nostra immagine cattura quantomeno il concetto essenziale che i legami possono rompersi eriformarsi.Se un atomo fosse della dimensione di una piccola biglia, una molecola piuttosto complessadovrebbe avere la dimensione del vostro pugno. E ciò ci dà una utile immagine mentale, ma gliatomi sono in realtà circa diecimila volte più piccoli di un batterio e i batteri a loro volta sono circadiecimila volte più piccoli di una zanzara. (Un nucleo atomico, comunque, è circa centomila voltepiù piccolo della dimensione dell'atomo stesso; la differenza fra un atomo e il suo nucleo è come ildivario che esiste fra un fuoco e una reazione nucleare.)Le cose attorno a noi si comportano nel modo in cui lo fanno, a causa del modo in cui sicomportano le molecole che le costituiscono. L'aria non possiede una sua forma così come nonpossiede un suo volume, poiché che le sue molecole si muovono liberamente colpendosi erimbalzando in tutto lo spazio aperto. Le molecole d'acqua aderiscono fra loro mentre si muovono,sicché l'acqua mantiene un volume costante mentre cambia forma. Il rame mantiene la sua formaperché i suoi atomi sono connessi assieme secondo degli schemi regolari; possiamo piegare emartellare il rame perché i suoi atomi possono scivolare l'uno sull'altro ma rimangono comunquelegati assieme. Il vetro va in frantumi quando lo martelliamo perché i suoi atomi si separano primadi scivolare l'uno sull'altro. La gomma è costituita da molecole organizzate in reticoli attorcigliatisimili ad un groviglio di molle. Quando tendiamo e rilasciamo la gomma, i suoi reticoli di molecolesi stendono, per poi tornare a disporsi a spirale. Questi schemi molecolari semplici caratterizzano lesostanze passive. Schemi più complessi caratterizzano le nanomacchine "attive" delle celluleviventi.I biochimici lavorano già con queste macchine, che sono principalmente composte da proteineossia dal principale materiale di ingegneria delle cellule viventi. Le macchine molecolari sonocomposte da relativamente pochi atomi e quindi le loro superfici si presentano grumose, comefossero le superfici di oggetti ottenuti incollando assieme una manciata di piccole biglie. Inoltre,molte paia di atomi sono accoppiate da legami che possono piegarsi o ruotare, sicché le macchineproteiche sono insolitamente flessibili. Ma come tutte le macchine, esse contengono parti di forme edimensioni differenti, parti che svolgono un lavoro utile. Di fatto, tutte le macchine utilizzano deiraggruppamenti di atomi come loro parti costituenti. Le macchine proteiche differisconosemplicemente per il fatto che usano raggruppamenti molto piccoli.I biochimici sognano di progettare e costruire tali dispositivi, ma ci sono delle difficoltà dasuperare. Gli ingegneri usano dei raggi di luce per tracciare schemi sopra schegge di silicio, ma ichimici devono accontentarsi di costruire in modo molto più indiretto. Quando combinano molecolein varie sequenze, essi possono mantenere soltanto un controllo limitato sul modo in cui le molecolesi legano fra loro. Quando i biochimici necessitano di macchine molecolari più complesse devonotuttora prenderle in prestito dalle cellule viventi. Ma se i biochimici potessero realizzare macchinemolecolari avanzate, le potrebbero infine utilizzare per costruire nanocircuiti e nanomacchine con lastessa facilità e in modo altrettanto diretto di quanto possano attualmente fare gli ingegneri nellacostruzione di microcircuiti o lavatrici. A quel punto, il progresso sarà repentino e drammatico.Gli ingegneri genetici hanno già indicato la strada da percorrere. Di solito, quando i chimicicostruiscono delle catene molecolari - ossia i "polimeri" (4) - depositano, senza alcun particolareordine, delle molecole in una vaschetta piena di liquido, all'interno del quale esse possonorimbalzare e agganciarsi a caso. Le catene che ne risultano hanno lunghezze variabili, e le molecoleche le compongono sono come annodate assieme, in nessun ordine particolare.Ma nelle moderne macchine di sintesi dei geni, gli ingegneri genetici costruiscono dei polimeri piùordinati, ossia delle specifiche catene molecolari di DNA, unendo le loro molecole componenti inun particolare ordine. Tali molecole sono i nucleotidi del DNA (le lettere dell'alfabeto genetico) e
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