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Donne in lotta, avanza il nuovo

Donne in lotta, avanza il nuovo

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Published by Antonio Montanari
Non le guerre o le rivoluzioni cambiano la Storia, ma l'impegno femminile con un progetto politico di giustizia e libertà per tutti i ceti sociali
Non le guerre o le rivoluzioni cambiano la Storia, ma l'impegno femminile con un progetto politico di giustizia e libertà per tutti i ceti sociali

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Published by: Antonio Montanari on Apr 12, 2013
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Alle origini di Rimini moderna (8)
. Non le guerre ole rivoluzioni cambiano la Storia, ma l'impegnofemminile con un progetto politico di giustizia e libertàper tutti i ceti sociali
Donne in lotta, avanza il nuovo
Manca una storia economica e sociale di Riminimoderna. Come pure quella delle idee che vicircolavano. Molti aspetti della sua vita sono coignorati o travisati. Ha scritto un celebre storico dellaScienza, Paolo Rossi: "Anche il passato è pieno di cosenuove e sconosciute". Tra cui possiamo porre il discorsosul ruolo svolto dalle donne lungo i secoli.
La nostra Francesca
Spesso e volentieri ce la siamo cavata con il solennemacigno di Francesca peccatrice, raccontata da padreDante col commosso ricordo dal luogo infernale deilussuriosi. La "verità" storica della vicendamalatestiana, non ha documenti che la attestino. Ilpasso di Dante è fonte letteraria e non cronachistica.Ma forse si è trattato di un omicidio politico, non d'unduplice delitto d'onore.Lo Sciancato aveva i suoi buoni motivi per odiare ilBello. Il primogenito Giovanni avrebbe potuto perinvidia progettare l'eliminazione fisica del fratellominore Paolo, protagonista stimato della scenanazionale. Francesca sarebbe la vittima non di undramma amoroso, ma di una terribile questione politicache rispecchia il modo di operare di quella società checonsiderava le donne sempre soggette al volere ed alvalore del maschio, simbolo del potere più assoluto. Ilquale faceva cancellare tutte le versioni non ufficiali deifatti. Secondo Boccaccio, il matrimonio fra Giovanni eFrancesca è un fatto politico, seguendo usi e costumidel tempo, perché riconosce la fine di una lunga edannosa guerra tra i Malatesti e i Da Polenta.
Cleofe ed Isotta
Questo contesto politico del potere che decide la sortedelle donne, si ripete nel 1418. Nella prospettiva di unnuovo quadro dei rapporti tra Roma e Costantinopoli, èprogettato come fase preparatoria il doppio matrimoniofra i figli di Manuele II imperatore d'Oriente e duefanciulle cattoliche, Cleofe Malatesti di Pesaro (educataa Rimini) e Sofia del Monferrato. Il papa Martino V l'8aprile 1418 autorizza i figli dell'imperatore bizantino a
 
sposare donne cattoliche. Del matrimonio fra Cleofe eTeodoro Paleologo, forse concluso con la morte violentadella giovane, non hanno scritto la storia icontemporanei.A noi non è giunta nessuna narrazione utile acompletare gli scarsi documenti sopravvissuti, tra cuiquattro lettere della stessa Cleofe alla sorella PaolaGonzaga. Il velo dell'oblio può non essere casuale. Econferma quanto s'è visto per Francesca. Alla cuivicenda Cleofe Malatesti s'avvicina, proprio per ilsilenzio che ne avvolge la sorte.È un'altra donna a cambiare il volto della culturamalatestiana riminese, quell'Isotta che troviamo sepoltanel nostro Tempio, e che mette in ombra le immagini diSigismondo Pandolfo quale condottiero ed uomo diguerra. Anche grazie a lei, il Tempio resta sino ai nostrigiorni la testimonianza d'una novità assoluta, ildesiderio di rinnovare il grande sogno umanisticodell'incontro tra le culture, proprio mentre le armireggevano e regolavano le sanguinose divisioni.
Diamante, ribelle
Per constatare come cambi la posizione della donnanella gestione della vita famigliare e nella socie,saltiamo qualche secolo ed arriviamo a quello XVIII,con Diamante Garampi. La quale dimostra la piùesemplare volontà di essere l'unica padrona dellapropria vita, in un momento in cui sta nascendo il piùgrande scontro, per l'età moderna, tra le nuove ideescientifico-politiche e le posizioni conservatrici oreazionarie (ci si scusi il linguaggio tipicamenteodierno) delle forze politiche in campo in tutt'Europa.Diamante si ribella al volere del padre Francesco(fratello del celebre card. Giuseppe) che ha deciso il suofuturo, combinandone il matrimonio secondo il costumedel tempo. Diamante richiama la figura goldoniana diMirandolina su cui ha scritto Franca Angelini (1993):"vincitrice del Cavaliere", è però "vinta dalla legge cheincombe sulla condizione femminile, l'ubbidienza alpadre", che nel caso specifico significa dover sottostareall'interdizione del passaggio da una classe sociale aun'altra. Nel Manzoni s'incontra poi la figura dellaMonaca di Monza, sulle cui labbra egli pone questeparole: "Già lo so che i parenti hanno sempre unarisposta da dare in nome de' loro figliuoli". Parole chefanno il paio con quelle pronunciate da don Rodrigo aproposito di Renzo e Lucia: "Son come gente perdutasulla terra; non hanno né anche un padrone: gente di
 
nessuno".
Il canto di Antonia
Al 1700 appartiene pure una giovane e bella cantanteromana, Antonia Cavallucci che peregrinando per l'Italiada Torino alla Sicilia, dalla Calabria a Padova, approda aRimini attorno al 1750. Suo padre Bartolomeo, uncelebre Pulcinella, è morto nel 1746. Arcigna custodedelle misere sostanze che ricava dall'esercizio dell'arte,è la madre che nel 1749 l'ha spinta a sposare un talCelestini. Costui la trascura e maltratta, facendolavivere nei più gravi stenti. L'unica cosa preziosa cheAntonia Cavallucci possiede è la bellezza. Uomini diogni età, assistendo ai suoi spettacoli, ne sono talmenteaffascinati da trasformarsi in una folta schiera dicorteggiatori sognanti.A questa schiera appartiene il medico riminese GiovanniBianchi (ovvero Iano Planco) che la invita l'11 febbraio1752 ad una serata della Accademia dei Lincei riminesi,rifondati dallo stesso Bianchi sei anni prima. Il fascinoche la ragazza esercita su di lui, le costa caro. Bianchil'allontana da sé, al fine di arginare quello che apparivaun vero e proprio pubblico scandalo. Antonia Cavallucciè costretta a riparare a Bologna dal suo protettore chela munisce di presentazioni per amici, i quali avrebberodovuto provvedere ad accoglierla e ad aiutarla. Lasfortunata situazione coniugale è aggravata dalledifficoltà di trovar scritture, nonostante il successo cheriscuote ogni volta che si esibisce. Forse, a renderlainvisa ai benpensanti ed ai custodi della pubblicamoralità, è la sua stessa avvenenza, facilmentescambiabile, da quelle menti, per un veicolo diseduzione diabolica, sulla scia di opinioni allora comuni.
Cervia e Rimini
Torniamo alla nostra Diamante. Suo padre avevaprogettato le nozze della figlia, scegliendo comeconsorte il marchese Pietro Belmonti, un loro parente.Lei non è d'accordo. A diciotto anni, il 25 aprile 1764,Diamante Garampi sposa Nicola Martinelli (non ancoraventiduenne). Diamante il 16 ottobre 1763 si rifugianel monastero di Sant'Eufemia, dove si trattiene sinoall'8 gennaio 1764, quando fa ritorno alla casa paterna.Qui resta per sei giorni, prima di isolarsi in un altroconvento, quello delle monache di San Matteo, il 13dello stesso mese, allo scopo di prepararsi alle nozzecon Nicola Martinelli.Contro il volere dei padri della politica vanno le donne

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