diversi paesi che ha sicuramente contribuito alla decisione di modificare vari capitoli dell’opera. Cisi era infatti resi conto che, all’interno delle diverse realtà culturali con cui essa era venuta incontatto, erano state fornite interpretazioni quanto mai diverse del testo; alcune parole, poi,avevano presentato serie difficoltà di traduzione ed erano state rese in modi che avevano falsato illoro significato originario. Quanto detto vale anche per
II paesaggio interno
anche se in questocaso tra il momento in cui fu scritto e quello in cui fu rielaborato trascorrono sette anni.L’aggiornamento dei primi due testi al fine di assemblarli insieme al terzo sembra essere il risultatodi un piano prestabilito dato che la correzione dei primi due libri e la redazione finale del terzosono state effettuate nello stesso anno. D’altra parte,
Il paesaggio umano
, pur mantenendo i trattifondamentali delle due opere precedenti, si differenzia da queste per il fatto di mettere in evidenzacerti aspetti caratteristici del mondo culturale e sociale, e ciò ha determinato un cambiamento di stileche inevitabilmente ha finito per trasmettersi alle altre componenti dell’opera.Quanto ai contenuti, possiamo dire che
Lo sguardo interno
tratta del senso della vita. Lacontraddizione, intesa come stato psicologico, ne costituisce il tema principale. Il libro sostieneche allo stato di contraddizione corrisponde il vissuto interiore della sofferenza mentale, e che ilsuperamento di tale sofferenza è possibile nella misura in cui la vita personale si orienta verso larealizzazione di azioni non contraddittorie in generale e, più specificamente, di azioni noncontraddittorie nel rapporto con gli altri.
Il paesaggio interno
tratta del senso della vita inteso inrapporto alla lotta contro il nichilismo, lotta che si combatte all’interno di ogni essere umano eall’interno della vita sociale, ed esorta a trasformare la vita in militanza attiva al serviziodell’umanizzazione del mondo.
Il paesaggio umano
cerca di trovare un fondamento per le azioniumane operando una trasformazione del significato e dell’interpretazione di valori ed istituzioni chesembravano definitivamente accettati. I tre scritti che compongono
Umanizzare la terra
costituiscono tre momenti di un unico processo: dall’interiorità più profonda, dal mondo dei sogni edei simboli, si passa al paesaggio esterno e poi al paesaggio umano. Si tratta di uno spostamentocontinuo del punto di vista, di un percorso che inizia nel mondo più intimo e personale e terminacon un’apertura sul mondo interpersonale, sociale e storico.2.
Esperienze guidate
è stato scritto nel 1980 e rivisto nel 1988. Il libro è diviso in due parti. Laprima, che comprende dodici racconti ed ha per titolo
Narrazioni
, contiene il materiale più denso ecomplesso dell’opera. La seconda, intitolata
Giochi di immagini
, consta di nove descrizioni piùsemplici. Questi scritti possono essere valutati in modo diverso a seconda del punto di vistautilizzato. Ad un approccio superficiale, risulta trattarsi di una serie di brevi racconti a lieto fine.Considerata da un’altra prospettiva, l’opera si rivela come un insieme di pratiche psicologicherivestite di una forma letteraria. Tutto il libro è scritto in prima persona, anche se è necessariochiarire che tale “prima persona” non è quella dell’autore, come sempre succede nelle opere dinarrativa, bensì quella del lettore. Ogni racconto possiede, infatti, un’ambientazione specifica chefunziona come una sorta di cornice all’interno della quale il lettore colloca una scena in cuicompaiono i propri contenuti e lui stesso. Quest’operazione è facilitata dalla presenza, nel testo, diasterischi che, indicando delle pause nella lettura, permettono di introdurre mentalmente leimmagini personali; in tal modo un osservatore passivo si trasforma in attore e coautore dellediverse storie. Quest’originale forma letteraria permette un lavoro di gruppo: mentre una personalegge ad alta voce il testo (evidenziando le pause di cui dicevamo), le altre ascoltano edimmaginano il proprio “nodo” letterario. Un simile procedimento, che costituisce l’aspetto piùcaratteristico di quest’opera, se venisse utilizzato in testi più convenzionali, distruggerebbe lasequenza narrativa. C’è anche da sottolineare che in genere il lettore di opere letterarie o lospettatore di rappresentazioni teatrali, filmiche o televisive, pur identificandosi in modo più o menocompleto con i personaggi, è sempre in grado di distinguere, sul momento o successivamente, tral’attore che appare “dentro” la scena e l’osservatore che ne resta “fuori”, e che altri non è se non luistesso. In questo libro succede il contrario: il personaggio principale è l’osservatore che diventaagente e paziente di azioni ed emozioni.3.
Contributi al pensiero
è composto di due saggi. Il primo,
Psicologia dell’immagine
, è statoscritto nel 1988, mentre il secondo,
Discussioni storiologiche
, è stato terminato nel 1989. Sebbenesi riferiscano a campi diversi, i due testi sono in stretta relazione e, in un certo senso, sichiariscono a vicenda. Per questo la loro pubblicazione congiunta con il titolo di
Contributi al
Leave a Comment