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1-31 maggio 2006Pag. 3
A più di un mese dalla soffertissima vittoria elettorale della coalizione dicentro-sinistra nei confronti dellaCasa delle Libertà guidata da SilvioBerlusconi, il neo eletto Presidentedella Repubblica, Giorgio Napolitanoha affidato l’incarico di formare ilnuovo governo al leader, probabil-mente pro tempore aggiungiamo noi,Prodi, che nonostante il mese ditempo avuto per definire la nuovacompagine governativa ha lasciatomolti suoi alleati ed importanti espo-nenti di partito, vogliamo usare uneufemismo, abbastanza insoddisfatti.Tra i più insofferenti ci sono gliesponenti della Rosa nel pugno chesi vedono rappresentati dalla solaEmma Bonino fatta Ministro dei rap-porti con le istituzioni europee e ilcommercio estero, Ministero senzaportafoglio per di più, dopo che siera accesa furibonda la lotta per ildicastero della Difesa tra la stessaesponente radical-socialista e ilsegretario dell’Udeur ClementeMastella, Ministero andato poi alfedelissimo del Professore ArturoParisi. Tra i poco felici si possonotranquillamente menzionare ancheFassino, che perso il braccio di ferrocon D’Alema per le poltronissime, èstato confermato segretario dei DS esarà proprio lui a traghettare i post-comunisti nel nascente, soggettopolitico, il fantomatico partito demo-cratico casa di tutto il centro sinistra.Nella squadra di governo dei DS asorpresa non fa parte neppureLuciano Violante, ex presidente dellaCamera dei deputati, ex capogruppoDS e “faro”politico della correntedelle toghe “rosse”di MagistraturaDemocratica, al quale è stato dato ilcontentino della presidenza dellaCommissione affari costituzionali; in verità anche il Ministero affidato aRosy Bindi, quello della Famiglia, ciappare un po’ poco, soprattuttoricordando come la esponente dellaMargherita era stata nel precedentegoverno Prodi, Ministro della Sanità.Non particolarmente contenti saran-no senz’altro gli esponenti dell’Italiadei Valori a cui era stato promessoaddirittura il Ministero degli Italianiall’estero, Ministero poi del tutto abo-lito con grande gioia dei Senatori uli- visti eletti nelle circoscrizioni estere,che hanno protestato fino a pochiminuti prima che si votasse al Senatola fiducia al governo allestito dalProfessore. Italia dei Valori che èriuscita ad inserire però il fondatoredel partito, Antonio Di Pietro alMinistero delle infrastrutture,Ministero diviso in due con l’espo-nente indipendente del PdCI, Alessandro Bianchi, il quale ha avutole competenze dei Trasporti, dicaste-ro che ai tempi di Lunardi era giusta-mente fuso con quello delle infra-strutture. Tornando a D’Alema, il pre-sidente dei DS, è stato nominato vicepremier insieme a Rutelli, ed in più siè accasato alla direzione dellaFarnesina, inoltre come già ricordatoha incassato la vittoria interna alPartito, relegando Fassino al ruolo dinotaio della creazione del nuovo par-tito democratico. Possono inveceessere iscritti al ruolo di “uomini delpresidente” il già ricordato ArturoParisi, alla Difesa, Giuliano Amatoagli Interni e dulcis in fundo, il bel-lunese Tommaso Padoa Schioppaall’Economia, economista di famamondiale in carica alla BCE, da nota-re come questi tre ministeri chiavesiano stati all’appannaggio di uominidi fiducia del Premier e crediamo noisaranno le prime teste che cadrannonei momenti infuocati che Prodidovrà affrontare nel corso del suomandato, più breve possibile ciauguriamo ovviamente noi.Per quanto riguarda RifondazioneComunista, dopo aver ottenuto laPresidenza della Camera perBertinotti, ha visto un altro suo rap-presentante, Paolo Ferrero, inseritonella compagine governativa, a capodel Ministero delle Politiche sociali, ilquale poco prima di giurare di fronteal neo Presidente della Repubblica,Napolitano, è già andato all’attaccodichiarando apertamente di volercreare in Italia una società multi etni-ca, abolire la legge Fini sulla droga ela riforma Biagi. A sorpresa invece ilMinistero della salute è stato affidatoalla diessina Turco, all’ex sindacalistaCesare Damiano, sempre in quotaDS, il Ministero del lavoro e a FabioMussi quello della ricerca universita-ria. La Margherita ha invece ottenutoper Rutelli, come già ricordato, il vicepremierato e il Ministero dei BeniCulturali, ha poi piazzato Gentilonialle Comunicazioni, Fioroniall’Istruzione; i verdi hanno vistoinserito il nome del proprio segreta-rio, Pecoraro Scanio, al dicasterodell’Ambiente, il già menzionatoMastella infine che ha ottenuto l’im-portantissimo Ministero dellaGiustizia.Tirando le somme possiamodire Prodi sembra, in questo primomomento, esser riuscito col bilancinodel farmacista a trovare gli ingredien-ti giusti per accontentare tutta la suacoalizione, nove ministeri ai DS, seialla Margherita, uno per ogni cespu-glio e anche dicasteri ai suoi fedelis-simi, aiutato in questo anche daitempi lunghi che ci sono stati dallasua elezione al conferimento delmandato, ma evidentemente le diffi-coltà maggiori le troverà più in làquando si discuteranno inParlamento le questioni calde come ilritiro dei militari italiani dall’Iraq,riforma legge Biagi, Pacs, rapporti col Vaticano, legge finanziaria eccetera;la nostra opinione è che il Professorecercherà di concedere ai suoi alleatidella sinistra più estrema, che rap-presentano un buon quarto del suoelettorato, “spago” per ciò che riguar-da la politica estera, per avere cosìmani libere in quella interna.Comunque il neonato governo oltread essere più numeroso, tra ministri e vice e sottosegretari, esso è compostoda 99 persone contro le 82 del gover-no Berlusconi, costerà alla fine delquinquennio, ove vi arrivasse, unacifra mai raggiunta: 73 milioni emezzo di euro; ben il 230 % in piùrispetto al precedente, secondo il cal-colo fatto dal quotidiano finanziarioItalia Oggi. Questo poiché Prodi èstato obbligato ad impiegare moltiesponenti non eletti in alcuna delledue Camere, 63 sono i non parlamen-tari rispetto ai soli 9 del governoBerlusconi, per ovviare alla sua risica-tissima maggioranza soprattutto alSenato e quindi costoro non benefi-ciando dello stipendio da deputatidovranno essere profumatamenteremunerati. D’altro canto una promes-sa elettorale del Professore è stata giàdisattesa, quella di inserire il 30 % didonne al governo, esse infatti sonomolto meno del preventivato oltre chedi quanto promesso, ma come si dicechi ben inizia è a metà dell’opera.
Giuliano Leo
Giustizia: Mastella, mi scuso con famigliaCalabresi se non ho telefonato
Lussemburgo (Adnkronos/Aki) - Il ministro della Giustizia Mastella, si e’scusa-to con la famiglia Calabresi per non aver telefonato per comunicare in anticipola notizia della grazia concessa a Bompressi. E’stato lo stesso Guardasigilli adirlo alla Rai, a Lussemburgo dove si trova per il consiglio Giustizia. Ha affer-mato, ‘’chiedo scusa se, come leggo dai giornali, non c’e’stata l’idea di telefo-nare per anticipare quello che sarebbe stato il gesto di clemenza’’.
Il portavoce di AN, Andrea Ronchi: “Non ci sono le condizioni”
Roma (Adnkronos/Ign) - ‘’Non ci sono le condizioni politiche per accettare le offer-te per le presidenze di commissione’’. Lo ha annunciato il portavoce di Alleanzanazionale, Andrea Ronchi, dopo il vertice della Cdl. Nel corso della riunione, spie-ga, si è ‘’confermato ancora una volta il profondo legame di tutti i partiti del cen-trodestra’’. ‘’Si è parlato delle commissioni ordinarie, si sono esaminate le dichia-razioni di intenti su presunte aperture, ma non ci sono le condizioni’’.
2 Giugno: Napolitano, necessario clima di responsabile collaborazione
Roma (Adnkronos) - ‘’Nulla e’piu’necessario, ora, che un clima di operosita’e diresponsabile collaborazione, nel libero confronto delle idee e delle posizioni politi-che’’. E’quanto sottolinea con forza il Presidente della Repubblica GiorgioNapolitano, nel messaggio televisivo indirizzato agli italiani in occasione del 2Giugno, ‘Festa della Repubblica’. ‘’Corrispondere a questa necessita’sara’l’impe-gno della mia presidenza’’, aggiunge significativamente il Capo dello Stato.
Ecco il perché e il per come del Governo più costoso della Storia della Repubblica
Prodi vara la sua squadra
Il Presidente che sdoganò la parola patria
Il nostro bilancio del settennato Ciampi
La palla passa a Napolitano.Un’elezione controversa,senza larghe intese e chetrova come pietra di parago-ne una figura pesante: Carlo Azeglio Ciampi.Il Presidente uscente ha con-cluso nel migliore dei modi ilproprio
settennato
tenendofede alla parola data: non cisarebbe stato un Ciampi
bis
– aveva detto - e così è stato.Ha contravvenuto a unaregola della politica – il bluff – e di questo lo ringraziamoimmensamente. Ha detto no,nonostante fosse l’unica per-sonalità ad unire i due poli.Grazie al suo operato, gran-de ma discreto, puntuale, manon pedante, nel pienorispetto del ruolo, ha inter-pretato la propria carica nelmiglior modo possibile: nécome Scalfaro, né comeCossiga.L’ex Presidente dellaRepubblica passerà agliannali come la figura – sag-gia e carismatica – in gradodi rispolverare il concetto diPatria, senza vergogna. Anzi,grazie a lui, il termine
Patria
è tornato a dominare idiscorsi ufficiali, a darsostanza alle ricorrenzeimportanti. Ma soprattutto,grazie a lui, l’idea di Patria – almeno nella forma ed è giàmolto – ha cessato di essereprerogativa d’una sola parte. Anche D’Alema oggi parla diPatria. No, non è un miraco-lo.È opera del PresidenteCiampi, in grado come nes-suno di far cadere questoinsopportabile tabù erettodal culto per la Resistenza.Come omettere poi l’impor-tanza del tentativo – in parteriuscito – di superare le ata- viche divisioni di campofiglie della guerra civile?È con la parola magicaPatria, con la risurrezione dei valori del Risorgimento, cheCiampi ha inteso andareoltre, affrancarci finalmenteda un passato così pesanteche non ci ha consentito maidi decollare come popolo eci ha costretti alla conflittua-lità cronica che ha fattodell’Italia un Paese a metà.Grazie a Ciampi, si è inaugu-rata una stagione nuovaall’insegna dell’unità e dei valori condivisi: dalRisorgimento alla Resistenza,alla Costituzione, ai coloridella bandiera, al raccogli-mento dinanzi ai caduti perla libertà.Chi non si è emozionatodinanzi all’immagine diCiampi, questo - prima chePresidente – “nonno d’Italia” – che contrito e commosso siaccostava con somma reve-renza alle bare dei caduti aNassiriya?Destra e sinistra hanno sensose si confrontano su un ter-reno comune, se condivido-no i valori fondamentali incui credono. Il concettoPatria, che una scelleratadamnatio memoriae avevacancellato dai nostri cuori, èuno di questi, il più impor-tante.L’operato di Ciampi, tra l’al-tro, è caduto in un momentodavvero critico per la storiad’Italia.In mezzo c’è stato l’
11 set- tembre
, il tributo di sanguepagato dall’Italia in Iraq, lacrisi economica, la stagionedel terrorismo internaziona-le.È stato uno sprone importan-te, in tempi di crisi a tutti ilivelli. Non ha ceduto allaretorica masochista del decli-no, ammonendo tutti coloroche cedevano ad essa comedinanzi a un destino inelutta-bile.“L’Italia ce la farà” – ha detto – e le sue parole hanno con-tagiato d’entusiasmo persinoi più giovani.È innegabile, Ciampi si èdistinto per il grande sensodi equilibrio, che l’ha con-dotto a quella pacatezzaindispensabile per la funzio-ne che un buon Presidentedeve svolgere. In questi setteanni egli ha rappresentato laparte più sana della societàitaliana, quella più integra e saggiaNei momenti più delicati delsuo mandato egli ha mostra-to fermezza e fatto continua-mente appello alla concor-dia, facendo con ciò megliodi tutti Presidenti che laRepubblica ha visto salire alQuirinale.Ciampi rappresenta la cesuratra una concezione dell’Italia vecchia ed una nuova.Questa nuova dice Patrianon Paese; cittadini nonpopolo.E dicendo Patria venera ipropri padri. Questa nuovaItalia va orgogliosa del suoRisorgimento come dellaResistenza e ricopre di onori,non d’improperi i propricaduti.È stato davvero il Presidentedi tutti gli italiani, il cuiamore gli si è riversatoaddosso come ai tempi diPertini. Allora era però piùfacile.
Francesco di Rosa
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