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 N. Diodato
Ricostruzione storica di eventi naturali estremi a carattere idrometeorologico nel Sannio…Bollettino Geofisico, a. XXII, n. 3-4, luglio-dicembre 19995
RICOSTRUZIONE STORICA DI EVENTI NATURALI ESTREMIA CARATTERE IDROMETEOROLOGICO NEL SANNIO BENEVENTANODAL MEDIOEVO AL 1998
 N
AZZARENO
D
IODATO
Osservatorio Naturalistico Monte Pino, Contrada Monte Pino – 82100 Benevento, telefax 082461006,E-mail nadioda @ tin.it.
Abstract
: In the continental Italy southern area may happen many negative effects of hydro-meteorological calamity, as inondations, downpours, agricultural damages; theseevents are connected to extreme weather – climatical phenomena, as stormy weather,extraordinary hails and in dealing with this people it may be useful to analyse their occurence in the past. For a period that arrives to the and of the XX Century, the author has collected, from medieval documentary source and modern sources, much more onehundred detailed notes of weather climatical phenomena, with considerableenvironmental impact occurred in Benevento (Sannio – Italy). Their consequences have been collected too, reporting notes according the direction advised by scientific literature.The most striked Century by these calamities was the XIX and in second order the XVIII,XV and the XI. But, in recent time, resumption of storming phenomenology resultsconsiderable the. It surely is not easy, neither always possible to value the impact of theseevents on the landscape. The impact derives both from climatic forcing and its ability toadaptation, trough the equipment network landscape (natural and antropic).
Riassunto
: Il Mezzogiorno continentale d’Italia è esposto al rischio di calamitàidrometeorologiche, quali le inondazioni, i nubifragi, i danni all’agricoltura e al paesaggioin genere, che sono strettamente legate ai fenomeni meteorologici estremi, come tempeste(pioggia, neve, temporali, grandinate) e la ricostruzione della loro ricorrenza nella storia può essere utile nell’affrontare questo problema. Da fonti documentarie medievali e dafonti più moderne, per un periodo che arriva alla fine del XX secolo, sono state raccolteoltre cento notizie dettagliate di fenomeni meteo-climatici di rilevante impatto ambientaleavvenuti nel Sannio beneventano (Appennino campano). Sono state raccolte anche leconseguenze da questi determinate, istruendo le notizie stesse secondo le indicazionisuggerite dalla letteratura scientifica. Il secolo più colpito da questi fenomeni fu il XIX,che coincise sia con il periodo di maggiore attività vulcanica, sia con l’ultimo dei periodidi clima più freddo verificatisi durante la
 Piccola Età Glaciale
e, secondariamente, ilXVIII, il XV e l’XI. Nei tempi più recenti, tuttavia, risulta considerevole la ripresa difenomeni ad impatto ambientale rilevante. Non è però certamente facile, né sempre possibile valutare l’impatto di tali eventi sul paesaggio, in quanto esso dipende sia dallaforzante climatica, sia dalla capacità di adattamento a quest’ultima, attraverso la maglia diequipaggiamento degli ecosistemi terrestri (naturali e antropici).
 
 N. Diodato
Ricostruzione storica di eventi naturali estremi a carattere idrometeorologico nel Sannio…Bollettino Geofisico, a. XXII, n. 3-4, luglio-dicembre 19996
1. Introduzione
Le informazioni su eventi naturali del passato a carattere eccezionale, così come sulledinamiche in atto sulla crosta terrestre, rappresentano un elemento basilare per lacomprensione dei meccanismi che regolano i fenomeni stessi, nonché per la previsionedi occorrenza di eventi similari nel prossimo futuro e quindi per la protezionedell’ambiente. Le notizie del clima antico ci pervengono non come notizie a sé stanti,ma sono trattate nell’ambito di un discorso più ampio che tocca le vicende dei costumisecolari, quelle politiche, e religiose, e sembrano raccomandare una ricomposizione trascienze naturali e scienze sociali (Cassiani & Valensise, 1994).In Italia non sono molti gli studi che hanno tracciato una storia dettagliata sullecalamità naturali dell’ultimo millennio da ricondurre a fattori meteo-climatici. Tuttavia,la rilevante frequenza con cui si presentano nubifragi ed eventi precipitativi estremi ditipo alluvionale, soprattutto nei bacini appenninici italiani e sulle aree settentrionali delnostro paese, ha portato a compiere diverse indagini sia con ricerche a carattere prevalentemente storico (Trasselli, 1968; Giordano, 1986; Camuffo & Enzi, 1992;Sorriso-Valvo, 1994; Robotti, 1995; Tropeano
et al 
., 1997; Margottini, 1998;Delmonaco
et al 
., 1999), sia con studi sulla caratterizzazione meteo-climatologica deifenomeni alluvionali (Gazzola, 1969; Serra, 1973; Giacobello & Todisco, 1979; Caspio,1990; Simonini, 1996), e sia, infine, con lo sviluppo di modelli informatici fisico-dinamici volti al miglioramento delle possibilità previsionali a scala locale (Marchesi
et al 
. 1996; Meneguzzo
et al 
. 1996; Ferretti & Visconti, 1995; Ferretti
et. al 
., 1998;Todini, 1998). Meritano di essere ricordati, infine, sia la Banca Dati storica del CNR – ICTIMA (Camuffo & Enzi, 1991), che si prefigge la ricostruzione del clima del Bacinodel Mediterraneo, e sia il progetto, avviato da diversi anni dall’ENEA (Clemente &Margottini, 1991), finalizzato alla realizzazione di un sistema EVA (Eventi Ambientali) per il reperimento, la catalogazione e l’archiviazione su memoria di massa ad altadensità in tecnologia ottica della documentazione bibliografica storica ritenuta di particolare importanza negli studi di protezione dell’ambiente da eventi eccezionali.Per quanto concerne il Mezzogiorno continentale, i dati, se non per qualcheeccezione (Enzi & Camuffo, 1996; Figliuolo, 1994) o in più ampi lavori (Rossi &Villani, 1994; Cardinali
et al 
., 1998; Diodato, in pubblicazione), all’interno dei qualiquesta ricerca si colloca, non possono essere trovati in fonti specifiche, compilate, cioè,con l’intento di raccoglierli sistematicamente. Anche nella pregevole opera storica diAlexandre (1987) sul clima europeo in età medievale, il Meridione resta esclusodall’analisi.Le difficoltà di queste ricerche sono dovute essenzialmente, come hanno giàsottolineato diversi Autori (Camuffo & Enzi, 1991; Secco, 1994; Andriola
et al.
, 1996),al lavoro interdisciplinare che si deve impostare sulla collaborazione tra storici, geografie climatologi. A questi problemi si aggiungono due ulteriori elementi di complicazionerappresentati sia dal rapporto relativo tra maltempo e calamità e sia dalla discontinuitànelle fonti delle notizie che si possono attendere nel corso della storia indagata, chefiniscono, talvolta, per mancare di restituire una visione completa e omogena dellefenomenologie occorse.Le coordinate ambientali della presente ricerca fanno riferimento ad un’area postaquasi al centro del Mediterraneo, nella parte nord-orientale interna della Campania: ilSannio beneventano. Questo comprensorio è praticamente identificabile con quattro bacini idrografici: il bacino del Fiume Calore; il bacino del Fiume Fortore; il bacino del
 
 N. Diodato
Ricostruzione storica di eventi naturali estremi a carattere idrometeorologico nel Sannio…Bollettino Geofisico, a. XXII, n. 3-4, luglio-dicembre 19997
Fiume Titerno (posto a ridosso del gruppo montuoso del Matese) e il bacino del FiumeIsclero (Valle Caudina). Il territorio nel suo insieme è caratterizzato da una morfologiaaccidentata ed articolata, con quote che vanno da circa 50 m. fino a 1800 m, chedeterminano sensibili variazioni spaziali dei parametri meteo-climatici.Quest’area si trova in un bacino geografico preferenziale (rappresentata dalle regionidel mare di Sardegna, del medio Tirreno e dell’Adriatico centro-meridionale) alloscoppio delle cosiddette
bombe
meteorologiche quali precursori di violente perturbazioni atmosferiche (Conte, 1992).Come è stato già fatto osservare (De Paola & Diodato, 1999), il Mezzogiornocontinentale è caratterizzato da corpi idrici che vengono alimentati, specialmente nel periodo ottobre-marzo, da precipitazioni piuttosto abbondanti sul preappenninocampano (Monti del Partenio, del Titerno e del Taburno), che hanno inferto sciagurecon la loro forza impetuosa e devastatrice: «Quando, per le piogge torrenziali, il nostrofiume [Sabato] ed i suoi affluenti o satelliti s’ingrossano repentinamente ed in modoinverosimile, allora tutta questa immensa conca viene allagata e sembra un mare intempesta» (De Lucia, 1941).Computando gli eventi, dal IX secolo ad oggi, secondo la loro ricorrenza, sia hanotizia di 50 inondazioni, 40 piogge molto intense o violenti temporali, 38 nubifragi, 31nevicate molto abbondanti, 13 piogge straordinariamente continue e 11 grandinateeccezionali.Risulta comunque impossibile quantificare l’intensità, ma soprattutto l’estensionespaziale, raggiunta da ogni singolo evento. Si può soltanto dire che, nel periodo maggio – agosto, i fenomeni investono aree generalmente limitate del territorio con unairregolare distribuzione spazio – temporale, raggiungendo talvolta intensità tali da procurare danno agli appezzamenti agricoli e/o promuovere una considerevole erosionedei versanti denudati o utilizzati a seminativo. Nel caso, invece, di eventi riferibili al periodo settembre – aprile, risultano essere più numerosi i sistemi territorialiassoggettati a forti pressioni idrometeorologiche.Questi ultimi sono rappresentati dalle zone rurali, per i danni causati alle produzioniagricole e alle strutture aziendali, dai territori ripariali e di versante, per l’inondazionedi torrenti e fiumi o per frane (Lolli & Pagliacci, 1995; De Paola & Diodato, 1999),dalle superfici murarie architettoniche, per il contributo della pioggia battente, conintensa azione meccanica, alla colonizzazione biologica (Caneva
et. al 
., 1992), e dalleinfrastrutture di trasporto (specie le strade interpoderali) ove i punti di contatto opera– suolo sono volta per volta sottoposti maggiormente alle ingiurie ambientali delmomento.
2. Criteri metodologici applicati per la raccolta e l’interpretazione delle notizie
La nostra ricerca ha preso in considerazione tutte quelle notizie che presentano uninteresse diretto
sugli
 
effetti meteorologici
, quali tempeste notevoli di pioggia o neve,violenti temporali, piogge straordinariamente continue (grandinate eccezionaliverificatesi nel periodo estivo giugno-agosto sono state scartate per il fatto che in talestagione si distribuiscono su limitate porzioni di territorio e, per questo, potevanocostituire un elemento di disturbo nella ricostruzione omogenea della serie degli eventi
),sugli effetti nel sistema territoriale
, quali nubifragi che hanno provocato allagamentidei campi in seguito a precipitazioni molto intense, trasporto di materiali sciolti,devastazione di aree agricole e di reti infrastrutturali di trasporto ecc., e
sugli effetti nel
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