Welcome to Scribd, the world's digital library. Read, publish, and share books and documents. See more
Download
Standard view
Full view
of .
Look up keyword
Like this
4Activity
0 of .
Results for:
No results containing your search query
P. 1
L'ideologia del web è totalitaria, colloquio con Evgeny Morozov - L'Espresso 05.04.2013

L'ideologia del web è totalitaria, colloquio con Evgeny Morozov - L'Espresso 05.04.2013

Ratings: (0)|Views: 36|Likes:
Published by Trik

More info:

Published by: Trik on Apr 05, 2013
Copyright:Attribution Non-commercial

Availability:

Read on Scribd mobile: iPhone, iPad and Android.
download as PDF, TXT or read online from Scribd
See more
See less

05/30/2013

pdf

text

original

 
L
idea ondamentale degliinnovatori di SiliconValley, e degli intellet-tuali che se ne anno in-terpreti, è che la tecnolo-gia serva a renderci mi-gliori, e non possa cherenderci migliori. Bando alla complessi-tà: i problemi si possono risolvere sem-pre, e in un numero fnito di passi, conun algoritmo. Che si tratti dell’obesità odell’insonnia, dei defcit di memoria o didemocrazia, di creare un piatto da che per una serata romantica o ridurre ilcrimine, c’è sempre una risposta.E al centro di ogni risposta c’è «Inter-net», scrive lo scienziato politico di ori-gini bielorusse Evgeny Morozov nel suonuovo libro (“To Save Everything, ClickHere”, in uscita in lingua inglese). Omeglio, una sua versione idealizzata cheriduce un complesso di tecnologie estrutture fsiche, risultato di compro-messi e battaglie politiche, a un’entitàimmutabile e inscalfbile il cui destino ènecessariamente guidare il progressodell’uomo e della società umana. UnMoloch dotato di leggi sue proprie, af-ni a quelle di natura, e le cui paroled’ordine sono trasparenza, apertura,condivisione, partecipazione, disinter-mediazione.Dopo aver chiamato la prima ideolo-gia (c’è sempre una risposta esatta) «so-luzionismo» e la seconda (la Rete èsempre la risposta) «Internet-centri-smo», Morozov mostra che perfno queidogmi apparentemente innocui vannomessi in questione. Perché, in certi casi,«possono ridurre il processo democrati-co a fnzione», scrive. E la corsa a arneil massimo utilizzo nella gestione dellacosa pubblica o nella nostra vita di tuttii giorni potrebbe rivelarsi «proibitiva-mente costosa nel lungo periodo».Il prezzo, argomenta Morozov, è nien-te meno che la nostra stessa umanità.Perché al cuore del combinato dispostodelle due ideologie che ci impedisconodi are una buona storia della tecnologia,e soprattutto di usarla al meglio perpromuovere riorme reali e non di ac-ciata, c’è una volontà di perezione cheatterrisce, soprattutto per la mancanzadi spirito critico con cui viene arontata.«Imperezione, ambiguità, opacità, di-sordine e l’opportunità di sbagliare,peccare» sono «parti essenziali dellalibertà umana», si legge nel volume, equalunque tentativo di eliminarle lacancella. Sia tramite l’utopia di un go-verno del popolo tramite «la Rete» omisurando ossessivamente tutta la no-stra vita per correggerla (è il caso dei
Dittatura
INTERNET 
L’ideologia del Web è totalitaria. Ci fa crederea soluzioni semplicistiche. Dettate da algoritmie subìte senza vaglio critico. La tesi di un guru
colloquio con evgeny morozov di fabio chiusi
a destra: evgenymorozov e (in basso)il suo nuovo libro.a sinistra: un serverdella symantec
cosiddetti «datasexual», che barattanol’identità con le moli sterminate di datiche producono su loro stessi), il rischioè attuale, perché si parla di progetti eenomeni in corso. E senza che l’opinio-ne pubblica abbia ben chiaro che «unambiente sociale perettamente con-trollato» renderebbe da ultimo «il dis-senso non solo impossibile, ma pernoimpensabile».Per questo Morozov, nelle ultime pa-gine, scrive che il monito del libro è inrealtà un elogio dell’imperezione: «Inparole povere, questo volume sostieneche il peretto è nemico del buono, che avolte il buono è buono abbastanza e che,indipendentemente da quale strumentostiamo tenendo in mano, queste due a-ermazioni reggono». Una critica, erocema argomentata attraverso un uso stra-ordinariamente disinvolto(per un classe 1984) della sto-ria del pensiero (dal designall’epistemologia passandoper le ondamenta della teoriaeconomica), che investe tutti igrandi nomi della rifessionesulla tecnologia: da JonathanZittrain a Je Jarvis, da ClayShirky a Steven Johnson. E chenon risparmia i proclami e levelleità civili di Mark Zucker-berg ed Eric Schmidt.A dirla tutta, non è sempre ben chia-ra la relazione tra le due ideologiedettagliate nel libro. L’autore concor-da: «Ma in sostanza», spiega Morozova “l’Espresso”, «è molto semplice: ilnostro atteggiamento verso Internet -specie l’idea che la Rete sia unica edeccezionale, come già si eradetto per la stampa - consen-te a molte idee “soluzioniste”di procedere senza alcun va-glio critico». Invece, argo-menta Morozov, è tempo diabbracciare un «approcciopost-Internet», che vada ol-tre la retorica del libero Websmascherata nel libro prece-dente (“L’ingenuità della re-te”, Codice) e dunque amplila rifessione dal nonsense delle rivolu-zioni atte a colpi di tweet all’interospettro della politica. Chiedendosisempre quali conseguenze abbianogesti apparentemente innocui comeutilizzare l’open data per combattereil crimine cittadino, posizionare senso-ri di riconoscimento nei parcheggi
   F  o   t  o  :   E .   H  o  c   k  s   t  e   i  n -   P  o   l  a  r   i  s   /   P   h  o   t  o   M  a  s   i ,   T .   A  v  e   l  a  r -   B   l  o  o  m   b  e  r   t  g   /   G  e   t   t  y   I  m  a  g  e  s

You're Reading a Free Preview

Download
scribd
/*********** DO NOT ALTER ANYTHING BELOW THIS LINE ! ************/ var s_code=s.t();if(s_code)document.write(s_code)//-->