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LA PIAZZA D'ITALIA 21 - la piazza d'italia, franz, turchi, informazione, politica, Italia, esteri, istituzioni, politica, scienze, spettacolo, tempo libero, www.lapiazzaditalia.it, www.franzturchi.it, alleanza nazionale, parlamento europeo, elezioni europee

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01/30/2013

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Chi grida all’emergenzademocratica non esageraaffatto.Prodi - come di consueto -minimizza e assicura che la“rimozione forzata” trattasi diprovvedimento di routine eche il governo non barcolla:“Perché, è successo qualco-sa? Mi meraviglia che voi vimeravigliate...” -
rassicura...
Di routine!?Come se fosse di routine lagestione di una situazione incui - nella peggioretradizione dei conflitti isti-tuzionali “made in Italy” - unautorevole esponente delgoverno e il capo della GdFsi sconfessino vicendevol-mente.Ma la sinistra e’ macchinadavvero potente e, grazie auna campagna stampa deni-gratoria nei confronti dell’or-mai ex comandante generale(bollato come bomba adorologeria innescata dal cen-trodestra), sta tentando di farpassare in cavalleria un fattodecisamente grave.La rimozione di RobertoSpeciale - colpevole di aver
Poste Italiane SpA- Spedizione in abbonamento postale - D. L. 353/2003 (conv. in L27/02/2004 num. 46) art. 1 - DCB-Roma
1-15/15-31 Maggio 2007 - Anno XLIV- NN. 9-10 -
0,25
(Quindicinale)
In caso di mancato recapito restituire a Poste Roma Romaninaper la restituzione al mittente previo addebito - TAXE PERCUE tass. riscoss Roma-Italy
Abb. sostenitore da
E
1000 - Abb. annuale
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500 - Abb. semestrale
E
250 - Num. arr. doppio prezzo di copertina
— Fondato da Turchi —
COPIAOMAGGIO
MONTEZEMOLO,UN PROGRAMMADI GOVERNO
 — a pagina 4— 
ECONOMIA
Per la vostra pubblicitàtelefonare allo 800.574.727
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Povera Italia
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di
GABRIELE POLGAR
 — a pagina 6 — 
CULTURA
LA V 
 
IGNETTA 
“ E m e r g e n z a d e m o c r a t i c a ”
Un’Italia in bilico tra lacaduta e la sopravvivenza siè affacciata alle elezioniamministrative con unastrana attitudine.La situazione del paese, increscita grazie alleesportazioni ma con unforte stallo dei consumiinterni, si accompagna allaassoluta mancanza di un vero leader che in momen-ti difficili come questo siassuma rischi e responsabil-ità per dare speranza eprospettive ad una societàormai quasi completamenteabulica e pressoché rasseg-nata al suo declino.Se prima c’era una congiun-tura mondiale che bloccavalo sviluppo e i sogni delPaese, ora, grazie alla vendetta del Governo Prodinei confronti delle categorieritenute ostili, il popolo rin-nega la politica stessa, inca-pace di dare una rispostaappagante su un qual-sivoglia argomento. Alle amministrative gli elet-tori fino ad ora rivolti a sin-istra si sono astenuti inmassa, cosa che visto iltradizionale attaccamentoalle consultazioni localidovrebbe essere valutataalla stregua di un voto con-trario in Senato.Quelli che hanno votatoper la destra, gli “ostili”,trascinati dall’esasperazionesperano, sognano ancoraun cambiamento.Tralasciando le coraggiose,e per questo degne dirispetto, analisi della scon-fitta da parte del Governo,è necessario soffermarsi sulfatto che in una situazionecosì delicata la maggioranzanon trovi niente di meglioda fare che proteggere un vice ministro dotato diun’intraprendenza quan-tomeno anomala.Il caso Visco/Speciale è unmodello di opportunismoche ritrae quel mondo(tanto distante dagli elet-tori) che palesa l’attacca-mento di certisignori aquei valori poltronisticidegni dei tornisti delletrasmissioni televisivepomeridiane, che descrivecome il conflitto di interessipossa essere esteso e nonridotto solo al casoBerlusconi. Il problema èche per questo tipo diingerenze non ci sono armise non quella dellatrasparenza e sappiamobene come ciò non sia statomai più astratto di ora.Bene del Paese, coerenza,decenza sono concetti chequesta politica sta negandoai suoi elettori, ancora una volta.
A pagina 2 
 www.lapiazzaditalia.it 
Una Piazza di confronto aperta al dibattito su tutti i temi dell’agenda politica e sociale per valorizzare nuove idee e nuovi contenuti
 
Lord Emerich EdwardDalberg Acton(1834–1902)
“La libertà è la preven-zione dal controllo daparte degli altri. Questarichiede autocontrollo eperciò influenze religiosee spirituali; educazione, conoscenza, benes-sere.”
ACTON INSITUTE For the study of Religion and Liberthttp://www.acton.org/research/libtrad/
SCHOPENHAUERCOME EDUCATORE
 
che “vanifica anche l’appelloal dialogo rivolto oggi dalCapo dello Stato” e minac-ciano di agire con estremadurezza.Il presidente del Consiglio -come gia’ detto - fa orecchieda mercante:“C’e’ una nota? Bene, la leg-geremo”.Intanto, l’esito del Consigliodei Ministri straordinarioindetto da Romano Prodi perrisolvere la vicenda che vedecoinvolti Vincenzo Visco e laGuardia di finanza ha mira-colosamente ricompattato lamaggioranza e scatenato leire del centrodestra.Che la maggioranza si ricom-patti dinanzi a simili porcatee’ sintomatico.Sintomatico di una situazionetragicomica palese ai cittadi-ni solo nel suo aspetto tragi-co.L’ennesima brutta storia diun governo contestato inlungo e in largo da nord asud e che gli italiani stannoletteralmente “prendendo acalci” ad ogni scadenza elet-torale. Persino da quellaagguerrita casalinga - con-trarissima all’ampliamentodella base Usa in quel di Vicenza - che dopo essersidichiarata una elettrice penti-ta di Prodi ha risvegliato l’as-sopito animo pacifista di Verdi e Comunisti.Ma il caso Speciale, non cene voglia il neo comandantegenerale D’Arrigo, anch’eglimeritevole, ha scoperchiatopentoloni ben piu’gravi.Coloro che, per anni, hannoaccusato Berlusconi di lavo-rare da mattina a sera per larealizzazione di leggi ad per-sonam, dopo l’approvazionedell’indulto, che ha reso ilnostro paese molto piu’ insi-curo con casi di violenzaurbana pressoche’ quotidi-ani, si sono resi protagonistidi un altro scandalo.Il provvedimento dirimozione non e’ andato giu’al generale Speciale, che hapresenziato alla tradizionalesfilata del 2 giugno assiemeal neotitolare, il succitatoD’Arrigo.No, non c’e’alcun limite alridicolo con questo governo.Se non ci fossero elementitangibili di assoluta gravita’sotto gli occhi di tutti tra cuiinstabilita’, politica di ves-sazione e abusi. In una paro-la: MALGOVERNO a tutti ilivelli. Visto che continua adichiararsi estraneo a simili, vergognose interferenze, ifatti contestatigli non sem-brano fare a Visco ne’ caldone’ freddo.Trattavasi, evidentemente, diprassi...Come e’ prassi di questogoverno andare a contam-inare politicamente tutte leistituzioni dalla magistraturaalla Guardia di Finanza.Ma che impressione producequesta storia nell’immagi-nario collettivo e vien fuoriper il cittadino? il discreditoistituzionale e la sfiduciamista a odio nei confrontidella politica rischiano didiventare un incendio fuoricontrollo, su cui il mondoimprenditoriale - del tuttoinsoddisfatto di questo gov-erno - potrebbe tornare asoffiare.Ma per Prodi non succedemai nulla...
Francesco di Rosa 
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Pag. 21-15/15-31 maggio 2007
 Famiglia: Napolitano, valori costituzionesono riferimento
(Adnkronos) - Per la famiglia "i principi fondamentali con cui si apre la Cartacostituzionale rappresentano naturalmente il piu' complessivo quadro di riferi-mento: a cominciare dall'articolo 2, in cui si sanciscono 'diritti inviolabili del-l'uomo sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua perso-nalita'' e nello stesso tempo si svincola all'adempimento di doveri inderogabili disolidarieta', e dall'articolo 3 in cui si afferma la 'pari dignita' sociale di tutti i cit-tadini'".
Chiesa: Fassino, politica deve sapersi 
(Adnkronos) - ''La Chiesa ha diritto di parlare. Non credo che le si possa rimproverare di espri-mere il proprio pensiero, e lo dico da liberale''. Lo afferma il segretario dei Ds, Piero Fassino,in un'intervista pubblicata sul nuovo numero del mensile free press "Pocket", diretto da DanieleQuinzi. ''La politica -aggiunge Fassino- deve confrontarsi con le opinioni della Chiesa metten-do in campo proposte e elaborazioni della stessa intensita'''.
 Politica: carica degli under 40, si' Bipartisan a Manifesto Meritocrazia/Adnkronos
(Adnkronos) - ''Largo ai giovani, ma solo quelli che meritano''. Potrebbe essere que-sto lo slogan del 'manifesto per la meritocrazia', proposto dall'azzurro SimoneBaldelli per rilanciare la politica, che vive una stagione appannata dalla lontananzadai cittadini. Un rilancio che deve passare anche per un ringiovanimento della clas-se politica e ritrovare le ragioni del coinvolgimento di una larga parte della popola-zione.
Per informazioni e abbonamentichiamare il numero verde:
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fondato da
 TURCHI
 Via E. Q. Visconti, 2000193 - Roma
Luigi Turchi
Direttore
Franz Turchi
Co-Direttore
Lucio Vetrella
Direttore Responsabile
Proprietaria: Soc. EDITRICE EUROPEA s.r.l.Registrato al Tribunale di Roma n.9111 - 12 marzo 1963Concessionaria esclusiva per la vendita: S.E.E. s.r.l. Via S. Carlo da Sezze, 1 - 00178 Rom
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 www.lapiazzaditalia.it E-mail: info@lapiazzaditalia.it 
Manoscritti e foto anche non pubblicati, e libri anchenon recensiti, non si restituiscono.
Cod. ISSN 1722-120X 
Stampa: EUROSTAMPE s.r.l. Via Tiburtina, 912 - 00156 RomaFINITO DI STAMPARE NEL MESE DI MAGGIO 2007
GARANZIA DI RISERVATEZZA PER GLI ABBONATI:
L’Editore garantisce la massima riservatezza dei dati fornitidagli abbonati e la possibilità di richiederne gratuitamentela rettifica o la cancellazione scrivendo a S.E.E. s.r.l. - Via S.Carlo da Sezze, 1 - 00178 Roma. Le informazioni custoditenell’archivio dell’Editore verranno utilizzate al solo scopo diinviare copie del giornale (Legge 675/96 tutela dati perso-nali). La responsabilità delle opinioni espresse negli articolifirmati è degli autori.
tutelato le sue prerogativeistituzionali e la dignità delleFiamme Gialle dalle illegit-time interferenze del vicemi-nistro Visco - indica esatta-mente la linea scellerataintrapresa dal governo.Il fatto - noto ormai a tutti -e’ di una gravita’ assoluta. Ilcomandante generale dellaGdF aveva accusato il vicem-inistro Visco di pressioni -anzi un vero e proprio autaut - affinché azzerasse senzamotivazioni l’intero verticedella GdF della Lombardia. Visco telefona, manda let-tere, cerca il numero uno, fachiamare dal proprio staff.Quei trasferimenti s’avevanoda fare. Ovviamente, Visco sie’ speso in un’autodifesastrenua ma scricchiolante,che vista anche la fine riser- vata a Speciale non e’ sem-brata mai troppo convin-cente.Che fare, allora? Mettere all’-opera il solito vecchio “pro-moveatur ut amoveatur”, conun posticino alla Corte deiConti.In una nota congiunta, ileader dell’opposizioneBerlusconi, Fini, Cesa e Bossiaccusano il governo di una“gravissima prevaricazione”
“Beccato!”
“Emergenza democratica” 
tante, e che a noi de la“Piazza d’Italia” fa piaceresottolineare, è che quasi tuttiquelli che l’anno scorso brin-darono alla sconfitta di SilvioBerlusconi e del centro-destra alle elezioni politiche,oggi sono non solo delusi maforse anche più arrabbiatidegli elettori della CdL, per lepolitiche che questo governodi centro-sinistra sta portan-do avanti a scapito dell’eco-nomia e del tessuto sociale diun Paese intero.Il risultato di tale incapacità agovernare una così ampiacoalizione, anzi coacervo, deipiù disparati partiti, è statal’immobilità assoluta in alcunisettori e in altri una ciecafuria distruttrice di quanto ilprecedente governo di cen-tro-destra aveva promosso,non proponendo mai nulla di veramente nuovo e di utile eche ha portato alla seccasconfitta elettorale dei scorsigiorni. Analizzando con più calma lasituazione , comunque inostri lettori si possono ren-dere conto che lo stato disalute del Governo Prodi giàera stato minato a sufficienzada diversi fattori esterni edinterni alla coalizione di mag-gioranza e che l’ultimo votonelle amministrative di finemaggio è servito solamente apalesare maggiormente lostato di estrema conflittualitàtra i partiti che compongonoil centro-sinistra e la lorogrande difficoltà a rimanereuniti nei momenti di maggio-re tensione politica. Analizziamo, una ad una,quali sono, secondo noi, lecause del crollo verticale delconsenso di Prodi e del suoGoverno in tutto il Paese, danord al sud, oltre alla già cita-ta mancanza di omogeneitàpolitica dei partiti che com-pongono il suo variegatoschieramento di cui già altre volte su queste pagine abbia-mo ampiamente trattato.La prima causa è che oramaianche i così detti poteri forti,banche, grandi industrie ,finanza e mass media che pertutto il tempo del governodella Casa delle Libertà ave- vano sostenuto il Professoree lo avevano sospinto allatesta dell’Unione ora hannocambiato idea sulle sue capa-cità di governare il Paese,oppure, secondo noi cosapiù reale, dopo aver creato eresuscitato il personaggioProdi ad uso e consumodegli elettori per mandare viaBerlusconi, adesso cercanodi metterlo da parte mandan-do al governo dell’Italia unapersona che li garantisca dipiù, dopo che Prodi più, volte in questo primo anno dipremierato, ha messo ilbecco in scalate finanziarie,fusioni bancarie ecc.Infatti solo in questa otticanoi possiamo vedere il duroatto d’accusa che il presiden-te di Confindustria,Montezemolo, ha lanciato neisuoi confronti , lamentandouna crisi della politica italianache non riuscirebbe più acapire il Paese reale essendooramai oltre che dispendiosasolo autoreferenziale.Dichiarazioni diMontezemolo che ad esseredel tutto sinceri a noi de “laPiazza d’Italia” anno provo-cato sudorazioni fredde.Nonperchè esse fossero del tuttoprive di fondamento, ma peril fatto che la solita stampa diregime le ha amplificatecome se fossero la veritàrivelata, quando Berlusconisono lustri che va afferman-do le stesse cose e quandonello stesso programma elet-torale della CdL le proposteche il presidente dellaConfindustria fa oggi, eranotutte presenti.Non vorremmoinsomma che come si eraartatamente creato il falsomito dell’Italia alla canna delgas e sull’orlo del baratro oragli stessi mass media di allo-ra creassero quest’altra pan-zana della crisi della politicaitaliana e con questa scusa sicreassero i presupposti permettere da parte un governo,comunque eletto dal popolo,sostituendolo con fantomaticitecnici super partes, che noinella storia italiana maiabbiamo visti e forse maisono esistiti.Ma da questopunto di vista gli Italiani sonosembrati fortunatamente piùscafati di qualche mese fa,infatti quando circa il 75% dei votanti si reca alle urne perdelle elezioni così dette dimedio termine non ci sembrache ci sia un allontanamentodalla politica, forse da quelladi centro-sinistra, dati i risul-tati, sicuramente si.La seconda causa di questocrollo verticale del consensodei partiti che compongonola maggioranza di Governo, èla nascita del partitoDemocratico, da molti vistocome il fumo negli occhi enella lotta all’ultimo sangueche si è scatenata tra gli altipapaveri del centro sinistraper divenirne presidente.Difatto la fusione a freddo diDS e Margherita voluta daidirigenti dei due partiti, e daProdi soprattutto, ha creatomalessere nella base che nonsente l’operazione come pro-pria , ha avuto solamente ilmerito di far nascere un altropartito, quello della sinistraDS, che in ogni occasione didibattito rimarca le propriedifferenze dai così dettidemocratici facendo aumen-tare la temperatura dell’ora-mai moribondo GovernoProdi.Il risultato immediato di tuttociò è stato quello di far ricon-quistare al centro-destra cittàcome,Asti, Vercelli, Monza, Verona, andare al ballottag-gio in province e città una volta feudi rossi comeGenova, Piacenza, Pistoia, edi confermare amministrazio-ni uscenti di centro-destra ,da nord a sud, con maggio-ranze una volta definite bul-gare aumentando i consensiper la CdL in maniera quasiesponenziale.Insomma l’avviso di sfrattogli Italiani l’anno spedito, conla speranza che Prodi e ilcentro sinistra non si com-portino come i loro amici deicentri sociali , occupandocioè abusivamente palazzoChigi.
 Un anno ci è bastato
“L’eloquenza del risultato del primo turno elettorale” 
Il dato politico che emergedalle scorse elezioni ammini-strative di fine Maggio è que-sto: agli Italiani è bastato unsolo anno di governo Prodiper averne le scatolepiene.Ma la cosa più impor-
Dalla Prima 
 
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1-15/15-31 maggio 2007Pag. 3
 Iran: dagli Usa in arrivo protesta formalecontro Elbaradei 
(Adnkronos) - Francia, Gran Bretagna, Germania e Stati Uniti intendono prote-stare formalmente contro la recente proposta del direttore generale dell'Aiea,Mohamed ElBaradei sul programma nucleare dell'Iran. La sua idea di prendereatto del fallimento del tentativo di bloccare l'acquisizione di capacita' nucleari econsentire a Teheran lo sviluppo di quantita' ridotte di uranio arricchito a uso civi-le sotto stretti controlli degli ispettori ha sollevato un coro di no.
 M.O.: Salerno (AN), D’Alema non distingueStato Democratico da terrorismo
(Adnkronos) - ''L'identico tono e l'identica fermezza con cui D'Alema rivolge adIsraele, nonche' alle fazioni in lotta nella Cisgiordania l'invito a porre fine alle rispet-tive operazioni belliche, testimoniano quanto il ministro degli Esteri italiano nonsappia distinguere uno stato democratico che si difende da gruppi terroristici deditialla pura violenza. Israele sta continuando a tutelarsi e a difendersi dai terroristi chehanno di nuovo scatenato il terrore nei territori di confine confermando la lorovolonta' di voler destabilizzare l'area ed impedire ogni processodi pace e di convi-venza''.
Ue: Zapatero e Sarkozy, ruolo attivo per accordo rapido su trattato
(Adnkronos) - Francia e Spagna vogliono esercitare "un ruolo attivo" perche' sipossa arrivare "al piu' presto" a un accordo sul Trattato dell'Unione Europea, possi-bilmente gia' entro la fine del semestre di presidenza tedesca, il 30 giugno
Il voto amministrativo delloscorso mese nel Regno di SuaMaestà è salito alla ribalta deimedia di tutto il mondo per-ché per la prima volta in cin-quant’anni ha consegnato lamaggioranza relativa nelParlamento scozzese al parti-to nazionalista che ha in pro-gramma la convocazione delpopolo per decidere sopral’indipendenza definitiva daLondra entro un paio d’anni. Al di là della consueta
querel- le 
tra nazionalisti scozzesi eLondra, da cui peraltro inazionalisti scozzesi esconoridimensionati, per essersiritrovati con il loro leader Alex Salmond Primo Ministro
in pectore 
ma con un soloseggio in più dei laburisti euna coalizione di governotutta da formare, questa tor-nata amministrativa traccia un vera e propria linea di discon-tinuità con il passato.Le ragioni non vanno ricerca-te tanto nel radicalizzarsi dellasfida autonomista (anche ilPlaid Cymru il partito nazio-nalista gallese è cresciuto sen-sibilmente nei seggi e nelconsenso popolare), quantonel sentimento che inizia adagitarsi nell’Inghilterra pro-fonda. Già in un sondaggiodel Novembre scorso dell’ICMper il
Sunday Telegraph 
sievidenziava come il 68% dellapopolazione inglese oramaidichiari apertamente di volereanch’esso un Parlamentoregionale per sé. Monta una voglia di regionalismo e unastizza nei confronti delle pul-sioni centrifughe scozzesi egallesi generata dalla circo-stanza di fatto che sono pro-prio loro, le parti del paesepiù riottose, che beneficianodi maggiori sussidi e assisten-za statale traducendosi il tuttoin tante tasse da pagaresoprattutto per il contribuenteinglese. Va ricordato come Edimburgosia uno dei principali centrifinanziari europei, i fondalidel Mare del Nord edell’Atlantico settentrionale dipertinenza scozzese conten-gano le più ampie riserve dipetrolio dell’Unione Europea,ma la Scozia e il Galles rap-presentino solamente la sestae la decima regione delRegno Unito per popolazio-ne. Cosa succederebbe se ilsud-est o il nord-ovest dellaGrande Manchester, si stan-cassero del fatto che gli inve-stimenti regionali negli annirecenti sono stati indirizzatisecondo una logica assisten-ziale e non di sostegno alleinfrastrutture del paese. Cosasuccederebbe se gli operatoridi borsa di Londra comincias-sero a chiedersi per quantoancora la City resterà la piaz-za finanziaria più importantedel mondo?Sotto questi nodi irrisolti ilpartito laburista che ammini-strava localmente il paese unpo’ ovunque arretra a favoredei Tories di Cameron, ma l’e-redità di Blair si fa per essiforse troppo pesante.Di fatto assistiamo in questaprima fase di
 post-blairismo 
allo spostamento a sinistra delbaricentro dell’agenda politi-ca con un Cameron che volamolto basso e ci tiene a nonmarcare distanze eccessivedal recente passato in un’otti-ca meramente elettoralistache senz’altro lo premierà, maa quale prezzo politico e pro-grammatico?E se nel paese la questionedei nazionalismi resta ancorarisolta, dopo la devolution del1997 e una pace nell’Irlandadel Nord benedetta ma le cuidinamiche geopolitiche resta-no pur sempre un puntointerrogativo, ora lo slanciodella decennale e tumultuosaripresa economica nata sullefondamenta della rivoluzione
tatcheriana 
che il
blairismo 
fu così avveduto da assecon-dare, sembra lasciare il passoalla dialettica tra un partitoconservatore più comprensi- vo e ansioso di legittimarsi a“sinistra” e un nuovo
Labour 
di Gordon Brown tirato per lagiacca ad un ritorno verso lacasa del socialismo europeo:per anni il vero incubo diTony Blair oltre il suo euro-peismo di facciata.Dal punto di vista costituzio-nale, il Regno Unito è unostato unitario con un governoed un parlamento sovrani. Aseguito dei referendum sulladevolution approvati inScozia e Galles nel 1997, èstato concesso un limitatoautogoverno a queste duenazioni costitutive. IlParlamento del Regno Unito a Westminster continua però adavere il potere di emendare,espandere, ridurre oppureabolire gli ambiti di autono-mia devoluti a Scozia e Gallese, quindi, il Parlamento scoz-zese attualmente non si puòcerto definire pienamentesovrano. Peraltro, sul pianopratico, è piuttosto improba-bile che il Parlamento britan-nico voglia (e, volendolo,possa politicamente) abolirein maniera unilaterale i parla-menti ed i governi di Scozia eGalles senza indire prima unreferendum tra le popolazioniinteressate.Per un caso o un gioco deldestino le elezioni ammini-strative ultime recenti sonocadute esattamente trecentoanni dopo lo scioglimento delParlamento scozzese e l’an-nessione al Regno (1707).Dopo il referendum del 1997al ricostituito Parlamentosono state attribuite diversecompetenze legislative nellematerie di interesse nazionalescozzese, i gallesi, sebbenecon meno entusiasmo, sonosulla stessa strada, gli inglesicominciano a chiedersi per-ché, a loro, l’opzione debbaessere preclusa. Certo, resta ilprestigio della Corona, lostesso leader dei nazionalistiscozzesi vuole essa rimanga ilCapo dello Stato sul modellodella Repubblica Australianaanche in una Scozia indipen-dente e presto la Regina, suindicazione del nuovoParlamento scozzese nomine-rà uno dei parlamentari, pro-babilmente lo stesso AlexSalmond dello ScottishNational Party,
First Minister 
.Ma sarà il primo passo versocosa?
Giampiero Ricci 
Devolution o Dissolution 
Le amministrative nella Gran Bretagna del terzo millennio.
In questa fase interlocutoria,attraverso cui la grandeurfrancese deve affrettarsi a“rifarsi il trucco” pena l’inevi-tabile tramonto, il popolofrancese si e’ pronunciato afavore della continuita’, pre-miando Nicholas Sarkozy, del-fino di Chirac e 23esimo pre-sidente della storia francese.L’ipoesi Royal era del pariaffascinante e pareva avere lesembianze di una svolta ancorpiu’ salvifica: per un pugno di voti non se ne e’ fatto nulla.Il charisma, il crudo pragma-tismo, il piglio che inevitabil-mente possiede ogni erede diDe Gaulle, il sorriso affasci-nante e intraprendente diSarkozy hanno avuto lameglio sulla bellezza, sullacapacita’ dialettica di questa“Venere socialista” chiamataSegolene.E cosi’, l’eco del successo tar-gato Merkel non ha avutoseguito in Francia.La socialista le ha provatetutte (fino ad appropiarsi delmito di Giovanna D’Arco, che- ha tuonato - “non e’ appan-naggio esclusivo della destra”)ed anche per questa ragionele va tributato l’onore dellaarmi.Poco male, la Royal pros-eguira’ la sua battaglia, prontaad approfittare di un even-tuale fiasco di Sarkozy. Ma adifferenza di quanto accade inItalia, non se l’augurera’,perche’ chi si candida aguidare il proprio popolo amail proprio Paese al di sopradella propria fazione.Oltre a quanto detto sopra,cio’ che maggiormente hafavorito il gollista nella scalataall’Eliseo e’ stato, per l’appun-to, il suo essere gollista.Nelle fasi di transizione, dicrisi, in cui l’insicurezza, il dis-agio, il declino si impadronis-cono dell’animo dei francesirivolgersi a destra e’conse-quenziale. Ecco perche’ lacontinuita’con Chirac non cos-tituisce una sorpresa.La paurosa sfida della societa’multirazziale esplosa in tuttala sua gravita’ con la storiacciadelle banlieu (che vide il neo-presidente francese protago-nista di dichiarazioni senzamezzi termini che suscitaronopolemiche presso una consis-tente parte dei francesi), lasfida dell’Europa, cui anche losciovinismo si deve inchinarese si vuol mantenere un profi-lo alto nella gestione delpotere e le sfide sociali hannosuggerito ai francesi lasoluzione gollista, ritenuta lapiu’ adatta a fornire risposteconvincenti efficaci.“Largo agli uomini del fare,bando agli uomini del dire” e’una legge che vale anche inFrancia.Dire che sulla sconfitta cononore della Royal sia pesato ilsuo esser donna e’ una puraidiozia.La Francia e’ un Paese libero-da certe logiche, che fa unuso sapiente e non ossessivodella tradizione. Se qualcosadi nuovo deve succedere - lastoria ci insegna - accade inFrancia.Sulla vittoria di Sarkozy hapesato - oltre a quanto dettodella persona - l’idea: ha vintoprima di tutto il suo essere
destra 
.Quando i problemi incalzano,quando occorre polso pergovernare situazioni insidiose,quando si sentono “esigenzad’ordine” ed “esigenza dirisultati” per rimettere in sestola baracca la scelta e’ con-seguenziale: destra.Quando si richiedono snellez-za e sobrieta’( il neo premierFillon ha dimezzato il numerodi ministeri) - amiche dell’effi-cienza - rivolgersi alla destrae’ piu’ che logico.C’e’ grande attesa per intuire itratti distintivi che contraddis-tingueranno il mandato delneopresidente francese.Noi, in tutta onesta’, confidi-amo in un risveglio dell’eu-ropeismo: a fatti, non solo aparole.La condotta francese dell’eraChirac e’ contraddistinta da unsubdolo euroscetticismo, chein occasione di diversi passag-gi cruciali ha messo in crisi ilprocesso di integrazione.Le dichiarazioni del neoinquilino all’Eliseo fannocredere ad un cambiamento dirotta, che abbracci in manieradecisa la causa europea. Anche perche’, chiudersi nelnazionalismo a fini mera-mente propagandistici e diconservazione del potereattraverso l’adulazione dellefolle significa decretare inanticipo la fine della grandeurfrancese. Napoleone o no, e’finito il tempo delle illusioni,il passato va definitivamentearchiviato.La Francia deve convincersiche soltanto attraverso l’inte-grazione europea - all’internodella quale puo’ far valere lapropria potenza, il proprioprestigio, la propria storia -puo’ tornare a coprire unruolo di rilievo.Staremo a vedere.
Francesco di Rosa 
Da Chirac a Sarkozy 
La svolta nella destra francese 

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