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Articoli tratti dal blog:http://paolofranceschetti.blogspot.com/(AGGIORNATO AL 4 MARZO 2009)1 Lettera aperta a Clementina ForleoQuesta lettera aperta era in realtà l’articolo mensile che avrei dovuto pubblicare su una rivistagiuridica. La lettera non è stata pubblicata perché ritenuta non in linea con i contenuti di unarivista di diritto. La pubblico qui, sperando che a lei, giudice, arrivi.Molti di voi si domanderanno cosa c’entra una lettera aperta al giudice Forleo con un articolo chedovrebbe parlare ancora una volta di sentenze, e di leggi.Invece c’entra e molto.Mi perdonerà, giudice, se uso l’articolo di una rivista per scriverle. Ma in primo luogo non sapreicome contattarla diversamente per darle la mia solidarietà.In secondo luogo in questo editoriale tratterò problemi comuni a tutti i giuristi, ove il suo problemaè solo la manifestazione esterna di un sistema che ha ragioni più profonde e che coinvolgonotutti.Nell’editoriale che avevo già pronto annunciavo la nascita di cinque collane giuridiche per diversieditori. Una di queste collane si intitola “i casi giudiziari” e in essa pubblicheremo le sentenze piùimportanti che riguardano gli ultimi cinquanta anni di storia italiana, da Portella della Ginestra aUstica.La collana nasce dalla stessa esigenza da cui nasce il mensile che dirigo, Altalexmese:informare. La rivista mensile nasce per permettere al giurista, sia esso professionista, studioso ostudente, di aggiornarsi in termini rapidi sulle evoluzioni giurisprudenziali. Ho sempre trovatoassurdo che per leggere alcune sentenze dovessi impiegare ore o giorni, specie se la sentenzatratta temi molto importanti dal momento che ho sempre avuto una cronica mancanza di tempo(come tutti i giuristi, penso), per cui rimanevo con difficoltà al passo con le evoluzionigiurisprudenziali nelle tre materie principali, amministrativo, civile e penale.La collana di libri nasce dalla stessa esigenza: informare i giuristi, che spesso non conoscono lereali vicende del caso Ustica, di casi giudiziari recenti riguardanti la politica italiana, e di tanti altri.Siamo costretti a informarci dai giornali, ma i giornalisti non sono esperti di diritto e spesso sonoanche in male fede o disinformati; di conseguenza mi rendo conto che quando vado a leggere lesentenze integrali sui casi più famosi, queste dicono sempre cose diverse rispetto ai giornalisiano essi di destra o di sinistra.Allora in rete, o sulle riviste giuridiche, si trovano sentenze sul diritto di erbatico (Cassazione asezioni unite, di pochi mesi fa), centinaia di sentenze sull’impugnazione dei verbali della poliziastradale ove si multano automobilisti con gli autovelox, ma nulla sui casi più importanti. C’è, inaltre parole, un vero vuoto informativo su vicende che invece dovrebbero rivestire primariaimportanza per un giurista, sia esso un magistrato, un avvocato, o uno studente.Ecco, vengo a noi, giudice. Mi ha molto colpito quello che ha detto sulla morte dei suoi genitori.Perché le erano arrivati già degli avvertimenti che ne preannunciavano la morte in estate, maquando morirono quel 25 agosto lei pensò ad una coincidenza. Ho letto addirittura una suaintervista di qualche tempo fa, a Sabelli Fioretti se non erro, in cui lei parlando del clima in cuiviveva disse “pensi… arrivai persino a pensare ad un sabotaggio…”. In altre parole, nonostantetutto, fino a poco tempo fa escludeva ancora che fosse un incidente provocato. Ultimamente peròsi è accorta che non è così. Forse non fu un incidente, come non lo fu quello che capitò a lei esuo marito, ma in cui vi salvaste.L’altra cosa che mi ha colpito è quello che ha detto sul fatto che le sue denunce relative a questifatti non sono state prese in considerazione.Anche io penso non sia un incidente. Sa perché? Perché ho letto sui giornali il tipo di incidente.Una mia collega di studio si occupa di cosiddetti poteri occulti. In una settimana io e lei abbiamosubito tre incidenti da cui siamo scampati per un pelo: una rottura dello sterzo, e due rotture delperno della ruota posteriore (su due moto diverse). Le rotture dello sterzo e della ruota eranodirette a questa mia collega, perché si trattava della sua moto che io avevo malauguratamente
 
preso in prestito. Dopo questi incidenti mi è venuto qualche sospetto; mi sono informato meglio esono diventato mio malgrado un “esperto” di incidenti stradali.In incidenti analoghi sono morti molti testimoni di Ustica: il maresciallo Zummarelli, travolto dauna moto; poi il colonnello Sandro Marcucci precipitato col piper. Il colonnello Giorgio Teoldi,comandante dell'Aeroporto Militare di Grosseto è morto in un incidente stradale di cui non sonoriuscito a capire le modalità. Giorgio Furetti, Sindaco di Grosseto, poco tempo dopo aver manifestato l'intenzione di volere raccontare alcune cose ai giudici muore investito da unmotorino. E questi sono solo alcune delle morti di Ustica che sono molte di più. In un incidenteanalogo – per fare un solo esempio diverso da Ustica - è incappato il carabiniere Placanica,implicato nei fatti del G8: rottura improvvisa dello sterzo in un rettilineo ma per fortuna l’auto nonha cozzato contro ostacoli e si è salvato.La storia d’Italia è disseminata di rotture accidentali dello sterzo, di auto che escono di stradasenza alcun motivo, come è capitato ai suoi genitori e come – non faccio fatica a immaginarlo –sarà capitato anche a lei.Si tratta di un modo assolutamente geniale per sabotare qualcuno. Si provoca un’avaria; se lapersona muore tanto meglio; se non muore, va bene lo stesso, perché comunque è stata“avvertita”. Inoltre, se la persona rimane in vita, qualora andasse a raccontare la cosa nessunorgano di polizia le crederà e archivieranno la cosa come un incidente casuale. E se poi questapersona andrà in giro a raccontare che le capitano incidenti e si tratta di un sabotaggio laprenderanno per paranoica.Che è infatti quanto succede al carabiniere Placanica, e a lei, a quanto pare. E a me, ora chescrivo queste cose.Lei lo sa che due testimoni, nel processo di Ustica, sono morti in volo durante l’esibizione dellefrecce tricolori a Ramstein in Germania? In quell’occasione ci furono oltre 50 morti, forse 69 senon ricordo male. E lo sa che sempre nel caso Ustica, ma anche in tanti altri casi simili, itestimoni che sono morti in un incidente diverso da quello stradale si sono suicidati, e chenormalmente lo hanno fatto in due modi: buttandosi da un terrazzo, o impiccandosi? Nei casi incui si impiccano, guarda caso, lo fanno sempre toccando le ginocchia a terra (nel gergo degliaddetti ai lavori vengono chiamati “suicidi in ginocchio”).E se da Ustica ci rivolgiamo ad altre vicende troviamo generali dei carabinieri che esplodono involo con l’elicottero (Enrico mino, nel 1977).Il generale dei carabinieri Ciglieri che uscì di strada mentre procedeva a velocità moderata su unrettilineo. E tanti altri. L’elenco sarebbe infinito, senza contare l’elenco delle persone morte senzache nessuno abbia mai neanche sospettato un incidente.Se le persone disinformate, quelle distratte, possono pensare a coincidenze, in realtà chiunque sioccupi di queste cose in modo più approfondito, quando legge di queste morti, capiscechiaramente che non si è trattato di un suicidio. E’ un omicidio, e il suicidio è inscenato talmentemale, che a chiunque ha occhi per vedere arriva un messaggio chiaro e forte: state attenti, vipossiamo colpire in ogni momento, e la faremo franca, e nessuno vi difenderà, perché nessuno vicrederà.Ora però una precisazione va fatta caro giudice. Perché lei è un magistrato, e io sono unavvocato, e non possiamo basarci su sospetti, ma in genere vogliamo prove.Se lei approfondirà il caso Ustica vedrà che lo stesso giudice Priore ha escluso che si trattasse diincidenti provocati. Nel caso del maggiore Teodoldi, ad esempio, il magistrato scrive che si ètrattato di una banale invasione di carreggiata, e non c’è alcun motivo per considerarlo unincidente provocato.Il carabiniere Placanica dice che il suo incidente è assolutamente anomalo, ma chi se ne èoccupato non ci ha ravvisato nulla di strano… è uscito di strada, punto e basta.Anche l’incidente delle frecce tricolori è stato archiviato come un caso.Bene. Siamo giuristi, dobbiamo attenerci ai fatti e alle prove: non ci sono prove per dire che sitratti di incidenti, come io non ho prove per dire che gli incidenti capitati alla mia collega sono statiprovocati.Allora delle due l’una. O dal punto di vista statistico occuparsi di poteri occulti aumenta il rischio diincidenti, a causa di un singolare mistero della vita che solo Dio potrebbe risolvere; oppuredobbiamo concludere che dietro a questi fatti non c’è il caso ma la volontà umana.Dopo un po’ questi incidenti diventano la norma. Quei pochi che sono “nell’ambiente” e si
 
occupano di queste cose, sono portati a considerare normali certe vicende. Chi è estraneo aqueste vicende invece le ignora e pensa si tratti di fantascienza.Qualche giorno fa, per coincidenza, ho parlato con il deputato Falco Accame (che mi ha dato lasua autorizzazione a scrivere quanto sto per scrivere); ex presidente della commissione difesadella camera, si occupa da anni di queste cose e parlammo, appunto, proprio di “incidenti”. Anchelui mi ha confermato che all’inizio era sbigottito. Non credeva fosse possibile. Pensava al caso.Alla coincidenza. Riporto le sue parole: “All’inizio mi sembrava una cosa fantascientifica. Solodopo molto tempo ho capito che i misteriosi incidenti in cui mi sono imbattuto nel mio lavorospecie nel campo dei servizi segreti e di vicende connesse non erano casuali. Il più recente MarioFerraro, ma poi penso al gen. Mino, Rocca, Ciglieri, Anzà, Manes (Ferraro è stato trovato mortoimpiccato al portasciugamani del suo bagno)”.E sa, caro giudice, quale è il paradosso? Che denunciando pubblicamente questi fatti,paradossalmente si fa anche il loro gioco. Perché questi incidenti nascondono un messaggio. Mispiego. Molte persone degli ambienti istituzionali proveranno a farla passare per pazza, moltepersone attorno a lei continueranno a dirle che gli incidenti che le sono capitati sono coincidenze,e faranno finta di non capire la situazione in cui lei si trova, ma in realtà questi incidenticontengono un messaggio che arriva chiaro e forte a tutti coloro che si occupano di poteri occulti,ed è: attenzione, perché a occuparsi di queste cose si fa una brutta fine.Talvolta mi è capitato di vedere “RIS delitti imperfetti”, il telefilm che parla del RIS di Parma. Miviene da sorridere quando lo vedo. Mi piace perché mi dà un senso di sicurezza. Li pare che tuttosi risolva sempre, tranne quando muoiono le fidanzate del capitano Venturi, l’unico che ha lasventura di innamorarsi sempre di persone che poi vengono uccise.Ogni episodio c’è un omicidio; spesso il morto sembra deceduto in un normale incidente, ma poiimmancabilmente il capitano Venturi o il tenente Martinelli, da un capello ritrovato a centochilometri dal luogo dell’incidente, appartenente a un cugino di secondo grado della vittima, e checontiene tracce di una sostanza che si può trovare solo nel cortile della casa in cui il morto dabambino andava a rubare le caramelle, intuiscono che non si tratta di un incidente e voglionoandare a fondo.Nelle realtà, se vieni trovato suicida con le ginocchia per terra nessuno indagherà, e seindagheranno non approderanno a nulla.E se ti capita un incidente (in un rettilineo) mentre ti stai occupando di mafia, massoneria, e poteriocculti, dicono che sei un mitomane oppure che devi cambiare moto perché è usurata.Le trascrivo qui un pezzo tratto dal caso Ustica: “Nel caso del medico G. Totaro, suicidato il2.11.92 per impiccagione… le modalità dell’atto – la corda era attaccata a una sbarra a poco pdi un metro di altezza – avevano indotto qualche sospetto sulla realtà di un’azione suicidaria. Magli accertamenti hanno determinato con sufficiente sicurezza come causa del gesto una profondadelusione sentimentale, sofferta dall’ufficiale proprio in quel periodo”.Mi perdoni giudice se faccio dell’ironia… ma legga bene quali chicche contenga questocapolavoro di intuito giudiziario, che più lo leggo e più mi viene da ridere:1) gli accertamenti hanno determinato con “sufficiente sicurezza”…. L’espressione sufficientesicurezza è senza senso. O uno ha la sicurezza, o non ce l’ha… una sicurezza sufficiente nonesiste, perché la sicurezza non può essere sufficiente, buona o ottima. La sicurezza è unacertezza. E una certezza non conosce gradazioni. Mi ricorda l’espressione “è un po’ incinta”.Forse in questo caso sarebbe appropriato usare l’espressione “il poveretto si è un po’ suicidato”.2) Le modalità dell’atto hanno indotto “qualche sospetto”… ho notato ascoltando le sue intervisteche lei ha un gran senso dell’umorismo; ora, se lei è un appassionata di film comici, questaespressione non le ricorda il “leggerissimo sospetto” di Fantozzi sull’identità dell’amante dellamoglie?Ho letto un’intervista al PM De Magistris in cui lui temeva pallottole o tritolo. Se mi possopermettere, da studioso “esterno” di questa materia, non credo che rischi pallottole o tritolo; ilrischio maggiore è quello di un incidente stradale per rottura accidentale dello sterzo. E’ possibileanche un suo suicidio che faranno passare per un episodio depressivo, o magari un colpo dipistola esploso per caso durante una rapina, come successe se non ricordo male al marescialloBoemio, (anche lui tra i decessi sospetti del caso Ustica) oppure un infarto improvviso dopo aver bevuto un caffè in un bar.Talvolta, quando mi scontro con l’inefficienza della nostra polizia mi viene rabbia verso il singolo

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Marco Morinleft a comment

Solo la legge Basaglia ha permesso che persone di questo genere restino in libertà.

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grazie mille genna

gennaro22 replied:

Complimenti davvero per tutti i libri da te postati! Grazie :-) G.
01 / 17 / 2010

stefaniacm replied:

è per me un piacere, grazie a te!
11 / 23 / 2009