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RELAZIONE GENERALEDEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIAMASSIMO ROSSI
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Le comprensibili difficoltà ed incertezze insite nel primo approccio della nuovaAmministrazione Provinciale con la programmazione finanziaria annuale etriennale dell’Ente sono in questa fase notevolmente accentuate dal
contestocomplessivo della finanza locale
.La manovra finanziaria impostata dal Governo per il 2005 accentua infatti ledifficoltà per l’insieme degli Enti Locali, ed in particolare per le Province, diprogrammare autonomamente le proprie risorse ed i propri investimenti sullabase delle specifiche necessità locali, seppur all’interno di un necessarioquadro di coordinamento statale della finanza pubblica.
L’imposizione di un tetto generale alla crescita delle spese, sia correntiche di investimento
, oltre ad essere in stridente contraddizione con i principidi autonomia finanziaria sanciti dalla riforma del titolo V° della Costituzione,riflette una scarsa consapevolezza del Governo rispetto al ruolofondamentale per le politiche di sviluppo economico e sociale dell’iteroPaese, degli investimenti (ad esempio infrastrutturali) sul territorio.Tale tetto di spesa rapportato agli anni precedenti, che prescindedall’autonomia tributaria e dalla capacità di reperimento di risorse europeenazionali, regionali o di qualsiasi altra natura, risulta nell’immediato, ma amaggior ragione in prospettiva triennale, assolutamente devastante edimpraticabile per le politiche di area vasta portate avanti dalle Province. Essocozza infatti con il progressivo trasferimento di funzioni verso questi Entideterminato dal processo di riforma avviato sul finire degli anni ’90 dalministero Bassanini. Si pensi alle funzioni in materia di servizi per l’impiego,tutela del territorio, costruzione e gestione di strade e scuole, arrivate alleProvince negli anni recenti o a quelle in materia di trasporto pubblico locale,agricoltura ed altro, in fase di trasferimento. Come non cogliere, inoltre,l’inapplicabilità del tetto in questione per quanto riguarda gli investimentiinfrastrutturali che, per loro natura, sono legati a dinamiche finanziarieestremamente irregolari ed estranee alla programmazione dell’Ente.Se non si metterà mano a tale meccanismo, il rischio concreto è quello didover bloccare o contenere drasticamente i servizi, indipendentemente dallerisorse disponibili con grave danno per i cittadini e il sistema economico eproduttivo.In realtà, in maniera subdola, il Governo offre agli Enti Locali unapericolosissima via d’uscita dalla paralisi amministrativa che è quelladell’esternalizzazione e privatizzazione delle proprie attivie dei propriinvestimenti verso società di capitali appositamente costituite, con leconseguenze che è possibile immaginare in termini di scadimento
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dell’indispensabile trasparenza e democraticità delle funzioni pubbliche e delforte intreccio delle stesse funzioni strategiche con interessi economici privati.Per non parlare poi dei noti sperperi derivanti dalla gestione amministrativa ditali strutture societarie. Tale disegno “iperliberista” che mortifica l’autonomiadelle comunità locali è leggibile dall’espressa esclusione dal tetto delle spese,“dell’acquisizione di partecipazioni azionarie” e “dei conferimenti di capitali”.Stesso fine è riconoscibile nelle fortissime limitazioni alle assunzioni, didiscutibile costituzionalità, che ora vengono estese alle collaborazioniesterne, spesso determinate dalle stesse limitazioni.Nonostante questo difficile quadro di riferimento complessivo cheparadossalmente fa perdere di vista il tema della inadeguatezza delle risorsefinanziarie rispetto al reale fabbisogno espresso dal territorio, ritengo chel’Amministrazione Provinciale sia riuscita ad avviare, con questo primostrumento di programmazione finanziaria, un soddisfacente processoamministrativo in grado di far 
riconoscere le linee indicate nel programmadi mandato
largamente condivise dai cittadini del Piceno e dal ConsiglioProvinciale.Innanzitutto il metodo con cui esso è stato elaborato ed impostato riflette,anche se ancora parzialmente, la volontà di
coinvolgimento partecipativodelle comunilocali
e degli attori socio-economici del territorio. Uncoinvolgimento che si intende estendere proprio attraverso uno deiprogrammi qualificanti il presente bilancio, che prevede a partire dall’anno incorso, l’avvio di un
ufficio partecipazione
in grado di attivare, facilitare emonitorare i meccanismi della partecipazione democratica trasferendone irisultati agli organi politici e gestionali dell’Ente.Il capillare giro di consultazione che ha preceduto la presenteprogrammazione, investendo tutte le amministrazioni locali, associazioni edorganizzazioni di ogni tipo, è stato comunque fondamentale per individuareproblemi e criticità del territorio ma anche risorse e progettualità su cuiintervenire al fine di imprimere
una ripresa economica su basi nuove,responsabili e durature, in altre parole “sostenibile”,
alla nostra comunitàprovinciale.Le specifiche e ricche relazioni di ogni assessorato, che seguono la presentesono il prodotto di una laboriosa fase di elaborazione collegiale nell’ambitodell’esecutivo consentono infatti di rilevare un nuovo e considerevoleimpegno per la
valorizzazione integrata e coordinata, in un’ottica di rete,delle risorse naturali e storico culturali
di cui il nostro territorio è moltoricco. Una valorizzazione che rifugge l’estemporaneità e la logicadell’intervento a pioggia.Emerge altresì, senza possibilità di equivoco, la volontà di investire sulcapitale umano e sui saperi sia tradizionali che innovativi del nostro territorio.Basti riferirsi allo sforzo avviato nell’ambito dei settori della cultura, dellaformazione professionale e dell’istruzione primaria, secondaria ed
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universitaria per integrare ed elevare la qualità complessiva del sistema. Unlavoro volto al duplice obiettivo del
rilancio socio economico della nostrarealtà locale e della crescita culturale dell’intera comunità
, indispensabilead affrontare con nuovi strumenti interpretativi le sfide che il mondoglobalizzato, sempre più inquieto, pone anche ai contesti locali.In questo quadro, oltre all’impegno a
sostenere l’innovazione, lavalorizzazione e la promozione verso l’esterno dei beni e dei serviziprodotti dalle nostre imprese,
in particolare nei settori artigianali edindustriali vocazionali del nostro territorio, è altresì chiaramente leggibile nellostrumento programmatorio la volontà di puntare ad una rafforzamento della
qualità, tipicità e salubrità della nostra agricoltura
(con la creazione dinuove DOP e Marchi d’area, il rafforzamento del biologico e la protezionedagli OGM) e del territorio nel suo insieme. Un intervento in grado dideterminare tra l’altro
una rinnovata ed integrata offerta turistica
ed unmiglioramento della qualità della vita dei nostri conterranei. Dell’economiaturistica si intendono liberare nuove potenzialità attraverso la valorizzazionecomplessiva delle nostre risorse, a partire dal sistema dei parchi e delle areeprotette, a cui si andrà finalmente ad aggiungere il Parco Marino del Piceno,straordinaria occasione di promozione della nostra Provincia. Così come sidarà seguito a validi progetti di promozione (salvaguardando il consolidatomarchio “Piceno da Scoprire”) e di qualificazione dell’offerta, come adesempio la connessione del suggestivo sistema dei percorsi ciclo-pedonaliesistenti (ai quali si aggiungeranno quest’anno i tratti nella Val Menocchia edel torrente Castellano).Emblematica, rispetto a tutto ciò, è l’organicie l’integrazione dellaprogettualità presentata nel presente documento, dagli assessoratiall’ambiente e all’urbanistica. Si pensi ad esempio all’importante
progettopluriennale nel settore dell’energia solare
che prevede interventiinformativi, educativi e finanziari per incentivarne l’impiego, con potenzialiricadute nel settore produttivo occupazionale ed ambientale.Si colga altresì l’importanza del lavoro intrapreso con il finanziamento diprogetti per la salvaguardia dell’ambiente e del territorio, a vantaggio dellosviluppo economico e sociale, sempre dall’assessorato all’ambiente, per il
miglioramento della situazione dei corsi d’acqua
e dall’assessoratoall’urbanistica che, seppur gradualmente, intende
sostenere i piccoliComuni nell’adeguamento degli strumenti di governo del territorio alPiano Paesistico Ambientale Regionale
oltre ad aver avviatol’
aggiornamento e la rivisitazione del Piano Territoriale diCoordinamento
.La tensione verso uno sviluppo equilibrato e sostenibile emerge conchiarezza sia dalla programmazione degli investimenti che dagli interventi neivari campi.
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