà locale.A partite dal programma di mandato, graziealla condivisione sin qui realizzata con lecomunità locali, i relativi soggetti istituzionalie socio economici del territorio, si è venutogradualmente delineando ed attuando inmaniera sempre più chiara e leggibile unprogetto politico amministrativo organico,contenente una serie di azioni strategiche,ispirato ad alcuni principi che possonoschematicamente riassumersi in due direttriciprincipali, strettamente intrecciate tra di loro,che potrebbero essere sintetizzate in: “laprovincia dei saperi” e “la provincia dellequalità”.La prima può riassumere l’impegno a “metterea sistema”, incentivare e sostenere i progetti, iluoghi, le imprese, le strutture, le persone ingrado di elevare i contenuti culturali,scientifici e tecnologici delle nostre attività.Lo sforzo per creare cultura diffusa e crescitacomplessiva del livello culturale dei nostricittadini. L’impegno a favorire tutte leiniziative di studio e di ricerca volte adeterminare innovazione, a riconvertire ilnostro sistema produttivo verso beni materialie immateriali più “sostenibili”, ricchi di saperie creatività. Da qui discendono, ad esempio, leiniziative volte ad organizzare la rete deilaboratori didattici e i poli museali e formatividello sviluppo scientifico e tecnologico, ariorganizzare il settore delle politiche attivedel lavoro della Provincia, integrando i centriper l’impiego con quelli della formazione, permettere a punto una sempre più mirata equalificata offerta formativa a stretto contattocon le imprese, le università e l’insieme degliattori socio economici del territorio, perl’inserimento di un migliaio di laureati ediplomati nelle aziende attraverso il FondoSociale Europeo. Così come risponde a questavolontà l’impegno profuso, ad esempio, perl’avvio della riconversione del sito industrialecittadino SGL Carbon di Ascoli Piceno in“cittadella della scienza”, senza dimenticare ilcostante partnernariato con il mondodell’università (che, via via, mette a puntoproposte formative sempre più mirate per leesigenze di quest’area) e dell’istruzione più ingenerale.E poi c’è “la provincia delle qualità ”, unlavoro che si sviluppa in più settori e che hacome obiettivo quello di far crescerecomplessivamente la qualità della vita degliabitanti del Piceno e con essa la sua immaginee la sua capacità di attrazione verso l’esterno.Una qualità intesa sia come qualità ambientalee paesaggistica (sostenibilità delle scelte,tutela e valorizzazione del nostro straordinariopatrimonio naturale e storico architettonico),che come qualità sociale e culturale (inclusionesociale oltre che incremento e pienaaccessibilità all’offerta culturale e sportiva).A questa volontà rispondono alcuni progettistrategici intersettoriali quali ad esempio: ilprogetto di riqualificazione ambientale edagricola della Valdaso, il progetto culturale,turistico, ambientale, promozionale “SaggiPaesaggi”, i tanti interventi integrati perl’agricoltura multifunzionale, biologica etipica, il Parco Marino del Piceno, legatoattraverso i fiumi al sistema dei parchimontani, il piano provinciale delle pisteciclabili e della mobilità dolce, il progetto“Scegli il treno-bus”, lo straordinario impegnoper il risparmio energetico e le fontialternative, i progetti per la sicurezza dellavoro e contro la precarietà, a partire dallostesso ente provincia.In questo quadro si collocano, come già detto,tutte le pianificazioni ed azioni amministrativeconcrete, comprese innanzitutto quelle diadeguamento del sistema infrastrutturale delterritorio. Sia per quanto attiene leinfrastrutture tradizionali, quali ad esempioquelle della viabilità e dei trasporti,
 
che perquanto riguarda le infrastrutture immateriali,come ad esempio le reti telematiche, ma anchequelle sociali e culturali. In sostanza, ogniscelta è stata e sarà sempre compiutavalutando preliminarmente e collettivamentecon molta attenzione vantaggi e svantaggi diquella strada, quel ponte, quell’opera, sia inrelazione alla salvaguardia di questo prezioso
 
 
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patrimonio che la natura e la storia ci hannoaffidato, che in rapporto alla sua compatibilitàcon gli scenari e le strategie dello svilupposocio economico locale. Ciò allo scopo diassicurare la sostenibilità delle scelte stesse.Cioè la loro idoneità a creare benessere diffusoe durevole nel tempo.Tutto ciò, come già detto, significa proporre ecostruire con i cittadini del Piceno, a partiredallo straordinario patrimonio ambientale eculturale del territorio, un modello di vita dialto livello che si traduce, allo stesso tempo,in una proposta con pochi eguali nei confrontidei potenziali ospiti; quindi, in un formidabileveicolo promozionale del turismo locale.Ma ciò che conforta particolarmente è il fattoche a partire da una tale pratica di governopartecipata su area vasta si riverberano ediffondono sempre di più a livello locale, anchelà dove mai era avvenuto, analoghe modalità diformazioni delle decisioni. Si tratta di“sponde” per la sempre più diffusa volontà deicittadini di essere artefici del proprio futuro,nella consapevolezza peraltro di appartenere acomunità locali sempre più responsabili delfuturo dell’intera umanità.Massimo RossiPresidente della Provincia di Ascoli PicenoOttobre 2006

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