RELAZIONE GENERALE AL BILANCIO DI PREVISIONE 2006del Presidente della ProvinciaMASSIMO ROSSI
La programmazione finanziaria contenuta nel presente documento non è altro che lasintesi dinamica tra il progetto politico condiviso della maggioranza dei cittadini dellacomunità provinciale nel momento elettorale e le indicazioni costantemente provenienti daltessuto sociale ed economico di questo territorio. Pur nei limiti oggettivi e soggettivi chepossono comunque caratterizzare le specifiche scelte operate, non ritengo di peccare dipresunzione nell’affermare che gli interventi, le azioni e gli investimenti consentiti daquesto bilancio risultano essere quanto di più e di meglio sia possibile fare, nel contestodato, per assicurare il rilancio della nostra economia ed il benessere dell’intera comunità.Tale certezza deriva dal capillare, intenso e strutturato coinvolgimento ed ascolto delleAutonomie locali, degli attori socioeconomici e dei cittadini che l’Amministrazione hamesso in atto attraverso appositi percorsi, tavoli e occasioni di confronto sul territorio.Azioni progettate e monitorate dall’Assessorato alla
partecipazione
appositamenteistituito all’inizio del mandato amministrativo.Ma se da un lato, queste modalità di governo accreditano la Provincia comeinsostituibile livello di progettazione condivisa del modello di sviluppo locale, esseappaiono inconciliabili con le limitazioni all’autonomia dell’Ente determinate dalle sceltepolitiche del Governo centrale. Scelte che a partire dalla giusta necessità dicoordinamento della finanza locale, declinano in modo rigido ed indiscriminato le esigenzedi rigore e di attenzione all’indebitamento del sistema pubblico, al punto da creareinsormontabili ostacoli alle politiche di sviluppo, che solo i Governi locali di area vastapossono promuovere. L’inasprimento per l’anno in corso del
“patto di stabilità interno”
che taglia le spese correnti rispetto agli anni precedenti e pone un tetto rigido agliinvestimenti, a prescindere dalla capacità degli enti di raccogliere risorse interne edesterne, e che non distingue, attraverso opportuni indicatori, i bilanci virtuosi da quelli chenon lo sono, produce inoltre gravi sperequazioni tra gli enti stessi.In termini concreti non può sfuggire a nessuno la grande difficoltà di ridurre dell’8%gran parte della spesa corrente rispetto all’esercizio 2004 (…quindi di oltre il 10% dal2005!) senza intaccare lo sviluppo della progettualità amministrativa. Per non parlare del
tetto agli investimenti
che, contrariamente all’apparente incremento consentito (+8,1%),nell’assumere come riferimento l’anno 2004, che per ragioni legate alla pausa elettorale havisto un rallentamento degli investimenti stessi, comporta una forte riduzione rispetto aglianni precedenti.Su quest’ultimo tetto è opportuno soffermarsi per cogliere quanto sia inaccettabile ilfatto che a fronte di un’eventuale finanziamento di carattere straordinario proveniente dallaRegione, dallo Stato, dal CIPE, … (circostanza ricorrente per le province che notoriamentenon poggiano sulla propria capacità di indebitamento i principali investimentiinfrastrutturali) l’Ente si troverebbe nelle condizioni di non poterlo impegnare! Questa sortepotrebbero subire ad esempio le agognate risorse per il completamento della Val d’Aso odella Mezzina, oppure per l’elettrificazione della tratta ferroviaria Ascoli-Porto d’Ascoli.Non a caso su tale stridente limitazione sono piovute le critiche e le inascoltaterichieste di modifica di tutti gli Enti locali al di la delle maggioranze che li governano.L’auspicio è quello di un nuovo intervento normativo in corso di gestione per evitaremaggiori danni al sistema Paese, affamato di investimenti infrastrutturali.Nonostante tutto ciò, grazie una serie di azioni virtuose, quali ad esempio
laristrutturazione del debito
pregresso, per abbatterne il costo del denaro,
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