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E
ra una delle parole chiave di qualche tempo fa: l’apprendimento mediatodalle nuove tecnologie e dalla rete In- ternet, la formazione continua, la Rete co-me il motore della nuova didattica (per unapprofondimento leggi il dossier a pag. 48).Svanito il fumo dell’euforia, oggi l’e-learningsi è consolidato. In Italia ci sono 249 corsidi laurea online, gli iscritti sono aumenta- ti del 19% rispetto all’anno scorso e la for-mazione erogata via Web è diffusa in azien-de, scuole, pubbliche amministrazioni. An-che le tecnologie hanno trovato una strut- tura più stabile: dalle soluzioni commer-ciali a quelle open source. E proprio al ruo-lo delle tecnologie Web sul modello dellaformazione a distanza è dedicato questonumero di Salotto Web. Quanto è impor- tante la tecnologia in questo tipo di appli-cazioni? Quali sono gli aspetti più impor- tanti da curare in fase di progettazione? A tutto questi hanno risposto i nostri esperti.
Lo avevamo immaginato, anche se non in ter-mini così netti: in un progetto e-learning latecnologia conta poco. Uno dei nostri ospitice lo quantifica: meno del 10% in termini siadi tempo speso per il progetto sia in termini dibudget. E c’è da crederci, perché viene dal pro-gettista di una delle più note piattaforme die-learning open source. Nell’e-learning contala qualità della strategia pedagogica, la qualitàscientifica dei contenuti, meno la “potenza”di una piattaforma. Certo, gli strumenti delcosiddetto Web 2.0 sono importanti anche inquesto campo e per integrarli serve comunqueun programmatore esperto ma chi si occupadi progettare un sistema di e-learning basatosul Web deve creare un ambiente, per riprenderele parola di un altro esperto, “trasparente”. De- ve essere un ambiente semplice, che permet-ta agli utenti di concentrarsi sulla principalefinalità di questi strumenti: l’apprendimento.La parola ai nostri esperti.
Quali sonogli elementipiù critici in unapiattaforma Webdi e-learning?Quantoè importantela componenteWeb inun progettodi e-learning?
Quali strumentidel Web 2.0possonoarricchireuna piattaformadi e-learning?
P
remetto che il mio punto di vista è quello dell’apprendimento. Con esenza le tecnologie. Da questo punto di vista la “progettazione web” nelcosidetto e-learning (“l’apprendimento elettronico” non esiste: è fuorviantepensare che apprendere con le tecnologie sia diverso dall’apprendere sen-za) è del tutto irrilevante. Come una “buona” aula, confortevole, bene illumi-nata, con sedute comode è irrilevante ai fini di come e cosa viene appresoanche se è migliore di un’aula fatiscente. Le tecnologie devono essere effi-cienti, ma per apprendere ci vuole altro. Ci vuole una buon modello di ap-prendimento, una buona progettazione didattica, una buona tecnica didatti-ca. Cui asservire le tecnologie. Non si impara “dalle”, ma si impara “con” letecnologie. La tecnologia può essere un buon partner cognitivo che aiuta apensare meglio, a rappresentare ciò che sappiamo, a collaborare e costruire.
C
oerentemente con quanto ho detto prima, un informatico dovrebbepreoccuparsi di mettere a disposizione dei “tecnici” dell’apprendimen-to un sistema performante, che non crei problemi; né a chi insegna né a chiapprende. Deve preoccuparsi di rendere le tecnologie “trasparenti” perchégli utilizzatori si possano concentrare sul core business: l’apprendimento.Non credere, ed operare di conseguenza, che la tecnologia sia il perno at-torno a cui ruota il sistema. Deve preoccuparsi di integrare differenti appli-cazioni in relazione agli obiettivi di apprendimento che l’azione formativa haassunto. La “piattaforma” non è data da un unico applicativo ma da un ag-gregato di applicativi. Ciò che davvero serve in una azione formativa sono,normalmente, solo poche funzionalità. Rendere sempre più “ricche” e “fan-tasiose” le applicazioni può gratificare l’informatico ma, raramente, porta adun valore aggiunto per l’apprendimento.
T
utti gli strumenti 2.0 possono arricchire l’ambiente tecnologico perl’apprendimento perché i presupposti del social networking sono glistessi di un buon ambiente di apprendimento. Il coinvolgimento attivodella persona che apprende; la costruzione “dal basso”, meglio se colla-borativa, di nuova conoscenza; l’utilizzo delle conoscenze e delle espe-rienze della altre persone. L’esplorazione, la conversazione, la collabora-zione, la costruzione, sono i meccanismi che favoriscono un apprendi-mento significativo. L’unico problema che vedo è l’uso consapevole edappropriato dei diversi strumenti e, questo, spesso manca. La Rete, ilWeb 2.0, sono le vere “nuove tecnologie” per l’apprendimento perchérendono possibile, con relativa facilità, la realizzazione di “attività di ap-prendimento”, in modo attivo e collaborativo, prima non possibili o possi-bili con molta meno efficienza ed efficacia.
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PARERI AUTOREVOLI
SALOTTO WEB
GianniMarconato
Si occupa di formazionee di sviluppare ambienti
di apprendimento in cui,quando serve, sonointegrate le tecnologie
(
www.giannimarconato.it
)
E-learning: quantoconta il Web 2.0?
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