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Alla cortese attenzione:SindacoRodolfo PardiniComune di Vecchianovia G. Barsuglia, 18256019 VecchianoOggetto: “NON SVENDETE I DIRITTI DEI NOSTRI FIGLI”.
Egregio Sindaco, prossimamente sarete chiamati a decidere sulla richiesta di fare passare la nostra acqua sotto lagestione di una megasocietà che dovrebbe occuparsi degli acquedotti di mezza Toscana. Un altro passo per allontanare la gestione dei servizi dai cittadini e quindi per ridurre il controllodemocratico su un diritto fondamentale come l’acqua.Ma soprattutto un altro passo per servire gli interessi della componente privata del mostro che siintende costituire, che da sempre spinge per la costituzione di una megastruttura che facciaaumentare i profitti risparmiando sul personale e sulla qualità del servizio.Ci piacerebbe conoscere almeno un’argomentazione che dimostri l’utilità per i cittadini di unasimile operazione, mentre è provato che da quando l’acqua è passata sotto la gestione di una società partecipata da soggetti privati, ed è gestita con l’ottica del profitto, sono aumentate le bollette, sono peggiorate le condizioni dei lavoratori e non si vedono investimenti significativi per migliorare larete idrica.Che l’accorpamento sia stato pensato per soddisfare la sete di guadagno del partner privato lodimostra il fatto che l’idea non nasce dai cittadini e neanche dai comuni più piccoli, ma da unincontro al vertice avvenuto in Palazzo Vecchio il 24 novembre 2007 fra i sindaci di importanti cittàToscane (Firenze, Prato, Pistoia, Pisa, Grosseto, Siena, Empoli) e il sindaco di Roma Walter Veltroni , alla presenza del presidente della Regione Toscana Claudio Martini.E che c’entra il sindaco di Roma con l’acqua della Toscana? Si dà il caso che il maggior partner  privato di gran parte degli acquedotti toscani sia Acea, una società che fa capo al Comune di Roma.Strana storia quella di Acea. Costituita dal comune di Roma e tutt’oggi nelle sue mani per il 51%, sicomporta con metodi di assalto tipici delle peggiori multinazionali. E a dirlo non siamo noi, bensìl’Antitrust che il 22 novembre 2007 ha comminato ad Acea una multa di 8 milioni di euro per essere entrato negli acquedotti toscani con intenzioni lesive delle regole della concorrenza. Più precisamente aveva stretto un accordo con Suez, un’altra multinazionale dell’acqua, promettendoleche una volta vinta la gara d’ingresso negli acquedotti toscani, avrebbe manipolato le cose per fareentrare anche lei. In cambio Acea avrebbe goduto della collaborazione di Suez per altre operazioniall’estero. Del resto si giocava tutto in casa: Suez possiede l’8% di Acea e siede nel suo consiglio diamministrazione.
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