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1-31 marzo 2006Pag. 3
Siamo entrati in nuova fase,che ricorda tempi lividi: glianni ’70. Anni di conflitti,bellici e sociali, oggi comeallora.Era vero quando si dicevache “dopo l’11 settembre ilmondo non sarebbe statopiù lo stesso”. Senz’ altro,da quella data molte cosesono cambiate in Americae nel mondo. Le tensioni sisono acuite ovunque,all’interno e all’esterno, nelmondo occidentale e orien-tale. Si sono combattuteguerre, vi sono state cata-strofi, crisi economiche esociali, tensioni e “sogniinfranti”. Come valutare ilcomportamento dell’Europa – uno dei sogniinfranti – in questi cinqueanni? Senza dubbio falli-mentare.In questo arco di tempo,complici motivazioni di vario genere, si è aperto traEuropa e Stati Uniti un vul-nus difficile da rimarginare,ma non solo. Si è apertoinfatti un solco anche traalcuni Paesi europei.Protagonista sempre e sol-tanto la Francia. Ancorauna volta la Francia, dadove, come le conquiste,principiano pure tutte ledisgrazie. È la Francia cheper prima ha detto no allarichiesta d’aiuto degli StatiUniti, avversando in tutti imodi la politica di Bush inM.O., solo per mettere insalvo una serie di accordieconomici firmati con il dit-tatore di Baghdad. Alla fac-cia della grandeur!Se, quella in Iraq è statauna guerra per il petrolio,non è stata certo una pacedisinteressata…È dalla Francia che è parti-to il domino dei “referen-dum boccia–Costituzioneeuropea”, che ha inaugura-to una lunga crisi in senoall’ Ue, anticipandone senon il fallimento, almenouna grossa battuta d’arre-sto.È grazie alla Francia che,ha preso corpo l’anacroni-stica offerta di un seggiopermanente alla Germania,peraltro a seguito del rifiu-to di rinunciare al proprioseggio in favore di unotutto europeo al Consigliodi Sicurezza. È in Franciache abbiamo assistito allapreoccupante e prolungatarivolta delle banlieu, che asuon d’incendi e devasta-zioni, ha proiettato allaribalta la realtà delle fascedi popolazione emarginate.Non è finita. Oggi è la voltadegli studenti – dei giovaniin generale – che devasta-no la Sorbona e Parigi percontestare una legge checonsente il licenziamentosenza giusta causa dei gio- vani al primo lavoro nelcorso dei primi due anni.Dai e dai, sono ora 2/3 ifrancesi che invocano ilritiro del provvedimento,con de Villepin in grandedifficoltà, ma che non vuole cedere. Se è verocome è vero che tuttonasce in Francia, c’è dapreoccuparsi e tanto. Affermo questo avendoancora negli occhi i fatti diMilano, che per una straor-dinaria casualità – oltre adessere praticamente con-temporanei – somiglianomolto a quelli di Parigi edhanno la stessa matrice disinistra. In anni di terrori-smo internazionale, se sicomincia da noi stessi a darfuoco alle polveri e a deva-stare città, si corre a lunghipassi verso il baratro. La“stampa monopartisan”mette sullo stesso piano imanifestanti di FiammaTricolore, che sfilavanopacificamente per le vie diMilano e contro cui i NoGlobal avrebbero scatenatole loro ire. Follia.Innanzi tutto, quanto acca-duto a Milano – avesseropure inneggiato ad Hitler – non trova alcuna giustifica-zione. Poi, la manifestazio-ne di FT – oltre ad essereautorizzata – era piuttostoristretta, ordinata e non harecato alcun danno allacollettività. Fossero Caruso – candidato diRifondazione – e i suoisodali come i militanti neo-fascisti, non staremmo quia ragionar. La verità è chetra gli estremismi – sempreesecrabili per l’amor di Dio – quelli di Parigi e Milano,ma anche di Genova,hanno un solo colore:rosso come il fuoco cheappiccano alle auto e comeil sangue che versano.In Italia, siamo ormai giun-ti a “pochi metri” da unappuntamento elettoraleche si annuncia incande-scente per una serie dimotivi.Su tutti, la formazione delprossimo governo.Entrambi gli schieramentisono agguerriti. Talmenteagguerriti che non hannobadato a nomi né a coloripur di mettere in cassaforteuno “0,8%”. Accordi conCaruso da una parte, conneonazisti dall’altra…Il tempo dirà se questescelte daranno più frutti opiù grattacapi, ma certo èche, in queste fasi di gran-de incertezza politico – economico – sociale, stipu-lare alleanze con frangeeversive comporta deirischi. Comporta Milano.Entrando a far parte del“giro buono”, è ovvio che idisobbedienti si sentanopiù tutelati, più protetti econ maggior voce in capi-tolo, visto che prestoavranno persino un refe-rente – Caruso per l’appun-to – nientepopodimenochèin Parlamento! La candida-tura del leader dei “disob-bedienti” di Napoli, oltre acontraddire la recente svol-ta di Bertinotti approdato – meglio tardi che mai – allanon violenza, esprime inmodo inequivocabile ilclima politico da “vietatoperdere!” che si respira inItalia. Per il centrosinistrasarebbe il fallimento piùtotale. Dopo anni trascorsia coltivare “catastrofismo”,mobilitando istituti a séorganici come la Cgil, l’opi-nione pubblica e lo spetta-colo (a proposito, il 24marzo tutti al cinema: usci-rà il film di Nanni Morettisu Berlusconi), l’idea ditrascorrere altri cinque anniall’opposizione sarebbe la vera catastrofe. Che finefarebbe il partito democra-tico? Chi penserebbe a pla-care le ire di tutti i potenticui è stato promesso unposto, un favore? Chi pen-serebbe a rabbonire i variEpifani, Mieli e Della Valle – uno per categoria – chehanno messo la loro facciaper sostenere il centrosini-stra? Per scongiurare il peri-colo, si è subito messa inmoto la macchina da guer-ra cui già Occhetto vantavala potenza: Confindustria,sindacati, stampa organica,alcuni ambienti della Rai edella magistratura.Nell’ultimo caso, ovvia-mente, ci riferiamo al mani-polo di togati del Tribunaledei ministri, che non haprovato nemmeno un piz-zico di vergogna ad inda-gare il ministro dell’ internoPisanu per aver rispedito inLibia alcune migliaia diclandestini sbarcati aLampedusa. Torniamo aifatti di Milano.Chiudendo, ci piace ribadi-re la nostra solidarietà allepersone terrorizzate dalla violenza di quei barbariincappucciati che hannodevastato negozi, auto eabitazioni e dire che moral-mente siamo con quei 5mila commercianti – assen-ti Prodi e Fassino – chehanno “contromanifestato”,esprimendo tutto il lorosdegno nei confronti di chispalleggia tali frange. Anche stavolta, due Italie.Facile dire quale sia quellabuona.
Francesco De Rosa
Elezioni: Papa, vita e famiglia naturale principi non negoziabili
Citta' del Vaticano, 30 mar. - (Adnkronos) - ''La difesa della vita in ognisuo stadio, dal primo momento del concepimento alla morte naturale,della promozione naturale della famiglia, come unione fra uomo e donnafondata sul matrimonio'', ''sono principi non negoziabili''. E' quanto hadetto oggi Benedetto XVI nel discorso rivolto alla delegazione del Partitopopolare europeo ricevuta in udienza nell'Aula delle benedizioni inVaticano.
Cdl: Berlusconi, sinistra usa giornali per dividerci
Roma, 30 mar. (Adnkronos) – “Ho stima per Fini e Casini, mai pronunciatafrase riportata da Corsera”. “'Leggo sul 'Corriere della Sera' una frase chenon ho mai pronunciato e che non corrisponde affatto a cio' che penso. Lastima che nutro verso i miei alleati, verso Gianfranco Fini e Pier FerdinandoCasini, e' la stessa che ci ha portato a fondare tutti assieme prima il Polo epoi la Casa delle liberta' e a collaborare sempre tutti insieme per cinque annidi governo''. E' quanto dichiara il presidente del Consiglio, Berlusconi.
Immigrati: Pera, multiculturalismo non è rispo-sta adeguata
Roma, 30 mar. (Adnkronos) – “In Europa che non fa più figli ha creato soloGhetti. L'Europa ha un problema di denatalita'. Lo ha sottolineato il presi-dente del Senato Marcello Pera, intervistato da 'Rtl. 102,5'. ''L'Italia, come laGermania come l'Europa tutta fa pochi figli. E cio' -ha aggiunto- accade inun momento in cui importa molti immigrati. Questo crea un problema diintegrazione degli immigrati''.
Le due Italie al confronto mentre l'Europa diventa una polveriera
Alla fine anche questa campagna elettorale volge alle battute finali ed è inten-zione della “Piazza d’Italia” fare un breve sunto dei programmi delle due coali-zioni che si fronteggiano, in modo da chiarire in maniera definitiva le differenzeche le distinguono .Tralasciando per una volta la parte economica dei due pro-grammi che è stata ampiamente descritta sulle pagine del nostro periodico neinumeri precedenti , punteremo la nostra attenzione su quei punti che noi rite-niamo più “caratterizzanti”. Per noi della”Piazza d’Italia” è stata una gradita sor-presa notare come nell’incipit del programma della Casa delle Libertà è stato datogrande risalto e importanza ad una sorta di vero e proprio “manifesto” dei valo-ri che si rifà alla tradizione (in particolar modo si parla delle radici giudaico –cri-stiane) alla famiglia e all’identità nazionale,e chi ci segue ben sa come abbiamofatto della difesa di questi temi uno dei cavalli della nostra battaglia culturale enon da ora.Ritornando a noi ,scorrendo il programma della coalizione di centro-destra ,il primo argomento che esso tratta è quello della famiglia ,che qui vieneribadito,è quella fondata sul matrimonio tra uomo e donna, tra le iniziative chesi metteranno in atto, per agevolare per l’appunto le famiglie con un bebè a cari-co,ci saranno vantaggi per l’acquisto del latte artificiale fino ai sei mesi,il reitera-mento per i prossimi anni del bonus per i neonati,il bonus per le giovani cop-pie per sostenere gli affitti e investimenti per gli asili aziendali;inoltre si introdurràil così detto quoziente familiare , ossia il calcolo delle imposte dovute sulla basedei componenti del nucleo familiare, ci saranno cioè sostanziali detrazioni per inuclei familiari con più persone a carico.Logicamente le differenze col pro-gramma dell’Unione già in questa prima parte sono sostanziali,dalla stessa con-cezione della famiglia che per i partiti di centro-sinistra potrà essere con l’intro-duzione mascherata dei Pacs composta da due donne , due uomini o forse qual-cosa di altro ancora ,andando contro sia i dettami della dottrina sociale dellaChiesa che contro le leggi naturali, drenando comunque finanziamenti alle fami-glie vere e proprie. Invero dobbiamo dire che su questo tema ci sono delle posi-zioni inconciliabili all’interno della coalizione guidata da Prodi, con Margheritaed Udeur nettamente contrari a tali ipotesi e sinistra , socialisti, verdi e radicalinettamente a favore all’introduzione nel nostro ordinamento dei pacs sullo stilefrancese e spagnolo. Per inciso ricordiamo che nel paese iberico dopo l’intro-duzione di tali leggi il numero delle coppie che sono ricorse al divorzio è aumen-tato del 80% rispetto all’anno precedente,destando così fondate preoccupazioninelle alte sfere della gerarchia ecclesiastica. Altro punto che a noi sta molto a cuore e di cui numerose volte abbiamo discus-so su queste pagine è la “questione meridionale”, che come si legge sul pro-gramma della CdL, sarà oggetto di un piano decennale straordinario, che verte-rà sull’istituzione di una Banca del Sud, la fiscalità di vantaggio e lo sviluppo diuna rete infrastrutturale (compreso il ponte sullo stretto)che dovrà fungere da volano per lo sviluppo economico del nostro meridione.anche qui rispetto alprogramma “unionista”le differenze sono sostanziali non solo nei confronti dellacasa delle Libertà ma anche all’interno stesso dei partiti che compongono la variegata compagine di centro-sinistra.Si parla infatti della solita fantomatica emersione del lavoro nero che affligge ilsud del nostro Paese e della lotta all’evasione fiscale ma oltre alla solita tiriteranon è descritto alcuno strumento valido per che ciò avvenga anche perché met-tere d’accordo chi è per una spinta al ritorno di un più marcato intervento diret-to dello stato nell’economia e nella società meridionale come RifondazioneComunista,Verdi, PDCI ed ampi settori dei DS, o chi è per un ancor più mar-cato disimpegno dello stato e per le privatizzazioni come Margherita o la gran-de maggioranza dei DS e la Rosa nel Pugno sarà sicuramente molto difficile;quasiimpossibile sarà convincere sinistra estrema, verdi e gruppi no-global e dei cen-tri sociali a mettere in cantiere le grandi opere infrastrutturali che servono alleregioni del Sud per recuperare il gap nel settore dei trasporti e dei collegamen-ti col resto del Paese. Importante è anche sottolineare l’importanza data nel pro-gramma messo a punto dai partiti che compongono la Casa delle Libertà al pro-blema dell’approvvigionamento delle fonti energetiche che ,soprattutto in que-st’ultimo freddo inverno ,è stato di grande rilevanza.Il centro destra prevede oltrealla costruzione di alcuni rigassificatori , anche la prospettiva di costruire centra-li nucleari di ultimissima generazione per far diminuire così il fabbisogno annua-le di energia dall’estero soprattutto di petrolio, che ricordiamo in percentualerappresenta circa il 70% delle fonti energetiche utilizzate nel nostro paese.Ipotesiquesta della costruzione di nuove centrali nucleari vista come fumo negli occhida parte della sinistra e dagli ambientalisti,che infatti hanno “costretto”Prodi adinfarcire il capitolo sulla politica energetica del programma ulivista delle soliteamenità sulle energie così dette rinnovabili,eolica ,solare eccetera, che secondoloro dovrebbero supplire alla atavica “fame “di energia che il nostro paese pos-siede. Noi, non da adesso affermiamo che tali energie alternative ,la cui produ-zione è sicuramente cosa buona da incentivare,ma da sola non potrà attualmentemai sostituire totalmente quella prodotta dal petrolio o dal nucleare,e in paesidove da anni la ricerca scientifica e tecnologica su tali tematiche è ad uno statoben più avanzato del nostro, la produzione di energia alternativa copre menodel 20% del fabbisogno totale.Infine dobbiamo far notare come anche in politi-ca estera le ricette sottoposte al giudizio degli italiani sono assai diverse tra diloro. Mentre la coalizione di centro-destra ripropone la salda alleanza con gliUSA,anche attraverso il potenziamento della N.A.T.O., la conferma della posi-zione più filo-israeliana che filo-araba ,al contrario di quanto era avvenuto neidecenni precedenti, e soprattutto una conferma del rifiuto di accettare la subal-ternità in Europa dell’asse franco-tedesco,la coalizione di centro-sinistra, anchein questo caso, nel suo programma è poco chiara ,dovendo barcamenarsi trapartiti di sinistra estrema ,che spingono verso una politica più anti americana edi riavvicinamento alle proposte di Francia e Germania,anti N.A.T.O, e decisa-mente filo araba, e settori dei DS ,della Margherita e la Rosa nel Pugno moltopiù moderati in tal senso.E’ evidente quindi che una ,malaugurata per noi, vit-toria del cartello dei partiti che compongono il centro-sinistra possa portare adun indecisionismo cronico ,sia in politica estera che interna,che annullerebbetutti i benefici, ancorché parziali , che il governo di centro-destra in carica negliultimi anni ha effettivamente portato al paese.
Giuliano Leo
L’italia che verrà e quella che vorremmoI nuovi vecchissimi anni Settanta
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