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sembrare muto e sordo tanto da legittimare un’ornamentazione applicata. Ma se cercate diimpadronirvi dei suoi segreti spaziali e plastici camminando, quindi vedendolo dallediverse angolazioni, nelle diverse ore del giorno, e poi ne pensate il gioco delle forze edelle resistenze, allora anche un semplice muro suscita un interesse talmente acuto cheogni ipotesi di aggiungere una decorazione sembrerà assurda.2.
Il purismo.
Il purismo francese nelle temperie del primo dopoguerra, alladisperazione oppone la profezia di un mondo rigenerato, di una società guidata dallaragione.Mentre il pittore Ozenfant, promotore di questo movimento, decanta la bellezza delleforme naturali, Le Corbusier ricerca leggi geometriche elementari. Lui afferma che tutte lecomposizioni architettoniche si possono ridurre a figure primarie, cilindri prismi cubipiramidi e sfere.La volontà di racchiudere le funzioni edilizie in prismi elementari rivela un certo connotatoclassicista. Quando Le Corbusier ne prende coscienza, ha il coraggio di rinnegare ilpurismo nella svolta eversiva della chapelle de Ronchamp.3.
Il neoplasticismo
. E’ un movimento fondato da Theo van Doesburg e dal gruppoDe Stijl, il cui tentativo è quello di fornire una sintassi al movimento moderno.Il pittore Piet Mondrian afferma che ogni composizione può essere ricondotta a dellesemplici linee verticali ed orizzontali. Ora bastava soltanto trasportare questa teoria inarchitettura. A questo proposito Van Doesburg risponde che occorreva anzituttoscomporre il volume in parti bidimensionali, piani o lastre, e poi rimontarli dinamicamentenello spazio, in maniera aperta e quasi casuale. Lo stesso Gropius direttore del Bauhausanche se inizialmente contrario a questa interpretazione d’architettura è costretto adassorbirne almeno in parte alcune teorie.4.
Il costruttivismo
. A coniarne il nome fu il pittore russo Malewitch nel 1913. I suoiquadri escludono completamente l’oggetto naturalistico, riducendosi a pochi tratti disimbolica intensità espressiva; al limite, ad un quadrato bianco su bianco.5.
L’espressionismo.
Questo movimento non mira alla creazione di un nuovovocabolario figurale atto a stimolare un ordine, ma esso rappresenta una societàdisgregata che attende gli esiti catastrofici della prima guerra mondiale e ne soffre glistrazi.Scaturendo da stati d’animo sconvolti e ribelli, l’espressionismo non ha confini cronologici;se ne decreta il consumo e la morte, poi inaspettatamente risorge. Infatti quando ilrazionalismo sembra aver vinto la partita, il suo esponente più importante, Le Corbusier,plasma con furore la chapelle de Ronchamp.6.
Il futurismo.
Questo movimento viene proclamato a Parigi da Martinetti e trovòapplicazione in architettura, cinque anni dopo, con il Manifesto firmato Antonio Sant’Elia.L’idea centrale è la rappresentazione del movimento, ma nelle fantasie di Sant’Elia ilmovimento è tutto esteriore con l’utilizzo di ascensori che sfrecciano lungo mastodonticifabbricati, strade a vari livelli su cui serpeggiano le automobili, treni che slittano nelsottosuolo.Il movimento va però sempre più affievolendosi per quanto riguarda questa complessitàarchitettonica dello stesso Sant’Elia e per quanto riguarda l’importanza del movimentostesso, fino a limitarsi soltanto ad alcuni allestimenti di mostre.
Il problema sociale e la svolta urbanistica
Alla base del rinnovamento architettonico moderno preme la questione sociale, l’esigenzadi programmare un abitata razionale per le masse inurbate, perché senza consapevolezzasociale ed impegno urbanistico è impossibile formulare un linguaggio moderno.Le vicende sono note. Nel 1801 la Gran Bretagna contava meno di nove milioni di abitanti;nel 1911 aveva superato i trentasei. Nello stesso periodo, dal 1800 al 1910, la Germania
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