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meditare

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12/14/2013

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Imparare a MeditareBreve Corso di Meditazione
 
Sommario
Cos'è La meditazione
La meditazione è solo una tecnica per raggiungere lo stato dell'estasi, lo stato di ebbrezza divina. E'una tecnica semplice, ma la mente la rende molto complicata. La mente
deve
renderla molto
 
complicata e difficile, in quanto le due realtà non possono coesistere. La meditazione è la mortedella mente
;
naturalmente, la mente si oppone ad ogni sforzo teso verso la meditazione.L'osservazione è la chiave della meditazione. Osserva la tua mente. Non fare nulla. Limitati aosservare qualsiasi cosa faccia la mente. Non disturbarla, non prevenirla, non reprimerla; non fareassolutamente niente in prima persona. Limitati a essere un osservatore.E il miracolo dell'osservare, è meditazione. Allorché ti limiti a osservare, pian piano la mente sisvuota di pensieri. Ma non ti addormenti, al contrario divieni più sveglio, più consapevole. E con lo
 
svuotarsi della mente, la tua energia diviene una fiamma di risveglio. Allorché la mente èassolutamente assente - se n'è andata del tutto, e non la riesci più a trovare da nessuna parte - per la prima volta, diventi consapevole di te stesso, perché la stessa energia che era assorbita dalla mente,non trovandola più, si ribalta su se stessa.Grazie all'osservazione, la mente e i pensieri scompaiono. E il momento più estatico, si ha quando tiritrovi pienamente all'erta, senza che esista in te un singolo pensiero... ma solo il cielo silente deltuo essere interiore.Questo è il momento in cui l'energia si volge all'interno: questa inversione è improvvisa, èrepentina! E quando l'energia si volge all'interno, porta con sé una gioia infinita. Quando lameditazione ritorna alla propria sorgente, esplode in una gioia immensa. Questa gioia, nel suostadio supremo, è illuminazione.(OSHO)
A proposito di meditazione
 Nell'essere umano convivono due parti ben distinte e autonome che sono: la nostra personalità e lanostra essenza. Mentre della prima siamo coscienti, della seconda pochi ne avvertono la presenza.Si possono vedere, per analogia, queste due parti come elementi di un cerchio o di una ruota. Lacirconferenza rappresenta la personalità intesa come corpo fisico, emotivo e mentale, il centrorappresenta il nostro Sé interiore, la divinità all'interno del cuore umano. Quando la persona arrivaad uno stadio evolutivo maturo, si potrà ritrovare, durante la propria vita, a sperimentare anchequesta seconda parte, questo stato di coscienza definito del testimone o del "Io sono". Questo statodel testimone, emergerà in un modo diverso per  ognuno di noi, e sarà adatto alle proprie caratteristiche individuali. Potrebbe emergere in qualsiasisituazione per esempio ascoltando musica, sul lavoro, in casa, nell'ozio, guardando la natura ... Per me per, esempio, è sorto mentre seduto in auto osservavo un bel pino; è stato come prenderecoscienza di me stesso, come nascere di nuovo. Sembra in apparenza una cosa di poco conto einvece ha un gran valore poiché è il primo passo cosciente verso la verità. È uno stato che puòessere vissuto anche per pochissimi attimi, ma sono sufficienti per fare breccia nellaconsapevolezza.Molti non si accorgono, ricordano solo che in un momento hanno sentito amore per la natura oppure pace, molto spesso non lo notano per nulla, fino il giorno in cui discutendo o parlando con altri,saranno messi a conoscenza di questo stato. Solo allora, forse ricorderanno che hanno anche loro provato questo stato. Purtroppo per noi è uno stato che scompare in fretta, e possono alle volte passare settimane o mesi prima che si ripresenti spontaneamente. Direte voi: ma non possiamo farequalcosa perché questo stato di "Io sono" possa essere sempre presente? I grandi esseri cirispondono, consigliandoci di praticare la meditazione, perché quest'attività è ciò che possiamo fareconcretamente per mantenere tale stato. Un grande essere è sempre in questo stato e molto più, poiché questo è solo il primo passo di un cammino che ci porterà ad esprimerci pienamente, unitialla natura, sentendo che noi siamo nell'universo e che l'universo è in noi. E' lo stato d'unione totale,d'identità con la Coscienza Cosmica. Questo gran mezzo, la meditazione, è adisposizione di tutto il genere umano, non appartiene a nessuno in modo particolare è solo di coloroche la utilizzano. Il compito della meditazione è quello di spostarci dalla circonferenza al centro. Abbiamo bisogno di questa pratica, non tanto per sperimentare ogni sorta d'esperienza
 
interiore, ma quanto per portarci verso quel punto di coscienza dove sperimentiamo la presenza delnostro Sé interiore. Quando siamo nel Sé, la nostra visuale della vita cambia.Tutto assume un altro significato, più vero, più reale e da questo stato possiamo considerare lanostra personalità come una parte che dobbiamo recitare in questa vita. Entrando in contattocon il Sé interiore possiamo comprendere la massima d'ogni sentiero spirituale che esorta a superarela coppia degli opposti. Quando siamo nel centro, non abbiamo più dubbi, indecisioni, scoramento, paura, alti e bassi... sperimentiamo solamente pace, consapevolezza e amore. Fintantoché lo statodel testimone, non è costantemente presente, abbiamo la necessità di meditare. Bisogna, inoltre,imparare a dare un altro significato alle attività quotidiane. Esse devono servire, non ad alimentarel'egoismo, quella parte in noi chi si separa da tutto il resto, ma a fare agire in noi, la vibrazionedell'amore, della beatitudine, della perfezione. Quando siamo nel Sè, comprendiamo come leattività che hanno più valore, sono quelle che possono permetterci di sprigionare amore, di entrarein contatto con noi stessi e con gli altri. Osservate, valutate le vostre attività, hanno questacaratteristica di portarvi dentro?Se avete scoperto che durante la giornata non svolgete attività che vi portano a sperimentare il Sè, è bene che decidiate di porre rimedio. Potreste cominciare dalla meditazione sulla Sè, restando, per esempio, con voi stessi pochi minuti al giorno, senza essere disturbati. Oppure sperimentareattraverso altre pratiche come il canto o il suono, per esempio un mantra. Anche durante la praticadi meditazione in movimento, il
Taiji,
noi abbiamo la possibilità di sperimentare il centro. Il Taijinon è solo una pratica psicofisica oppure un'arte marziale, è ben altro se si riesce a coglierlo.Durante i suoi movimenti noi sperimentiamo l'armonia nella coppia degli opposti per eccellenza"
Yin e Yang 
". Anche l'ispiro e l'espiro, andare avanti e tornare indietro, spingere e tirare, tutto nelTaiji è meditazione. Pensate, per analogia, al tan t'ien basso come al vostro centro, al Sé, mentretutto il resto del corpo, come se fossero i raggi, permettono di esprimerci sulla circonferenza dellasfera. Durante la pratica, ho potuto sperimentare come nel movimento del Taiji, esiste quel punto diquiete, il centro, dal cui stato tutto è perfetto e in cui solo il presente esiste. Non più cosa c'era primané cosa verrà dopo. Ma solo pace, tranquillità, serenità, attributi della propria realtà interiore. Per chi non può seguire le pratiche su suggerite, esiste un segreto che permetterà di svolgere le soliteazioni quotidiane, e di far sì che esse diventino il veicolo per catapultarsi verso il nostro Séinteriore. Questo segreto è stato svelato molti secoli fa nel testo sacro indiano della
 Bagavad Gita
. Èun testo in cui, fra le altre cose, è indicato il modo per rendere le nostre quotidiane attività divine.
 Krishna
suggerisce ad
 Arjuna
di compiere il proprio
dharma
o dovere rinunciando al frutto delle proprie azioni. Questo è il segreto, rinunciare al frutto, preoccuparsi solo di agire al meglio delle proprie possibilità e lasciare il merito e i frutti a Dio. Un grande essere ha così scritto: " Il segreto per realizzare la propria natura divina è semplicemente ricordarsi di sè. Ricordarsi di sè, significaessere consapevoli di se stessi mentre si mangia, si parla, si lavora o si faccia qualsiasi altra cosa.È una dura lotta interiore quella che si intraprendere nel momento in cui ci si ricorda di sé.Quando ci ricordiamo di noi, quando percepiamo noi stessi mentre usiamo i nostri sensi, evitiamo dicadere nell'incoscienza, di essere trascinati e sbattuti a destra e a sinistra, perché in quel precisomomento noi siamo nello stato del testimone. È lo stato di colui che osserva la scena della nostraCoscienza, senza esserne travolto. E' da questo stato che possiamo osservare, senza colorare con inostri condizionamenti personali, la realtà degli avvenimenti."
Meditazione e onde cerebrali
 Nel passato, per varie ragioni, si ricorreva a forme di addestramento vigorose e difficili, come ilkendo o il Judo, per sviluppare la resistenza nelle persone deboli.Oggi la scienza medica ha dimostrato che il metodo psicosomatico è il solo capace di affrontare il

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