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Introduzione alla Paleoastronautica
Grazie all'elettronica edal computer l'Autore,
Salvatore Poma
, hapotuto più volteriorganizzare questotesto, che è uno studio sull'archeologia e sui miti dell'antichità, miti che potrebberospiegare l'origine delle antiche religioni ed anche alcuni misteri scientifici attuali, quali laSfinge Marziana o i
.
In origine
l'Autore voleva solo dimostrare che il dio biblico Geova o Jahveh fossero inrealtà una o più entità fisiche extraterrestri, ed ha trovato, nella Bibbia, parecchie confermea questa ipotesi; ha poi esteso l'ipotesi alle altre credenze religiose, poi ai mitidell'antichità, per infine procedere a tutto campo, e ricavarne le seguenti conclusioni:Si, il nostro pianeta è stato visitato, nel passato e nel presente, da diverse entitàextraterrestri, spesso scambiate per divinità dai nostri antenati. E ci sono state anche precedenti civiltà umane, perdute dalla memoria storica, capaci dieffettuare il volo terrestre e, forse, anche interplanetario, quali
o gli
,e prima ancora, vi furono i Giganti. Atlantide potrebbe non essere stata solo un mito, ma una realtà: la sua leggendaafferma che gli atlantidi fossero una civiltà molto avanzata, scomparsa in seguito ad uncataclisma che inabissò il loro continente, e la loro civiltà scomparve definitivamenteverso il 10.000 a.C. Anche i
Giganti
potrebbero essere stati una realtà, e vi sono tracce riscontrabili a partireda circa 30.000 anni fa. E la Sfinge marziana, se veramente esiste ed è un artefatto, potrebbe essere statacostruita dall'uomo, per esempio da quello della civiltà di Atlantide. E che dire di Geova o Jahveh, apparso a Mosè nel 1513 a.C., e che ha generatol'attuale cristianesimo?
Geova
, che l'Autore suppone fossero più entità extraterrestri, usando la propria tecnologiae Mosè come intermediario inconsapevole, cioè lasciandogli credere di essere il dio deisuoi avi e accreditandosi antichi patti coi loro antenati, rapì l'intero popolo ebraico, pastoredi pecore e bovini, strappandolo agli egiziani, che erano invece contadini. Sembra, infatti,che Geova adorasse il
 
E gli ebrei potevano fornirne in quantità.Ipotesi troppo azzardate? L'Autore è ragionevolmente sicuro di queste tesi ed espone nelseguito l'analisi delle prove che lo hanno condotto a queste formulazioni, a partire dallaconoscenza "convenzionale" che abbiamo del mondo fisico e della storia.
Che cosa è la Paleoastronautica ?
La Paleoastronautica è definibile come laricerca delle tracce, sotto forma di particolarireperti archeologici, di presunti sbarchi sullaTerra, in epoche remote, di visitatoriextraterrestri. Per questo suo rivolgersi alpassato, essa può essere considerata parte, ocomplemento, della clipeologia. Se nedistingue tuttavia nettamente per due aspetti:per il suo interessarsi esclusivamente aldocumento di natura archeologica, e per il suoprescindere da ogni rapporto con lafenomenologia ufologica attuale.Reperti del genere sono per esempio le lineeincise sulla sabbia del deserto di Nazca (Perù),che solo dall'aereo si rivelano come i contornidi gigantesche figure; il disegno scolpito sulla lastra tombale rinvenuta nel 1952nell'interno di una piramide a gradini a
(Messico), disegno che suggerisce l'ideadi un uomo ai comandi di un veicolo a reazione; le antiche raffigurazioni degli
, gli"uomini-pesce" che secondo la mitologia babilonese sarebbero stati degli "istruttori divini";e così via dicendo.Tuttavia, è bene sottolinearlo, queste interpretazioni "spaziali" restano a livello di pure esemplici
ipotesi di lavoro
. L'importante è fare in modo che l'immaginazione e la fantasianon finiscano per prendere il sopravvento sulla ragione.
L'UNIVERSO MAYA
 
La matematica e l’astronomia erano le scienze nelle quali i Maya eccellevano.L’Universo era rappresentato dalla "Ceiba", l’"Albero Cosmico": al di sopradell’Albero vi era il Cielo, simboleggiato da un uccello-serpente piumato cheregolava l’ordine della natura e del cosmo; la corona dell’Albero segnava il punto dicontatto tra gli uomini e gli Dei; all’altezza del tronco si trovava la terra e tutto ciòche riguardava le vicende umane, mentre le radici affondavano nell’Inframondo(Xialba), abitato dai nove Signori della Notte (Bolon-ti-ku).Ai quattro punti cardinali, ognuno caratterizzato da un colore (bianco per il nord,giallo per il sud, rosso per l’est e nero per l’ovest) veniva aggiunto un quinto punto,quello centrale, di colore verde o blu. Secondo la genesi del Popol Vuh, il Dio-creatore unico Hunak-Ku pose sui quattro angoli del mondo i suoi quattro figli, iBacab, per sorreggere l’universo. La terra, invece, veniva rappresentata da unguscio di tartaruga.
IL CALENDARIO MAYA
Per misurare il tempo i Maya utilizzavano tre sistemi calcolati tramite le osservazionidelle ricorrenze cicliche degli equinozi, dei solstizi, delle eclissi, del passaggiozenitale del sole, della posizione degli astri e delle fasi lunari. Su questa baseavevano elaborato un Calendario Rituale (tzolkin) di 260 giorni, composto da cicli di20 giorni rappresentati da glifi e da 13 cifre, e un Calendario Solare (haab) di 365giorni, suddivisi in 18 mesi di venti giorni ciascuno, più un breve periodo di 5 giorninefasti (uayeb), chiamati "giorni sospesi" o "perduti". La combinazione di questidue calendari veniva incisa con glifi e segni numerici su una ruota calendaria.Inoltre i Maya utilizzavano il cosiddetto Conto Lungo, probabilmente inventato dagliOlmechi e perfezionato dai matematici maya. La base del sistema numerico eravigesimale con l’ausilio dello zero. Le cifre inferiori a 20 erano rappresentate dapallini fino al numero 5, che era invece designato con una barra, mentre il 20 eraraffigurato da un glifo a forma di conchiglia o di fiore stilizzato. Tuttavia i numeri da0 a 20 erano rappresentati anche da glifi a forma di volti, mentre i 18 mesi e i cinquegiorni eccedenti del ciclo annuale - ognuno designato con un nome proprio -venivano trascritti con glifi di immagini stilizzate.I periodi del Conto Lungo - che copriva 5125 anni, cioè l’intero ciclo della storiasecondo il punto di vista maya - erano sempre raffigurati da glifi e suddivisi in Tun(l’intero anno solare, senza però calcolare i cinque giorni sospesi), composto a suavolta da diciotto Uinal (il ciclo di 20 giorni). Sommando 20 Tun veniva raggiuntal’unità di un Katun che, moltiplicato ancora una volta per venti, diventava un Baktun(400 anni maya).Un’era maya era composta da 13 Baktun e gli epigrafisti - trascrivendo i glifi con iloro coefficienti in numeri arabi - hanno potuto calcolare che, secondo il ContoLungo, i Maya stabilirono l’inizio della loro storia l’11 agosto del 3114 a.C. epensavano che sarebbe terminata il 21 dicembre dell’anno 2012 della nostra era. Lafine di quella grande e antica civiltà arrivò però prima del previsto: nell’anno 1517sbarcarono sulle coste dello Yucatán i primi spagnoli.Purtroppo nulla o quasi della vasta produzione letteraria, scientifica e storica deiMaya si è salvato dalle distruzioni seguite alla conquista spagnola e i loro geroglifici(glifi) restano in parte ancora un mistero. Ciò che sappiamo è frutto di ipotesi
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