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Bankenstein revisited, dal baratto al baratro
di Marco Bollettino
Per generazioni la gente del villaggio si era scambiata i beni attraverso il meccanismo delbaratto. Alcune famiglie riuscivano a mantenersi producendo internamente tutto ciò che servivaal proprio sostentamento mentre altre si specializzavano nella produzione di un singolo bene epoi scambiavano le eccedenze per procurarsi tutto ciò di cui avevano bisogno.Il mercato del villaggio era sempre chiassoso ed allegro. La gente annunciava a gran voce leproprie merci e la giornata trascorreva veloce mentre le famiglie scambiavano tra di loro ognicosa, grano, frutta, animali d'allevamento, legna, etc.Un osservatore esterno si sarebbe divertito parecchio ad osservare gli scambi e cercare diindovinare chi avesse guadagnato e chi perso, ma probabilmente si sarebbe trovato in unasituazione di estrema difficoltà. Quando lo scambio avveniva, infatti, sembrava che entrambe leparti fossero contente, sia che avessero dato via della legna per del grano, che viceversa.Il mercato del villaggio era un luogo dove la gente effettuava uno scambio.. e se ne tornava acasa soddisfatta.Un sistema del genere, però, aveva alcuni problemi.Vi era ad esempio Giovanni, il bovaro, che avrebbe voluto cedere la sua mucca a Luca, in cambiodi 100 chili di grano (ed erano entrambi d'accordo!) ma sfortunatamente Luca non riuscivaproprio a scambiare la sua eccedenza di legna per ottenere il grano voluto da Giovanni (avevasolo 20 kg). Non che avesse poca legna ma in quel periodo era difficile trovare chi la volessescambiare per del grano.Come fare?Alcune famiglie cercarono di risolvere il problema in modo molto semplice. Tutto quello cheveniva prodotto in eccesso veniva messo in comune ed era il patriarca a decidere poi comeripartire il surplus per accontentare tutti.Un compito difficile, certamente, e non privo di problemi. La divisione dei beni era infatti sempreoggetto di discussioni e litigi, che spesso sfociavano in furiose liti e vere e proprie divisionifamiliari. Per quanto allargata, poi, la famiglia non riusciva ad essere autosufficiente, per cui sirendevano necessari scambi anche con il resto del villaggio o con i mercanti, che spesso nonpotevano essere risolti in modo diretto.Luca e Giovanni però lo scambio lo volevano concludere e, seppur provenienti da due clandiversi, escogitarono un metodo ingegnoso per risolvere il problema. Trovarono 100 conchiglie econcordarono di associare ad ognuna di esse un kg di grano.Luca versò, quindi, i 20 kg di grano che già aveva più 80 conchiglie a Giovanni ed entrò inpossesso della mucca. Luca, inoltre, si impegnava a consegnare, appena fosse riuscito aprocurarseli, gli 80kg di grano che mancavano (l'inverno era alle porte e la legna sarebbediventata presto richiestissima) e “riscattare” così le conchiglie.L'esperimento ebbe successo e Luca, come “risarcimento” per aver fatto aspettare alcune lune aGiovanni, lo invitò a pranzo per il solstizio d'inverno.Questo metodo però poteva funzionare solo all'interno di un circolo di fiducia. Occorreva infattiche tutti quelli che utilizzavano le conchiglie concordassero sulla loro equivalenza e chesoprattutto nessuno andasse in spiaggia a raccogliere nuove conchiglie per poi pretendere diavere del grano in cambio.
 
Come convincere, infine, i mercanti ad accettare quelle conchiglie? Non si poteva.La soluzione però non tardò ad arrivare.Alcune famiglie, infatti, avevano deciso di assoldare dei mercenari per proteggere i loropossedimenti da razzie ed attacchi esterni e dovevano trovare un qualche modo per pagarli.L'accordo fu presto raggiunto quando la famiglia si impegnò a fondere parte dei metalli preziosiche possedeva in piccoli dischetti, imprimendo su una faccia il simbolo araldico del clan. Questi“dischetti di metallo” erano facilmente trasportabili ed i metalli preziosi erano accettati comecontropartita negli scambi in tutti i villaggi e le città dei dintorni.Fu un successo e presto ogni famiglia prese a coniare i propri dischi di metallo, che iniziaronocosì a circolare anche al di fuori del villaggio stesso. Venivano accettati non in base ad unaconvenzione a cui tutti avevano aderito, quanto piuttosto al fatto che i metalli preziosi fosserouna merce accettata volontariamente in cambio da tutti.Non era importante quale fosse il simbolo impresso sul disco quanto piuttosto il metallo che locomponeva ed il suo peso: era nata la moneta metallica.Luca e Giovanni si incontrarono di nuovo e questa Giovanni volta vendette la mucca per 100dischetti d'argento, con i quali fu in grado di comprare il grano di cui aveva bisogno direttamentedai contadini.L'utilizzo della moneta permetteva di effettuare molti più scambi ed in modo molto più semplice,così come l'olio lubrificante fa lavorare meglio un ingranaggio. Ma l'essenza del libero scambionon era mutata. Le parti continuavano, infatti, ad essere soddisfatte, preferendo ciò che avevanoricevuto a ciò che avevano dato in cambio, ragion per cui l'introduzione dela moneta permiseuno straordinario progresso del benessere.Ogni commerciante iniziò a scambiare i propri prodotti in cambio delle monete metalliche,segnalando un peso di oro o argento (e di conseguenza un numero di monete) per il quale eradisposto ad accettare lo scambio (il prezzo).Marco era l'unico produttore di archi del villaggio ed era orgoglioso del suo lavoro: i suoi archi,infatti, erano di una qualità straordinaria. Inizialmente aveva segnalato di volerli vendere soloper un prezzo molto alto e se pure erano in pochi a comprare un arco ma a lui stava bene così.Stefano pensò che investendo un po' di tempo e denaro avrebbe potuto imparare anche lui afabbricare archi. Si recò quindi al vicino villaggio e, dopo aver sgobbato come apprendista perqualche luna, fu finalmente in grado di produrre i suoi. Tornato a casa aprì bottega ed inizio a vendere gli archi ad un prezzo inferiore a quello di Marco.La fattura degli archi di Stefano era buona, ma non eccelsa, ed il prezzo inferiore fece sì chepotesse comprare l'arco da lui anche chi prima non se la sentiva di spendere così tanto daMarco.Quest'ultimo aveva a disposizione due possibilità. Poteva abbassare i prezzi e fare concorrenza aStefano: avrebbe venduto molti più archi di prima ed avrebbe anche potuto aumentare il suoprofitto. Non se la sentiva, però, di eseguire un lavoro frettoloso per vendere poi un arco diqualità inferiore e d'altra parte non voleva vendere i suoi prodotti, di fattura eccellente, ad unprezzo inferiore a quello che riteneva giusto.Decise allora di continuare il suo lavoro come prima, specializzandosi nella produzione di archi diqualità superiore e vendendoli solo a chi era disposto a pagare il prezzo che aveva deciso,mentre gli altri avrebbero sempre potuto comprarne uno, seppur di qualità inferiore, da Stefano.Sino a quel momento il Capovillaggio aveva avuto pochissimo potere. Veniva essenzialmentescelto dalle famiglie ed il suo ruolo era quello di giudicare le controversie tra i clan, condurre glieserciti misti in battaglia e garantire una sorta di pace di compromesso tra le famiglie.
 
Insomma, molta mediazione e poco potere.La comparsa della moneta metallica, però, fornì interessanti opportunità per cambiare le cose...
Il sistema che si era venuto a creare era molto caotico. Le famiglie più potenti, infatti, avevanocreato ognuna una propria zecca in cui coniare le monete, le quali spesso erano molto differentiper peso ed anche metallo utilizzato, siglandole col proprio stemma a garanzia di qualità.Effettuare scambi e conversioni, specialmente tra monete costituite da metalli diversi, non erasemplicissimo (alcuni negozianti esponevano come prezzo direttamente un peso in metallo) edinoltre poteva capitare che la moneta emessa da una famiglia non venisse accettata dai membridella rivale, e viceversa.In questo caos stavano lentamente emergendo due figure: quella dei cambiavalute e quella deifalsari. I primi effettuavano, a pagamento, il servizio di conversione tra i vari tipi di moneta incircolazione (anche quelle straniere), mentre i secondi avevano creato un vero e propriolaboratorio in cui fabbricare, con metallo poco pregiato, copie delle monete esistenti per poiricoprirle con il metallo prezioso corrispondente.Il Capovillaggio aveva in mente una soluzione a questo problema e la espose alla popolazione:
“Vi ho riuniti qui in assemblea per parlarvi del gravoso problema della moneta che ci angustiasempre più in questi giorni. Essa, sebbene molto utile, sta diventando, per il nostro villaggio,motivo di divisione e non di unione: mette famiglia contro famiglia e crea confusione tra lagente.Ma sono qui per proporvi una soluzione che spero accetterete di buon grado.Se adottassimo, infatti, una moneta comune per il nostro villaggio, il cui peso e la cui qualitàsiano garantiti dalla zecca dello Stato, non sarebbe meglio per tutti?Pensateci bene.Una sola moneta con cui fare i conti e niente più conversioni, almeno negli scambi tra cittadini.Una moneta accettata da tutti perché garantita dal governo del villaggio, che vi rappresenta.Un simbolo della ricchezza del nostro villaggio da esportare nel mondo ed un modo per sentircitutti uniti.Per risolvere il problema dei falsari, infine, adotteremo dei metodi per rendere più difficile la loroattività e daremo loro la caccia per punirli di aver truffato la gente del villaggio!” 
La proposta ebbe un grande successo.In poco tempo tutte le monete precedenti furono rese illegali e venne creata un'unica moneta,con in rilievo il simbolo del villaggio e dentellata sui bordi per contrastare il fenomeno dellemonete subereate, ovvero con anima in rame e foderate poi di metallo prezioso.Per questa prima conversione forzosa si stabilì che non vi fosse alcuna tariffa da pagare mavenne deciso che , quando un privato cittadino avesse portato del metallo prezioso alla zeccaper farsi coniare delle monete, dovesse pagare un costo di conio, il cosiddetto signoraggio.La riforma monetaria ebbe due importanti conseguenze.In primo luogo il denaro divenne il nuovo simbolo di ricchezza, sostituendo, in parte, la proprietàfondiaria, e facendo sì che la classe dei mercanti iniziasse la sua scalata verso il potere.

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