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Il Libro Dei Morti Degli Antichi Egizi

Il Libro Dei Morti Degli Antichi Egizi

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IL LIBRO DEI MORTI DEGLI ANTICHI EGIZIINTRODUZIONE ALLA NUOVA EDIZIONEL'opportunit
à
di procedere a una nuova edizione del Libro dei morti (Papiro di Torino)
è
statadeterminata dalla considerazione che la precedente, magistralmente edita da Scheiwiller, maesaurita da anni era divenuta ormai una preziosit
à
da bibliofili.Inoltre la persistente mancanza, in lingua italiana, di una traduzione "all'altezza dello standardscientifico moderno". Per dirla col Prof. Edel, ci ha spinto a riproporre la presente.Nel presentare quindi alle stampe, in una nuova ma egualmente dignitosa veste, il testo princepsdella letteratura religiosa egizia, ci siamo preoccupati di apportare alcuni necessari emendamenti edaggiornamenti basati, oltre che sulle personali ricerche, anche su osservazioni e suggerimenti daparte di vari studiosi.Un doveroso ringraziamento va alla Dott. ssa A. M. Donadoni Roveri, Soprintendente Reggentealle Antichi
tà
Egizie di Torino, per la sollecita assistenza nel fornire le nuove tavole fotografichenel papiro che forma oggetto della presente pubblicazione.BORIS DE RACHEWILTZBrunnenburg, giugno 1986
 
 PREFAZIONEIl Libro dei Morti di Torino d'epoca Tolemaica ha, sin dagli inizi, giocato un ruolo importantenella storia dell'Egittologia. Dato il suo buono stato di conservazione e la sua interezza, nonch
è
perle numerose iscrizioni all'inizio dei capitoli, esso
è
stato nel 1836 copiato dal Lepsius e, nel 1842,stampato in litografia. Questa degna presentazione del testo
è
oggi una rarit
à
bibliografica esoltanto il presente testo pu• colmarne la lacuna. A differenza dell'edizione del Lepsius, la presenteci dona il testo in riproduzione fotografica. Le foto sono ottime, tali da consentire all'interessato lacollazione col testo del Lepsius, anche se i caratteri non appaiono cos
grandi. In effetti ci possonoessere alcuni errori nel testo del Lepsius, per quanto egli stesso ne dia, alla pag. 19, tutta una listadi quelli risultati durante il processo di stampa. E mentre il Lepsius rinuncia ancora a unatraduzione e quella del Pierret del 1882
è
oggi naturalmente sorpassata, l'Autoaltre, insieme altesto fotografico, ci d
à
una nuova traduzione che
è
all'altezza dello standard scientifico moderno.Cos
, dopo molto tempo, abbiamo nuovamente una traduzione del Libro dei morti nella sua fasedefinitiva. Le note alle traduzione dei singoli capitoli mostrano che sono state consultate anche lepi— recenti pubblicazioni ed opere spesso non facilmente accessibili.Con questa traduzione l'opera
è
sicura di uscire dalla ristretta cerchia degli Egittologhi. L'ampiaintroduzione informa il lettore interessato sui diversi aspetti e sulla scoperta del Libro dei morti,mentre l'opera si conchiude con un dizionarietto Mitologico e Topografico. Qui vengono spiegati,per una pi— ampia cerchia di lettori, i nomi degli dei, dei luoghi e il tipico orientamento mentaledei egiziani.In aggiunta al testo si trovano, a scopo comparativo, sette ottime fotografie di illustrazioni delLibro dei morti dalla XIX dinastia all'epoca tolemaica.Prof. Dr. ELMAR EDELdella Universit
à
di Bonn
 
 INTRODUZIONEKitab el- Mayytun, letteralmente Libro del Morto, fu la designazione araba impiegata daiviolatori delle necropoli faraoniche per qualsiasi rotolo di papiro rinvenuto nelle tombe.Designazione evidentemente assai generica potendo i papiri trattare dei pi— svariati argomenti, dalformulario magico al contratto di cessione dei terreni, dal grafico architettonico allo studiomatematico o medico.Tuttavia questo termine venne accolto nel secolo scorso dai pionieri delle ricerche egittologichee tale convenzionalmente rimase, pur limitato alla miscellanea raccolta di formule, diffusasi nelNuovo Impero, tendenti a assicurare il defunto contro i pericoli dell'oltretomba ed anche utili testoper i vivi.Ma il termine "libro" e la divisione in Capitoli pu• facilmente determinare un'impressioneinesatta sulla reale natura di tale testo, suggerendo una organicit
à
concettuale, cronologica estilistica che
è
invece del tutto assente. Trattasi infatti di formule eterogenee e di disparata origine,indipendenti tra loro e senza alcun ordine di successione. La numerazione dei capitoli
è
operamoderna basata sulla "Recensione" pi— tarda, ma le varie copie del Libro dei morti, e inparticolare quelle dell'epoca tebana, non rispettano tale progressione. Cos
ad esempio il papirofunerario di Iuya1
è
composto dei Capp. I, XVII, XVIII, LXXXIII, LXXXIV, LXXVII,LXXXXVI, LXXXII ecc.Il vero titolo della raccolta
è
Libro per uscire al giorno, riferendosi alla possibilit
à
, da partedello spirito del defunto, mediante il retto impiego di tali formule, di uscire durante il giorno dalsepolcro. Naville interpreta invece "uscire dal giorno"2 intendendo per "giorno" la vita dell'uomo econseguentemente attribuendo al testo il valore di formulario per agevolare il passaggio dalla vitaalla morte e l'insediamento dell'entit
à
spirituale del defunto del nuovo stato.Tale
è
anche l'opinione del Marucchi3 che interpret• il titolo come Libro per uscire dalla vita.Esotericamente "uscire al giorno", come evidenziato da J. Evola, significa penetrare nella luceimmortale.La sua genealogia
è
quanto mai interessante e ci impone un sia pur sintetico excursus nel campodella tradizione scritta. E` evidente che quella orale del periodo arcaico abbia lasciato qualcheimpronta nella prima raccolta dei testi sacri: i Testi delle Piramidi.4 Questi si trovano incisi, senzaalcun accompagnamento di scene illustrative, sulle parete delle camere sepolcrali di alcunepiramidi a Sakkara: quella di Unis della V dinastia, i Pepi I, Merenra e Pepi II della VI dinastia,mentre ulteriori testi addizionali e paralleli sono stati scoperti nelle piramidi delle regine Udjebten,Neith e Apuit, sempre a Sakkara.5Alcune concezioni espresse in tali testi vanno riferite direttamente al substrato africano eall'epoca preistorica, particolare l
à
ove si tratta di pratiche funerarie. Ad esse si aggiunserodiscordanti elementi mal fusi delle primitive concessioni stellari, della teologia solare e del culto diOsiride.Questi vesti vennero redatti nell'Antico Impero esclusivamente per il Faraone e per una ristrettacerchia di appartenenti alla casa reale, escludendo nettamente ed esplicitamente dai benefici delparadiso celeste l'uomo della strada.La rivoluzione democratica operata alla fine della VI din. elev• il defunto comune allacondizione di essere identificato con Osiride e l'insieme delle nuove concessioni arricchitosi di varielementi propri ai testi delle Piramidi origin•, a partire dal "Primo Periodo Intermediario" esviluppandosi nel Medio Imputato, l'opera fondamentale: i Testi dei Sarcofaghi6 con la particolaresezione che crea un'opera a s‚, il Libro delle Due Vie.7

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