che gradisce le posizioni delbuon Gianfranco, riguardo ladroga,l’ immigrazione e lasicurezza oltre che apprezzarela sua idea di creare una fede-razione di partiti del centro-destra, la sua fedeltà aBerlusconi e la sua battaglia infavore del referendum di cuisopra.Per stessa ammissione dellaMussolini, il gesto che ha fattoscatenare questo riavvicina-mento, se non proprio rialli-neamento, è stata una letteraspedita dall’ex vice premier,nel febbraio del 2006, in occa-sione della morte del papàdella fondatrice di AlternativaSociale, le cui parole l’hannoprofondamente colpita nelcuore e nella mente, convin-cendola di nuovo a fare fron-te comune pur rimanendo nelsuo piccolo partito, definendoinfine una vergogna l’uscitada Alleanza Nazionale daparte di Francesco Storace suoacerrimo nemico in più di unaoccasione.Lo stesso Storace, che dopoesser per l’appunto uscito da A.N., il quale vale la penaricordare è stato primaPresidente della regione Lazioe poi Ministro della sanità nelgoverno Berlusconi, ed averfondato il suo movimentopolitico, la Destra, dice disognare, o forse è solo fruttodi allucinazione dovuto algran caldo, un polo politicocon la Lega Nord, contro laquale innumerevoli volte inpassato si è scagliato a causadelle posizioni “romano-fobi-che” della compagineBossiana.L’uomo politico cassinateinfatti, aspira a creare, sempreall’interno della Casa delleLibertà un accordo o meglioun patto federativo colSenatur, al fine di creare unblocco nazional popolare chesecondo i suoi calcoli potreb-be raggiungere anche il 10 %dei consensi e potrebbe spo-stare gli attuali equilibri politi-ci all’interno del centro-destra.Infatti secondo un sondaggioeffettuato dall’istituto Ekma, ilnuovo movimento politico voluto da Storace che racco-glie gli scontenti di A.N.,avrebbe il 3,2 % dei consensi,anche se, a livello parlamenta-re, c’è stata una mancatamigrazione di storaciani versola sua nuova creatura, di fattol’unico che ha fatto il grandepasso è stato AntonioPezzella.Ultimi politici che hannoazzerato le loro incompren-sioni sono stati i vecchi socia-listi De Michelis e Boselli, chein un recentissimo congresso(?) hanno sancito la ritrovatariunificazione socialista ,dovuta forse più che al caldoestivo alla mancanza di unaltro tipo di calore da partedel ex Ministro degli Esteri dimolti governi Craxi, quellocioè di una buona e capacepoltrona per il suo già pro-speroso fisico.Ma come all’inizio abbiamodetto, l’estate non è solotempo di rinnovata o ritrovatapassione amorosa, ma anchedella passione dovuta alla sof-ferenza. La sofferenza diRomano Prodi, alle prese conalchemiche formule pur ditrovare la quadra del suoGoverno per quanto riguardail nodo delle pensioni. Maanche della sofferenza diPadoa-Schioppa recentementechiamato in giudizio dal gene-rale Speciale in merito alla suasostituzione dai vertici dellFinanza.Oppure quella di D’Alema eFassino chiamati che un ordi-nanza del Gip di Milano,Clementina Forleo a chiarirequanto emerso dalle intercet-tazioni ambientali riguardoalla tentata scalata da partedella banca delle cooperativerosse, l’Unipol, alla BancaNazionale del Lavoro.Ma saranno giorni di passioneanche per il già citato mini-stro delle infrastrutture, DiPietro, che oltre che a preoc-cuparsi del raggiungimento omeno del numero minimo difirme utili a poter presentareil referendum abrogativodella legge elettorale attuale,farebbe meglio ad interessarsidella sorte della gara per Alitalia o a stabilire finalmen-te il tracciato definitivo per laTav prima che scadano i ter-mini fissati dall’UnioneEuropea per la presentazionedegli adempimenti burocraticiper usufruire dei corposifinanziamenti già stanziati edancora bloccati a Bruxellesper le solite discordie internealla compagine governativa.E per finire non si può nonnotare che l’unico che almomento sembra esente daqueste “fregole estive” sembraessere l’ attuale Sindaco diRoma, Walter Veltroni, che acolpi di inaugurazioni, feste,festival e convegni, “lentopede”, avanza verso il suoobiettivo autunnale, farsi cioèincoronare presidente del neo-nato Partito Democratico, epoi candidarsi per il premiera-to, subito o tra un po’ e perfare questo occorre, come sololui sa fare, accontentare tutti enon scendere in sterili polemi-che con alcuno. Comunque vada, buon bagno a tutti.
Giuliano Leo
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Pag. 21-15/15-31 luglio 2007
I lavoratori rimpiangono la maggioranzadella CDL
Il 61% dei lavoratori privati italiani bocciano il Governo Prodi. Il dato più eclatante è quel-lo che anche una buona fetta degli elettori del centro-sinistra hanno manifestato un rilevan-te malcontento nella gestione economica del sistema Paese soprattutto in termini di rispar-mio fiscale e di maggiori opportunità di trovare nuovi posti di lavoro. Se si andasse oggi alleurne per il 74% vincerebbe il Polo, nel marzo 2006 era il 59% a valutare negativamente ilGoverno Berlusconi. E’questo il risultato del sondaggio realizzato da Ipsos e Sole 24 Orenei giorni scorsi nel quale si conferma il giudizio negativo sull’operato dell’esecutivo giàespresso dalla imprese.
Pechino alza il livello dei tassi d’interessesui prestiti bancari
I dati sulla crescita economica record e l’aumento dell’inflazione la Banca Centrale ha alzato itassi d’interesse sui prestiti bancari dal 6,57% al 6,84%. E’il livello più alto da otto anni ed è laterza stretta monetaria in quattro mesi, nel tentativo di frenare la crescita della liquidità. L’altramanovra di rilievo è stata Dopo quella di ridurre dal 20% al 5% la ritenuta d’acconto sugli inte-ressi dei risparmi; in tal modo il Governo di Pechino ha corso ai ripari sui prezzi. Se i prezziaumentano è chiaro che occorre drenare liquidità nel sistema monetario altrimenti maggiore è lacircolazione della moneta maggiore sarà la crescita dell’inflazione.
La legge 488/92 prevede fondi più veloci
Mutano le procedure per gli investimenti realizzati con le agevolazioni della legge 488/92. a sta-bilirlo è il comma 1 dell’articolo 8-bis inserito in extremis dal Governo nel Dl 81/07.Le nuove regole riguarderanno, però, solo i programmi agevolati per i quali, non sia stato vara-to il decreto di concessione definitiva alla data di entrata in vigore della legge di conversione, enon siano stati disposti accertamenti su disposizione del Ministero dello Sviluppo Economico.si snelliscono le procedure di verifica e certificazione degli investimenti realizzati, demandandogli oneri quasi esclusivamente alle banche concessionarie.
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denominato l’elefantino, cheinvero non portò fortuna anessuno dei due contraenti. Acompletare la coppia si èunito persino l’attuale Ministrodelle Infrastrutture , Di Pietro,e così l’inedita “trinità” ha pro-clamato un appello congiuntoper far firmare ai cittadini ilreferendum sul sistema eletto-rale, creando quindi una verae propria santa alleanza che sicontrappone a tutti coloro iquali vedono il quesito popo-lare come fumo negli occhi.Ma altri ammiccamenti eaccordi che solo qualchemese fa sarebbero stati impre- vedibili ora complice il caldotorrido di questi giorni sonodiventati più che possibili.Stiamo parlando per esempiodel rinnovato “amore” tra l’eu-ro-parlamentare AlessandraMussolini e Fini; infatti recen-temente, la nipotina del Duce, attraverso le pagine del“Corriere della Sera” ha sug-gellato la ritrovata pace colpresidente di A.N. affermando
Passioni d’estate
giovanile, a Roma, come gior-nalista,Gaspare venne richia-mato a Marciana dallamamma che vedeva per lui lasicura e tranquilla carrieranotarile. Il suo destino eraben diverso: il Sen. FranzTurchi, amico del papà notoesponente del M.S.I., dopoaver ascoltato la volontà delgiovane Gaspare ed avendoimmediatamente riconosciutoin lui la stoffa del vero gior-nalista ,inviò presso la casamaterna l’On. Luigi Turchi e l’avv. Bartolo Gallitto affinchépersuadessero la mamma dalsuo intento. Detto fatto e ilBarbellini Amidei venneimmediatamente confermatoal Secolo d’Italia, dove colla-borò per diversi anni. Il quo-tidiano fondato dal senatoreTurchi fu per Gaspare, gior-nalista in erba, una palestra di vita ed un vero e propriotrampolino di lancio, che lospinse non solo verso ilmondo del giornalismo maanche della politica e dellanarrativa, come dimostrano isuoi successivi capolavori.Era un intellettuale modernoche non avendo perso il con-tatto con l’ultima generazio-ne, portò avanti quel discorsosui giovani anche intrapresoin qualità di scrittore conalcuni saggi, da I nostri ragaz-zi (1982) a Ragazzo dove vai?(1990).Questa sua visione illuminatadel giornalismo lo ha portatoalla vice direzione delCorriere della sera, poi alladirezione del Tempo dove èsucceduto a Gianni Letta,conquistandosi nel tempo unruolo di opinionista sullaterza pagina del Corriere,autore di articoli di fondo,partecipando alle più popola-ri rubriche e trasmissioni inradio e in televisione. Tanti isaggi legati spesso alla suaesperienza di professore ordi-nario fuori ruolo di sociologiadella comunicazione.
Omaggio a Barbiellini Amidei
ROMA
. Se ne è andato all’im-provviso, all’età di 72 anni,Gaspare Barbiellini Amidei eil mondo politico e il mondogiornalistico piangono il mae-stro e l’amico. Nato aMarciana all’Isola dell’Elba il26 novembre 1934, semprepronto a prendere posizione(l’ultimo editoriale è stato infavore del referendum),Barbiellini Amidei è statocostantemente schierato indifesa di quell’insieme di valori tradizionalmente cristia-ni.Dopo una breve esperienza
Dalla Prima
Prodi: accettate o mi dimetto?
Aut aut di Romano Prodi alle parti sociali al fine di sancire l’intesa sulla riforma previdenziale.
Siglato l’accordo fra Governoe parti sociali sulla riforma delsistema pensionistico italiano.L’accordo raggiunto, in tardanottata, stava sul punto del-l’ennesima rottura, ma stavol-ta, a differenza della notte del26 giugno scorso, Prodi hadato l’ultimatum ai sindacati equesto ha sortito l’effettosperato, cioè, il Governo haincassato il consenso delleparti sociali ed è stata sca-gionata l’ipotesi di dimissionidel premier.Per comprendere in manierapiù chiara e precisa qualisono i punti su cui si fonda lariforma occorre ricostruire ilprocesso evolutivo degli ulti-mi anni in tema di riformaprevidenziale..Si parte dalla Legge Dini335/95 secondo la quale il sis-tema pensionistico passa daun metodo retributivo ad unocontributivo. Al termine delperiodo di dieci anni esatta-mente l’8 agosto 2005 la rifor-ma prevedeva la revisione deicoefficienti di trasformazione.Successivamente, durante ilGoverno Berlusconi, vi è stataun’altra riforma, la c.d.Maroni-Tremonti (legge243/04) la quale non ha pernulla intaccato il meccanismodei coefficienti di trasfor-mazione, per cui, l’obbligo direvisione previsto dalla leggeDini non è stato rispettato. Inbase all’accordo raggiunto traGoverno e sindacati, la revi-sione dei coefficienti è affida-ta ad una commissione diesperti incaricata di proporremodifiche entro il 31 dicem-bre 2008.Cerchiamo ora di entrare neldettaglio dell’intesa siglata dalGoverno Prodi con le organiz-zazioni sindacali del Paese.Nel 2008 i lavoratori dipen-denti potranno andare in pen-sione con 58 anni di età e 35anni di contributi “versati”.Dal 1 luglio 2009 scatterà unmeccanismo di quote datedalla somma di anzianità ana-grafica e contributiva, ancora-to però al possesso di 35 annidi contribuzione.Si partirà da quota 95, conalmeno 59 annidi età, per poisalire il 1 gennaio 2011 a 96(minimo 60 anni) e nel 2013 a97 ( non meno di 61 anni).Per i lavoratori autonomi ilrequisito anagrafico sarà piùalto di un anno. Tale riformasegna il passaggio dalloscalone agli scalini. IlGoverno non ha abbandonatoil metodo contributivointrodotto nel 1995; in parti-colare, non ci si è dimenticatidei coefficienti di trasfor-mazione che determinanol’importo delle pensioni ogni100
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di contributi accumu-lati.Tali coefficienti, nel 2010, ver-ranno revisionati e successiva-mente saranno aggiornati inmodo automatico ogni 3 anni,il che significa che il primoadeguamento automaticodovrebbe arrivare nel 2013,con un anticipo di due annirispetto a quanto si sarebbe verificato a legislazione invari-ata.Il rinvio della revisione peròdetermina una riduzione dellacredibilità del meccanismo,perché un ripensamento daqui al 2010 sarebbe più cheplausibile date le vicende diinstabilità che caratterizzano ilprocesso istituzionale nel nos-tro paese.Ma ci sono due ordini diproblemi che conviene subitoaffrontare per cercare dicapire se tale riforma pone lecondizioni per conciliare rig-ore e sostenibilità.Il primo punto riguarda leincertezze sulla definizionedei lavori usuranti, la lista diquesti lavoratori potrebberisultare eccessivamente lungae quindi allargare la platea dicoloro i quali non sono con-templati nella riforma.Il secondo punto riguarda lacopertura finanziaria. L’ accor-do prevede l’individuazionedelle fonti di copertura dellaspesa preventivata in 10 mil-iardi di euro nel decennio2008/2017.Tale copertura sarebbe rag-giunta attraverso la razionaliz-zazione degli enti previden-ziali e la previsione di unaclausola di salvaguardiaqualora l’ipotesi razionalizza-trice non dovesse realizzarsi.La clausola di salvaguardiaimpone un aumento dello0,09% dell’aliquota contributi- va a carico di tutti i lavoratori.Se il provvedimento diriduzione del cuneo contribu-tivo dovesse essere coerentenel suo impianto e nel suorisultato, l’aumento dellealiquote contributive mal siconcilieranno col provvedi-mento stesso. A questo punto è doverosoporre una domanda: è possi-bile che un Governo facciadelle riforme caricando isoggetti destinatari del peso difinanziare i risultati delleriforme medesime?In altri termini, proprio coloroi quali avrebbero dovutotrarne dei vantaggi o dei ben-efici economici saranno col-oro sui quali graverà l’onerefiscale a titolo di maggio-razione contributiva al fine difinanziare la spesa pensionis-tica. Dunque, l’adozione ditali misure e in particolaredella c.d. clausola di salva-guardia andrebbero a config-urare un approccio riformistai cui effetti positivi almenonelle intenzioni, verrebbero vanificati o annullati di fattodagli effetti distorsivi cheprovocherebbe l’onere con-tributivo in termini impo-sizione fiscale. Viene natural-mente da concludere che unasimile impostazione riformistaè tipica dell’ideologia del cen-tro-sinistra dove l’intento èquello di creare posizioni dibeneficio collettivo ma allostesso tempo far pagare ilconto dell’operazione alleclassi socialmente interessatetipico atteggiamento in termi-ni metaforici del cane che simorde la coda.E’ vero che l’essenza del pattogenerazionale sembra salva-guardata, ma l’ipotesi di cop-ertura finanziaria sembraalquanto aleatoria edinsostenibile al contrario diquanto ha dichiarato ilMinistro dell’EconomiaPadoa-Schioppa il quale hamostrato tutta la sua soddis-fazione per il livello disostenibilità della manovraeconomica a supporto dellariforma.Perché l’ipotesi di coperturafinanziaria contemplata dallariforma non è sostenibile opercorribile nel lungo ter-mine? La risposta è moltosemplice: il tutto dovràruotare nel rispetto degliandamenti e degli equilibridella spesa pensionistica dilungo periodo e delle proce-dure europee sui seguenti ele-menti: le dinamiche dellegrandezze macroeconomiche,demografiche e migratorie,che attualmente sono rilevan-ti per i coefficienti di trasfor-mazione; il rapporto cheintercorre tra l’età media atte-sa di vita e quella dei singolisettori di attività; l’incidenzadei percorsi lavorativi discon-tinui.Dal combinato disposto deisuindicati elementi dovrebbescaturire lo strumento dellaleva finanziaria idonea a sup-portare la spesa pensionisticaprevista in termini di costopari a 10 mld di Euro; improb-abile ed impraticabile risultacome da più parti rilevato ilpercorso di copertura contem-plato dal Governo Prodi nellariforma. Per cui, ancora una volta buoni propositi anche separzialmente condivisi manessuna garanzia diattuazione, date le condizionifragili che dovrebbero garan-tire la relativa coperturafinanziaria della riforma.
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