• Embed Doc
  • Readcast
  • Collections
  • CommentGo Back
Download
 
46
COSTRUTTIVISMO E PRAGMATlCA DELLA COMUNICAZIONE ON L/NE
[...] Il mondo entra nel linguaggio come un rapporto dialettico di attività, di attiumani: esce dal mito come un quadro armonioso di essenze. Si è operato ungioco di prestigio che ha rovesciato il reale, lo ha svuotato di storia e 10 hariempito di natura, che ha sottratto alle cose il loro senso umano in modo dafar loro significare un'insignificanza umana. La funzione del mito è svuotare ilreale: alla lettera, esso è un deflusso incessante, un' emorragia o se si preferisceun'evaporazione, insomma un'assenza sensibile.
Dunque: l'immagine mitologica è una costruzione; questa costruzione con-siste nel trasformare la storia in natura; l' effetto di questa trasformazione èl'impossibilità di distinguere più il mondo dai significati che l'uomo gli puòattribuire.Tutto questo facilmente si può riportare al caso di Internet. L'ipotesi cheabbiamo profilato già in apertura di questo capitolo e che abbiamo poi sviluppatoe fondato è che la rappresentazione sociale della Rete oggi diffusa funzioni~~~..~ ...V.L ~.v ~..~ di coloro che sono utilizzatori non abituali o non losono per nulla. Nella alimentazione di questo divario un peso consistente dimo-strano di possederlo le produzioni discorsive dei soggetti, in particolare di coloroche sono parte della macchina dell'informazione, della letteratura, dei media: lanostra immagine della New Economy, dei rischi della Rete, delle sue possibilitàdi trasformazione salvifica del mondo dipendono, cioè, più che da quanto diret-tamente ne possiamo aver fatto esperienza, da quel che ne abbiamo letto o sentitodire. n problema è che il proliferare di questi discorsi produce un cortocircuito conla realtà: diviene sempre più difficile distinguere dove finiscano le costruzionidiscorsive dell'immagine della Rete (la Storia) e dove invece inizi la sua realtàmateriale (la Natura), con il risultato di convincersi che questa realtà sia proprioquella descritta dalle costruzioni discorsive.Diviene, allora, interessante, in questa seconda parte del capitolo, tornare suquesto dispositivo per analizzarlo più in dettaglio prima di giungere a dellesintetiche conclusioni.
Miti della rete
La tabella 1, nella quale abbiamo provato a sintetizzare le diverse prospettivedi lettura secondo cui -nell'ipotesi di Barthes -la significazione mitologica puòessere percepita, consente di ricuperare le conclusioni cui eravamo Dervenuti
 
M,TOLOGIEDELLARETE
47
accostando il mito da un punto di vista più fondativo e di predisporre una grigliautile all'analisi dei principali miti diffusi attorno a Internet, ai suoi effetti sugliindividui, ai cambiamenti che sarebbe in grado di comportare sulla realtà ai diversilivelli. In estrema sintesi si possono individuare tre piani di analisi operanti inquesta griglia.Vi è, innanzi tutto, il piano dell'espressione. È questo il livello su cui siorganizza il contenuto del mito, di solito consegnato a immagini, slogan, ossessio-ni ricorrenti, e orientato più alla suggestione che non all'argomentazione. Qui èsoprattutto la prospettiva del lettore a essere messa in gioco, il suo sguardoingenuo. Alcune domande possono fare da guida: quale rappresentazione vienefornita della rete Internet? Quali sono le immagini, i topoi, le spie di senso cuiquesta rappresentazione viene affidata? Che tipo di immagine sociale della Reteproducono negli individui?A partire dal rilievo, quasi fenomenologico, dell'organizzazione di questoprimo livello, è possibile risalire al secondo, che si può definire piano delcontenuto. Tenendo in considerazione immagini e rappresentazioni della Rete,è possibile verificare qui il tipo di valori che proprio attraverso di esse vengonoistituiti, il tipo di realtà che viene costruita. La prospettiva, evidentemente, è quelladel produttore di miti, segnata dallo sguardo interessato di chi si propone dipiegare la rappresentazione affinche attraverso di essa si riesca a organizzare uncerto tipo di discorso. Ancora una volta alcune domande possono fare da guidain questa fase: a quali significati sociali e valoriali rimanda la comprensione dellarete Internet? Quali vissuti -positivi, negativi, di rischio, di aspettativa -evoca?Che costruzione complessiva del fenomeno Internet comporta e manifesta?La verifica del rapporto e degli inneschi tra piano dell'espressione e pianodel contenuto consente di spostarsi infine sul piano dell'intenzione. Lavorandosui portati che certe immagini della Rete materializzano o evocano, si rendepresente a questo livello il percorso che ha condotto alla loro costruzione.Evidentemente, qui è all'opera lo sguardo attento e smaliziato del critico cheprova a smascherare i sottintesi e i dispositivi attraverso i quali una certa precom-prensione della Rete, tradotta in immagine, è stata resa naturale. Le domande-guida potrebbero essere: perche è stato istituito un rapporto tra certe immaginidi Internet e determinati contenuti? Quali temi caratteristici delle diverse disciplinequesto rapporto consente di recuperare? Quali ragioni funzionano alla base diquesti temi e, di conseguenza, della loro applicazione al caso della rete Internet?Questo dispositivo di analisi a tre fasi verrà fatto funzionare, in questoparagrafo, in relazione alle tre principali forme di «discorso di accompagnamento»cui oggi la penetrazione sociale e I'appropriazione a livello di pratiche culturali diInternet risultano affidate: le riflessioni delle scienze umane e sociali. in particolare
 
48
COSTRUTTIVISMO E PRAGMATlCA DELLA COMUNICAZIONE ON L/NE
della pedagogia; le previsioni di coloro che si occupano di tecnologie, sia dalpunto di vista tecnico del loro sviluppo funzionale, sia dal punto di vista culturaledel loro rapporto con gli individui e la società; le analisi degli organi di informa-zione, a livello di cronaca e di costruzione di un dibattito attraverso il confrontodelle opinioni.Per ciascuna di queste tre tipologie di discorsi, evidentemente, non saràpossibile restituire l'integralità complessa di tutte le voci. L'attenzione sarà, così,rivolta a individuare all'interno di essi alcune posizioni-tipo capaci di orientarelinee di tendenza. Il criterio fondamentale attraverso il quale rintracciare questeposizioni sarà di organizzarle attorno a due prospettive di analisi: la definizioneontologica della Rete (cosa è?) e la determinazione dei suoi inneschi funzionali(cosa fa?). Nella risposta a queste domande sarà inevitabile imbattersi in posizioniorganizzabili in base alla coppia utopia-distopia: i discorsi su Internet sono osalvifici (parzialmente, moderatamente, assolutamente) o apocalittici (cautamen-te, categoricamente, problematicamente). Anche la collocazione intermedia dichi -come sempre -cerca di posizionarsi in maniera equilibrata tra questi dueestremi finisce per colorarsi dell'uno o dell'altro.
Miti pedagogici
Il risultato della considerazione (anche rapida) di quanto la pedagogia hascritto negli ultimi tempi a proposito di Internet, è la registrazione di una riccagamma di rappresentazioni operanti a entrambi i livelli cui poco fa abbiamo fattocenno. Sul piano ontologico, cioè in ordine alla determinazione della sua natura,della sua essenza, Internet viene definita (e la selezione è parziale, puramenteesemplificativa): «una foresta di simboli» (Acone, 1995), «una ragnatela semprepiù pervasiva» (Ferracuti, 2002), un «gigante surriscaldato» (per analogia conl'immagine mcluhaniana della televisione come «gigante timido» -sempre Fer-racuti, 2002), una «lampada magica» (Frabboni, 2002), un «ponte» che pare potertraghettare I' educazione dal modello della paternità a quello della «fratellanzauniversale», dall'ingombranza dell'istruzione all'apertura di s'1azi significativi an-che t)er l'educazione informale IBruschi e Mariani, 2002). :della _"'~'L~, ..,'~ ~.~...~ ~.~..,~"'~~ -" ...'~~... ~, ~~--"',~,..; fantasmi di onnipotenzae/o di impotenza; ci troveremmo di fronte a qualcosa in grado di generare unuomo elettronico che si nutre di immagini virtuali, che vive una progressivararefazione dei rapporti umani; Internet genererebbe solitudine sociale, produr-rebbe un depotenziamento della capacità del linguaggio, metterebbe a repenta-olio la stessa identità esistenziale delle giovani generazioni; d'altra parte, e secon-
of 00

Leave a Comment

You must be to leave a comment.
Submit
Characters: ...
You must be to leave a comment.
Submit
Characters: ...