Una visione e un sogno nel cammino dell'uomo
Inviato da Administratordomenica 01 marzo 2009
L'improvvisa scomparsa - venerdì 27 febbraio a Roma - di Marilena Amerise è una grave perdita per gli studi sulcristianesimo antico, per il Pontificio Consiglio della Cultura, per il nostro giornale, al quale collaborava con fedele egioiosa generosità. Marilena era nata a Corigliano Calabro solo trentaquattro anni fa. Completati e perfezionati i suoi studinelle università di Perugia, Bonn e Bamberg, ha studiato soprattutto il primo imperatore cristiano ed Eusebio di Cesarea,pubblicando Il battesimo di Costantino il Grande. Storia di una scomoda eredità, Stuttgart, Franz Steiner Varlag, 2005,pagine 177, euro 37, 40 (Hermes Einzelscriften, 95) e curando la traduzione di due importanti discorsi tenuti dal grandefilologo cristiano: Eusebio di Cesarea, Elogio di Costantino. Discorso per il trentennale. Discorso regale, Introduzione,traduzione e note di Marilena Amerise, Milano, Paoline, 2005, pagine 269, euro 24 (Letture cristiane del primo millennio,38). Pubblichiamo due articoli che ci aveva inviato nelle scorse settimane. di Marilena AmeriseNella ricorrenza della battaglia di Ponte Milvio, con la quale Costantino sconfisse Massenzio, il Pontificio Comitato diScienze Storiche ha avviato la preparazione di un convegno in occasione dell'anniversario di tale evento storico edell'Editto di Costantino (312-2012). Costantino regnò dal 306 al 337, passando alla storia come il primo imperatorecristiano. Ancora oggi, la sua figura è un enigma, una sorta di sfinge della storia. Molto è stato scritto sulla suaconversione e diversi sono i pareri degli storici, alcuni addirittura opposti tra loro.Secondo la tesi di Jacob Burckhardt (1818-1897), la decisione di Costantino sarebbe stata motivata da opportunismopolitico. L'imperatore - scrive lo studioso in Die Zeit Constantins des Grossen (1880) - è un uomo a cui "l'ambizione e lasmania di dominio non concedono un momento di requie" e per il quale "non è il caso di parlare di cristianesimo opaganesimo" in quanto un uomo simile "è sostanzialmente areligioso". Burchkardt conia la formula di Christianismuspoliticus applicandola alla conversione di Costantino. Diversi studiosi hanno seguito questa interpretazione, sostenendoche in sostanza l'imperatore avrebbe operato solo uno "scambio di patronato divino", realizzando in definitiva una Chiesanon solo non cristiana, ma addirittura anticristiana.Questa valutazione è stata ridimensionata dalla successiva elaborazione storiografica, ma il sospetto di un'ipocrisiareligiosa dell'imperatore è rimasto. Di contro, c'è chi ritiene che Costantino fosse nato cristiano e quindi non avesseavuto alcun bisogno di convertirsi. Tra questi Thomas George Elliot, che in diversi studi elaborati tra il 1987 e il 1992elabora una tesi che però non trova riscontro nelle fonti.Al di là delle numerose ipotesi, è certo che il nuovo orientamento religioso dell'imperatore, la cosiddetta konstantinischeWende, ha avuto massicce conseguenze storiche: dopo Costantino il cammino della storia del mondo e della Chiesa nonè stato più lo stesso.Eusebio, vescovo di Cesarea (270 circa - 339 circa), è il primo a sentire l'esigenza di trasmettere alla posterità la storiadella conversione dell'imperatore. Nel 337, dopo la sua morte, scrive la Vita Constantini, della cui autenticità a lungo si èdubitato prima che venisse confermata da studi approfonditi.Lo scenario della conversione dell'imperatore è quello della battaglia di Ponte Milvio. Costantino, nominato Cesare nel306 in seguito alla morte del padre Costanzo Cloro, è impegnato nel confronto contro l'usurpatore Massenzio, figlio diMassimiano, che tiranneggia Roma. Con il suo esercito Costantino consegue alcune vittorie e si avvicina alla capitale.Prima della battaglia decisiva, la più importante della sua vita, l'imperatore è inquieto e riflette su quale debba essere ilsuo theòs boethòs, il "dio protettore". Impegnato in queste riflessioni, Costantino ha una visione: a mezzogiorno nel cielo siforma una croce di stelle accompagnata da una frase: "Con questo segno, vincerai". L'imperatore non comprende apieno l'avvenimento, ma di notte, in sogno, Cristo gli spiega il significato del segno. Al mattino, convoca i cristiani chemilitano nelle file del suo esercito e chiede delucidazioni sulla loro fede. Poi fa la sua scelta: il monogramma di Cristoavrebbe protetto il suo esercito e il cristianesimo sarebbe stato la sua religione. Il 29 ottobre 312, Costantino riporta lavittoria definitiva a Ponte Milvio ed entra trionfante a Roma. L'anno successivo, nel 313, assieme a Licinio, promulga uneditto nel quale il cristianesimo riceve lo status di religione che si può professare senza timore di essere perseguitati.Questa la versione cristiana della conversione di Costantino.Anche i pagani elaborarono un tesi per spiegare la decisione dell'imperatore. Giuliano, nipote di Costantino, sostiene chela conversione e il battesimo sono stati cercati per ottenere la purificazione da "crimini inespiabili" nella tradizionepagana. La versione più completa di questa tesi è fornita da Zosimo e risale alla metà del iv secolo. L'ultimo storicopagano sostiene che dopo l'esecuzione del figlio Crispo e l'uccisione della moglie Fausta, sospettati di avere unarelazione, l'imperatore avrebbe chiesto la purificazione ai sacerdoti pagani che gliela negarono. In soccorso diCostantino, secondo Zosimo, sarebbe giunto un "egiziano dell'Iberia", identificato con il vescovo Ossio di Cordova, chegli avrebbe garantito l'espiazione dalle colpe attraverso i riti della religione cristiana. Questo avrebbe convinto Costantino
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