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TRIBUNALE DI FIRENZESEZIONE MONOCRATICADOTT. ALESSANDRO NENCINI Giudice Procedimento penale n. 535/04 R.G.Udienza del 10 aprile 2008
 
Requisitoria del Pubblico Ministero dott. Gianni Tei
[Stralcio n. 18] 
IN CONFERENZA DEI SERVIZI NEL LUGLIO DEL 1995 A ME È SEMBRATO CHE ILCOMPORTAMENTO DELLA REGIONE FOSSE PIÙ TESO A SBLOCCARE E A INIZIARE I LAVORI PIÙ CHE A VERIFICARE E A CHIEDERE CHE COSA LA REALIZZAZIONE DI QUESTA OPERA AVREBBE COMPORTATO IN RIFERIMENTO ALL'IMPATTO AMBIENTALE E SOCIALE CHE QUESTA OPERA AVREBBE PORTATO NEL TERRITORIO RISPETTO ALLA QUALITÀ DEL PROGETTO CHE LÌ  ANDAVAMO AD APPROVARE”.
 
4) ERA TUTTO PREVISTO E ....La difesa CAVET sostiene che tutto era previsto. Poi dice anche di no, che qualcosa eraimprevedibile. Ma ora non stiamo a sottilizzare ed a fare i difficili di come si possano conciliare ledue cose.Diamo tutto per buono e restiamo all’“era tutto previsto”.
Su questo punto rimandiamo al CT CAVET, Celico, pg. 89 e ss. della CT ed alle favolose relazioni ISMES eBroili, compendio del visto e previsto da CAVET. Alla tabella 3 del suo elaborato Broili indica 30 punti acqua passibili di impatto e ne azzecca 5.Non ci pare un gran risultato sia per il numero degli impatti previsti che per il grado di precisionenell’indovinarli. Però non è un risultato disprezzabile per Broili. 5 previsioni realizzate su 30 non sono pochese è vero che il metodo usato da Broili era così accurato tanto da permettergli di dire che – testuale pag. 15 della relazione (pg. 6 allegati Celico) -
“dal km. 52 al km. 73 mancano purtroppo informazioni riguardantipozzi e sorgenti utilizzati a scopo idropotabile nell’ambito di interesse della presente ricerca, pel’indisponibilità manifestata dagli uffici ed enti locali preposti a fornire indicazioni e dati utili. A questoproposito gli enti pubblici interpellati sono stati i seguenti:- Comunità montana Zona E via Togliatti, Borgo S. Lorenzo, nella persona del sig. T.;- Ufficio tecnico del Comune di Borgo S. Lorenzo, nella persona dell’arch. V.;- Ufficio tecnico del Comune di Vaglia, nella persona del sig. R. B.”.
Testuale. Quindi Broili, ineffabilmente, afferma e scrive che per 21 chilometri del tracciato non sapeva nulla!! 
Ma come, il geologo CAVET preposto ad una delle opere pubbliche di maggior interesse nazionale hal’impudenza di scrivere candidamente che non ha i dati per 21 chilometri di tracciato e dà la colpa di ciò ai sig.ri T., V. e R. B. perché non gli hanno fornito le informazioni richieste? Ma stiamo scherzando? E CAVET permette che queste affermazioni possano essere messe nero su bianco nella “relazioneidrogeologica“ prodotta a corredo del progetto esecutivo presentato da Ente Ferrovie dello Stato,TAV Spa, Italferr SIS TAV Spa, FIAT, Spa e Consorzio CAVET e depositato in conferenza dei servizi? 
Ci saremmo aspettati che CAVET dovesse licenziare in tronco e citasse per danni uno che scrive cose simili.Invece no. CAVET ancora oggi difende Broili ed addirittura lo indica come perno centrale delleargomentazioni di difesa dicendo che l’elaborato Broli tutto prevedeva e tutto ha previsto.E il prof. Celico appoggia Broili e gli dà anche ragione a pg. 95 della sua CT dicendo che è mancata lacollaborazione degli Enti locali e che Broili è uno che,
“in tempi non sospetti, fa correttamente nomi ecognomi”
, dal che si deve ritenere che Celico intenda indicare Broili come fulgido esempio di professionistache non ha paura di mettersi contro nessuno nell’adempiere al suo incarico.Inoltre il prof. Celico coglie un’altra occasione per dare una bella lezione alla Procura scoprendo, lui, i tre veri colpevoli della gran parte dei danni alle falde acquifere del Mugello che, a questo punto, sarebbero pertanto i sig.ri T., V. e R. B. che non hanno fornito i dati a Broili.Ma abbiamo già visto come questa non sia l’unica volta che il prof. Celico si inventa PM per arrivare financoad avanzare vere e proprie precise notizie di reato e clamorosi capi d’accusa. Vi ricordiamo che, fosse stato per Celico, sarebbero imputati tutti gli abitanti della frazione di Luco perché le loro fogne scaricavano a cieloaperto dopo che CAVET aveva seccato il torrente Bosso.
 
 
Ma andiamo avanti.Broili non fa tutto da solo. Trova valido conforto nella stessa relazione ISMES, anch’essa presentata comeallegato al progetto esecutivo e depositata in conferenza dei servizi. A pg. 54 della relazione ISMES (n. 27 degli allegati alla CT Celico) si parla delle gallerie, di tutte le gallerie ingenerale e quella di Firenzuola in particolare. E che si dice? Testuale:
“Da questo risultato si deduce quindiche le gallerie hanno portate di gran lunga inferiori alle disponibilità naturali, quindi il drenaggio da esseoperate sugli acquiferi non provocherà un apprezzabile depauperamento degli acquiferi medesimi”.
E conclude:
“Come si vede dall’ultima colonna della tabella:
- per le gallerie la portata è sempre inferiore a 0.02 l/s paragonabile ad uno stillicidio;- per le finestre la portata è ancora più bassa, di circa un ordine di grandezza mediamente”.
Sono le famose ... ultime parole.
Lo “stillicidio” lo si vada a raccontare a
Italstrade
che prima ha avuto la venuta d’acqua del 25 aprile1999 a Marzano e poi a giugno del ’99 le si è allagata l’intera galleria di Osteto, nel senso che si ècompletamente riempito d’acqua il cavo della galleria.
Chi vuole una visione più scenografica dello stillicidio si vada a leggere la testimonianza di L. O.. Avvocato Parte Civile -
Senta, m'interessava un momento quella cosa che lei ha detto prima, che avevavisitato la galleria.
Teste L. O. -
Sì.Avvocato Parte Civile - Nella galleria di Vaglia, per caso?
Teste L. O. -
Sì.
 Avvocato Parte Civile -
In che periodo ha detto?
Teste L. O. -
Senta, ora non mi ricordo. Credo che fosse... febbraio dell'anno scorso.
 Avvocato Parte Civile -
Ecco, e che cosa ha visto quando è andato...
Teste L. O. -
Be', c'era molta acqua. Quello che mi ha colpito era tutta quest'acqua che cadeva adirotto. Eravamo in una jeep, c'erano i tergicristalli al massimo e si andava a 20 all'ora. E quello mi hacolpito molto.
Un giorno qualunque, in galleria si va a 20 all’ora e con i tergicristalli.
Ma torniamo al “tutto previsto”.
Se era tutto previsto, perché non abbiamo mai trovato uno che fosse uno che dal ’99, seppur richiesto, ci abbia fornito un elenco preciso e chiaro, con data precedente all’inizio degli scavi, di cosa sarebbe stato impattato? Perché ancora oggi, a opera fatta, siamo a discutere su cosa sia statoimpattato e cosa no? 
Comunque sulle previsioni ricordiamo Trezzini presidente dell’O.A.N. per il Ministero dell’Ambiente. Abbiamo già detto che Trezzini nel 1998 arriva a dire a CAVET, in una riunione pubblica a Firenzuola per Castelvecchio, le seguenti testuali parole:
“Penso che abbiate trascurato qualcosa in questo periodo. Suquesto tema occorre intendersi bene. Andavano fatte quattro cose e non sono state fatte: 1) andava previstol'accaduto, e la previsione è risultata errata, 2) poteva essere fatto il monitoraggio, 3) poteva essere fatto ilrivestimento alla galleria, senza fare come se nulla fosse avvenuto. 4) potevano esser fatti prima gliinterventi alternativi”.
E visto che parliamo delle previsioni, parliamo un po’ della famosa fascia di interferenza dell’opera ed il “modello Federico”.
CAVET nega di aver mai limitato le sue previsioni ed i suoi monitoraggi ad una predeterminatafascia, vuoi fosse di cento metri per parte, vuoi fosse un chilometro per parte, e nega di aver usatomodelli matematici tipo il “modello Federico” 
prima della variante di Castello e solo in via di verifica per la galleria di Vaglia. Allora non si spiegano le testimonianze e gli scritti di molti soggetti qualificati. Ad esempio Biancalani, funzionario ARPAT.Nel settembre '99, Biancalani, a proposito dei problemi insorti nell'ambito delle acque sotterranee scrive:
"Nel modello utilizzato per definire la fascia d'influenza delle gallerie si sono assunte in partenzacondizioni di omogeneità ed isotropia del mezzo assolutamente lontane dalla realtà, comportandoerrori di valutazione dell'effettiva estensione della fascia d'influenza dell'escavazione.”
Nello stesso senso Trezzini:
Teste Trezzini Fabio -
Premesso che io anche nella fase preliminare non mi occupai degli aspetti geologici eidrogeologici perché nella commissione c’era uno specialista che si occupava di questo, a quanto ricordo ilprogetto prevedeva una fascia di influenza delle interferenze e cioè ipotizzava che una fascia di cui adessonon ricordo l’ampiezza a cavallo dell’asse della galleria delimitasse appunto la zona di possibile interferenzaidrogeologica; quindi le sorgenti, i pozzi, i punti d’acqua entro quella fascia avrebbero nelle previsioni delprogetto subito delle interferenze, quindi degli abbassamenti o anche degli abbassamenti tali da eliminarli.[...].
 
Teste Trezzini Fabio -
Questo non me lo ricordo, all’interno di questa fascia non mi ricordo se c’erano delleindicazioni su alcune sì e altre no, mi ricordo il concetto della fascia, non mi ricordo se all’interno della fasciac’erano delle sorgenti di cui veniva esclusa…
Idem Rubellini 
(1)
, per cui TAV o chi per essa e quindi 
CAVET 
“usava un modello geometrico chenormalmente si usa per area a permeabilità primaria”.
Roba adatta alla Pianura padana, insomma, enon per i massicci montuosi del Mugello.
Pubblico Ministero -
Torniamo alla domanda di prima. Si ricorda se l’approfondimento o lo studio delle varieinterferenze era basato su un modello matematico?
Teste Rubellini Pietro -
Per quello che riguarda la idrogeologia no, per quello che riguarda le altrecomponenti d’impatto non glielo so dire perché non l’ho guardata io quella parte.
Pubblico Ministero -
Cioè non era basato su modello matematico?
Teste Rubellini Pietro -
Era basato su una serie di considerazioni - all’epoca eh - di tipo idrogeologico rispettoalle caratteristiche del sistema di fatturazione… della formazione di Monte Morello, comunque anche dellealtre formazioni che è un modello classico concettuale che si utilizza quando si fanno gli studi di primaapprossimazione rispetto a questo tipo di interferenza. Comunque devo dire una cosa, perché poi mi sonooccupato anche successivamente di questo tipo di problemi per il lavoro che continuo a fare, cioè di geologo:all’epoca non esistevano molti modelli di tipo matematico per descrivere la circolazione dentro acquiferiporosi per permeabilità secondaria.
Pubblico Ministero -
Organizziamoci perché non ci siamo proprio. Lei l’ho sentita io personalmente l’8 agosto2002, le contesto, vediamo se se lo ricorda: “TAV o chi per essa usava un modello geometrico chenormalmente si usa per area a permeabilità primaria”.
Teste Rubellini Pietro -
Sì, esatto, è quello che ho detto, cioè all’epoca non esistevano dei modelli - e ancheora sono abbastanza embrionali - non esistevano dei modelli matematici per descrivere la circolazione idricadentro acquiferi permeabili per porosità secondaria, quindi si utilizzavano, e a volte si utilizzano ancheadesso, i modelli che si utilizzano per gli acquiferi a permeabilità primaria; è una approssimazione.
Pubblico Ministero -
Allora, intanto se vuol spiegare velocemente tra permeabilità primaria e secondaria, unesempio.
Teste Rubellini Pietro -
Una sabbia è come una spugna, l’acqua…
Pubblico Ministero -
Pianura Padana può andare bene?
Teste Rubellini Pietro -
La Pianura Padana è perfetta.
Pubblico Ministero -
Grazie. Allora, mentre di permeabilità secondaria?
Teste Rubellini Pietro -
Una roccia con delle fratture l’acqua cammina dentro queste fratture.
Pubblico Ministero -
Il Mugello?
Teste Rubellini Pietro -
Non tutto il Mugello, i massicci montuosi del Mugello.
Quindi quando si parla di permeabilità primaria, Pianura Padana. Siamo nel Mugello.
E allora, c’era o nonc’era questa astratta fascia previsionale? C’era sì.
Perché se non c’è, c’è un complotto, cioè tutti parlanodi questa fascia che poi sparisce. [...] 
 A parte, è cronaca di oggi che anche per l’attraversamento di Firenze è ritornata una fascia di 100 metri per gli immobili che possono essere lesionati o meno per il sottoattraversamento...
La fascia infatti la cita anche C. per le verifiche statiche. Lui domanda perché non gli hanno fatto la verifica ei dipendenti CAVET gli rispondono di non averglielo fatta perché casa sua era a 105 metri dal tracciatomentre loro avevano mandato di farlo solo entro 100 metri.Una cosa simile succede al sig. M.. Il geologo Agnelli va vedere una sorgente in loc. Torricella, il sig. M. gli chiede di vedere anche l’altra che si è seccata e quello gli dice
‘Guardi, io non ci vengo nemmeno, perchénon è il mio compito. Le do l'indirizzo della CAVET di Pianoro, dove..., all'attenzione dell'ingegner Piscitelli alquale lei deve fare le sue rimostranze'.
Peggio per il sig. S..Teste M. S. -
In un primo tempo venne un certo ingegnere... Ottaviani. Venne su, mi disse: 'S., state... staicalmo, tanto dipende da noi, si sistema tutto, si mette tutto a posto, si cosa tutto'. Passato due o tre mesi ionon vidi più nessuno, ritelefonai, perché mi aveva lasciato il numero di telefono. Mi rispose un altroingegnere... E quest'altro mi disse: ”io non voglio sapere di nulla.
Lei non appartiene alla nostra fascia'”,dice, ”la s'arrangi”
.
 Allora la fascia esiste e pare che abbia funzionato anche in maniera rigida. Se sei fuori fascia scattala sanzione: “Ti arrangi”.Se poi era tutto previsto, cosa testimoniano sin dal 2000 i Sindaci dei Comuni di Borgo S. Lorenzo,S. Piero e Firenzuola? 
Illuminanti le dichiarazioni rese dai sindaci di Borgo San Lorenzo Antonio Margheri, di Firenzuola RenzoMascherini, e di San Piero a Sieve Alessia Ballini, in occasione dell'incontro con i Sindaci e la ComunitàMontana della VI Commissione consiliare della Regione Toscana "Territorio e Ambiente", il 29 giugno 2000.
 
 ANTONIO MARGHERI - Sindaco di Borgo San Lorenzo.
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