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Poste Italiane SpA- Spedizione in abbonamento postale - D. L. 353/2003 (conv. in L27/02/2004 num. 46) art. 1 - DCB-Roma
1-15/16-30 Aprile 2008 - Anno XLV- NN. 30-31
0,25
(Quindicinale)
In caso di mancato recapito restituire a Poste Roma Romaninaper la restituzione al mittente previo addebito - TAXE PERCUE tass. riscoss Roma-Italy
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250 - Num. arr. doppio prezzo di copertina
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COPIAOMAGGIO
Exit pollExit flop
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INTERNI
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di
FRANZ TURCHI
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ECONOMIA
 Ricco, continuamente aggiornato: arriva  finalmente sul web il nuovo punto di riferimento per i giovani e per un nuovo modo di fare politica in Italia
 www.lapiazzaditalia.it 
Una Piazza di confronto aperta al dibattito su tutti i temi dell’agenda politica e sociale per valorizzare nuove idee e nuovi contenuti
Si, finalmente abbiamoun Governo.Eletto a grande maggio-ranza dagli Italiani conuna leadership forte,autorevole e con pochipartiti con i qualimediare.Infatti l’Italia con il13/14 ha fatto a mioavviso il vero passag-gio alla seconda Re-pubblica con la sempli-ficazione degli schiera-menti, ma soprattuttodando a un leader(Berlusconi) la possibi-lità nel suo mandato difare le riforme.Il voto politico ha san-cito da una parte lanascita dei due partitinuovi con l’80% dei votial centro dello scenariopolitico, dall’altra hadato una sconfitta sono-ra e simbolica alla sini-stra, facendola scompa-rire dalla rappresentan-za parlamentare, e dal-l’altra una vittoria popo-lare alla Lega, ricono-scendogli un ruolo poli-tico di peso (il 9%) siaal Nord d’Italia, sia intutta la Penisola. A questo punto mentrela sinistra si interrogasulla sconfitta e sul dafarsi per rimettersi incampo (probabilmenteper le Europee), SilvioBerlusconi cerca di dareda una parte segnali diPolitica Estera (vedi la visita di Putin) e di cen-tralità dell’Italia e dal-l’altra un modo nuovodi fare Politica nel pre-sentare subito la squa-dra di Governo.Ora il Paese si aspettamolto, al Berlusconi Terl’onore e l’onere di dar-gli le risposte che siaspetta.
Dalla big allalong depression
Una maggioranza schiacciante 
Marcia trionfale
Il risultato delle urne,come solo pochissime volte è avvenuto in Italia, èstato inequivocabile. GliItaliani hanno voluto mar-care - premiando in manie-ra quasi plebiscitaria lacoalizione di centrodestraguidata da Berlusconi - la voglia di voltare paginacon il centro sinistra dopola disastrosa, seppur fortu-natamente breve, esperien-za del governo Prodi.I numeri parlano chiarissi-mo e si prestano ad unasola interpretazione: lafigura del Cavaliere e leproposte della sua coali-zione sono state reputatenettamente migliori al finedi risolvere i problemi cheattanagliano il Paeserispetto a quelle dell’anta-gonista principale, Veltroni.Quando si ottengono circa3 milioni e 100 mila voti inpiù al Senato e quasi 3milioni e 500 mila allaCamera rispetto all’avver-sario più forte,vuol direche la vittoria c’è stata ed èstata nettissima. Questa volta gli italiani non hannodovuto fare mattina persapere chi avesse vinto leelezioni come nel 2006.Questa volta non è stata lamiseria di 23.000 voti o lospoglio delle schede pro- venienti dall’Estero a deter-minare la vittoria di unoschieramento sull’altro. A livello nazionale, allaCamera, il PDL ha ottenutoil 37,4 % dei voti totali, chesommato alla strabilianteprestazione della LegaNord, 8,3 %, e all’1,1 delMPA di Lombardo nelmeridione - Sicilia soprat-tutto- hanno permesso difar raggiungere alla coali-
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E oraun governo
L’onda lunga del consensoper il centrodestra in Italianon accenna a fermarsi.Infatti a quindici giornidalla strepitosa affermazio-ne di Silvio Berlusconi otte-nuta nei confronti di Veltroni, il candidato delPDL - Gianni Alemanno -conquista dopo il ballottag-gio la carica di Sindacodella Capitale ai danni del-l’ex Ministro dei BeniCulturali del GovernoProdi e già primo cittadinodella “città eterna”,Francesco Rutelli.L’impresa, che non erariuscita neppure a Fini nel1993- contro lo stessoRutelli - quando ancora esi-steva solo il MovimentoSociale Italiano e si era allafine della “prima repubbli-ca”, è stata per l’appuntoraggiunta dall’ex Ministrodelle Politiche Agricole del-l’ultimo GovernoBerlusconi.Il Presidente della federa-zione romana di An quindial secondo tentativo haraggiunto il suo obiettivo-ricordiamo infatti che Egliera stato nettamente scon-fitto da Veltroni due anni fanella corsa al Campidoglio-quello cioè di conquistarela carica di sindaco dellacittà di Roma.Ma veniamo ai numeri checon freddezza fotografanomeglio di ogni altro com-mento il clamoroso risulta-to politico ottenuto dall’e-sponente di An. Il secondoturno elettorale ha vistouna netta diminuzione delnumero dei votanti , si èpassati infatti dal 73% circadi quindici giorni fa, al 63% di Domenica e Lunedìscorso. Ma evidentementecoloro i quali hanno evita-to di recarsi alle urne sonostati per lo più - e forse maiera successo prima - i sim-patizzanti del PartitoDemocratico e quelli dellasinistra più estrema. A conti fatti Alemanno haottenuto il 53,7% dei suffra-gi totali- 783.000 voti- con-tro il 46,3 % ottenuto daRutelli - 676.000 i romani
Il Centrodestra conquista il Campidoglio. Ora ricostruire Roma 
Bollito alla romana 
 
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zione di centro destra laquota del 46,8 %, più di 9punti percentuali superio-re a quella ottenuta dal-l’alleanza che sosteneva Veltroni - 38 %- dovutaalla somma dei voti di PDe IDV , rispettivamente33,7% e 4,3 %. Agli altri contendentisono rimaste le briciole.Evidentemente i continuirichiami di Berlusconi e Veltroni all’elettorato ita-liano per un voto utileche tagliasse fuori di fattoi partiti minori dalla con-tesa politica hanno sortitol’effetto sperato. L’UDCcon la sua politica dellosmarcamento dal centrodestra è riuscita a raggra-nellare solo il 5,4 % dei voti- molto meno del 6.7% di solo due anni fa-comunque sufficienti perottenere la rappresentan-za alla Camera, ricordia-mo che infatti bisognavaottenere più del 4% dei voti totali a livello nazio-nale per superare lasoglia di sbarramento chealla Camera permette dieleggere onorevoli. LaSinistra arcobaleno-Rifondazione Comunista, Verdi e PdCI – clamorosa-mente è fuori dalParlamento italiano, infat-ti la lista che sostenevaFausto Bertinotti è statacapace di prendere solo il3,2 % totale dei suffragi .Pure senza rappresentan-za parlamentare sonorimaste La Destra – 2,1 %- e per la prima volta inoltre cento anni, nessunrappresentante del PartitoSocialista siederà ai ban-chi della Camera o delSenato poiché il partitoguidato da Boselli ha raci-molato poco meno dell’1% dei voti.Per effetto di questi risul-tati, la Camera dei depu-tati vedrà una netta mag-gioranza di onorevoli-340- eletti nel PDL, Lega eMpa- rispettivamente272,60 e 8- ed una mino-ranza composta da 239sostenitori di Veltroni- 211del PD e 28 del IDV di DiPietro- oltre che uno spa-ruto gruppo - 36 -dell’UDC, l’unico dei pic-coli partiti che, comeabbiamo visto ,allaCamera è riuscito a supe-rare la quota del 4%. Anche i risultati riguar-danti il Senato sono statiper il Cavaliere moltopositivi e non si discosta-no molto dagli esiti otte-nuti alla Camera. A livellonazionale l’alleanza PDL-Lega-MPA che sostenevaBerlusconi ha ottenuto il47,3 % dei suffragi totali-rispettivamente 38,1 %, 8% ed 1 %- contro il 38 %della coalizione veltronia-na , con il PD al 33,7 % el’IDV al 4,3 %. Seguonopoi UDC al 5,7 %, Sinistra Arcobaleno al 3,2 % e LaDestra al 2 % e il PartitoSocialista che mestamentesi deve accontentaredell’1 % dei voti.Questi dati, riportati allivello delle circoscrizioniregionali- quelle chedanno il premio di mag-gioranza cioè e che pre- vedono uno sbarramentoall’8% - permettonocomunque al centrodestra di avere unaamplissima maggioranzarispetto al centro sini-stra,al contrario di quantoera successo nel 2006 e adispetto degli uccelli delmalaugurio che pronosti-cavano fino a ieri l’altroun pareggio al Senatoforiero di “inciucio” tra ledue coalizioni maggiori.Invece- quando mancanosolo le circoscrizioni degliItaliani residenti all’Esteroad essere scrutinate - ilPDL ha visto eletti 144senatori, la Lega 25 e l’MPA 2 , per un totale di171. L’alleanza PD-IDV potrà al momento contaresu 130 senatori- rispettiva-mente 116 e 14- per potersvolgere il proprio compi-to di opposizione. Stessafunzione che svolgerannoi 3 senatori eletti nelle filedell’UDC in Sicilia - l’uni-ca regione dove il partitodi Casini è riuscito asuperare l’8% - e i 2 dellaSud Tiroler e l’unicodell’Unione Valdotaine.Da questi dati si evinceche solo nelle regioni tra-dizionalmente rosse -Emilia, Toscana, Umbria eMarche- Il PD ha potutoresistere alle ondate dellotsunami politico abbattu-tosi sul centro sinistra. Maanche qui il divario tra ledue coalizioni si è oramaiulteriormente rimpiccioli-to di 3-4 punti percentua-li. Regioni come laLiguria, l’Abruzzo e laCampania sono “passatedi mano” - dal centro sini-stra al centro destra- einsieme alle oramai tradi-zionali roccheforti delcostituite dal Piemonte,Lombardia , Veneto eSicilia hanno fatto pende-re la bilancia nettamentein favore dell’asse PDL -Lega.Le ultime due considera-zioni sono di caratterepolitico. La prima è che sispera che con questalarga maggioranza intutte e due i rami delParlamento Berlusconitrovi il coraggio e la forzadi mettere in cantiere ecompletare quelle rifor-me sociali e istituzionalidi cui abbisogna il Paeseper risollevarsi da unasituazione di crisi a cuil’hanno portata la con-giuntura economica mon-diale sfavorevole edecenni di immobilismopolitico oltre che 2 annidi disastroso governoProdi. Questa pensiamopotrebbe l’ultima occa-sione per il sistema Italiadi rimettersi in carreggia-ta e per il mondo politiconostrano di risalire nellaclassifica di gradimentodei cittadini. Rarissime volte nelle democrazieoccidentali una coalizio-ne ha vinto con più di 9punti di scarto rispettoall’altra,adesso non sisprechi il credito incondi-zionato che i cittadini ita-liani hanno dato al centrodestra. La seconda valuta-zione è di carattere piùtecnico. Per la prima volta in sessanta anni diRepubblica nelParlamento italiano nonsiederanno esponenti dipartiti che si rifannodirettamente alla tradizio-ne comunista e al Partitosocialista, inoltre sembraessere cessata, almenoper il momento, la fram-mentazione politica dellerappresentanze partiti-che. Tra Camera e Senatoinfatti saranno presentinon più di 5-6 sodalizipolitici: PDL, PD, Lega,IDV, UDC e minoranzeTrentine e valdostane,unasemplificazione questache rappresenta il primorisultato utile di questalegislatura ai primi vagiti.
Giuliano Leo
che lo hanno preferito alsuo avversario-ribaltandocompletamente i risultatidel primo turno che vede- vano l’ex ministro di Prodicondurre le danze con unmargine di 80.000 votirispetto al portabandieradel centrodestra. Quindi sievince che alla fine lascelta del PDL di far corre-re un politico di razzacome Alemanno ha paga-to. Ha pagato il fatto cheall’indomani del primosfortunato tentativo di dueanni fa di conquistare ilCampidoglio egli si ècomunque rimboccato lemaniche facendosi caricodi coordinare l’opposizio-ne in consiglio comunale,dimostrando quindi dinon essere stato solo uncandidato mordi e fuggima di tenere al ruolooscuro – di controlloredella maggioranza - a cui icittadini lo avevanocomunque chiamato.Importante è stata poi lascelta di non fare alcunapparentamento al secon-do turno, correndo quindicon la stessa coalizioneche lo sosteneva nelprimo turno alle comunalie che appoggiavaBerlusconi nelle elezioniin tutta Italia. Ma soprat-tutto è stato decisivo per iltrionfo ciò che politica-mente esso rappresentaagli occhi degli elettori :una figura capace diaffrontare e risolvere iproblemi che gli si paranodi fronte – come era suc-cesso quando sedeva sullapoltrona di Ministrodell’Agricoltura- senzafronzoli e con estremapraticità. Inoltre la storica vittoria a Roma di un rap-presentante della destra èanche esplicativa del fattoche -al contrario di quantoqualcuno malignamenteasseriva all’indomani delsuccesso di Berlusconinelle elezioni politiche - AN ed i valori che essaincarna non sono statiaffatto relegati in soffitta equindi sconfitti con lacostituzione del PDL.Le ultime considerazionida fare sono relative alperché di questa secondasconfitta del centro sinistranel giro di due settimane.I romani hanno fattopagare a caro prezzo a Veltroni e Rutelli 15 annidi bugie, di problemi nonrisolti, di aspettative mairipagate da successo, dimala amministrazionedella cosa pubblica insom-ma. Non è bastato avere alproprio fianco i soliti intel-lettuali, ballerine e calcia-tori. Non è bastato- alme-no stavolta- accontentare isoliti palazzinari con laredazione di un nuovopiano regolatore. E’ statodeleterio ripresentare allacorsa per la poltrona diprimo cittadino un sinda-co che già in precedenzaaveva abbandonato quellacarica – appena ottenuta -per tentare di fare il primoministro come in seguitoha fatto nuovamente Veltroni. Sindaco di Romalo si deve essere a pienoservizio, senza altre distra-zioni, l’importanza e lastoria della Città lo esigo-no. I Romani questo lohanno capito ed hannopunito chi-ancora una volta - pensava di gabbar-li.In meno di 15 giorni quin-di Veltroni ha visto misera-mente fallire prima il suotentativo di vincere le ele-zioni politiche e poi il“sistema Roma” - sistemadi potere - da Lui creato etanto decantato ed osan-nato dai mass media. Oraall’interno del PD e dellasinistra più in generalesicuramente si aprirà unafase di conflitti interni e diregolamenti di conti chelascerà sul terreno più diqualche vittima.
Dalla Prima 
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Direttore
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Proprietaria: Soc. EDITRICE EUROPEA s.r.l.Registrato al Tribunale di Roma n.9111 - 12 marzo 1963Concessionaria esclusiva per la vendita: S.E.E. s.r.l. Via S. Carlo da Sezze, 1 - 00178 Rom
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Manoscritti e foto anche non pubblicati, e libri anchenon recensiti, non si restituiscono.
Cod. ISSN 1722-120X 
Stampa: EUROSTAMPE s.r.l. Via Tiburtina, 912 - 00156 RomaFINITO DI STAMPARE NEL MESE DI GENNAIO 2008
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L’Editore garantisce la massima riservatezza dei dati fornitidagli abbonati e la possibilità di richiederne gratuitamentela rettifica o la cancellazione scrivendo a S.E.E. s.r.l. - Via S.Carlo da Sezze, 1 - 00178 Roma. Le informazioni custoditenell’archivio dell’Editore verranno utilizzate al solo scopo diinviare copie del giornale (Legge 675/96 tutela dati perso-nali). La responsabilità delle opinioni espresse negli articolifirmati è degli autori.
Marcia trionfale
Una maggioranza schiacciantIl centrodestra conquista il Campidoglio. Ora ricostruire Roma 
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Rottamazione in corso
Per la seconda volta con-secutiva nessun istituto èriuscito a fotografare il voto reale con i suoi son-daggi. Colpa dei
mass media 
scollegati dallarealtà?Dopo l’ennesimo flop,forse per gli exit poll è ilmomento del ripensa-mento.Non a caso nel giornodegli scrutini delle ammi-nistrative, gli exit poll peril Friuli Venezia Giulia eper il sindaco di Romanon sono stati diffusi,contrariamente a quantoera stato in precedenzaannunciato. Alla lista degli sconfittinelle politiche 2008 si èinfatti sicuramenteaggiunto un altro nome,quello dei sondaggi adurne chiuse che per l’oc-casione Rai e Sky aveva-no affidato alla società
Consortium 
dell’IstitutoPiepoli: dati su cui sisono cimentati nei com-menti, per un paio di lun-ghissime ore, autorevolipolitici e opinionisti invi-tati dalle Tv a discutere sutendenze e cifre poi rive-latesi comunque moltodistanti dalle prime proie-zioni e, alla fine dei raf-fronti, erronee.Polemiche anche forti sierano già registrate nelprimo pomeriggio dellospoglio, con MarioLandolfi, presidente dellaCommissione di VigilanzaRai, che ha parlato di“spreco di soldi” e di “for-chette sterminate di 8-9punti percentuali”. Attacchi ripetuti anche daMaurizio Gasparri che, inun’intervista tv, ha inve-stito direttamente l’opera-to della Rai e del suodirettore generaleCappon che, ha detto,“deve essere chiamato arispondere” per i soldi deicittadini che a suo giudi-zio sarebbero stati “butta-ti” proprio con gli exitpoll.E un primo segnale dicambiamento si è avutosubito: contrariamente aquanto era stato annun-ciato in precedenza, nonsono stati diffusi gli exitpoll
Consortium 
per laRai sulle elezioni regiona-li in Friuli Venezia Giuliae quelle per il sindaco diRoma.Sara’ colpa delle personeche all’uscita dei seggi sidivertono a esprimereuna preferenza diversa daquella espressa pocoprima nel segreto dell’ur-na, fatto sta che anche inquesta tornata elettorale,come accaduto spessoanche in passato, gli exitpoll hanno segnalato unrisultato alquanto lontanodal dato reale.Per quanto riguarda il raf-fronto fra i due maggioripartiti, gli exit poll di
Consortium 
diffusi dallaRai indicavano allaCamera il Pd come possi-bile primo partito col 33-37% di consensi, davantial Pdl col 32-36%. Unrisultato opposto, quindi,al dato reale che vede ilPdl primo partito col37,2% rispetto al Pd cheha ottenuto il 33,3%. Exitpoll lontano, molto lonta-no dal bersaglio anche esoprattutto per quantoriguarda il risultato dellecoalizioni, indicate abba-stanza vicine (Pdl-Lega-Mpa al 38,5-45,5% e Pd-Idv al 37-43%) quandoinvece il dato reale indicauno scarto fra Berlusconie Veltroni di ben novepunti: il 46,7% rispetto al37,7%. Piepoli, interpella-to da diversi quotidiani, siè difeso, ha negato il flope ha affermato che lostrumento “ha dato quelloche poteva dare e cioè latendenza del voto”:“Abolirlo - ha sostenuto -non avrebbe senso: è piùche sufficiente adattarloalla realtà italiana e maga-ri dalle prossime elezioniesprimere la tendenzacon dei simboli piuttostoche con i numeri”.Ma secondo PierluigiMagnaschi, le elezioniche ci siamo messi allespalle sono state “la Waterloo non solo deisondaggisti, ma anche deigrandi media e degliuomini politici”.“Nessuno infatti – scriveMagnaschi su
Italia Oggi 
-si è accorto dell’onda verde che, come uno tsu-nami, stava investendo ilNord Italia. Eppure sareb-be bastato andare in girofra bar, treni dei pendola-ri, banche e bancarelledelle città del Nord percapire il vento che tirava”.Un vero e proprio buco(come viene definita ingergo la mancata notiziadata da un organo diinformazione,
ndr 
)imputabile anche allastrategia sbagliata che imedia nazionali mettonoin campo per seguire lapolitica italiana:“Piazzano i loro giornal-isti – continua Magnaschi- su quattro chilometriquadrati dell’Italia, cioèsul quadrilatero che vadalle Camere alla presi-denza della Repubblica,passando per CorteCostituzionale, Csm,Banca d’Italia e varie Authorities”.Il risultato? Ammucchiateselvagge di microfoni,parapiglia e ressa gen-erale per avere undichiarazione che è lastessa per ogni quotidi-ano, radio e tv.“Per seguire invece i 300mila studenti universitaridi Milano, per fare unesempio, in un grandemedia del Nord non c’ènemmeno un cronista aloro dedicato a pienotempo”.Insomma, uno scollamen-to dalla realtà che poiconduce inevitabilmentea sottovalutare (o nonaccorgersi per niente) deisegnali importanti chearrivano dalla società chesi dovrebbe raccontare.
Luca Moriconi 
Italian news Chi di forchetta ferisce, di forchetta perisce 
Exit poll, exit flop
Delle tante parole speseattorno al risultato eletto-rale delle recenti elezionipolitiche poche lo sonostate sulla ormai cronicadistanza tra il
main- stream 
della carta stam-pata e il comune sentiredei cittadini italiani.Se nel 2006 lo sconcertodel partito di Repubblica,cui da qualche anno èentrato a far parte ancheil Corriere di via Solferinooggi uniformatosi nonsolo sui contenuti maanche sul formato al quo-tidiano di Scalfari, fusonoro, assistendosi inTV al momento dello spo-glio delle schede, a scenedi isterismo dei vari diret-tori di giornale e degliillustri editorialisti, questa volta lo sconcerto per ilrovesciamento del risulta-to elettorale inizialmentetratto dalla pubblicazionedei primi exit poll si è tra-sformato in disincanto.Rimarrà impressa nellamemoria degli addetti ailavori, la testa che scon-solata Paolo Mieli, diret-tore del Corriere dellaSera, tiene appoggiataalla mano durante unasequenza di Porta a Porta,colto di sorpresa. La suaespressione amareggiatache forzosamente si tra-duce in un sorriso moltopiù berlusconiano dell’o-riginale racconta tuttoquello che c’è da raccon-tare su questo momentodel giornalismo italiano.Rottamazione del giorna-lismo italiano?Ben inteso, il V-day diGrillo, la rabbia contro ilgiornalismo “venduto” hapoco a che fare con tuttociò; il fenomeno Grillo èun qualcosa di assoluta-mente interno e riferibilesolamente al disastropolitico culturale prodot-to dalla disonestà intellet-tuale della sinistra negliultimi quindici anni, unasinistra che per impedireuna autentica rivoluzioneliberale (ammesso e nonconcesso che la destrasarebbe stata in grado -sia in grado - di farla perdavvero la rivoluzioneliberale) ha finito perarmare il mondo editoria-le da sempre in possessodel salotto buono dellafinanza italiana (è inutilericordarlo tutta schieratada quella parte).E la guerra da esso con-dotta è stata a favore diun buonismo di manierache anticipando l’avventodi Veltroni cercava peri-colosi equilibrismi tentan-do di spiegare i distinguoe le lacerazioni internealla vecchia maggioranza,ad esempio in materia disicurezza, in un modostucchevole e lontanodalle esigenze dei cittadi-ni, alle prese con paureconcrete, come quella di vedere una madre, vio-lentata e buttata di sottodal cavalcavia.Ma se il giornalismo si vuole che abbia ancora ache fare con il raccontodei fatti e solamente inparte con il loro commen-to, allora i fatti che sonostati raccontati e la lorointerpretazione, essendostati così distanti dal sen-tire del paese, un analistaattento non dovrebbenon rilevare come sianostati forzati oltre il ragio-nevole, tentando aggiu-stamenti doverosi nelposizionamento delletestate nazionali di riferi-mento.Nessuno chiede diabbandonare la faziosità,essa può anche essere unpregio, ma la disonestàintellettuale, quella sì.Certo il nostro giornali-smo come grande partedel giornalismodell’Europa continentale,storicamente, è un gior-nalismo basato più suicommenti che sui fatti,ma il paradosso vuole adesempio che sotto la dire-zione Mieli, una direzionetutta votata alla sua ten-sione riformatrice (che gliè valsa la perdita di centi-naia di migliaia di lettorigiornalieri) si denunci aiquattro venti di essersiispirati al New YorkTimes, un giornale – valela pena ricordarlo - chepur essendo in quota ai
democrats 
, se deve direche il “Surge” di G.W.Bush è stato un successo,lo dice punto e basta.Iperboli a parte, unacosa è certa e incontro- vertibile. Il Paese ha biso-gno di chiarezza oltre chedi faziosità.La cessione di Alitalia atutti i costi ad Air Franceera una svendita o no? Inmateria, di opinioni nonse ne possono avere vistoe considerato che si trattadi numeri, di livello occu-pazionale, di infrastruttu-re da abbandonare e dicosti di sviluppo da sop-portare: ebbene sullecolonne di questi giornalisembrava l’affare delsecolo.La missione in Libano èstata davvero una presti-giosa iniziativa diplomati-ca italiana o l’inizio diuna partita a tennis con-tro il muro, giacché glihezbollah possono conti-nuare tranquillamente ascaricare camion di armimentre i nostri soldatidirigono il traffico?Il tesoretto esiste on nonesiste?Potremmo continuarecosì ma non abusiamodella pazienza dei lettori.Massimo D’Alema,tempo fa, aveva avuto adichiarare come il proble-ma per la sinistra italianafosse che purtroppo a votare non vanno sola-mente quelli che leggonoi giornali. Ebbene l’exMinistro degli Esteri,ancora una volta si sba-glia di grosso.Infatti come riconosciutoda Ezio Mauro mesi fa, il vero fenomeno giornali-stico di questi anni inItalia si palesa come ilnascere e il crescere di ungiornalismo liberal-con-servatore che sta via viaacquisendo prestigio eautorevolezza.Il Foglio, il Domenicale ela galassia di siti internet(tra cui quello de LaPiazza d’Italia), i numeriraggiunti da Libero, iltutto in costanza di copie vendute da Il Giornale.Riviste politico culturali ecentri di studio comeIdeazione, l’Istituto BrunoLeoni, Magna Carta, luo-ghi di riflessione e diinformazione che pianopiano stanno diventandoun punto di riferimentomediatico per un popolo,quello delle libertà, incerca di autore. Un popo-lo all’avanguardia nellaguerra dei blog, con ilprincipale aggregatore www.tocque-ville.it feno-meno studiato da analistidi tutta Europa, che statrovando gradualmente lapropria voce.Con buona pace di tantie ivi compresi dei grilli-smi sinistrorsi, la rottama-zione è già iniziata.
Giampiero Ricci 
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