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Via G.G.Belli, 27 – 00193 Roma – Tel. 06.32.18.983 – 06.32.21.805 – Fax 06.32.19.431www.oua.it- e-mail: segreteria@oua.it – claudio.rao@oua.it
 
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Camera dei DeputatiCommissione Giustizia
17 settembre 2008
Intercettazioni Telefoniche
 AUDIZIONE O.U.A 
in materia di“Intercettazioni telefoniche e ambientali e di pubblicità degli atti di indagine”C. 406 Contento – C. 1415 Governo – C. 1510 TenagliaXVI Legislatura
 
 
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 Appunti sui DDL in tema di intercettazioni e di pubblicità degli atti di indagine1 - INTRODUZIONE
In linea generale non può non esprimersi condivisione e apprezzamento per la volontà della politica,condivisa da ogni schieramento, di intervenire organicamente sul tema delle intercettazioni, con lapreoccupazione di contemperare i diversi interessi e diritti in gioco. L’apprezzamento si estende anchealla dichiarata volontà di intervenire in modo concreto ed effettivo e con attenzione metodologica allerisorse a disposizione e all’impatto delle modifiche sul sistema.La ricchezza contenutistica delle relazioni ai singoli DDL, della documentazione allegata al DDLgovernativo e del materiale predisposto dal Servizio studi della Camera (con apprezzabile attenzioneanche alla giurisprudenza della Corte EDU, alla legislazione di altri paesi europei e alla normativadell’Unione anche
in fieri)
esonerano dal dover affrontare analiticamente molti passaggi e snodi deiproblemi.Il presidente della Commissione ha individuato, nella sua relazione del 24.07.2008, “
tre … piani della disciplina delle intercettazioni che richiedono interventi: la genesi, la conservazione e la divulgazione 
”. Quest’ultimoaspetto richiama subito il delicato, ma non più eludibile, tema del processo mediatico in tutte le sueimplicazioni, compresa quella della libertà di stampa e della tutela della presunzione di innocenza.Si seguirà pertanto lo schema individuato dalla Presidenza della Commissione, concentrando leosservazioni su alcuni snodi fondamentali dei temi in discussione, con riserva di suggerire emendamentie osservazioni tecniche dopo che sarà predisposto e reso noto il testo base per l’
iter 
legislativo.La relazione del Presidente ha sottolineato la presenza di “
due esigenze da contemperare: quella investigativa e quella relativa alla tutela della riservatezza dei cittadini. Sarebbe un grave errore privilegiare una sola di esse. Compitodel legislatore è trovare un punto di equilibrio tra i due interessi 
”.Il problema delle intercettazioni è risalente nel tempo (si pensi ad esempio alle intercettazioni dellelettere della regina narrateci da Alexandre Dumas e al controllo, sempre esercitato dal potere, sullacorrispondenza epistolare, che fino alle invenzioni del secolo scorso era “il” mezzo di comunicazioneinterpersonale, e sui colloqui tra due o più persone, attività che ove non controllabile veniva sovente vietata
in toto
 ) così come lo è, più in generale, quello dei mezzi per la ricerca della verità, la quale nonpuò essere inseguita a qualunque prezzo ma solo nei limiti imposti dal rispetto dei diritti fondamentalidella persona.Così, se è vero che un ricorso a tappeto alle intercettazioni telefoniche permetterebbe in molti più casidi conoscere e provare la verità (ma soprattutto di controllare l’intera collettività e i singoli), esse sonoammissibili solo a condizioni molto rigorose, così da rimanere compatibili con il rispetto della vitaprivata dei singoli, un diritto, questo, più ampio e pieno di quanto non sia la cd.
 privacy all’italiana 
 (spesso, sinora, un mero pretesto per imporre vessazioni “burocratiche”, divieti tanto proclamatiquanto inosservati perché inosservabili, nonché nuove forme di autorità e autorithies, di potere – e dioccupazione anche di sedicenti studiosi – piuttosto che un modo per risolvere i reali problemi di tuteladei diritti delle persone). Sul punto non può non richiamarsi l’art. 8 della Convenzione EDU (nel cuiquadro giuridico sono state affrontate dalla Corte di Strasburgo le problematiche di legittimità delleintercettazioni telefoniche nei vari paesi) e si comprenderà il reale ambito del diritto che occorre tutelarein una società democratica, contemperando i diritti delle persone al rispetto della propria vita privata efamiliare, del domicilio e della corrispondenza” con le limitate e predeterminate ingerenze delle autoritàpubbliche, sia pure giudiziarie, ammissibili solo se e nei limiti in cui costituiscono una “
misura che, in una società democratica, è necessaria alla sicurezza nazionale, alla pubblica sicurezza, al benessere economico del paese, alla difesa dell’ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e delle libertà altrui 
”.
 
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2 - GENESI
La premessa degli interventi sulla “genesi” delle intercettazioni proposti nei vari DDL è condivisa,evidenziata, sia pure con distinguo, in tutte le relazioni accompagnatorie. ed è stata riassunta il24.07.2008 nel “
ricorso smodato a tale strumento di indagine. Le intercettazioni sono diventate, infatti, un mezzoordinario di ricerca della prova anche di reati per i quali il codice di rito non ne consente l'utilizzo, non rientrando la pena edittale nei limiti previsti dall'articolo 266 né tra le tassative eccezioni ivi stabilite. Da qui il fenomeno delle cosiddette intercettazioni a rete” e altri meccanismi via via adottati da taluni magistrati 
”. D’altronde quello attuale è laprosecuzione del cammino iniziato nella scorsa legislatura. La Relazione 22.01.2008 del ministro alParlamento sullo stato della giustizia nel 2007 aveva così riassunto i termini del problema: “
le intercettazioni telefoniche sono uno strumento irrinunciabile nella lotta alla criminalità grave, tanto più nella lotta al crimine organizzato, ai grandi traffici illegali, al terrorismo. Rinunciare a quest’arma, o comprimerne l’uso fino a ridurne l’efficacia, sarebbe un gesto autolesionistico … La maggior parte di questi casi sono resi possibili da un regime giuridicocomplessivo sostanzialmente disinteressato alla tutela degli estranei al procedimento penale, e che comunque sacrifica oltre ogni ragione processuale la privacy delle stesse persone sottoposte ad indagine. … L’intercettazione delle conversazioni e comunicazioni private è un atto tra i più invasivi, e non può essere usata che per l’accertamento dei reati. Ad essa devonoapplicarsi i principi di proporzionalità e di sussidiarietà 
”.La necessità di garantire un’efficace repressione degli illeciti penali (e il mezzo di indagine delleintercettazioni è divenuto, anche per lo sviluppo tecnologico della società, sempre più importante per laprevenzione e repressione dei reati di criminalità organizzata e di terrorismo) deve essere bilanciata dallaprotezione dei diritti individuali di libertà e di rispetto della
 privacy 
, quest’ultima da considerarsi con iltema della libertà di informazione e di stampa.Nell’ambito giuridico europeo il diritto alla tutela della vita privata e familiare, codificato nell’art. 8Convenzione EDU, ha manifestato una forza espansiva.Due sono i diversi profili della
 privacy 
secondo la Corte EDU:- la “
segretezza 
” (che si traduce nell’esigenza di assicurare che notizie relative a vicende personali nonsiano conoscibili da terzi),- la “
riservatezza 
” (che comporta l’esigenza di non divulgazione delle medesime notizie anche da chi nesia venuto legittimamente a conoscenza, salvo che l’interessato presti il suo consenso).Le interferenze dello Stato sono consentite dall’art. 8 Convenzione EDU se previste dalla legge e senecessarie per proteggere altri beni.Occorre tenere ben presente i due profili (segretezza e riservatezza) poiché i presupposti perintercettare comunicazioni e violare la “segretezza” sono diversi da quelli per far venire meno la“riservatezza” delle informazioni ottenute: in altre parole lo Stato a certe condizioni può procurarsi conle intercettazioni informazioni “segrete” ma deve poi garantire la “riservatezza” delle stesse a meno cheanche il venir meno della “riservatezza” sia necessario per proteggere altri beni. Correttamente larelazione 24.07.2008 alla Commissione giustizia del Presidente ha individuato per le intercettazioni unmomento (la genesi) che attiene alla “segretezza” e due altri successivi (la conservazione e ladivulgazione) che attengono al profilo della “riservatezza”.La giurisprudenza della Corte EDU ha evidenziato, in generale, la necessità- di previsione delle interferenze sulla
 privacy 
in forza di una “base legale” (da intendersi nonsolo nel diritto positivo scritto ma anche nel c.d. diritto giurisprudenziale per i paesi di
common law 
enelle interpretazioni giurisprudenziali nei sistemi di
civil law 
 ), accessibile e conoscibile dalle persone
1
esufficientemente chiara e precisa in ordine all’ampiezza ed ai limiti del potere dell’autorità nazionale cheattua l’ingerenza nella
 privacy 
,
1
Corte EDU sent. 25 marzo 1983, Silver e altri c. Regno Unito, § 87.
2
Corte EDU sent. 25 marzo 1998, Kopp c. Svizzera, § 64; Corte EDU Grande Camera sent. 16 febbraio 2000, Amann c. Svizzera, § 56; Corte EDU sent. 2 agosto 1984, Malone c. Regno Unito; Corte EDU sent. 24 aprile 1990, Huvig c.Francia.
 

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