N. Diodato
Ricostruzione storica di eventi naturali estremi a carattere idrometeorologico nel Sannio…Bollettino Geofisico, a. XXII, n. 3-4, luglio-dicembre 19996
1. Introduzione
Le informazioni su eventi naturali del passato a carattere eccezionale, così come sulledinamiche in atto sulla crosta terrestre, rappresentano un elemento basilare per lacomprensione dei meccanismi che regolano i fenomeni stessi, nonché per la previsionedi occorrenza di eventi similari nel prossimo futuro e quindi per la protezionedell’ambiente. Le notizie del clima antico ci pervengono non come notizie a sé stanti,ma sono trattate nell’ambito di un discorso più ampio che tocca le vicende dei costumisecolari, quelle politiche, e religiose, e sembrano raccomandare una ricomposizione trascienze naturali e scienze sociali (Cassiani & Valensise, 1994).In Italia non sono molti gli studi che hanno tracciato una storia dettagliata sullecalamità naturali dell’ultimo millennio da ricondurre a fattori meteo-climatici. Tuttavia,la rilevante frequenza con cui si presentano nubifragi ed eventi precipitativi estremi ditipo alluvionale, soprattutto nei bacini appenninici italiani e sulle aree settentrionali delnostro paese, ha portato a compiere diverse indagini sia con ricerche a carattere prevalentemente storico (Trasselli, 1968; Giordano, 1986; Camuffo & Enzi, 1992;Sorriso-Valvo, 1994; Robotti, 1995; Tropeano
et al
., 1997; Margottini, 1998;Delmonaco
et al
., 1999), sia con studi sulla caratterizzazione meteo-climatologica deifenomeni alluvionali (Gazzola, 1969; Serra, 1973; Giacobello & Todisco, 1979; Caspio,1990; Simonini, 1996), e sia, infine, con lo sviluppo di modelli informatici fisico-dinamici volti al miglioramento delle possibilità previsionali a scala locale (Marchesi
et al
. 1996; Meneguzzo
et al
. 1996; Ferretti & Visconti, 1995; Ferretti
et. al
., 1998;Todini, 1998). Meritano di essere ricordati, infine, sia la Banca Dati storica del CNR – ICTIMA (Camuffo & Enzi, 1991), che si prefigge la ricostruzione del clima del Bacinodel Mediterraneo, e sia il progetto, avviato da diversi anni dall’ENEA (Clemente &Margottini, 1991), finalizzato alla realizzazione di un sistema EVA (Eventi Ambientali) per il reperimento, la catalogazione e l’archiviazione su memoria di massa ad altadensità in tecnologia ottica della documentazione bibliografica storica ritenuta di particolare importanza negli studi di protezione dell’ambiente da eventi eccezionali.Per quanto concerne il Mezzogiorno continentale, i dati, se non per qualcheeccezione (Enzi & Camuffo, 1996; Figliuolo, 1994) o in più ampi lavori (Rossi &Villani, 1994; Cardinali
et al
., 1998; Diodato, in pubblicazione), all’interno dei qualiquesta ricerca si colloca, non possono essere trovati in fonti specifiche, compilate, cioè,con l’intento di raccoglierli sistematicamente. Anche nella pregevole opera storica diAlexandre (1987) sul clima europeo in età medievale, il Meridione resta esclusodall’analisi.Le difficoltà di queste ricerche sono dovute essenzialmente, come hanno giàsottolineato diversi Autori (Camuffo & Enzi, 1991; Secco, 1994; Andriola
et al.
, 1996),al lavoro interdisciplinare che si deve impostare sulla collaborazione tra storici, geografie climatologi. A questi problemi si aggiungono due ulteriori elementi di complicazionerappresentati sia dal rapporto relativo tra maltempo e calamità e sia dalla discontinuitànelle fonti delle notizie che si possono attendere nel corso della storia indagata, chefiniscono, talvolta, per mancare di restituire una visione completa e omogena dellefenomenologie occorse.Le coordinate ambientali della presente ricerca fanno riferimento ad un’area postaquasi al centro del Mediterraneo, nella parte nord-orientale interna della Campania: ilSannio beneventano. Questo comprensorio è praticamente identificabile con quattro bacini idrografici: il bacino del Fiume Calore; il bacino del Fiume Fortore; il bacino del
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