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Gli Appunti Di Ringelblum Sulla Rivolta Anti-nazista Del Ghetto Di Varsavia - La Repubblica 19.04.2013

Gli Appunti Di Ringelblum Sulla Rivolta Anti-nazista Del Ghetto Di Varsavia - La Repubblica 19.04.2013

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anno zero
SUSANNA NIRENSTEIN
A settant’anni dalla rivolta pubblicatigli appunti dello storico Ringelblum
VARSAVIA
N
el gennaio del 1943 apparvero i primi appassionati ma-nifesti sul muro alto 4 metri che circondava il ghetto di Varsavia: «Svegliati o popolo e lotta! … Che ogni madrediventi una leonessa in difesa dei suoi piccoli! Che nes-sun padre veda con rassegnazione la morte dei figli! Cheil nemico paghi col proprio sangue la vita di ogni ebreo! Che ogni ca-sa diventi una fortezza! Nessun ebreo deve più morire a Treblinka!Preparatevi ad agire! Siate pronti!». E fu davvero così, quasi tutti uni-ti nell’Organizzazione Ebraica di Combattimento (la Zob, ZydowskaOrganizacja Bojowa) comandata dal 24enne Mordechai Anielewicz,da agnelli si trasformarono in tigri e volpi. Non si fecero più prende-re e uccidere senza resistere,senza colpire il nemico. Primacon l’azione del 18 gennaio,quando una dozzina di uominiarmati di pistola si infiltrarononella colonna di uomini, donne,bambini condotti verso la Um-schlagplatz dove i treni per Tre-blinka aspettavano, e aprirono ilfuoco sulle SS liberando tutto ilgruppo, mentre un altro nucleoforzava un vagone blindato fa-cendone uscire i deportati. Poicon la grande rivolta del 19 apri-le, esattamente 70 anni fa.La volontà del Terzo Reich dicancellare gli ebrei dall’Europaera ormai chiara. Ogni illusionedi rimanere in vita era svanita. Inquella prigione a cielo apertoistituita dai nazisti nell’ottobre1940, 403 ettari in cui erano statitrasferiti e rinchiusi più di450.000 ebrei (con una densità di14 persone per stanza e con le 184calorie al giorno che secondo i te-deschi dovevano bastare ad ogniebreo – ma a loro stessi ne anda-vano 2.613, mentre ai polacchi669) dopo le grandi deportazionidell’estate 1942 (310.000 gli abi-tanti portati allo sterminio, circa6000 al giorno) e le morti per fa-me e malattia erano rimasti solo50.000 i residenti nel ghetto. Orasi trattava di morire in piedi.Quell’imbarbarimento, quel-l’incubo senza risveglio duratopiù di due anni e mezzo è statoraccontato fin dall’ottobre 1939,giorno per giorno, da EmanuelRingelblum, storico sociale, sio-nista, organizzatore di mense eassistenza, ma soprattutto crea-tore degli archivi clandestini del-la “Oneg Shabbat” (Delizia delSabato, un termine ebraico chefaceva riferimento al giorno de-dicato alla riunione), una crona-ca minuziosa divisa in sezionieconomiche, culturali, sociali – ecapitoli sulle donne, i bambini,la gioventù, la salute, lo humour,l’educazione, la religione, le atti-vità illegali –, che fu sepolta in 10bidoni del latte sottoterra quan-do si comprese che tutto era per-so. Materiale ritrovato a guerrafinita. Oggi di quell’
opus ma- gnum
raccolto perché il mondosapesse, gli appunti scritti di per-sona da Emmanuel Ringelblumsincopati, veloci, fitti come fogliedi quercia, diseguali, a tratti ci-frati, quasi sempre espliciti, sonostati finalmente pubblicati in ita-liano con il titolo
Sepolti a Varsa-via
(Castelvecchi, a cura di JacobSloan, pagg. 284, euro 22). Parla-no di tutto, dalle norme che viavia stringono e oscurano gli spa-zi vitali, alle battute (moltissi-me), le voci che circolano, l’odio-sa polizia ebraica, gli
 judenrat 
,gli sbarramenti costruiti in quel-la o quell’altra strada, le punizio-ni inflitte a chi non si toglie il cap-pello, e poi rastrellamenti, ra-
IN ARMI CONTRO I NAZISTIPER LE STRADE DEL GHETTO
L’appuntamento
TORINO
— Torna nelle Langhe, nel paese diLuigi Einaudi, a Dogliani, dal 3 al 5 maggio, il“Festival della Tv e dei nuovi media”, tre giornidi incontri, dibattiti, confronti tra protagonistidel mondo della comunicazione tradizionale enon sul ruolo che questa svolge nella società esul futuro della televisione. In particolare, alcentro della seconda edizione della rassegna,la comunicazione politica: come parlarne aigiovani, come informare il pubblico generali-sta, quali le novità nella stagione appena tra-scorsa. Al confronto parteciperanno moltiospiti. Fra gli altri, Lucia Annunziata, CarloFreccero, Gad Lerner, Vittorio Zucconi, Fede-rico Rampini, Ferruccio de Bortoli, Mario Ca-labresi, Riccardo Luna. Ezio Mauro, direttoredi
Repubblica
, il 4 maggio alle 18,30, parlerà deigiornali nell’era di internet. Tra i tanti appun-tamenti in programma il faccia a faccia tra Gio-vanni Minoli e il sindaco di Firenze, MatteoRenzi, il rapporto tra media e legalità per sotto-lineare l’importanza della comunicazione nel-la lotta alla mafia, le elezioni politiche come la-boratorio di comunicazione. A chiudere il Fe-stival sarà Carlo De Benedetti, presidente delGruppo editoriale L’Espresso, che discuteràcon Stefano Folli e Lilli Gruber su “Un orizzon-te per il nostro Paese” (il 5 maggio alle 18,30).
A Dogliani dal 3 al 5 maggio: incontri, dibattiti, confronti
AL FESTIVAL DEI MEDIALE SFIDE DEL FUTURO

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