ORGANISMO UNITARIO DELL’AVVOCATURA ITALIANA
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Appunti sui DDL in tema di intercettazioni e di pubblicità degli atti di indagine1 - INTRODUZIONE
In linea generale non può non esprimersi condivisione e apprezzamento per la volontà della politica,condivisa da ogni schieramento, di intervenire organicamente sul tema delle intercettazioni, con lapreoccupazione di contemperare i diversi interessi e diritti in gioco. L’apprezzamento si estende anchealla dichiarata volontà di intervenire in modo concreto ed effettivo e con attenzione metodologica allerisorse a disposizione e all’impatto delle modifiche sul sistema.La ricchezza contenutistica delle relazioni ai singoli DDL, della documentazione allegata al DDLgovernativo e del materiale predisposto dal Servizio studi della Camera (con apprezzabile attenzioneanche alla giurisprudenza della Corte EDU, alla legislazione di altri paesi europei e alla normativadell’Unione anche
in fieri)
esonerano dal dover affrontare analiticamente molti passaggi e snodi deiproblemi.Il presidente della Commissione ha individuato, nella sua relazione del 24.07.2008, “
tre … piani della disciplina delle intercettazioni che richiedono interventi: la genesi, la conservazione e la divulgazione
”. Quest’ultimoaspetto richiama subito il delicato, ma non più eludibile, tema del processo mediatico in tutte le sueimplicazioni, compresa quella della libertà di stampa e della tutela della presunzione di innocenza.Si seguirà pertanto lo schema individuato dalla Presidenza della Commissione, concentrando leosservazioni su alcuni snodi fondamentali dei temi in discussione, con riserva di suggerire emendamentie osservazioni tecniche dopo che sarà predisposto e reso noto il testo base per l’
iter
legislativo.La relazione del Presidente ha sottolineato la presenza di “
due esigenze da contemperare: quella investigativa e quella relativa alla tutela della riservatezza dei cittadini. Sarebbe un grave errore privilegiare una sola di esse. Compitodel legislatore è trovare un punto di equilibrio tra i due interessi
”.Il problema delle intercettazioni è risalente nel tempo (si pensi ad esempio alle intercettazioni dellelettere della regina narrateci da Alexandre Dumas e al controllo, sempre esercitato dal potere, sullacorrispondenza epistolare, che fino alle invenzioni del secolo scorso era “il” mezzo di comunicazioneinterpersonale, e sui colloqui tra due o più persone, attività che ove non controllabile veniva sovente vietata
in toto
) così come lo è, più in generale, quello dei mezzi per la ricerca della verità, la quale nonpuò essere inseguita a qualunque prezzo ma solo nei limiti imposti dal rispetto dei diritti fondamentalidella persona.Così, se è vero che un ricorso a tappeto alle intercettazioni telefoniche permetterebbe in molti più casidi conoscere e provare la verità (ma soprattutto di controllare l’intera collettività e i singoli), esse sonoammissibili solo a condizioni molto rigorose, così da rimanere compatibili con il rispetto della vitaprivata dei singoli, un diritto, questo, più ampio e pieno di quanto non sia la cd.
privacy all’italiana
(spesso, sinora, un mero pretesto per imporre vessazioni “burocratiche”, divieti tanto proclamatiquanto inosservati perché inosservabili, nonché nuove forme di autorità e autorithies, di potere – e dioccupazione anche di sedicenti studiosi – piuttosto che un modo per risolvere i reali problemi di tuteladei diritti delle persone). Sul punto non può non richiamarsi l’art. 8 della Convenzione EDU (nel cuiquadro giuridico sono state affrontate dalla Corte di Strasburgo le problematiche di legittimità delleintercettazioni telefoniche nei vari paesi) e si comprenderà il reale ambito del diritto che occorre tutelarein una società democratica, contemperando i diritti delle persone al rispetto della propria vita privata efamiliare, del domicilio e della corrispondenza” con le limitate e predeterminate ingerenze delle autoritàpubbliche, sia pure giudiziarie, ammissibili solo se e nei limiti in cui costituiscono una “
misura che, in una società democratica, è necessaria alla sicurezza nazionale, alla pubblica sicurezza, al benessere economico del paese, alla difesa dell’ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e delle libertà altrui
”.
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