Welcome to Scribd, the world's digital library. Read, publish, and share books and documents. See more
Download
Standard view
Full view
of .
Look up keyword
Like this
2Activity
0 of .
Results for:
No results containing your search query
P. 1
LA PIAZZA D'ITALIA 23 - la piazza d'italia, franz, turchi, informazione, politica, Italia, esteri, istituzioni, politica, scienze, spettacolo, tempo libero, www.lapiazzaditalia.it, www.franzturchi.it, alleanza nazionale, parlamento europeo, elezioni europee

LA PIAZZA D'ITALIA 23 - la piazza d'italia, franz, turchi, informazione, politica, Italia, esteri, istituzioni, politica, scienze, spettacolo, tempo libero, www.lapiazzaditalia.it, www.franzturchi.it, alleanza nazionale, parlamento europeo, elezioni europee

Ratings: (0)|Views: 49|Likes:
la piazza d'italia, franz, turchi, informazione, politica, Italia, esteri, istituzioni, politica, scienze, spettacolo, tempo libero, www.lapiazzaditalia.it, www.franzturchi.it, alleanza nazionale, parlamento europeo, elezioni europee
la piazza d'italia, franz, turchi, informazione, politica, Italia, esteri, istituzioni, politica, scienze, spettacolo, tempo libero, www.lapiazzaditalia.it, www.franzturchi.it, alleanza nazionale, parlamento europeo, elezioni europee

Availability:

Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.
download as PDF, TXT or read online from Scribd
See more
See less

05/10/2014

pdf

text

original

 
Tempo d’estate, tempo di pas-sioni. Passioni vecchie enuove che fioriscono tra i lea-ders politici italiani alla ricercadi estemporanei ammicca-menti e accordi improbabilioltre che passioni intese comecalvari.Tra i primi “flirt” è da segnala-re quello che c’è stato tra illeader della Casa delleLibertà, Silvio Berlusconi, e ilGuardasigilli nonché segreta-rio dell’Udeur, ClementeMastella, i quali, perlomenocosì assicurano i bene infor-mati, a margine di una cenatenuta con esponenti delmondo dello spettacolo alquale prendevano parte i dueuomini politici, hanno conve-nuto il da farsi riguardo allanuova legge elettorale.Infatti secondo quanto affer-mato in seguito dal politicocampano, Berlusconi gliavrebbe assicurato un suoappoggio alla proposta diintrodurre per le prossimeelezioni politiche italiane unsistema elettorale di tipo tede-sco, con uno sbarramentopercentuale su base regionaleancora da quantificare chetroverebbe l’appoggio oltreche del Cavaliere anche quel-lo di Umberto Bossi e diRifondazione Comunista; taleaccordo quindi, unito colsostanziale via libera anchedei DS dopo la recentissimaintervista data all’ “Unità” daPiero Fassino che a tal riguar-do mostrava la sua approva-zione, e il sostanziale giudiziofavorevole dell’UDC a unsistema elettorale proporzio-nale alla tedesca, potrebberendere inutile lo sforzo deireferendari che già avrebberoraggiunto il numero minimodi firme, mezzo milione, perrichiedere il quesito popolareche ove venisse approvato daicittadini potrebbe “manu mili-tari” abolire il mostro di leggeelettorale adesso in vigore.D’altro canto questo iniziod’estate oltre a questa appenacitata convergenza traBerlusconi e Mastella è dasegnalare anche per il ritrova-to feeling politico tra il leaderdi Alleanza Nazionale ,Gianfranco Fini, e quello deireferendari, Mariotto Segni,memori dell’apparentamentopolitico di qualche lustro fa,
Poste Italiane SpA- Spedizione in abbonamento postale - D. L. 353/2003 (conv. in L27/02/2004 num. 46) art. 1 - DCB-Roma
1-15/15-31 Luglio / 1-15/15-31Agosto 2007 - Anno XLIV- NN. 13-14-15 -16
0,25
(Quindicinale)
In caso di mancato recapito restituire a Poste Roma Romaninaper la restituzione al mittente previo addebito - TAXE PERCUE tass. riscoss Roma-Italy
Abb. sostenitore da
E
1000 - Abb. annuale
E
500 - Abb. semestrale
E
250 - Num. arr. doppio prezzo di copertina
— Fondato da Turchi —
COPIAOMAGGIO
BECCARIA:“DEI DELITTI EDELLE PENE”
 — a pagina 6— 
ECONOMIA
Per la vostra pubblicitàtelefonare allo 800.574.727
L
 A
P
IAZZAD
’I
TALIA
    w    w    w .     l    a    p     i    a    z    z    a     d     i     t    a     l     i    a .     i     t
Tut
 
ti al mare
L
 A
P
IAZZAD
’I
TALIA
di
FRANZ TURCHI
 — a pagina 3 — 
SPETTACOLO
LA V 
 
IGNETTA 
In questi giorni si sta veden-do un altro squallido spezzo-ne di un film già visto: “Tuttial mare”.Esatto: le nostre istituzioni diriferimento, Senato eCamera, stanno correndo a votare la loro Fiducia sul‘tesoretto’, per andare dicorsa verso le vacanze.Non ci si rende conto che ilpaese ha bisogno di strate-gia, stabilità, sicurezza, ecc.Non contano gli appelli delFondo MonetarioInternazionale o di Bancad’Italia, l’unica certezza chesi vuole è l’ombrellone sullaspiaggia.Credo a questo punto chequesto governo arranchi verso la fine del suo manda-to non per spallate di qual-cuno o di qualcosa, ma peresaurimento interno.Infatti nessuno più crede alprogetto politico ed al suoprogramma; c’è solo una far-neticante gara verso Veltroni,che cerca e cercherà di sal- vare il salvabile.Credo infatti che più temposi da a Veltroni, ad esempioun governo istituzionale (checomunque ben venga perdare certezza e serenità a undibattito politico ormaisquallido), più Walter potràrinforzarsi per la nota e sem-plice regola: è il Nuovo. Attenzione: Nuovo non è,ma è capace di presentarsicome tale, date le sue indub-bie capacità politiche e dicomunicazione.Da noi, invece, non si vedenessun film Nuovo, anzi puressendo in un momento digrande consenso popolare,manchiamo di classe dirigen-te di rinnovamento.Questo può essere il nostrounico handicap nel prossimofuturo; investiamo in tutti isettori e sui giovani: oraquanto mai importante nellaclasse politica. Se lo faremo,qualunque sia la data delleprossime elezioni la meta (omeglio: ‘Chigi’) potrà tornareal centrodestra; se non fare-mo un ricambio generazio-nale il rischio è alto e lodiventerà sempre più nelmomento che le elezioni siallontaneranno.E’ mai possibile che unpaese come quello degliU.S.A. abbia deciso di inve-stire (mai così in Francia,Spagna, Gran Bretagna) sugente tra i 42 e i 50 e noicontinuiamo a credere nella”immortalità” della nostraclasse dirigenziale?Sicuro che l’esperienza contaed è fondamentale, ma fac-ciamo sì anche di poter arri- vare al traguardo di nuovocon un po’ più di giovaninelle leve cosiddette dicomando, e soprattutto fac-ciamolo noi che rappresen-tiamo tutto questo, se voglia-mo tornare a vincere e adare una strategia e una spe-ranza al nostro Paese.
A pagina 2 
 www.lapiazzaditalia.it 
Una Piazza di confronto aperta al dibattito su tutti i temi dell’agenda politica e sociale per valorizzare nuove idee e nuovi contenuti
 
Frédéric Bastiat(1801–1850)
“Abbiamo difficoltà acapire ciò che viene desi-gnato con la parola‘Stato’. Crediamo che inquesta costante personi-ficazione dello Stato visia la più strana, la più umiliante delle mani-festazioni.”
ACTON INSTITUTE For the study of Religion and Liberthttp://www.acton.org/research/libtrad/
DOLLARO EPETROLIO
Passioni d’estate
 
che gradisce le posizioni delbuon Gianfranco, riguardo ladroga,l’ immigrazione e lasicurezza oltre che apprezzarela sua idea di creare una fede-razione di partiti del centro-destra, la sua fedeltà aBerlusconi e la sua battaglia infavore del referendum di cuisopra.Per stessa ammissione dellaMussolini, il gesto che ha fattoscatenare questo riavvicina-mento, se non proprio rialli-neamento, è stata una letteraspedita dall’ex vice premier,nel febbraio del 2006, in occa-sione della morte del papàdella fondatrice di AlternativaSociale, le cui parole l’hannoprofondamente colpita nelcuore e nella mente, convin-cendola di nuovo a fare fron-te comune pur rimanendo nelsuo piccolo partito, definendoinfine una vergogna l’uscitada Alleanza Nazionale daparte di Francesco Storace suoacerrimo nemico in più di unaoccasione.Lo stesso Storace, che dopoesser per l’appunto uscito da A.N., il quale vale la penaricordare è stato primaPresidente della regione Lazioe poi Ministro della sanità nelgoverno Berlusconi, ed averfondato il suo movimentopolitico, la Destra, dice disognare, o forse è solo fruttodi allucinazione dovuto algran caldo, un polo politicocon la Lega Nord, contro laquale innumerevoli volte inpassato si è scagliato a causadelle posizioni “romano-fobi-che” della compagineBossiana.L’uomo politico cassinateinfatti, aspira a creare, sempreall’interno della Casa delleLibertà un accordo o meglioun patto federativo colSenatur, al fine di creare unblocco nazional popolare chesecondo i suoi calcoli potreb-be raggiungere anche il 10 %dei consensi e potrebbe spo-stare gli attuali equilibri politi-ci all’interno del centro-destra.Infatti secondo un sondaggioeffettuato dall’istituto Ekma, ilnuovo movimento politico voluto da Storace che racco-glie gli scontenti di A.N.,avrebbe il 3,2 % dei consensi,anche se, a livello parlamenta-re, c’è stata una mancatamigrazione di storaciani versola sua nuova creatura, di fattol’unico che ha fatto il grandepasso è stato AntonioPezzella.Ultimi politici che hannoazzerato le loro incompren-sioni sono stati i vecchi socia-listi De Michelis e Boselli, chein un recentissimo congresso(?) hanno sancito la ritrovatariunificazione socialista ,dovuta forse più che al caldoestivo alla mancanza di unaltro tipo di calore da partedel ex Ministro degli Esteri dimolti governi Craxi, quellocioè di una buona e capacepoltrona per il suo già pro-speroso fisico.Ma come all’inizio abbiamodetto, l’estate non è solotempo di rinnovata o ritrovatapassione amorosa, ma anchedella passione dovuta alla sof-ferenza. La sofferenza diRomano Prodi, alle prese conalchemiche formule pur ditrovare la quadra del suoGoverno per quanto riguardail nodo delle pensioni. Maanche della sofferenza diPadoa-Schioppa recentementechiamato in giudizio dal gene-rale Speciale in merito alla suasostituzione dai vertici dellFinanza.Oppure quella di D’Alema eFassino chiamati che un ordi-nanza del Gip di Milano,Clementina Forleo a chiarirequanto emerso dalle intercet-tazioni ambientali riguardoalla tentata scalata da partedella banca delle cooperativerosse, l’Unipol, alla BancaNazionale del Lavoro.Ma saranno giorni di passioneanche per il già citato mini-stro delle infrastrutture, DiPietro, che oltre che a preoc-cuparsi del raggiungimento omeno del numero minimo difirme utili a poter presentareil referendum abrogativodella legge elettorale attuale,farebbe meglio ad interessarsidella sorte della gara per Alitalia o a stabilire finalmen-te il tracciato definitivo per laTav prima che scadano i ter-mini fissati dall’UnioneEuropea per la presentazionedegli adempimenti burocraticiper usufruire dei corposifinanziamenti già stanziati edancora bloccati a Bruxellesper le solite discordie internealla compagine governativa.E per finire non si può nonnotare che l’unico che almomento sembra esente daqueste “fregole estive” sembraessere l’ attuale Sindaco diRoma, Walter Veltroni, che acolpi di inaugurazioni, feste,festival e convegni, “lentopede”, avanza verso il suoobiettivo autunnale, farsi cioèincoronare presidente del neo-nato Partito Democratico, epoi candidarsi per il premiera-to, subito o tra un po’ e perfare questo occorre, come sololui sa fare, accontentare tutti enon scendere in sterili polemi-che con alcuno. Comunque vada, buon bagno a tutti.
Giuliano Leo
L
 A
P
IAZZAD
’I
TALIA
-I
NTERNI
Pag. 21-15/15-31 luglio 2007
 I lavoratori rimpiangono la maggioranzadella CDL
Il 61% dei lavoratori privati italiani bocciano il Governo Prodi. Il dato più eclatante è quel-lo che anche una buona fetta degli elettori del centro-sinistra hanno manifestato un rilevan-te malcontento nella gestione economica del sistema Paese soprattutto in termini di rispar-mio fiscale e di maggiori opportunità di trovare nuovi posti di lavoro. Se si andasse oggi alleurne per il 74% vincerebbe il Polo, nel marzo 2006 era il 59% a valutare negativamente ilGoverno Berlusconi. E’questo il risultato del sondaggio realizzato da Ipsos e Sole 24 Orenei giorni scorsi nel quale si conferma il giudizio negativo sull’operato dell’esecutivo giàespresso dalla imprese.
 Pechino alza il livello dei tassi d’interessesui prestiti bancari 
I dati sulla crescita economica record e l’aumento dell’inflazione la Banca Centrale ha alzato itassi d’interesse sui prestiti bancari dal 6,57% al 6,84%. E’il livello più alto da otto anni ed è laterza stretta monetaria in quattro mesi, nel tentativo di frenare la crescita della liquidità. L’altramanovra di rilievo è stata Dopo quella di ridurre dal 20% al 5% la ritenuta d’acconto sugli inte-ressi dei risparmi; in tal modo il Governo di Pechino ha corso ai ripari sui prezzi. Se i prezziaumentano è chiaro che occorre drenare liquidità nel sistema monetario altrimenti maggiore è lacircolazione della moneta maggiore sarà la crescita dell’inflazione.
 La legge 488/92 prevede fondi più veloci 
Mutano le procedure per gli investimenti realizzati con le agevolazioni della legge 488/92. a sta-bilirlo è il comma 1 dell’articolo 8-bis inserito in extremis dal Governo nel Dl 81/07.Le nuove regole riguarderanno, però, solo i programmi agevolati per i quali, non sia stato vara-to il decreto di concessione definitiva alla data di entrata in vigore della legge di conversione, enon siano stati disposti accertamenti su disposizione del Ministero dello Sviluppo Economico.si snelliscono le procedure di verifica e certificazione degli investimenti realizzati, demandandogli oneri quasi esclusivamente alle banche concessionarie.
Per informazioni e abbonamentichiamare il numero verde:
L
 A
P
IAZZAD
’I
TALIA
fondato da
 TURCHI
 Via E. Q. Visconti, 2000193 - Roma
Luigi Turchi
Direttore
Franz Turchi
Co-Direttore
Lucio Vetrella
Direttore Responsabile
Proprietaria: Soc. EDITRICE EUROPEA s.r.l.Registrato al Tribunale di Roma n.9111 - 12 marzo 1963Concessionaria esclusiva per la vendita: S.E.E. s.r.l. Via S. Carlo da Sezze, 1 - 00178 Rom
a
 www.lapiazzaditalia.it E-mail: info@lapiazzaditalia.it 
Manoscritti e foto anche non pubblicati, e libri anchenon recensiti, non si restituiscono.
Cod. ISSN 1722-120X 
Stampa: EUROSTAMPE s.r.l. Via Tiburtina, 912 - 00156 RomaFINITO DI STAMPARE NEL MESE DI LUGLIO 2007
GARANZIA DI RISERVATEZZA PER GLI ABBONATI:
L’Editore garantisce la massima riservatezza dei dati fornitidagli abbonati e la possibilità di richiederne gratuitamentela rettifica o la cancellazione scrivendo a S.E.E. s.r.l. - Via S.Carlo da Sezze, 1 - 00178 Roma. Le informazioni custoditenell’archivio dell’Editore verranno utilizzate al solo scopo diinviare copie del giornale (Legge 675/96 tutela dati perso-nali). La responsabilità delle opinioni espresse negli articolifirmati è degli autori.
denominato l’elefantino, cheinvero non portò fortuna anessuno dei due contraenti. Acompletare la coppia si èunito persino l’attuale Ministrodelle Infrastrutture , Di Pietro,e così l’inedita “trinità” ha pro-clamato un appello congiuntoper far firmare ai cittadini ilreferendum sul sistema eletto-rale, creando quindi una verae propria santa alleanza che sicontrappone a tutti coloro iquali vedono il quesito popo-lare come fumo negli occhi.Ma altri ammiccamenti eaccordi che solo qualchemese fa sarebbero stati impre- vedibili ora complice il caldotorrido di questi giorni sonodiventati più che possibili.Stiamo parlando per esempiodel rinnovato “amore” tra l’eu-ro-parlamentare AlessandraMussolini e Fini; infatti recen-temente, la nipotina del Duce, attraverso le pagine del“Corriere della Sera” ha sug-gellato la ritrovata pace colpresidente di A.N. affermando
Passioni d’estate
giovanile, a Roma, come gior-nalista,Gaspare venne richia-mato a Marciana dallamamma che vedeva per lui lasicura e tranquilla carrieranotarile. Il suo destino eraben diverso: il Sen. FranzTurchi, amico del papà notoesponente del M.S.I., dopoaver ascoltato la volontà delgiovane Gaspare ed avendoimmediatamente riconosciutoin lui la stoffa del vero gior-nalista ,inviò presso la casamaterna l’On. Luigi Turchi e l’avv. Bartolo Gallitto affinchépersuadessero la mamma dalsuo intento. Detto fatto e ilBarbellini Amidei venneimmediatamente confermatoal Secolo d’Italia, dove colla-borò per diversi anni. Il quo-tidiano fondato dal senatoreTurchi fu per Gaspare, gior-nalista in erba, una palestra di vita ed un vero e propriotrampolino di lancio, che lospinse non solo verso ilmondo del giornalismo maanche della politica e dellanarrativa, come dimostrano isuoi successivi capolavori.Era un intellettuale modernoche non avendo perso il con-tatto con l’ultima generazio-ne, portò avanti quel discorsosui giovani anche intrapresoin qualità di scrittore conalcuni saggi, da I nostri ragaz-zi (1982) a Ragazzo dove vai?(1990).Questa sua visione illuminatadel giornalismo lo ha portatoalla vice direzione delCorriere della sera, poi alladirezione del Tempo dove èsucceduto a Gianni Letta,conquistandosi nel tempo unruolo di opinionista sullaterza pagina del Corriere,autore di articoli di fondo,partecipando alle più popola-ri rubriche e trasmissioni inradio e in televisione. Tanti isaggi legati spesso alla suaesperienza di professore ordi-nario fuori ruolo di sociologiadella comunicazione.
Omaggio a Barbiellini Amidei 
ROMA 
. Se ne è andato all’im-provviso, all’età di 72 anni,Gaspare Barbiellini Amidei eil mondo politico e il mondogiornalistico piangono il mae-stro e l’amico. Nato aMarciana all’Isola dell’Elba il26 novembre 1934, semprepronto a prendere posizione(l’ultimo editoriale è stato infavore del referendum),Barbiellini Amidei è statocostantemente schierato indifesa di quell’insieme di valori tradizionalmente cristia-ni.Dopo una breve esperienza
Dalla Prima 
Prodi: accettate o mi dimetto?
Aut aut di Romano Prodi alle parti sociali al fine di sancire l’intesa sulla riforma previdenziale.
Siglato l’accordo fra Governoe parti sociali sulla riforma delsistema pensionistico italiano.L’accordo raggiunto, in tardanottata, stava sul punto del-l’ennesima rottura, ma stavol-ta, a differenza della notte del26 giugno scorso, Prodi hadato l’ultimatum ai sindacati equesto ha sortito l’effettosperato, cioè, il Governo haincassato il consenso delleparti sociali ed è stata sca-gionata l’ipotesi di dimissionidel premier.Per comprendere in manierapiù chiara e precisa qualisono i punti su cui si fonda lariforma occorre ricostruire ilprocesso evolutivo degli ulti-mi anni in tema di riformaprevidenziale..Si parte dalla Legge Dini335/95 secondo la quale il sis-tema pensionistico passa daun metodo retributivo ad unocontributivo. Al termine delperiodo di dieci anni esatta-mente l’8 agosto 2005 la rifor-ma prevedeva la revisione deicoefficienti di trasformazione.Successivamente, durante ilGoverno Berlusconi, vi è stataun’altra riforma, la c.d.Maroni-Tremonti (legge243/04) la quale non ha pernulla intaccato il meccanismodei coefficienti di trasfor-mazione, per cui, l’obbligo direvisione previsto dalla leggeDini non è stato rispettato. Inbase all’accordo raggiunto traGoverno e sindacati, la revi-sione dei coefficienti è affida-ta ad una commissione diesperti incaricata di proporremodifiche entro il 31 dicem-bre 2008.Cerchiamo ora di entrare neldettaglio dell’intesa siglata dalGoverno Prodi con le organiz-zazioni sindacali del Paese.Nel 2008 i lavoratori dipen-denti potranno andare in pen-sione con 58 anni di età e 35anni di contributi “versati”.Dal 1 luglio 2009 scatterà unmeccanismo di quote datedalla somma di anzianità ana-grafica e contributiva, ancora-to però al possesso di 35 annidi contribuzione.Si partirà da quota 95, conalmeno 59 annidi età, per poisalire il 1 gennaio 2011 a 96(minimo 60 anni) e nel 2013 a97 ( non meno di 61 anni).Per i lavoratori autonomi ilrequisito anagrafico sarà piùalto di un anno. Tale riformasegna il passaggio dalloscalone agli scalini. IlGoverno non ha abbandonatoil metodo contributivointrodotto nel 1995; in parti-colare, non ci si è dimenticatidei coefficienti di trasfor-mazione che determinanol’importo delle pensioni ogni100
e
di contributi accumu-lati.Tali coefficienti, nel 2010, ver-ranno revisionati e successiva-mente saranno aggiornati inmodo automatico ogni 3 anni,il che significa che il primoadeguamento automaticodovrebbe arrivare nel 2013,con un anticipo di due annirispetto a quanto si sarebbe verificato a legislazione invari-ata.Il rinvio della revisione peròdetermina una riduzione dellacredibilità del meccanismo,perché un ripensamento daqui al 2010 sarebbe più cheplausibile date le vicende diinstabilità che caratterizzano ilprocesso istituzionale nel nos-tro paese.Ma ci sono due ordini diproblemi che conviene subitoaffrontare per cercare dicapire se tale riforma pone lecondizioni per conciliare rig-ore e sostenibilità.Il primo punto riguarda leincertezze sulla definizionedei lavori usuranti, la lista diquesti lavoratori potrebberisultare eccessivamente lungae quindi allargare la platea dicoloro i quali non sono con-templati nella riforma.Il secondo punto riguarda lacopertura finanziaria. L’ accor-do prevede l’individuazionedelle fonti di copertura dellaspesa preventivata in 10 mil-iardi di euro nel decennio2008/2017.Tale copertura sarebbe rag-giunta attraverso la razionaliz-zazione degli enti previden-ziali e la previsione di unaclausola di salvaguardiaqualora l’ipotesi razionalizza-trice non dovesse realizzarsi.La clausola di salvaguardiaimpone un aumento dello0,09% dell’aliquota contributi- va a carico di tutti i lavoratori.Se il provvedimento diriduzione del cuneo contribu-tivo dovesse essere coerentenel suo impianto e nel suorisultato, l’aumento dellealiquote contributive mal siconcilieranno col provvedi-mento stesso. A questo punto è doverosoporre una domanda: è possi-bile che un Governo facciadelle riforme caricando isoggetti destinatari del peso difinanziare i risultati delleriforme medesime?In altri termini, proprio coloroi quali avrebbero dovutotrarne dei vantaggi o dei ben-efici economici saranno col-oro sui quali graverà l’onerefiscale a titolo di maggio-razione contributiva al fine difinanziare la spesa pensionis-tica. Dunque, l’adozione ditali misure e in particolaredella c.d. clausola di salva-guardia andrebbero a config-urare un approccio riformistai cui effetti positivi almenonelle intenzioni, verrebbero vanificati o annullati di fattodagli effetti distorsivi cheprovocherebbe l’onere con-tributivo in termini impo-sizione fiscale. Viene natural-mente da concludere che unasimile impostazione riformistaè tipica dell’ideologia del cen-tro-sinistra dove l’intento èquello di creare posizioni dibeneficio collettivo ma allostesso tempo far pagare ilconto dell’operazione alleclassi socialmente interessatetipico atteggiamento in termi-ni metaforici del cane che simorde la coda.E’ vero che l’essenza del pattogenerazionale sembra salva-guardata, ma l’ipotesi di cop-ertura finanziaria sembraalquanto aleatoria edinsostenibile al contrario diquanto ha dichiarato ilMinistro dell’EconomiaPadoa-Schioppa il quale hamostrato tutta la sua soddis-fazione per il livello disostenibilità della manovraeconomica a supporto dellariforma.Perché l’ipotesi di coperturafinanziaria contemplata dallariforma non è sostenibile opercorribile nel lungo ter-mine? La risposta è moltosemplice: il tutto dovràruotare nel rispetto degliandamenti e degli equilibridella spesa pensionistica dilungo periodo e delle proce-dure europee sui seguenti ele-menti: le dinamiche dellegrandezze macroeconomiche,demografiche e migratorie,che attualmente sono rilevan-ti per i coefficienti di trasfor-mazione; il rapporto cheintercorre tra l’età media atte-sa di vita e quella dei singolisettori di attività; l’incidenzadei percorsi lavorativi discon-tinui.Dal combinato disposto deisuindicati elementi dovrebbescaturire lo strumento dellaleva finanziaria idonea a sup-portare la spesa pensionisticaprevista in termini di costopari a 10 mld di Euro; improb-abile ed impraticabile risultacome da più parti rilevato ilpercorso di copertura contem-plato dal Governo Prodi nellariforma. Per cui, ancora una volta buoni propositi anche separzialmente condivisi manessuna garanzia diattuazione, date le condizionifragili che dovrebbero garan-tire la relativa coperturafinanziaria della riforma.
 
L
 A
P
IAZZAD
’I
TALIA
-E
STERI
1-15/15-31 luglio 2007Pag. 3
Turchia: voto, si dimette leader partitodemocratico Agar 
Il leader del Partito democratico, Mehmet Agar, si è dimesso dopo la disfatta delsuo partito, che alle elezioni di oggi non è riuscito a superare la soglia del 10%,restando escluso dal parlamento. Secondo le proiezioni su base nazionale il Pdavrebbe preso tra il 5,6 ed il 6,2%. Agar è stato protagonista prima delle elezio-ni di una fusione prima annunciata e poi abortita del Partito della vera via (Dyp)e del partito della Madrepatria (Anavatan) di Erkan Mumcu
Terrorismo: cresce tensione Usa-Pakistan sucaccia Al Qaida
Il Pakistan ha reagito con dichiarazioni irritate alle accuse di questi giorni dell'am-ministrazione Bush di non fare abbastanza nella caccia ad Al Qaida. Ma la CasaBianca non ha fatto marcia indietro e uno dei più stretti collaboratori del presiden-te George W. Bush non ha escluso azioni militari americane in territorio pachista-no. Per il capo dell'intelligence americana, Mike McConnell, Bin Laden avrebbetrovato rifugio nella zona pachistana lungo il confine con l'Afghanistan. “La miaopinione personale - ha detto McConnell - è che sia vivo. Penso che si trovi nellaregione tribale del Pakistan”
 Mo: la 'nakbà palestinese entra in scuoleisraele
Per la prima volta un libro di storia scolastico, da distribuire nelle scuole elementa-ri arabe di Israele, riconoscerà che la nascita dello Stato ebraico è stata per i pale-stinesi una 'Nakbà (catastrofe). Lo ha deciso il ministro dell'istruzione israeliano,Yuli Tamir - non nuova a decisioni controverse - suscitando una tempesta di reazionifavorevoli e contrarie. Nel libro, dal titolo “Costruire insieme Israele”, gli eventi cheportarono alla nascita di Israele sono fattualmente così descritti: "Quando la guerra(del 1948-49) finì, gli ebrei prevalsero e Israele e i suoi vicini conclusero un armi-stizio. Gli Ebrei la chiamano la Guerra di indipendenza”
Sembrano passati secoli daquando gli americani libera- vano Kabul dalla piaga deiTalebani.Secoli.Eppure, in poco più d’un lus-tro è cambiato parecchio aquelle latitudini. Abbiamo visto i nostri soldati aiutare lepopolazioni locali inermi (vec-chi, donne e bambini), eprodigarsi nella ricostruzionedi una terra devastata. Abbiamo visto le donne liber-arsi dalla schiavitù islamo-maschilista che le costringevaa soffocare dietro un lenzuolo.Le abbiamo viste votare, even-to più unico che raro!E poi?E poi la controffensiva -agevolata dall’apertura delfronte iracheno, attualmentein fase di vietnamizzazioneacuta - ha avuto inizio, gli stu-denti di Allah armati diCorano e kalashnikov si sonoriorganizzati in una guerrigliache quotidianamente miete vittime non solo indigene, nésolo militari. Nel mirino cisono infatti anche straneri chenulla hanno a che fare con laguerra e che magari sono lìesclusivamente per aiutare otestimoniare (personalemedico, reporter etc.).Fatto sta che le truppe alleate,al momento, dello sterminatoe insidioso Afghanistan, con-trollano solo Kabul e dintorni.Tutto il resto è giungla. Alla luce di ciò, sono due gliaspetti da evidenziare: il temadei sequestri e le insistentiaggressioni al Pakistan.Partiamo dal primo aspetto.La recente esecuzione degliostaggi tedeschi rientra nellastrategia che i talebani hannoadottato ormai da diversimesi. Essi sequestrano i citta-dini di paesi che partecipanoall’intervento militare in Afghanistan e provano atrattare in vista di un „baratto”proficuo(denaro, prigionieri).Ma se le loro richieste non vengono esaudite, massacranoi loro ostaggi senza batterciglio.Tale tecnica assicura loro due vantaggi: innanzitutto seminaterrore e rende più deboli igoverni stranieri.Secondo, il tam tam mediaticogenera polemiche interne aipaesi vittime dei rapimenti.La tattica funziona davvero.Il giornalista italiano DanieleMastrogiacomo è tornatolibero grazie ad uno scambiodi prigionieri. La stessa Franciaha trattato per ottenere la lib-erazione di due cooperanti. Inqueste ore, la Corea del Sud siè detta diposta a negoziareper ottenere il rilascio di 18ostaggi. Veniamo al secondo punto: iltentativo di compiere un saltodi qualità (leggi anche aggres-sioni al Pakistan).Lo stato di guerriglia perma-nente, ovviamente, soddisfasolo momentaneamente iTalebani, i quali però nonsono riusciti a lanciare l’offen-siva di primavera ed hannosofferto perdite pesanti, ripie-gando su tattiche terroristiche.Grazie a queste Mansour - l’at-tuale capo - si sta facendo unnome, comparendo di contin-uo su tutti i media.Ma il cosiddetto salto di qual-ità passa anche per le “scara-mucce” ai confini con ilPakistan.E’ finito proprio Musharraf infatti nel mirino degli islami-ci.Il dittatore golpista pakistano,infatti, ha barattato la propriatesta con l’appoggio agli StatiUniti nella regione. Ma la situ-azione si è fatta a dir pocoinsostenibile.Insostenibile infatti è, per unadittatura, in un paese a popo-lazione islamica, l’appoggioagli Stati Uniti.Talmente insostenibile, chenon credo di sbagliare di tantonel prevedere - di qui a breve- la fine del potere diMusharraf.Il cosiddetto “salto di qualità”talebano passa per la pene-trazione in Pakistan - dove simoltiplicano di giorno ingiorno gli attentati. Passa per ilricongiungimento con i fratellimusulmani, che il dittatore“venduto” ha colpevolmentesottratto al Jihad. Passa per ilrovesciamento dello statusquo, per privare gli Stati Unitidi un prezioso alleato.E pensare che in passatoanche il generale ha goduto dibuona popolarità.L’11 settembre 2001 ha peròcapovolto questa situazione.Musharraf ha fatto una sceltadi campo precisa: ha schieratoil suo paese a favore dellacooperazione con gli StatiUniti nella lotta contro il ter-rorismo.Ma l’atteggiamento pakistanonon è affatto genuino, inquanto solo il timore di rap-presaglie Usa ha spinto leelite di Islamabad a riciclarsi.In politica interna, per farlabreve, le aperture non sisono mai viste. I seguaci diBenazir Bhutto e NawazSharif - leader dell’oppo-sizione - sono tenuti lontanidal Pakistan con la minacciadei processi per corruzione,gli islamisti locali, per nullaentusiasti della svolta filoUsa, vengono placati con gliincarichi politici.Ora, mentre all’insurrezionedel Baluchistan il generalerisponde con bombardamentiaerei, il Pakistan continua ildoppio gioco decennale con-dotto con i talebani in Afghanistan. Vi è persino chicrede che gli attentati controMusharraf, siano messi inscena dallo stesso generale,per accreditarsi come unperseguitato dal terrorismo.Ipotesi non molto verosimile.Nel marzo di quest’anno dellestudentesse di una scuolacoranica dopo aver attaccatoe chiuso un bordello nelcuore della capitale pachis-tana, hanno dichiarato il Jihadal governo.Contemporaneamente aKarachi e in diverse città delpaese i principali partiti diopposizione manifestavano algrido “gli amici degli ameri-cani sono i traditori dellanazione”.Palesemente in difficoltà, ilgenerale cerca una ritiratastrategica ma, a sette annidalla sua presa del potere,per lui è iniziata una crisidalla quale difficilmente sisalverà. Forti di questo, iTalebani continuano a pre-mere.
Francesco di Rosa 
Due passi nel pantano afghano-pakistano
Le elezioni turche, convocate ingran fretta per lo stallo politicosull’elezione del nuovo presi-dente della Repubblica, hannodi nuovo premiato l’Akp diTayyip Erdogan. Il partito isla-mico moderato ha ottenutoquasi il 45% dei consensi, chetradotto in seggi vale 318 depu-tati. Non sufficienti, comunque,per riuscire ad arrivare ad unaautosufficienza che permetta aErdogan di far eleggere presi-dente il suo delfino, AbdullahGul, l’uomo contro il quale siera schierato nientemeno chel’esercito, preoccupato di unaprogressiva presa totale delpotere dell’Akp.Dietro gli islamici moderati ten-gono bene i laici del Chp, prin-cipale partito di sinistra cheottiene il 18% delle preferenze,e i nazionalisti dell’Mhp, chearrivano al 16%. Saranno questetre le formazioni del nuovo par-lamento (la soglia di sbarra-mento nel sistema elettoraleturco è altissima, 10%) che nonsolo dovrà riprendere in manola spinosa questione dellanomina del nuovo presidentedella Repubblica, ma soprattut-to fare i conti con la lunga que-relle sull’ingresso di Ankara inEuropa.Un braccio di ferro che, in que-sto momento, vede la Turchiacombattere contro un avversa-rio determinato ad opporsi inogni modo all’allargamentodell’Ue verso l’Asia: la Francia.Il no è categorico, secco esenza vie d’uscita. Parigi non vuole Ankara in Europa, nonl’ha mai voluta e, per bocca delpresidente Sarkozy, continua aripetere che “non c’è posto perun nuovo membro nel consi-glio di Bruxelles”. Per di piùasiatico.In realtà il processo di avvicina-mento al Vecchio continentesembrava ripartito sotto buoniauspici lo scorso 26 giugno. Maproprio le resistenze francesihanno trasformato quello chedoveva essere un segnale diincoraggiamento, in un’asprapolemica.Nella ‘Conferenza di adesione’a Bruxelles, infatti, si era decisodi aprire due nuovi capitolinegoziali - statistica e controllifinanziari - tra i 35 in cui sonodivisi i negoziati per l’entrata diun nuovo membro nella comu-nita’ europea. La decisione rap-presentava una novita’ impor-tante per il negoziato che si eragià arenato a dicembre inseguito al rifiuto turco di aprireporti e aeroporti a navi e aereidella parte greca di Cipro, dal2004 membro a pieno titolodell’Ue.L’ennesima doccia fredda è arri- vata però proprio dal veto diSarkozy sul terzo capitolonegoziale, quello legato allepolitiche economiche e mone-tarie, costringendo la presiden-za di turno tedesca a depennar-lo dall’agenda dall’incontro.Del resto nella sua prima visitaa Bruxelles, il 23 maggio, il pre-sidente francese era stato chia-rissimo: “Per la Turchia non c’e’posto in Europa”, aveva detto,parlando a fianco del presiden-te della Commissione Jose’Manuel Barroso, che da partesua aveva ripetuto il suo impe-gno a rispettare i patti con Ankara.Dichiarazioni che avevanosuscitato la secca replica delcapo negoziatore turco, AliBabacan,: “Se il processo diadesione dovesse essere rimes-so in discussione – aveva dettopochi minuti dopo lo stop diBruxelles - le conseguenzesaranno di grandissima porta-ta”. In altre parole: l’Ue man-tenga gli impegni presi.Un contrasto, quello tra Parigi e Ankara, che in realtà risale allapresidenza Chirac e alla duralinea di chiusura del governogollista ad un allargamentoasiatico dell’Europa.Il momento di rottura più fortea ottobre 2006, con l’approva-zione- da parte del vecchiogoverno guidato da DominiqueDe Villepin – della legge sulgenocidio armeno. Un testocontroverso per punire quantiavessero negato lo sterminio dimigliaia di armeni sospettati dialleanze filorusse tra il 1914 e il1915. Uno dei fatti storici piùdiscussi all’estero e menoaffrontato proprio in patriadove, attraverso censure e con-danne penali, il governo hasempre cercato di non rivanga-re l’accaduto: da tempo lamagistratura turca punisce conl’arresto e la reclusione fino atre anni, il solo nominare inpubblico l’esistenza del genoci-dio in quanto gesto anti-patriot-tico. Regole scritte nel famosoarticolo 301 del codice penale,nel quale era incappato lo scrit-tore turco Orhan Pamuk, pre-mio Nobel per la letteratura nel2006, denunciato per averriportato a galla la storia degliarmeni durante un’intervista aun giornale svizzero. E anchese negli ultimi mesi il governoErdogan ha aperto alla possibi-lità di riconoscere questa pagi-na di storia, modificando difatto anche il codice penale e ilfamigerato 301, quella dellacensura interna al Paese è unapiaga ancora irrisolta, una que-stione delicatissima che l’appro- vazione della legge francesenon ha aiutato a superare.Eppure segnali di distensione sierano aperti quando, all’indo-mani del suo insediamentoall’Eliseo, Sarkozy aveva inviatoil suo consigliere speciale per lapolitica estera ad Ankara.Polvere negli occhi alla luce diquanto accaduto poi a fine giu-gno.“In realtà Sarkozy ritiene che,prima di allargarsi, l’Europadebba davvero esistere e chenon sia il caso di rischiarenuovi intoppi dopo i no popo-lari alla ratifica della carta costi-tuzionale”, spiega a
Le Figaro 
 Alexandre Del Valle, saggistafrancese, geopolitologo, co-fondatore dell’Osservatorio delMediterraneo. Del Valle, comela maggior parte degli studiosifrancesi, non ha mai nascosto lapropria contrarietà all’allarga-mento europeo verso l’Asia.“L’apertura dei negoziati con laTurchia – dice - è una decisio-ne irresponsabile, un’arma adoppio taglio: da un lato sirischia di inasprire le relazioniturco-europee se il processodovesse arrestarsi, dall’altro c’èil percolo di portare al fallimen-to la struttura europea se sidovesse perseguire”.Questo perché “la Turchia restauno Stato non europeo e lastessa Ankara ha più volte para-dossalmente rifiutato di ricono-scere un altro membro Ue(Cipro, ndr)”. Come dire: vole-re un diritto e non ammetterloper altri.Un giudizio totalmente negati- vo quello francese, rispecchiatodai risultati di un sondaggio cheha evidenziato un’alta percen-tuale di turco-scettici: una largafetta, che oscilla tra il 65 e il75% della popolazione, sioppone alla candidatura di Ankara. “E con la Francia èd’accordo anche l’Austria.Senza dimenticare che aStrasburgo, seppur 400 deputa-ti hanno dato via libera ai nego-ziati, 250 si sono opposti”.Un no che ha radici anche nellaforte paura di una possibileimpennata della già preoccu-pante ondata migratoria delmondo islamico verso laFrancia, paese dove negli ultimianni, forse più che altrove inEuropa, il problema dellacoabitazione tra cattolici emusulmani si è fatto sentire.Non solo: secondo Del Valle “ènecessario che il vecchio conti-nente riesca a trovare propriconfini, senza pensare di poter-si allargare sempre e ovunque. Altrimenti rischia di ammalarsidi imperialismo. Perché chi èdisposto ad accettare la Turchiain nome dell’idea unica delrispetto dei diritti umani e dellasottoscrizione di qualche tratta-to, allora ha deciso per un allar-gamento di tipo imperialista”.Ora restano da vedere le pros-sime mosse del neo-rielettoErdogan che, da parte sua, nonha mia nascosto la ferrea volon-tà di arrivare allo storico ingres-so in Europa.Sarkozy permettendo.
Francia - Turchia: match per l’Unione Europea 

Activity (2)

You've already reviewed this. Edit your review.
1 thousand reads
1 hundred reads

You're Reading a Free Preview

Download
scribd
/*********** DO NOT ALTER ANYTHING BELOW THIS LINE ! ************/ var s_code=s.t();if(s_code)document.write(s_code)//-->