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Card. J.M. Bergoglio (2001) - La Figura Del Vescovo Nel Nuovo Millennio. Relatio Post Disceptatione Al X Del Sinodo Dei Vescovi.

Card. J.M. Bergoglio (2001) - La Figura Del Vescovo Nel Nuovo Millennio. Relatio Post Disceptatione Al X Del Sinodo Dei Vescovi.

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La figura del vescovo nel nuovo millennio. Relatio post disceptationem - Card. J.M. Bergoglio alla X Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi. - Regno-doc. n.21, 2001, p.671.
Un documento importantissimo per capire il nuovo Vescovo di Roma, Papa Francesco.
La figura del vescovo nel nuovo millennio. Relatio post disceptationem - Card. J.M. Bergoglio alla X Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi. - Regno-doc. n.21, 2001, p.671.
Un documento importantissimo per capire il nuovo Vescovo di Roma, Papa Francesco.

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La figura del vescovo nel nuovo millennio. Relatio post disceptationem
Tipo di contributo:
Documento - Parte / Inserto 
 Autore:
Card. J.M. Bergoglio alla X Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi 
Titolo:
La figura del vescovo nel nuovo millennio. Relatio post disceptationem
Tema:
Santa Sede
 Area:
AMERICA LATINA, AMERICHE
 Nazione:
Argentina
 Riferimento:
Regno-doc. n.21, 2001, p.671
Sinodo dei Vescovi
X Assemblea generale ordinariaIl vescovoservitore dellacomunione
Delineare il profilo dellimmagine del vescovo di cui la Chiesa ha bisogno per compiere la suamissione allinizio di questo millennio
 
: laffermazione del card. Bergoglio sintetizza la direzioneprincipale in cui la X Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, riunita in Vaticano dal30 settembre al 27 ottobre scorsi sul tema Il vescovo: servitore del Vangelo di Gesù Cristo per lasperanza del mondo, ha inteso il proprio mandato, per quanto emerge dalla documentazionedisponibile e qui riprodotta. È stata infatti la prima assemblea ordinaria post-giubilare, ereditandoin questo senso sia il dibattito delle assemblee sinodali continentali (1994-1999), sia le lineeprogrammatiche della
Novo millennio ineunte
e del relativo VI Concistoro straordinario delloscorso maggio (cf.
Regno-doc
. 3,2001,73ss e 11,2001,335;
Regno-att
. 12,2001,361ss).Pubblichiamo: l
Omelia
di Giovanni Paolo II alla messa dapertura; alcuni
interventi
dei padrisinodali (Morissette, Gregory, Kolvenbach, Onaiyekan, Rubiano, Danneels, Keeler, Grab, Brunner,Sodano, Husar, Gregorio III), raggruppati intorno ai due nodi tematici della spiritualità dicomunione e degli strumenti della collegialità; la
Relatio post disceptationem
del relatore aggiuntocard. J.M. Bergoglio e il
Messaggio
approvato in conclusione dallassemblea. Cf. ampiamente
Regno-att.
20,2001,649ss.Originali: stampa da sito Internet: www.vatican.va.Per la serie degli interventi: stampe da supporto magnetico in nostro possesso; nostre traduzioni dallinglese (Onaiyekan, Gregory, Keeler), francese(Gregorio III, Danneels, Morissette), tedesco (Brunner), spagnolo (Rubiano).
 
Omelia diGiovanni Paolo II
Il vescovo servitore del Vangelo di Gesù Cristo per la speranza del mondo. Su questo tema sisvolgeranno i lavori della X Assemblea generale
ordinaria
del Sinodo dei vescovi, che stiamo oraaprendo nel nome del Signore. Essa fa seguito alla serie di assemblee
speciali
di caratterecontinentale, svoltesi in preparazione del grande giubileo dellanno 2000, assemblee tutteaccomunate dalla prospettiva dell
evangelizzazione
, come testimoniano le esortazioni apostolichepost-sinodali sinora pubblicate. In questa medesima prospettiva si colloca lattuale, che si pone purein continuità con le precedenti assemblee ordinarie, dedicate alle diverse vocazioni nel popolo diDio: i
laici
, nel 1987; i
sacerdoti
, nel 1990; la
vita
 
consacrata
, nel 1994. La trattazionesui
vescovi
completa così il quadro di unecclesiologia di comunione e di missione, che sempredobbiamo avere dinanzi agli occhi.Con grande gioia vi accolgo, carissimi e venerati fratelli nellepiscopato, convenuti da ogni parte delmondo. Il vostro ritrovarvi e lavorare insieme, sotto la guida del successore di Pietro, manifesta chetutti i vescovi sono partecipi, in gerarchica comunione, della sollecitudine della Chiesa universale(
Christus Dominus
, n. 5;
EV
1/581). Estendo il mio cordiale saluto agli altri membri dell
 
assemblea ea quanti nei prossimi giorni coopereranno al suo efficace svolgimento. In modo particolare,ringrazio il segretario generale del Sinodo, il card. Jan Pieter Schotte, insieme con i suoicollaboratori, che hanno attivamente preparato la presente riunione sinodale.2. Nella notte di Natale del 1999, inaugurando il grande giubileo, dopo aver aperto la Portasanta,
lho attraversata tenendo tra le mani il libro dei Vangeli
. Era un gesto altamente simbolico. Inesso possiamo vedere in qualche modo racchiuso
tutto il contenuto del Sinodo
che oggi apriamo eche avrà come tema: Il vescovo servitore del Vangelo di Gesù Cristo per la speranza del mondo.Il vescovo è
minister
, servitore
 
. La Chiesa è al servizio del Vangelo.
Ancilla Evangelii
: cosìpotrebbe definirsi, riecheggiando le parole pronunciate dalla Vergine allannunciodellAngelo.
Ecce ancilla Domini
, disse Maria;
Ecce ancilla Evangelii
, continua a dire oggi laChiesa.
Propter spem mundi
. La speranza del mondo sta in Cristo. In lui le attese dellumanità trovanoreale e solido fondamento. La speranza di ogni essere umano promana dalla croce, segno di vittoriadellamore sullodio, del perdono sulla vendetta, della verità sulla menzogna, della solidarietàsullegoismo. A noi il compito di comunicare questannuncio salvifico agli uomini e alle donne delnostro tempo.3. Beati i poveri in spirito, abbiamo cantato nel ritornello del Salmo responsoriale.La beatitudine evangelica della
povertà
, che nellodierna domenica la parola di Dio ripropone,costituisce un messaggio prezioso per lassemblea sinodale che stiamo iniziando. La povertà è,infatti, un tratto essenziale della persona di Gesù e del suo ministero di salvezza e rappresenta unodei requisiti indispensabili perché lannuncio evangelico trovi ascolto e accoglienza presso lumanitàdi oggi.Alla luce della prima lettura, tratta dal profeta Amos, e ancor più della celebre parabola del riccoepulone
 
e del povero Lazzaro, raccontata dallevangelista Luca, noi, venerati fratelli, siamostimolati a esaminarci circa
il nostro atteggiamento verso i beni terreni
e circa luso che se ne fa.
 
Siamo invitati a verificare a che punto nella Chiesa sia
la conversione personale e comunitaria ad unaeffettiva povertà evangelica.
Tornano alla memoria le parole del concilio Vaticano II: Come Cristoha compiuto la sua opera di redenzione attraverso la povertà e le persecuzioni, così pure la Chiesa èchiamata a prendere la stessa via per comunicare agli uomini i frutti della salvezza
 
(
Lumengentium
, n. 8;
EV
1/306).4. È la
via della povertà
che ci permetterà di trasmettere ai nostri contemporanei i frutti dellasalvezza
 
. Come vescovi siamo chiamati, pertanto, a essere poveri al servizio del Vangelo. Essereservitori della parola rivelata, che alloccorrenza
levano la loro voce in difesa degli ultimi
,denunciando i soprusi di quelli che Amos chiama gli spensierati e i buontemponi. Essere profetiche evidenziano con coraggio i peccati sociali legati al consumismo, alledonismo, a uneconomiache produce un inaccettabile divario tra lusso e miseria, tra pochi epuloni e innumerevoliLazzaro condannati alla miseria. In ogni epoca, la Chiesa si è fatta solidale con questi ultimi, e haavuto pastori santi, che si sono schierati, come apostoli intrepidi della carità, dalla parte dei poveri.Ma perché la voce dei pastori sia credibile, è necessario che diano essi stessi prova di una condottadistaccata da interessi privati e sollecita verso i più deboli. Occorre che siano di
esempio
per lacomunità loro affidata, insegnando e sostenendo quellinsieme di principi di solidarietà e di giustiziasociale che formano la
dottrina sociale della Chiesa
.5. Tu, uomo di Dio (1Tm 6,11): con questo titolo san Paolo qualifica Timoteo nella secondalettura, pocanzi proclamata. È una pagina in cui lapostolo traccia un programma di vitaperennemente valido per il vescovo. Il pastore deve essere uomo di Dio; la sua esistenza e il suoministero stanno interamente sotto la signoria divina e traggono dal sovraeminente mistero di Dioluce e vigore.Continua san Paolo: Tu, uomo di Dio, ... tendi alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità, allapazienza, alla mitezza
 
(6,11). Quanta saggezza in quel tendi! Lordinazione episcopale noninfonde la perfezione delle virtù: il vescovo è chiamato a proseguire il suo cammino di santificazionecon maggiore intensità, per giungere alla statura di Cristo, uomo perfetto.Aggiunge lapostolo: Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna...(6,12). Protesi verso il regno di Dio, affrontiamo, cari fratelli, la quotidiana nostra fatica per la fede,non cercando altra ricompensa se non quella che Dio ci darà alla fine. Siamo chiamati a renderequesta bella professione di fede davanti a molti testimoni (6,12). Lo splendore della fede si fa cosìtestimonianza: riflesso della gloria di Cristo nelle parole e nei gesti di ogni suo fedele ministro.Conclude san Paolo: Ti scongiuro di conservare senza macchia e irreprensibile il comandamento,fino alla manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo (6,14). Il comandamento!
In questaparola c
 
è tutto Cristo
: il suo Vangelo, il suo testamento damore, il dono del suo Spirito che compiela legge. Gli apostoli hanno ricevuto da lui questa eredità e lhanno a noi affidata, perché siaconservata e trasmessa intatta sino alla fine dei tempi.6.
Carissimi fratelli nellepiscopato
! Cristo oggi ripete a noi:
Duc in altum - Prendi il largo!
(Lc 5,4).Alla luce di questo suo invito, noi possiamo rileggere il triplice
munus
affidatoci nella Chiesa:
munusdocendi, sanctificandi et regendi
(cf.
Lumen gentium
, nn. 25-27;
Christus Dominus
, nn. 12-16;
EV
1/344ss; 1/596ss).

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