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TRIBUNALE DI FIRENZESEZIONE MONOCRATICADOTT. ALESSANDRO NENCINI Giudice Procedimento penale n. 535/04 R.G.Udienza del 10 aprile 2008
 
Requisitoria del Pubblico Ministero dott. Gianni Tei
[Stralcio n. 26] 
“QUESTO PROCESSO HA FATTO EMERGERE CHE MINISTERO E REGIONE POTEVANO DOVEVANO SAPERE PRIMA QUELLO CHE SAREBBE SUCCESSO E POI CIÒ CHE È ACCEDUTO DAVVERO.HA FATTO EMERGERE CHE MINISTERO E REGIONE AVREBBERO DOVUTO ANCHE VOLER SAPERE CIÒ CHE STAVA ACCADENDO E PREVENIRLO, E CIÒ CONTROLLANDO L’OPERATO DI CAVET, PER EVITARE I DANNI, TUTELARE I CITTADINI ED IL PAESAGGIO. [...] RITENIAMO QUINDI CHE MINISTERO E REGIONE NON ABBIANO SVOLTO QUESTA LORO FUNZIONE DI TUTELA, E SI RICORDI CHE LA FUNZIONE È PROPRIO L’ESPRESSIONE DA PARTE DELLA P.A.NON SOLO DI UN POTERE, MA ANCHE, E FORSE SOPRATTUTTO, UN DOVERE.PER QUESTO RIMETTIAMO AL GIUDICE DI VALUTARE SE RIMETTERE CON SENTENZA GLI ATTI  ALLA CORTE DEI CONTI AI SENSI DELL’ART. 129 III COMMA C.P.P. CON RIFERIMENT ALL’OPERATO DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA REGIONE TOSCANA QUALORA SI RAVVISI COME QUESTA PROCURA RAVVISI UN CASO IN CUI SI È CAGIONATO UN DANNO ERARIALE”.10) TUTTI SAPEVANO TUTTO. OVVERO IL RUOLO DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI.
 
LE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE REGIONE E MINISTERO 
 
E vediamole, le condotte della Regione e del Ministero. E torniamo al “tutti sapevano tutto”, che in questocaso pare affermazione un po’ meno avventata.
Senza dubbio la Regione e il Ministero hanno avuto un ruolo primario non solo per le competenze,ma anche percveri punti di riferimento degli Enti Locali, e di fatto veri organi decisionali sull’approvazione della tratta A.V. Firenze-Bologna.
all’esito del dibattimento non hanno certo dato prova di grande coerenza inquesto processo visto che si sono costituiti parte civile. Non hanno indicato un testimone. Il Ministero ha portato due consulenti per la valutazione del danno subito che non hanno certo lasciatoil segno, e la Regione non ha portato neppure quello. Per quali voci specifiche di danno e soprattutto per quale ammontare si siano costituiti, non è proprio chiarissimo.
Piacerebbe ritenere che Regione e Ministero abbiano valutato l’opera della Procura di così alta qualità danon aver nulla da aggiungere, ma sarebbe vana presunzione e vanità, atteso che riteniamo che qualunquesia stato l’esito del lavoro di questo ufficio, lo stesso sia comunque sempre perfettibile o integrabile dalle parti civili a tutela dei loro interessi. Ipotesi comunque smentita dall’ 
attivismo mostrato invece da altre parti civili private che pure a volte agivano a tutela di un solo pozzo o poco più, invece che, ad esempio, 57 chilometri di fiumi come spetta alle pubbliche amministrazioni.
Regione e Ministero, che
in corso d’opera non hanno dato prova di aver esercitato poteri significativi  per prevenire, o raddrizzare poi, una situazione che si era messa al peggio sin dall’inizio, ed evitareciò che si è verificato.Mancavano forse le competenze tecniche necessarie a Regione e Ministero? No davvero.
 Abbiamo visto come puntuali fossero le relazioni predisposte dagli uffici regionali redatte dal gruppo di lavoromesso su dalla Sargentini e le relazioni del geologo Micheli. Abbiamo visto come anche il Servizio Geologico della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel ’92 avessegià sottolineato come gli studi predisposti dai futuri esecutori dell’opera disponessero di “dati frammentari,
 
scarsamente confrontabili", fossero infarciti di "discrepanze", "lacune o non corrispondenze dei dati" nellacartografia e con mancanza di "riferimenti toponomastici e tettonici" nel profilo geologico della tratta.Quindi no, non era incompetenza tecnica.Ed è per questo che diciamo che in questo caso pare meno avventata l’affermazione “tutti sapevano tutto”.Se non tutto,
Regione e Ministero avevano gli strumenti per sapere molto.E ALLORA PERCHÈ QUESTO È POTUTO ACCADERE? 
Per evitare di lasciarsi andare a considerazioni empiriche o soggettive, per valutare il comportamento delle pubbliche amministrazioni non si può che rifarsi agli esperti che dedicano continuamente la loro opera aquesti temi, studiandoli. Ovvero a chi ha elaborato ed espresso
il concetto della “teoria della cattura” ,ovvero la “capture theory” 
, e abbia valutato le sue implicazioni.
Riteniamo infatti che in questo processo sia importante evitare di lasciare spazio a suggestioni, aricostruzioni esclusivamente basate su visioni personalistiche, o su prospettazioni sociologiche o politiche in senso lato, e si debba invece essere assai rigorosi e ricondurre il tutto nell’ambito dellostretto diritto.
E il concetto anticipato, e che esplicheremo, è proprio un principio giuridico-economico attinente all’analisi economica del diritto e alla teoria della regolazione amministrativa. Questo a conferma del fatto che questo processo niente ha a che fare con questioni ideologiche, ma solo con specifiche questioni giuridiche attinenti i rapporti Stato/cittadino da un lato, i rapporti pubblico/privato dall’altro, la gestione dei servizi pubblici, ecc.ecc., secondo schemi ed istituti del diritto pubblico, economico ed amministrativo attuali e che si inserisconoin contesti generali ed attuali in atto quali quelli economici di privatizzazione, di ricerca dell’efficienzadell’operato della pubblica amministrazione, di concorrenza nel mercato globale. Diritto che studia, analizzaed infine dimostra quali strumenti adottare nella gestione dei servizi pubblici, quali rischi e quali pericoli si corra.
Secondo l’analisi economica si definisce “regulatory capture” (o “capture theory”) il fenomeno della“cattura” dei 
regolatori
(le
autorità di regolazione
 ) da parte dei 
soggetti regolati
, ossia laconvergenza d’interessi tra gli uni e gli altri e la conseguente perdita del carattere di imparzialità del soggetto regolatore.
Senza divagare, traduciamo questa astrazione, riportando il tutto al nostro caso ed aquanto ci interessa.
Questa teoria spiega il rischio che un’opera come l’Alta Velocità, così importante per il suo valorestrategico, per l’impegno economico, per il ritorno politico, di fatto data in esclusiva ad un General Contractor a sua volta esponente di un forte potere economico-imprenditoriale, porti allaconvergenza d’interessi tra concedente, concessionario e General Contractor, con conseguente perdita del carattere di imparzialità del soggetto pubblico che dovrebbe avere una funzioneregolatrice. Rischio realizzato nel nostro caso.
Ma non ci accontentiamo di enunciare teorie astratte. Verifichiamole.
Nel nostro caso la Regione ed il Ministero hanno subitola fatale attrazione della realizzazione dell’opera, e ne diamo le prove.
 
OSSERVATORIO NAZIONALE AMBIENTALE 
 
L’Osservatorio era quell’organismo che avrebbe dovuto presiedere alla realizzazione dell’opera egarantire la salvaguardia del territorio proprio in corso d’opera vista la complessità dell’opera. A sentire l’on. Chiti ed il Presidente della Regione Toscana, Martini, l’Osservatorio era strumentoinnovativo di livello nazionale cui rimandare la risoluzione di ogni problematica prevista o non prevista in sede di approvazione.Forse era meglio essere più tradizionalisti visto come ha funzionato in concreto questo osservatoriodi innovativa portata.
[...] 
-
Organismo costituito in modo quasi parlamentare;
-
con compiti vaghi;
-
e che per il funzionamento dipendeva (e dipende...) dai finanziamenti a carico del soggettocontrollato TAV. Aggiungiamo poi come il dibattimento abbia dimostrato inoltre come l’Osservatorio:
-
avesse poteri coercitivi nei confronti di CAVET pari a “zero”;
-
non fosse funzionante quando ci fu l’impatto di Castelvecchio e per parte dell’anno ’99, propriouno di quegli anni segnati dai maggiori impatti e dalle maggiori emergenze di venute d’acqua ingalleria;
-
fosse privo, sempre fino al ’99, di una sede, di strumenti di lavoro, di un supporto tecnico.
 
Non un granché come “strumento innovativo” e “d’avanguardia”.
 
COMPOSIZIONE E FUNZIONI 
Teste Sargentini Maria -
Dunque, l'osservatorio è formato da Ministero Ambiente, Ministero dei Trasporti,Regione Toscana, Regione Emilia Romagna, Italferr e TAV. E il presidente che è sempre Ministero Ambiente.
[...] 
 
Teste Sargentini Maria -
No. L'osservatorio aveva il compito di... come dire, sovrintendere in qualche modo,al che i lavori venissero fatti nel rispetto delle prescrizioni date dalla conferenza dei servizi e aveva potere diindicare, rispetto agli elementi, in particolare per la parte ambientale, perché questo veniva anche detto, sirimandava a tutta questa fase successiva, di dare indicazioni in relazione ai dati di monitoraggio migliorati eper garantire che cosa poi? Che, rispetto al progetto approvato e alle prescrizioni date, si ottenesse il miglior risultato e quindi la maggiore mitigazione possibile, rispetto ai possibili danni... come dire, possibiliinterferenze, possibili problemi, eccetera. Questo era il compito dell'osservatorio.
POTERI 
 
Pubblico Ministero -
L’Osservatorio Ambientale è un gruppo di filosofi perché non aveva neanche unsupporto tecnico, è esatto questo? Il supporto tecnico è arrivato dopo.
Teste Biagi Gianni -
Certamente.
Pubblico Ministero -
Allora, intanto, perché la necessità di un supporto tecnico non previsto inizialmente?
Teste Biagi Gianni -
No, il supporto tecnico era previsto già negli accordi che furono stipulati, è stato avviatocon qualche ritardo, non c’è dubbio, ma il supporto tecnico all’Osservatorio era già previsto negli accorditant’è vero che vi erano anche delle somme stanziate per il suo funzionamento.
Pubblico Ministero -
Da chi?
Teste Biagi Gianni -
Da TAV. Sette miliardi e mezzo di lire, se non ricordo male. Però fu avviato con ritardo eil supporto tecnico era indispensabile perché i sette membri dell’Osservatorio non possono stare sul territorioe, come lei ha detto prima,
il territorio era un territorio molto complesso non solo orograficamente maanche fisicamente nel senso che era una linea molto allungata sul territorio
, quindi il supporto tecnicofu attivato e come supporto tecnico fu indicato l’ARPAT che è l’Agenzia Regionale Protezione Ambiente dellaToscana e che era una garanzia per quanto riguarda perlomeno il rappresentante della Regione Toscana.
Pubblico Ministero -
Quindi supporto tecnico e ARPAT pagato da TAV?
Teste Biagi Gianni -
Certo.
Pubblico Ministero -
Sì?
Teste Biagi Gianni -
Sì sì sì.
Pubblico Ministero -
Quindi l’Osservatorio è una costola in questi accordi… va bene, però la domanda èsempre questa, perché, appunto, non c’eravate solo voi, erano sette i soggetti, quindi ci poteva essere laComunità Montana, quello e quell’altro, dove poi, al di là dell’Osservatorio che osserva…
poteri concretil’Osservatorio? Poteri decisori di ordinanza?
Teste Biagi Gianni -
No.
Pubblico Ministero -
Zero, siamo d’accordo?
Teste Biagi Gianni -
Certo.
 
Pubblico Ministero -
In primo luogo, che poteri concreti, reali, materiali aveva l’Osservatorio Ambientale?
Teste Trezzini Fabio -
L’Osservatorio Ambientale aveva dei poteri molto limitati di fatto
perché aveva…essendo peraltro un organo misto che quindi comprendeva le altre amministrazioni interessate - la Regionee il Ministero dei Trasporti - e i rappresentati di TAV e di FS, aveva il compito di tenere sotto controllol’andamento dei lavori e degli effetti ambientali, quindi licenziando preventivamente un progetto complessivodi monitoraggio - cosa che fu fatta a suo tempo - e aveva il compito di indicare gli eventuali provvedimenti daassumere, ma non aveva il potere né di ordinarli né di adottare atti che avessero una qualche forma diurgenza.
[...] 
 
Pubblico Ministero -
È esatto dire che non avesse nessun potere autoritativo di nessun tipo?
Teste Trezzini Fabio:
Direi di sì.
 
ORGANO INTERMITTENTE, DISORGANIZZATO, PRIVO DELLE INFORMAZIONI NECESSARIE E CON SUPPORTO TECNICO ATTIVATO IN RITARDO 
of 00

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