Copyright www.diariofinanziario.blogspot.com Davide Arsego Febbraio 2009
AGENDA MACROECONOMICA – IL MIO DIARIO FINANZIARIO
Nona settimana, 2009 – 23 febbraio, 27 febbraio
D
ATI
MACROECONOMICI
AMERICANI - MONDIALIDATI NEGATIVI
Settimana molto negativa per quanto riguarda i datimacroeconomici. Già martedì loS&P Case-Shillerhaevidenziato un altro crollo del valore degli immobili americani,che va confermando l’andamento da ormai il “lontano” 2007. Esempre martedì ilConsumer Confidenceha raggiunto un picconemmeno previsto dagli analisi, da 37,7 a 25 di febbraio. Dalcomunicato si legge che grande incertezza è data dallaeccesiva debolezza del mercato del lavoro, che infatti, con idati di giovedì isussidi di disoccupazione sono schizzati a
667.000 (+36.000 dalla settimana del 21 febbraio), uno dei piùalti livelli che sono riscontrabili non prima di una trentina dianni fa.Anche gliordinativi di beni durevolisono pressoché crollati,registrando su base annua in gennaio una discesa del 23,3per cento, indice che la recessione, specialmente sulsettore manifatturiero, sta colpendo più ferocemente chemai.Ma poi, il dato veramente più negativo è stato sicuramentela pubblicazione della revisione delPIL americanodelquarto trimestre 2009, che è stato di fatto raddoppiato adun meno 6,2 per cento. Il tutto guidato essenzialmente sulfattore di stimolo dell’economia americana, i consumiprivati, che si sono arretrati “a livelli anch’essi di tredecenni fa”!
DATI POSITIVI
Di veri e reali dati positivi è difficile parlare. Le uniche cose da segnalare in campo globale sonocomunque l’intenzione molto forte di tutti i governi per intervenire con misure anti-cicliche per spingerel’economia a riprendere e gli ottimidati provenienti dalla Cina che potrebbero essere segnali
affidabilissimi dati anticipatori di eventuali rimbalzi o riprese globali. Questi sono:1.I prestiti bancari stanno aumentando (+ 101 per cento anno su anno)
2.
3.
Vendite al dettaglio continuano a salire. Infatti, su base annua gli acquisti sono aumentati del24,5 %.4.Gli stessi indici azionari sono ben lontani dai livelli di minimo che tutti gli altri indici hannoritestato e/o sfondato in queste cupe giornate.
5.
Primo numero – anno 1Pagina 1
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