3
Speciale Confetture - marzo 2009
FRUTTA
La frutta fresca ha un contenuto d’acqua molto eleva-to, con valori che si attestano intorno al 90%. Le pro-teine invece rimangono su valori piuttosto limitati 0,2-1% e anche la quantità di lipidi è molto bassa 0,6%. Iglucidi, principalmente zuccheri semplici, sono i com-posti maggiormente presenti; le quantità variano da1,4 - 17 %. Gli zuccheri presenti in maggior quantitàsono il glucosio, fruttosio e saccarosio , ma si trovanoanche altri polisaccaridi come la cellulosa, emicellulosae le pectine.Tra gli elementi minerali troviamo in piccole quantitàferro, calcio, sodio, potassio e fosforo; contenuto difibra alimentare varia da 0 a 8-10g per 100g di pro-dotto. Tra le vitamine e provitamine troviamo la vita-mina C, ß-carotene, vitamina B6 e retinolo, ma anchepiccole quantità di tiamina, riboflavina, niacina e vita-mina E.Le caratteristiche chimiche e fisiche dei frutti (solidisolubili, acidità) determinano quelle delle confetture(potere gelatinizzante, conservabilità) e quindi le per-centuali d’ingredienti da aggiungere e i processi dilavorazione.
ZUCCHERO
Confetture e marmellate contengono un’elevata per-centuale di zuccheri (circa 55%) rappresentati per 2/3da saccarosio e per 1/3 da zucchero invertito.Lo zucchero invertito, così definito per la capacità dideviare il piano di rotazione della luce polarizzata, siottiene per idrolisi del saccarosio in glucosio e fruttosiosfruttando in questo caso le alte temperature e il pHacido. L’equilibrio tra il saccarosio e lo zucchero inver-tito determina le caratteristiche del prodotto finitoquali ad esempio: aumento del potere dolcificante,gelificante, umettante, controllo della cristallizzazione,riduzione della viscosità, ecc.
PECTINE
Le pectine (dal greco “pektos” che significa denso, con-sistente) sono polimeri derivati da carboidrati che con-tengono un grande numero di unità di acido galattu-ronico (COH(CHOH)4COOH) che formano catene linea-ri tenute insieme da legami glisodici.I carbossili (COOH) degli acidi poligatturonici possonoessere parzialmente esterificati con alcool metilico(COOCH3) di origine naturale. Il grado di esterificazio-ne della pectina (DE) indica la percentuale delle unitàdi acido galatturonico esterificate. Tra i frutti più ricchidi pectina troviamo le mele cotogne, mele e agrumi.La naturale presenza di pectina nei tessuti vegetali rap-presentava in passato l’unico mezzo per ottenere lagelificazione di confetture e marmellate; era, infatti,molto diffuso, e in alcuni casi lo è ancora a livellodomestico, l’utilizzo di pezzi di mela, mela cotogna oscorze di agrumi unitamente a frutti con scarso poteregelificante.Si ritiene che la trasformazione in gelatina di una solu-zione acquosa contenente pectina sia dovuta a unfenomeno di precipitazione: ad alte temperature lapectina, separandosi dall’acqua per l’intervento di unaterza sostanza (zucchero o sali metallici), forma con lesue catene macromolecolari intrecciate e legate tra diloro una struttura reticolare tridimensionale di fibrille,che trattiene i solidi e i liquidi della soluzione. Si formacosì, a seguito del raffreddamento, il gel, la cui consi-stenza dipende da: peso molecolare, quantità e tipo dipectina; pH; concentrazione zuccherina.La variabilità del contenuto di pectina nella fruttainsieme alla necessità di standardizzare la produzione,hanno portato ad un massiccio utilizzo di pectine diproduzione industriale, di cui ne esiste una grandevarietà.Le
pectine HM
, ad alto numero di metossile, presen-tano un numero di gruppi carbossilici esterificati supe-riore al 50%. Il processo di gelificazione con le pectine
Gli ingredienti principali
Leave a Comment