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 IL LIBRO DEI PIACERI 
 Raoul Vaneigem
Arcana editrice
- anno di pubblicazione 1980
 
anarcotico.net
2
 
PREFAZIONETabula rasa
 
CAPITOLO IIl godimento implica la fine di tutte le forme di lavoro e dicoercizione
 
CAPITOLO IIIl godimento implica la fine dello scambio sotto tutte lesue forme
 
CAPITOLO IIIIl godimento implica la fine della funzione intellettuale edello stato
 
CAPITOLO IVIl godimento implica la fine della colpevolezza e di ognisocietà repressiva
 
CAPITOLO VL'agonia del vecchio mondo rimanda all'infanzia deidesideri
 
CAPITOLO VIL'autogestione generalizzata vedrà la fine dei piacerirovesciati
 
CAPITOLO VIIL'emancipazione autonoma degli individui è la sola basedella società senza classi.
 
anarcotico.net
3
Introduzione
TABULA RASA
 
All'aurora in cui spunta la vita
, sispegne la lunga notte della merce unica ederisoria luce di una storia inumana. Nonbasta che le passioni siano state piegatesul filo dei secoli sotto lo sguardo obliquodella morte, avvitati i desideri, in sensocontrario alla vita e fondata la maggiorparte dell'esistenza sulla ricercasanguinosa del profitto e del potere?Non basta che le vostre rivoluzioni portinosulla fronte una macchia intellettuale di sangue? Anche la violenzacambia di base.La sopravvivenza svenduta oggi nella disfatta del mercato di scambio,è la produzione della miseria quotidiana, una specie di industriatotalitaria se lo e’, e soccombe a sua volta a quella che voi chiamate lacrisi, e che è solo il crollo della vostra civilizzazione mortifera.La società mercantile non ha plasmato niente di umano, all'infuori dellostampo parodistico che è servito ad estenderla dappertutto. Laparcellizzazione che il valore di scambio impone al vivente non tollerache dei frammenti di uomini, degli embrioni pazientemente disseccatinella provetta sociale della redditività, degli esseri condannati a nonappartenersi ma perché appartengono a una potenza,prima spogliatadel mantello divino e poi denudata della sua carne ideologica fino arivelare il meccanismo scheletrico della sua astrazione: l’Economia.Tutto si e’ giocato su di essa, in un destino che doveva da alloragiocare contro di noi.E’ forse vero che la vita trae il suo senso dalla morte, che l'energiaindividuale è necessariamente votata al lavoro, che nessuno sfugge algiudizio degli dei, degli uomini, della storia, che tutto si paga presto otardi, che ragione e sragione guidano il corpo, che una esistenza valeper la sua assenza - per il suo sacrificio, la sua utilità, la sua immaginedi riguardo -, e che l'autorità e il denaro vincono, in fin dei conti,sull'amplesso amoroso, sul sorso di vino fresco, il sogno, il profumo deltimo delle Alpilles, perché ne regolano il prezzo? Se le cose stannocosì, si tratta delle verità di un mondo alla rovescia, con cui non honiente a che fare.
La vera vita non è ancora venuta alla luce.
Essa spunta fra i passidegli ultimi uomini incompiuti, fra i nostri passi. Poiché abbiamoimparato bene a stancarci di tutto ci stanchiamo ora di morire sotto leapparenze del vivente.Alla fine della disperazione, la strada si ferma o risale. Alla vostrasocietà, dove la volontà diventa stupro e lo slancio vitale riflesso dimorte, sarò irrimediabilmente solo a opporle il godimento che non simercanteggia, a opporre il desiderio irriducibile all'economia, la
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